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Decrescere: ma come?

Decrescere: ma come?

Recycle_love_by_kendrasue

Molti parlano della decrescita come di una rivoluzione, ma in che modo avviene? Chi ne sono i protagonisti? Cosa bisogna fare per partecipare attivamente a questo cambiamento?

Serge Latouche, uno dei più eminenti studiosi sul tema, articola la decrescita attraverso otto parole chiave: rivalutare, ridefinire, ristrutturare, rilocalizzare, ridistribuire, ridurre, riutilizzare, riciclare. Un programma aperto e flessibile, che può essere coniugato con altre idee e percorsi.

Bisogna prima di tutto saper utilizzare al meglio le risorse a disposizione. Quando si pensa esaurita la funzione di un prodotto, lo si può sempre recuperare per destinarlo ad altro uso, così vecchi componenti elettronici possono diventare originali gioielli.

Si cercano “nuove” strade per dare un freno ai consumi:  beni e  servizi che si trovano sul mercato possono essere prodotti “in casa”.

Il baratto può diventare una valida alternativa allo shopping, lo scambio di beni (e il significato simbolico ad esso connesso) potrebbe riacquistare un più ampio margine nei rapporti sociali.

Questi sono solo alcuni esempi, ma sono utili per dimostrare che la decrescita non sembra essere solo utopia, discorsi fumosi intrappolati in teorie socio-economiche di difficile attuazione. Ma sarebbe più utile pensare all’attuazione e al consolidamento di un insieme di pratiche quotidiane. Continui accorgimenti che possono guadagnare sempre più spazio nella vita pubblica della società.


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L\'autore

Gennaro Esposito, Laureato in Sociologia e specializzato in Antropologia Culturale ed Etnologia. Segue ricerche in ambito urbano e collabora con divrese riviste on-line.

Commenti

4 Commenti su “Decrescere: ma come?”

  • Gianluca

    Gianluca 11 febbraio 2010 alle 17:57

    Ottimo articolo del genere “digest” :) Valorizziamo le risorse che abbiamo in casa :)

  • sonialay

    Sonia Lay 11 febbraio 2010 alle 19:22

    Si valorizziamole, e aggiungerei impariamo a fare da soli…..
    I nostri nonni con poco riuscivano a fare cose semplici e genuine. Si sapevano fare i vestiti, alcuni cibi, vino, olio, sughi, conserve, saponi.
    E soprattutto, niente andava sprecato

  • L

    L'Eco della Terra 11 febbraio 2010 alle 20:37

    Io direi:

    SOBRIETA’ – degli acquisti ad esempio.
    BIODEGRADABILITA’ – componenti non inquinanti e che ritornano alla natura, per le future tecnologie.

    Poi ci sono molte altre cose da dire, tra cui molte già sottolineate e discusse.

    http://ecodellaterra.blogspot.com

  • Marianna

    Marianna 12 febbraio 2010 alle 09:06

    Molte altre cose da dire e da fare. Infatti per questo aspettiamo che il mercoledì Gennaro, antropologo, affronti in maniera sempre più dettagliata il tema della decrescita in maniera così semplice e chiara.

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