Nel silenzio dei media, da solo, lui e il suo team di giornalisti fidati, rischiando la vita, il giornalista Gianni Lannes porta avanti da anni battaglie pericolose, svelando traffici illeciti e i sottili fili che uniscono la criminalità organizzata a vari settori della nostra società.
Il 28 gennaio a Roma, presso la Casa della Pace, il giornalista ha denunciato l’ormai lungo percorso storico di traffici illeciti di rifiuti tossici smaltiti dalla ‘ndrangheta nei nostri mari. In una serie di video disponibili su youtube, attraverso il dettagliato resoconto, con dati e nomi, Lannes cerca di fare informazione su quello che succede nei nostri mari, senza che noi possiamo saperlo. Per anni, andando dietro nel tempo, questa pratica di smaltimento pericolosissimo è andata avanti tranquillamente. Adriatico, Tirreno, Ionio, nessun tratto di mare è stato escluso da questi atti folli, ed è altamente improbabile, diciamo impossibile, che nessuno abbia visto o saputo fermare questo scempio.
Nello specifico, Lannes parla dello smaltimento dei rifiuti tossici prodotti dallo smantellamento della CENTRALE NUCLEARE CAORSO.
Lo ripetiamo, nel silenzio dei media e delle istituzioni, Lannes porta avanti la sua battaglia. Ha fondato addirittura un giornale, ItaliaterraNostra, perché sulle testate nazionali non c’è spazio – o voglia? – di parlare di questi temi.
Lannes è chiaro: nel corso degli anni, sono state tante le navi riempite di rifiuti tossici provenienti dalla centrale nucleare di Caorso. Venivano caricati sulle navi, a Genova e La Spezia, in attesa di essere affondate al largo, scomparendo nel nulla burocratico facilmente, c’è da ipotizzare con il tacito consenso di politici e istituzioni.
Lannes è anche entrato – tranquillamente, senza autorizzazioni e con tre macchine fotografiche – nella centrale per documentare i legami tra ‘ndrangheta e la centrale. Infatti, lo smaltimento dei rifiuti era stato affidato ad una società controllato dalla ‘ndrangheta, la Ecoge. Ci sono le foto ai camion di questa società e anche altro, a testimoniarlo. Ora è quasi pronto un dossier, dal momento che questa inchiesta non interessava né alla Stampa, giornale per cui scrive Lannes, né ad altri giornali.
Econote è con Gianni Lannes, con il suo modo di fare giornalismo e di informare i cittadini. Giornalismo di inchiesta, senza timori e con un coraggio davvero encomiabile.
Di seguito i video con l’intervento di Lannes:















Smaltimento di rifiuti tossici, la verità di Gianni Lannes | Laboratorio Ingegneria Non Dorme 6 febbraio 2010 alle 12:05
[...] econote.it La MAPPA degli affondamenti (la “La Repubblica”) – i RELITTI (numerati nella carta qui sopra) [...]
Marianna 6 febbraio 2010 alle 13:16
Purtroppo in Italia apparentemente “tutto va bene”, tutto deve andare bene e il manovratore non va disturbato.
Antonio 6 febbraio 2010 alle 14:16
Funziona così, sì. Purtroppo.
Mariella 6 febbraio 2010 alle 18:53
è triste, l’uomo sta rovinando il mondo e tutti fanno finta di non saperlo………
sbadituf 7 febbraio 2010 alle 09:46
orrore e raccapriccio!
Può una notizia del genere non trovare altro spazio che il web? Per la sua gravità dovrebbe riempire le prime pagine di tutti i quotidiani nazionali, oltre che tutti i telegiornali…
La libertà d’informazione è ancora un diritto fondamentale di questo Paese?
Sonia Lay 7 febbraio 2010 alle 10:47
Raccapricciante!!!!
Dove arriveremo?
Selvaggio Web » Blog Archive » Rifiuti tossici nei nostri mari: l’inchiesta taciuta 11 febbraio 2010 alle 21:01
[...] Econote è con Gianni Lannes, con il suo modo di fare giornalismo e di informare i cittadini. Giornalismo di inchiesta, senza timori e con un coraggio davvero encomiabile. [...]
Econote » Blog Archive » Minacce al giornalista Gianni Lannes 24 aprile 2010 alle 08:08
[...] già parlato del giornalista Gianni Lannes e della sua inchiesta sulle “Navi dei veleni”. Purtroppo torniamo [...]