Oggi la BP ha avviato una fase di test per il suo nuovo “tappo” di contenimento dell’infame disastro ambientale in corso da Aprile: 50.000 barili di petrolio versati ogni giorno da quasi 4 mesi nel Golfo del Messico.

Oddio, non posso ancora crederci.

L’ultima soluzione adottata sembra funzionare e ha arrestato del tutto (per la prima volta) il flusso di petrolio, almeno per ora: perchè questa volta il meccanismo ha avuto successo?

La risposta è di una semplicità brutale: le dimensioni. Il nuovo tappo è di forma più allungata e più larga, in grado di trattenere più petrolio e di inviarne una quantità maggiore alle navi di ‘contenimento’ (che poi continuano a fare raccolta di petrolio mascherata da salvataggio, mi disgusta anche questo. Il Governo USA dovrebbe requisire tutto questo petrolio per iniziare a risarcire la gente, e invece lascia che la BP continui a lavorare, di fatto, dopo aver provocato il più grave disastro ecologico della storia conosciuta).

Dunque la BP non sta più sottovalutando il flusso petrolifero: il precedente, ennesimo, maldestro tentativo potrebbe addirittura aver incrementato la falla (e questo sarebbe il colmo).

Attenzione, però: questo ‘tappo’ non può ovviamente ritenersi una soluzione permanente, e non ci sono prove del suo funzionamento in continuità, specie alla profondità in cui si trova la falla. La salvezza può arrivare dagli interventi (iniziati il 4 Maggio) per modificare la struttura della falla e riempirla di cemento e fango.

Qualcuno ha ipotizzato l’uso dell’atomica. Saprei io su cosa lanciarla.