Capodogli arenati in Puglia
11 dicembre 2009 Ambiente 4 CommentiBrutte notizie in arrivo dalla Puglia, dove sette capodogli sono stati rinvenuti su una spiaggia del Gargano, arenati, non si sa ancora bene per quale motivo. Gli esemplari di capodoglio pare si siano spiaggiati giovedì sera, precisamente nella località Foce Varano, nel territorio del comune di Peschici.
Cetacei giganteschi, forse spinti dalla corrente, sono arrivati dove l’acqua era troppo bassa e non sono riusciti a tornare indietro. Sette i cetacei bloccati sulla spiaggia. Tutti morti, nonostante all’inizio ce ne fossero ancora tre agonizzanti, ma è stato comunque difficilissimo farli allontanare e raggiungere l’acqua alta.
E ora è necessario capire la causa dello spiaggiamento. E’ ormai certo che non si sia trattato di cause naturali, dal momento che si è trattato di un evento unico per l’Italia, che ha visto gli ultimi spiaggiamenti in massa risalire addirittura all’800. Secondo il presidente del Comitato scientifico di Accobams, Giuseppe Notarbartolo di Sciara, una delle cause dello spiaggiamento potrebbe essere “la presenza in mare di suoni ad altissima intensità oppure attività navali o di ricerca di idrocarburi, in particolare di gas e petrolio”. Ma è ancora tutto da chiarire, dopo l’autopsia. Intanto, resta questo evento triste e drammatico per l’ecosistema marino.





















Uccisi dalla plastica
i capodogli spiaggiati in Puglia
ROMA – Buste di plastica, pezzi di corda, scatole e contenitori di vari materiali sono stati trovati nello stomaco di quattro dei sette capodogli piaggiati in località Foce Varano, nel comune di Peschici, sul Gargano, in Puglia. La scoperta è stata compiuta dal professore Giuseppe Nascetti, pro-rettore dell’università della Tuscia, ritenuto uno massimi esperiti mondiali di parassitologia ed ecologia marina, chiamato come esperto a valutare le cause dello spiaggiamento e della successiva morte dei cetacei.
Secondo Nascetti, i capodogli potrebbero aver scambiato gli oggetti trovati nei loro stomaci per calamari, unico cibo di cui si nutrono. “Quello che sembrava il capobranco – spiega l’esperto – ne aveva lo stomaco colmo. Un pò meno gli altri tre. Ma la morte di tutti e sette gli esemplari è riconducibile al fatto che i tre capodogli che non avevano ingerito oggetti di plastica abbiano seguito il capobranco andando come lui a morire sulla spiaggia. Un comportamento legato allo spirito gregario ai gruppi di giovani maschi”.
Nei prossimi giorni Nascetti invierà una dettagliata relazione sui risultati dei suoi rilievi sulle carcasse dei capodogli alle autorità pugliesi e al ministero dell’Ambiente.
Nascetti ha ipotizzato anche le ragioni che potrebbero aver “ingannato” i capodogli, facendo loro scambiare le buste di plastica e gli altri oggetti trovati nei loro stomaci per calamari. “Ritengo – spiega – che siano stati disturbati dall’intenso traffico delle navi nell’Adriatico. E non solo quelle militari con i loro sonar. Alcune grandi imbarcazioni eseguono ricerche di idrocarburi al di sotto dei fondali marini emettendo forti ed improvvisi rumori che interferiscono con i sistemi di ricerca di cibo dei capidogli disorientandoli”.
Per Nascetti tutti gli spiaggiamenti di cetacei che avvengono sono riconducibili all’inquinamento materiale e acustico che, dopo la terraferma, sta invadendo anche i mari.
http://www.repubblica.it/2009/12/sezioni/ambiente/capodogli-arenati-puglia/capodogli-plastica/capodogli-plastica.html
Il funerale dei capodogli
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/fotogallery/2009/12/capodogli/gargano-funerale-capodogli–1602200447525.shtml#5
poveracci