Smaltimento di rifiuti tossici nei nostri mari: la verità di Gianni Lannes
6 febbraio 2010 Notizie 11 CommentiNel silenzio dei media, da solo, lui e il suo team di giornalisti fidati, rischiando la vita, il giornalista Gianni Lannes porta avanti da anni battaglie pericolose, svelando traffici illeciti e i sottili fili che uniscono la criminalità organizzata a vari settori della nostra società.
Il 28 gennaio a Roma, presso la Casa della Pace, il giornalista ha denunciato l’ormai lungo percorso storico di traffici illeciti di rifiuti tossici smaltiti dalla ‘ndrangheta nei nostri mari. In una serie di video disponibili su youtube, attraverso il dettagliato resoconto, con dati e nomi, Lannes cerca di fare informazione su quello che succede nei nostri mari, senza che noi possiamo saperlo. Per anni, andando dietro nel tempo, questa pratica di smaltimento pericolosissimo è andata avanti tranquillamente. Adriatico, Tirreno, Ionio, nessun tratto di mare è stato escluso da questi atti folli, ed è altamente improbabile, diciamo impossibile, che nessuno abbia visto o saputo fermare questo scempio.
Nello specifico, Lannes parla dello smaltimento dei rifiuti tossici prodotti dallo smantellamento della CENTRALE NUCLEARE CAORSO.
Lo ripetiamo, nel silenzio dei media e delle istituzioni, Lannes porta avanti la sua battaglia. Ha fondato addirittura un giornale, ItaliaterraNostra, perché sulle testate nazionali non c’è spazio – o voglia? – di parlare di questi temi.
Lannes è chiaro: nel corso degli anni, sono state tante le navi riempite di rifiuti tossici provenienti dalla centrale nucleare di Caorso. Venivano caricati sulle navi, a Genova e La Spezia, in attesa di essere affondate al largo, scomparendo nel nulla burocratico facilmente, c’è da ipotizzare con il tacito consenso di politici e istituzioni.
Lannes è anche entrato – tranquillamente, senza autorizzazioni e con tre macchine fotografiche – nella centrale per documentare i legami tra ‘ndrangheta e la centrale. Infatti, lo smaltimento dei rifiuti era stato affidato ad una società controllato dalla ‘ndrangheta, la Ecoge. Ci sono le foto ai camion di questa società e anche altro, a testimoniarlo. Ora è quasi pronto un dossier, dal momento che questa inchiesta non interessava né alla Stampa, giornale per cui scrive Lannes, né ad altri giornali.
Econote è con Gianni Lannes, con il suo modo di fare giornalismo e di informare i cittadini. Giornalismo di inchiesta, senza timori e con un coraggio davvero encomiabile.
Di seguito i video con l’intervento di Lannes:






















Purtroppo in Italia apparentemente “tutto va bene”, tutto deve andare bene e il manovratore non va disturbato.
Funziona così, sì. Purtroppo.
è triste, l’uomo sta rovinando il mondo e tutti fanno finta di non saperlo………
orrore e raccapriccio!
Può una notizia del genere non trovare altro spazio che il web? Per la sua gravità dovrebbe riempire le prime pagine di tutti i quotidiani nazionali, oltre che tutti i telegiornali…
La libertà d’informazione è ancora un diritto fondamentale di questo Paese?
Raccapricciante!!!!
Dove arriveremo?
Salve,
siamo una casa di produzione televisiva che lavora per tv estere e stiamo preparando un servizio sulle inchieste di Gianni Lannes per una televisione Russa (RT News).
Non riusciamo a trovare i contatti del giornalista da nessuna parte sul web e mi chiedevo se per caso
voi potreste darci una mano, anche un’indirizzo mail.
Grazie in anticipo
Ciao Stefano,
purtroppo il sito Italia Terra Nostra non è più on line. Avevo visto che c’era l’indirizzo del direttore (Lannes) ma non l’ho segnato. Se lo recupero ti contatto.
Lannes? Quello che doveva presentare il dossier “Navi dei veleni”che avrebbe fatto tremare i palazzi, fatto cadere i governi? Dossier annunciato mille volte, (l’ultima era per settembre) e poi puntualmente non presentato?
Ma avete seriamente valutato le sue inchieste? Avete confutato le sue teorie?
Avete mai letto gli articoli comici del suo sito ora offline?
200 navi affondate nel mediterraneo=200 navi dei veleni: UNA BARZELLETTA.
Molto più serio e rigoroso Bocca dell’Espresso che da decenni ci lavora.
SIamo seri, per cortesia..
Saluti