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I paradossi delle wind farm

I paradossi delle wind farm

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Tra i diversi tipi di energia rinnovabile, quella eolica è forse la più discussa e contestata. Le wind farm (gli impianti per l’energia eolica) sono costituite da una o più turbine, infrastrutture di trasmissione (cavi di collegamento tra le turbine ed una sottostazione), strade di accesso, segnaletica, recinzioni ed altri elementi utili alla manutenzione. Le politiche energetiche di molti paesi del Nord Europa, investono molto nel potenziamento di questa tecnologia.  In Danimarca, nel 2008, il 19% della produzione elettrica di base è stata realizzata da impianti eolici. Dalla metà degli anni Ottanta il rendimento delle wind farm è nettamente migliorato: sfruttando la forza del vento, questi impianti aumentano sempre di più la loro capacità produttiva, abbassando i costi.

A parte caratteristiche intrinseche (quando non c’è vento, non viene prodotta energia), gli impianti eolici vengono criticati per il loro impatto ambientale. Oltre a produrre un fastidioso rumore, procurerebbero una moria degli uccelli che vivono nell’area dove sono installate le torri. Ma l’aspetto più controverso riguarda l’impatto paesaggistico. Energia pulita che influenzerebbe (spesso) negativamente il valore storico, sociale ed ambientale dei territori.

Nei prossimi articoli cercheremo di riflettere sul rapporto tra le wind farm il significato dei luoghi. Prospettive a confronto per una tecnologia a tratti paradossale: aiuta l’ambiente ma allo stesso tempo ne svilisce il suo valore.


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L\'autore

Gennaro Esposito, Laureato in Sociologia e specializzato in Antropologia Culturale ed Etnologia. Segue ricerche in ambito urbano e collabora con divrese riviste on-line.

Commenti

8 Commenti su “I paradossi delle wind farm”

  • Marianna

    Marianna 10 marzo 2010 alle 11:28

    A dir la verità io non trovo che deturpino il paesaggio. Queste imponenti e importanti costruzioni con cui l’uomo si procura energia pulita sfruttando la forza del vento, mi hanno sempre affascinato.

  • sbadituf

    sbadituf 10 marzo 2010 alle 15:16

    direi che i grattacieli, o le fabbriche con i loro fumi deturpano parecchio di più il paesaggio rispetto a questi mulini a vento moderni…
    se hanno un impatto ambientale (immagino riguardi il loro smaltimento) ebbene ciò è colpa solo degli scarsi stanziamenti nella ricerca per potenziare le fonti alternative di energia. Siamo riusciti ad arrivare nello Spazio ma non a trovare un modo più adeguato per sfruttare l’energia del vento? Capitalismo ci cova….

  • admin

    Gianluca Riccio 11 marzo 2010 alle 16:34

    Trovo ragionevole procedere in ricerche tecnologiche che abbiano lo scopo di ridurre i possibili danni agli animali (gli uccelli in primis) e di realizzare turbine eoliche più silenziose e meno ‘impattanti’ per l’ambiente.

    Per il resto, sul piano estetico la penso come Marianna e adoro le turbine eoliche (stavo pensando di integrarle perfino nella grafica del sito…)

  • Marianna
  • Francesco d

    Francesco d'Elia 16 marzo 2010 alle 13:44

    Trovo le turbine eoliche bellissime e magiche come una installazione di arte concettuale.. La moria di uccelli è una balla perché gli uccelli ben difficilmente impattano contro una struttura ferma e le cui pale si muovono a bassa velocità.. Anche l’argomento rumore è da verificare ma di certo non fanno più rumore del vento..

  • Vittorio Marletto

    Vittorio Marletto 16 marzo 2010 alle 14:41

    La contestazione dell’eolico è un fenomeno italico e in parte britannico, non ce n’è traccia in Spagna o in Germania né in Danimarca. Personalmente trovo orribili per il paesaggio urbano e rurale le stazioni di servizio o pompe di benzina, con quelle mostruose tettoie scatolate e quei colori chiassosi e sempre fuori luogo, però non mi sono mai sognato di mettere su un movimento di protesta per il loro abbattimento. Eppure i vapori dei carburanti sono tutt’altro che benefici per la salute dei benzinai e per chi abita intorno alle pompe… anzi per dirla tutta sono proprio cancerogeni. E di pompe di benzina ce n’è moooolte di più che di pale eoliche. E allora a quando un post su questo argomento davvero rilevante?

  • Marianna

    Marianna 16 marzo 2010 alle 15:25

    A breve, moooooooooolto interessanti i vostri commenti.
    Grazie!

  • Davide Licheri

    Davide Licheri 23 marzo 2010 alle 12:56

    Arte concettuale? Caro Francesco, la punta delle pale ruota oltre i 200 km/h. Comunque se siete interessati a conoscere la questione eco-insostenibile dell’eolico, consiglio il link http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it/2010/03/10/gli-ornitologi-contro-leolico-selvaggio/
    Buona lettura!

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