Si e’ conclusa la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti

Cosa avete fatto questa settimana per l’ambiente e per i vostri rifiuti? Lo sapevate, vero, che dal 20 al 28 novembre 2010 c’è stata la seconda edizione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (SERR)?

Si è trattato di una settimana fondamentale, promossa dall’Unione Europea, con il supporto del programma LIFE+, durante la quale si sono svolte tantissime azioni sostenibili per la prevenzione della produzione di rifiuti. E, soprattutto, per sensibilizzare quante più persone possibili su alcune questioni cruciali, come l’ecosostenibilità, il rispetto per l’ambiente e i cambiamenti climatici nel nostro pianeta.

Hanno aderito in tanti e numerosissime sono state le azioni e gli eventi di sensibilizzazione, non solo nel nostro paese, ma anche in Gran Bretagna, Francia, Spagna, Portogallo, Belgio, Svezia, Estonia. Molte le associazioni coinvolte, enti locali, ONG, ma anche realtà piccolissime, come ad esempio le scuole. Da segnalare, in questo senso, la scuola di Pompei che ha realizzato cinque manifesti contro l’emergenza rifiuti della Campania, che hanno poi tappezzato le mura della città.

Sono stati cinque i temi della settimana: troppi rifiuti, produzione eco-compatibile, consumi attenti e responsabili, vita più lunga dei prodotti, meno rifiuti gettati via.

Per avere una veloce idea delle azioni svolte e del senso della settimana, questa è la pagina facebook dedicata all’evento. Ci sono stati eventi dedicati alla spiegazione dell’uso dei pannolini lavabili in molte scuole d’Italia, creazione di siti e pagine facebook dedicate al compostaggio e al riciclo, conferenze e mostre, rassegne cinematografiche sul tema della riduzione dei rifiuti, eventi musicali, teatrali, laboratori artistici e mercatini del baratto e dell’usato. In tutt’Italia, tantissimi eventi, come è possibile leggere anche sul sito Ecodallecittà.

Insomma: qualcosa si è mosso, a livello locale ma non solo. E, sicuramente, sarà anche servito per sensibilizzare, far conoscere e comprendere l’importanza di stili di vita alternativi e sostenibili. Una sola cosa, mi chiedo: basterà una settimana all’anno?


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