L’America torna al nucleare: prospettive.
18 febbraio 2010 Ambiente 4 Commenti


L’Ondata verde potrebbe subire uno stopo non trascurabile dopo che in America il Presidente Barack Obama ha avviato la nuova ‘campagna nucleare’ dopo 30 anni, con un fondo da 8 miliardi di dollari. Una ragione su tutte? Ragazzi, lasciate perdere la sicurezza degli impianti: le scorie nucleari sono il veleno più tossico che c’è per il nostro pianeta.
La GE Hitachi, uno dei più grandi fornitori di reattori nucleari, vuole indorarci la pillola con l’annuncio di essere riuscita a ricavare combustibile ‘pulito’ attraverso un processo di (parziale) riciclo delle scorie radioattive.
Il procedimento separa i ‘rifiuti’ in tre flussi: Primo, materiali che necessitano di storaggio obbligatorio nel sottosuolo per “poche centinaia di anni” (capirai) a fronte di diverse migliaia di anni necessarie attualmente. Secondo, Uranio da riutilizzare in reattori a deuterio. Terzo: un mix di elementi transuranici (plutonio e nettunio) che può essere utilizzato come carburante in reattori che adottano sodio di raffreddamento (tipo la centrale francese di Superphénix).
Nel recente passato l’idea di riconvertire scorie nucleari in carburante è stata criticata aspramente per la possibilità potenziale di appropriarsi del plutonio ottenuto allo scopo di adoperarlo a scopi bellici, ma il processo della Hitachi non separa il plutonio dagli altri materiali, rendendolo difficile da isolare.
Un pannicello caldo per un business sporco che sta riaccendendo i motori.




















