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Rifiuti e tasse: TARSU e TIA cosa sono?

La Tariffa di Igiene Ambientale (T.I.A.) è il nuovo sistema tributario di finanziamento comunale per la gestione dei rifiuti e della pulizia deli spazi comuni, che dovrà sostituire la TARSU, come deciso dal decreto Ronchi.

Cos’è la TARSU?

La domanda, anzi, dovrebbe essere cos’era la TARSU, dato che il Decreto prevedeva la sua graduale sostituzione con la più equa TIA. Il presupposto impositivo della tassa non è il servizio prestato dal comune, ma la potenziale attitudine a produrre rifiuti da parte dei soggetti proprietari di spazi (abitativi e non).

Di fatto, quindi, la commisurazione di questo tributo non è lagata all’effettiva produzione di rifiuti, ma alla superficie netta calpestabile dell’immobile.
Quindi è palese il fatto che questa tassa non sia complementare alle previste riduzioni di produzione dei rifiuti dettate dalla direttiva europea 2008/98/CE.

Cos’è la T.I.A.?

Anzi dovrei dire cosa sarà la T.IA. dato che…
La tariffa prevede in primis una valutazione esatta dei costi di gestione che saranno poi pareggiati esattamente dagli emolumenti versati dai contribuenti.
Quindi, rispetto alla Tarsu i contribuenti pagheranno solo per quello che ricevono e non saranno più soggetti ad eventuali speculazioni.
La tariffa è divisa in due parti: una quota fissa che serve a coprire i costi di esercizio (verrà suddivisa in parti uguali tra tutti i fruitori), come i costi di spazzamento delle strade  e gli investimenti in opere, ed una quota variabile che invece dipende dai rifiuti prodotti dall’utente che andrà a coprire incvece i costi variabili del servizio:

  • Costi di raccolta e trasporto rifiuti differenziati per materiale
  • Costi di trattamento e riciclo rifiuti differenziati (al netto dei corrispettivi CONAI)
  • Costi di raccolta e trasporto RSU (Rifiuti Solidi Urbani)
  • Costi di trattamento e smaltimento RSU (conferimento in discarica €/tonnellata)

Sono previsti dal Decreto tre metodi per determinare la parte variabile del tributo.

Una tariffa puntuale che prevede di pesare i rifiuti prodotti da ogni singola utenza ed in base al peso determinare la parte variabile da versare.

Un tariffa volumetrica che considera il volume prodotto per determinare la parte variabile della tassa.

Il metodo presuntivo che è il meno efficace e quindi, come succede spesso, il più adottato e consiste nelllo stabilire la suddivisione tra gli utenti dei costi variabili attraverso degli indici del DPR 158/99.

Ad oggi la TIA è attualmente applicata in circa 1.200 Comuni italiani, un pò pochi…


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