Hydrofill ricava elettricita’ dall’acqua del rubinetto
3 settembre 2010 Ambiente, Rinnovabili 3 CommentiIl produttore di celle a combustibile Horizon ha presentato una piccola ‘centrale a idrogeno personale’ da adoperare in abbinamento con le sue batterie MiniPAK e HydroSTIK: non si tratta di un prodotto propriamente economico, ma quando lo avrete acquistato, vi ritroverete un sistema che caricherà tutti i vostri dispositivi elettronici utilizzando la stessa acqua che bevete.
Hydrofill permette infatti a chi lo adopera di generarsi l’idrogeno da soli, e con questo alimentare ogni gadget di casa, dicendo addio ai caricabatteria di ogni sorta: ok, dovrete sborsare l’equivalente di 420€, ma ciascun HydroSTIK ha la durata media di circa 1000 pile AA, dunque il risparmio dovrebbe valere la pena.
E poi, perdonate, volete mettere la soddisfazione di dire all’amico che vi chiede se può ricaricare il cellulare nella presa elettrica: “Oh, certo: ‘spetta che controllo se il mio generatore sta producendo abbastanza idrogeno”?
A volte finanche la vanità è eco-compatibile























Scusa, ma da sito web riporto: “By adding water, and plugging the HydroFILL into a electrical wall-socket (or a solar panel), consumers can generate hydrogen and store it in a solid form automatically in HydroSTIK cartrridges”
Cioe’, fornendogli acqua E energia elettrica otteniamo delle celle a idrogeno cariche e pronte ad erogare ENERGIA ELETTRICA??
A che pro, se l’enegia elettrica dobbiamo fornirgliela noi?
A me l’energia all’idrogeno proprio non torna, i vantaggi non riesco proprio a vederli, continua ad entrarmi in conflitto con il secondo principio della termodinamica…
Il risparmio in termini energetici c’è, anche se ancora basso: è chiaro che l’energia necessaria al funzionamento della macchinetta non è quantitativamente uguale a quella generata.
Sull’idrogeno in fondo la penso come te, ma ci sono due fattori essenziali: primo, l’impatto sull’ambiente (non è un problema secondario). Secondo, il ‘ritorno’ energetico in caso di abbinamento con energia fotovoltaica: fare calcoli in questo caso sarebbe come dire che piantare un albero non è vantaggioso in termini economici perchè comunque bisogna mettere un seme d’albero nel terreno…
Si, lo so, non sono stato chiaro
)
“l’energia necessaria al funzionamento della macchinetta non è quantitativamente uguale a quella generata” ma secondo il II principio della termodinamica dev’essere per forza maggiore. Non puo’ esistere una macchina che crea energia dal nulla, anzi, ciascuna macchina per il suo funzionamento dissipa energia. A questo punto, questo hydrofill, funziona come qualsiasi batteria che accumula energia elettrica sotto forma di H proveniente dall’idrolisi dell’acqua, procurata da una qualsiasi fonte, tra cui l’energia solare o eolica, no? Magari sara’ meno tossica di una normale batteria, ma non e’ detto, visto che queste celle sono munite di un dispositivo che le renda innocue, data l’alta reattivita’ dell’H.
Non voglio essere polemica, vorrei davvero che qualcuno mi spiegasse come funziona, perche’ per quanto abbia cercato di documentarmi sulla questione “energia all’idrogeno”, tutta la faccenda continua a sembrarmi una gigantesca bufala.