Recycled Island è un progetto di ricerca sull’indotto economico che si otterrebbe realizzando, nell’Oceano Pacifico, un arcipelago di piccole isole abitabili costituite dai rifiuti plastici riciclati raccolti nello stesso oceano (non avete idea di quante migliaia di tonnellate di questo materiale non biodegradabile vaghino alla deriva nelle nostre acque).

La proposta, tutt’altro che peregrina o assurda, avrebbe tre principali obiettivi:

  • Ripulire i nostri Oceani da questo gigantesco quantitativo di rifiuti plastici
  • Creare nuovi spazi abitabili (con conseguente ritorno economico)
  • Costruire un habitat ecosostenibile

Il progetto di ricerca mira infine a studiare e a stabilire nuove tecniche di recupero e riutilizzo degli scarti ‘marini’, costituendo un nuovo punto di riferimento per il ciclo dei rifiuti e per l’edilizia (si potrà farne tesoro in situazioni di emergenza, nelle quali la necessità a breve termine di unità abitative sarebbe soddisfatta grazie a ‘case plastiche’ costruite in poco tempo)

Se tralasciamo l’idea di comprare un bungalow su un’isola fatta di spazzatura, potremmo finanche immaginare un futuro turistico per queste ‘montagne di nessuno’, forse un po’ tristi, create da null’altro che i nostri eccessi. Poi metto da parte la filosofia e mi dico: magari la cosa funziona.

Il link alla ricerca ( da inserire in fondo all’articolo): http://www.recycledisland.com/