Il ritorno del nucleare in Italia: rischi e prospettive
2 maggio 2010 Notizie 7 CommentiNe avevamo già parlato qualche post fa: la riapertura dell’Italia al nucleare è ormai una realtà.
Da poco si è ricordato il disastro di Chernobyl. Lo hanno ricordato i verdi, con una simulazione di incidente nucleare davanti a Montecitorio. Lo hanno però ricordato anche tutti coloro che nel 1986 hanno vissuto, o almeno visto alla tv, il terribile disastro nucleare.
Niente. Non sembra che sia servito a qualcosa. Sono passati 24 anni, ma anacronisticamente si torna a parlare di nucleare. Come se il il referendum abrogativo sul nucleare del novembre 1987 non sia mai esistito.
Il nucleare non ci serve. Avrà i suoi vantaggi, come l’emissione nulla di Co2 e l’elevata energia ricavabile con l’uranio, ma gli svantaggi sono e saranno sempre tantissimi. E non parliamo solo del pericolo di una nuova Chernobyl, ma di tutto il problema relativo alle scorie, al loro smaltimento (ebbene sì, dove le mettiamo le scorie?), all’impatto sulle popolazioni, il costo eccessivo di realizzazione e manutenzione. Chi vorrebbe una centrale nucleare dietro casa? Non prendiamoci in giro: NESSUNO.
Berlusconi, invece, ha annunciato durante gli incontri con il premier russo Vladimir Putin, il “programma del nucleare” per il nostro paese. Ha parlato di una “svolta”, sì, riferendosi a questo progetto. La prima pietra di una centrale nucleare entro tre anni, stretta collaborazione con la Russia, nella realizzazione e nello smaltimento scorie.
Ma ricordiamo che nel 1987 furono ben 18 milioni di persone a dire NO al nucleare. Come troverà consensi nella popolazione questa decisione? Si punterà sul fatto che sia Francia che Slovenia, a due passi da noi, hanno centrali nucleari attive? O si dirà – erroneamente – che si tratta della soluzione più vantaggiosa di tutte, che sarà la soluzione alla “dipendenza energetica”, che darà posti di lavoro? A breve, stando così le cose, lo sapremo. O meglio, sarà difficile sapere tutto quello che è necessario sapere (interessi personali e giochi di potere troppo alti) e ci auguriamo soltanto che per tutti ci siano le giuste informazioni, e non un bombardamento mediatico continuo e di parte.
Il nucleare non è la soluzione ai problemi energetici. È un sistema vecchio, obsoleto, pericoloso, da non attuare. Teniamo gli occhi aperti.
Approfondimenti e opinioni utili sul nucleare:
Youtube
Repubblica
Ecoage
Tutti i rischi del nucleare
Nongiornalisti






















…una strada veramente rischiosa che l’Italia percorre in ritardo rispetto agli altri paesi europei…in Germania sono imponenti le mobilitazioni popolari per inpedire la costruzione di una nuova centrale…
..non capisco perchè tutto qiesto accanimento contro il nucleare..vorrei solo precisare ke il disastro di chernobyl non è stato un incidente, ma una situazione indotta e causata dall’ignoranza delle persone messe in un posto di lavoro inadatto alle loro conoscenze. Fin’ora gli incidenti gravi sono stati 3 e tutti hanno avuto spiegazioni indipendenti dal funzionamento abituale delle centrali. Cambiamo scusa..e diciamo piuttosto ke le centrali costano..e non che sono pericolose..
Mi dispiace contraddirti Jasmine. Il problema delle centrali nucleari non è solo il costo, tanto per fare un altro esempio: le scorie nucleari dove le mettiamo?
il problema dei costi voleva essere solo un esempio delle altre problematiche più importanti..sono d’accordo con l’idea ke il nucleare sia qualcosa di troppo “grande” per un paese come l’Italia, ma se dobbiamo trovare punti a suo sfavore penso sia giusto togliere quello riguardante gli incidenti passati (come ho già detto). Ci sono molte altre difficoltà:scorie (come tu hai detto), costi di mantenimento, costi di materia prima (non credo ke l’uranio costi cosi poco, dato i metodi di estrazione e lavorazione),…
Credo tu sia d’accordo con me su queste cose..no?
Per me il problema dei costi è secondario Jasmine. Mi preoccupano le cose fatte “all’italiana” e non mi rassicurano le centrali di nuova generazione. Non credo siano esenti da rischi e penso soprattutto che potremmo investire sulle fonti rinnovabili di cui il nostro paese è ricco. Senza tralasciare un aspetto: nel 1987 gli italiani hanno votato un referendum contro il nucleare.