Via via che le auto ibride e quelle totalmente elettriche prenderanno posto nelle vetrine delle Concessionarie (e ragionevolmente questa felice ‘invasione’ potrebbe verificarsi tra i prossimi 12 e i prossimi 24 mesi) inizierà una delle guerre che ci piace di più, quella che potrebbe per una volta aiutare a costruire un nuovo futuro, piuttosto che a distruggerlo: la guerra dei prezzi.

Qualche piccolo ‘lampo’ all’orizzonte lo percepiamo già: la Mitsubishi ha tagliato il prezzo della sua iMiev: nel luglio scorso, alla sua uscita, la piccola elettrica della casa giapponese costava 4.5 milioni di yen (46.000€ !). Dall’inizio 2012 (cioè tra appena un anno e mezzo) i piani della società  prevedono un nuovo prezzo di 2 milioni di yen (19.900€) per meglio competere con Nissan, che già oggi sul mercato americano (grazie agli Ecoincentivi promossi dall’Amministrazione Obama) può permettersi di offrire la sua LEAF a 21.500€ circa.

Parliamo di prezzi ancora un pò cari (Auto tutto sommato piccole dal prezzo di una berlina), ma l’inizio è promettente.

E la Volt? La prima, grande rivoluzione annunciata dalla General Motors di una berlina ibrida che sarà lanciata a Novembre (e onestamente ci pare già datata come idea) farà omaggio dei primi 4.400 fortunati possessori (hanno già prenotato e pagato un anticipo) di un Kit gratuito per la ricarica a casa della loro auto.

Il prezzo? Un mistero ancora oggi, ma il CEO Edward Whitacre promette: “sarà inferiore ai 28.000€”. Hai detto poco.

Il prezzo non sarà un vero problema: non è l’unico fattore topico nella rivoluzione elettrica delle auto, l’approccio psicologico dei consumatori farà la differenza. Nelle previsioni occorre inserire un ‘tempo tecnico d’attesa’, qualche mese in più del previsto: i tempi di adozione saranno simili a quelli che osserviamo in relazione ai dispositivi elettrici. Ci sarà sempre una elite che vorrà comprare il nuovo gingillo prima degli altri (i “pionieri”, come per iPhone) rischiando prezzi alti e modelli non perfezionati: la maggioranza però attenderà qualche mese per comprare modelli con qualche “bug” in meno e prezzi più abbordabili.

E poi il punto vero non sarà sul prezzo delle vetture elettriche, ma su quello delle riparazioni da fare negli anni successivi:  si tratta di un sistema non ancora implementato che minaccia costi esorbitanti. Ai tempi dell’adozione dell’automobile, quanto pensate costasse riparare un motore quando in giro c’erano solo cavalli e maniscalchi? :)