Cosi’ ci uccidono – Emiliano Fittipaldi – Presentazione a Napoli
24 marzo 2010 Ambiente, Notizie, Speciali 5 CommentiEra da tempo che volevo parlarvi di questo libro: “Così ci uccidono. Storie, affari e segreti dell’Italia dei veleni” di Emiliano Fittipaldi. Da quando ho avuto l’occasione di incappare in un programma RAI, interessante, culturale, d’approfondimento, trasmesso prima delle 23.45. Una vera rarità.
Emiliano Fittipaldi era davanti a uno scettico (all’inizio) Corrado Augias, in “Le Storie” su Rai3. Emiliano Fittipaldi è un giornalista de L’Espresso, il suo libro è edito da Rizzoli. Questa è la quarta di copertina:
“Forse siete convinti di scegliere sempre il meglio, e al supermercato passate ore a selezionare prodotti “di qualità”. Ma nel cibo che mangiate, nell’acqua che bevete, nell’aria che respirate e nei cosmetici che vi spalmate sul corpo i veleni sono in agguato. Tra gli avvelenatori non ci sono solo camorristi, mafiosi e criminali risaputi. La categoria comprende anche personaggi insospettabili. Politici ufficialmente impegnati nella tutela dell’ambiente ma che, tra beni di famiglia, possiedono aziende accusate di minare la salute dei dipendenti. Industriali milionari che confezionano i prodotti di marche famose con materiali scadenti e nocivi, vere e proprie bombe a orologeria per i consumatori. Sindaci e assessori che di fronte ad analisi inquietanti sulle sostanze tossiche contenute nell’acqua comunale preferiscono tacere “per non allarmare inutilmente la popolazione”. Responsabili delle bonifiche di aree gravemente contaminate, nel cuore dei nostri centri urbani, che lavorano solo per gonfiare il proprio portafogli, incuranti di chi in quelle zone vive o andrà a vivere. Sembra incredibile, ma succede di rado che queste storie clamorose trovino spazio nelle cronache di stampa e televisione“.
I veleni sono in agguato in tutto ciò che ci circonda. E non ci sono marchi, pubblicità rassicuranti che possano proteggerci al 100%. Lo dice Saviano in Gomorra, lo mostra Biùtiful Cauntri di Calabria, Ruggiero, D’Ambrosio, Del Giudice, lo ripete da sempre Antonio Marfella dell’ospedale Pascale di Napoli. Nell’acqua che beviamo, nel cibo, nell’aria che respiriamo, nei cosmetici. E le Regioni lo nascondono alzando i limiti di legge.
Oggi alla Feltrinelli di Napoli in Piazza dei Martiri, verrà presentato il libro “Così ci uccidono”, che racconta storie e segreti di avvelenatori e avvelenati, protagonisti di un disastro nazionale di cui nessuno vuole parlare. Sarà presente l’Autore Emiliano Fittipaldi con i commenti e gli interventi di Antonio Marfella, Tossicologo Oncologo, Padre ALex Zanotelli, missionario comboniano, e il giornalista di Repubblica Dario Del Porto. L’appuntamento è alle 18.00.
Il Dottor Antonio Marfella ci informa anche che il Direttivo Regionale dei Medici dell’Ambiente (Dott. Rivezzi, Comella, Esposito, Marfella, Ciannella) ha deciso di premiare Emiliano Fittipaldi con il Premio Regionale Campania “Salute e Ambiente” anno 2010 , dedicato – scrive così “a Uomini Giusti che non hanno taciuto e hanno testimoniato i problemi ambientali vissuti dalla Regione Campania“.























gentile marianna sono Andrea D’Ambrosio, il terzo autore di Biutiful cauntri….lei scrive calabria, ruggiero, del giudice…mi chiamo D’Ambrosio e non del giudice…corregga…bisogna fare attenzione….cordialmente….
La mia memoria non è perfetta. Ho rettificato,
a presto Andrea
Un paio di giorni fa passavo in libreria qui a milano e c’era la presentazione del libro di Fittipaldi. Sono rimasto sconcertato da quello che ho sentito, dagli interventi di tutti. Si rifletteva a un certo punto sul ruolo latitante dell’informazione. Molte delle cose che Fittipaldi scrive non saranno mai riprese dai quotidiani, non ce le faranno mai sapere. Si può comprare il suo libro, certo, ma poi? Come informare la cittadinanza, tutta? Quella parte di gente che non legge, che non sa? Fare rete, certo, ma ci vuole anche uno slancio in più che molto spesso manca. E i libri, per quanto uno voglia sognare, non smuovono le coscienze. Anche Saviano, poverino: ha venduto milioni di copie, ha la scorta, necessiterebbe di un monumento, ma ha davvero cambiato qualcosa lui? O è cambiato qualcosa solo per lui, che ora non è più libero di vivere la sua vita? Pensiamoci.
Forse bisognerebbe tornare alla piazza, partire veramente dal basso… solo così si potrebbe davvero smuovere le coscienze. Spegnendo la tv, chi può tuffandosi nella rete, e poi condividendo tutto con chi è smosso dallo stesso amore per la propria terra.
Da docente precario nella scuola pubblica ho la ..fortuna… di cambiare spesso scuola e classi, ad ogni gruppo per la parte di programma che riguarda l’ed.alla salute parlo agli studenti mettendoli al corrente di questi problemi (pesticidi, medicinali, prodotti rischiosi per l’igiene quotidiana, come riconoscere gli elementi tossici,…) e parlo delle ditte che hanno iniziato a togliere alcuni o tutti gli elementi tossici o sospetti di esserlo, leggerò senz’altro il libro di Fittipaldi, un altro libro molto rivelante è quello del dott.Samuel Epstein: “Unreasonable risk” (il suo sito web è http://www.preventcancer.com ) dove analizzando più aziende ne cita una come la migliore al mondo per aver tolto tutti gli elementi anche solo sospetti alla salute, un altro buon libro è quello del dott.Giuseppe Nacci “Diventa medico di te stesso” a cui è stato conferito all’unanimità il premio “motu propio” per il miglior libro dal tema scientifico dell’anno 2006 dal Consiglio Direttivo e dal Comitato Scientifico dall’istituto per la Promozione ricerca Verein Zur Forderung der Forschung Wildon-Graz-Austria e qui in Italia è già un paio di volte che cercano di fermarlo perché il sistema non vuole che si sappiano certe cose… solo divulgando queste informazioni e rendendo il pubblico sempre più consapevole si potrà invertire la legge della domanda e dell’offerta verso le ditte più sensibili e costringere a variare anche quelle che lo sono molto meno o per nulla, comprese le bigfarma che tra ogm, pesticidi, medicinali hanno delle enormi royalty cui sembra impossibile rinunciare a scapito di tutto; si va al passo lento all’inizio, ma è l’unico modo secondo me.