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Perché Matera è Patrimonio dell’Unesco?

Sapevate che Matera e i suoi “Sassi” sono entrati a far parte del patrimonio dell’Unesco per l’interessante sistema di raccolta dell’acqua incentrato sul principio dei vasi comunicanti?

Quel principio fisico secondo il quale un liquido contenuto in due contenitori comunicanti tra loro raggiunge lo stesso livello.

L’acqua, infatti come tutti i liquidi, non ha una forma propria ma assume la forma del recipiente che la contiene. Per questo motivo, se si versa un liquido in vasi tra loro in comunicazione anche se di forma diversa (purché di diametro non molto piccolo per evitare che intervengano altri principi fisici come la capillarità), esso si dispone allo stesso livello in ognuno dei contenitori stessi.

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©Tania Talamo 2014

©Tania Talamo 2014

©Tania Talamo 2014

Malgrado l’interessante struttura di questo territorio, caratterizzata da case scavate nella roccia, e dell’adattamento dell’uomo alla natura del luogo,  è l’acqua a farla da padrona..! 

La stessa roccia è di origine marina, ed è in essa è facile individuare resti di fossili di conchiglie o di piante.

In particolare il sistesa dei vasi comunicanti  avveniva  attraverso la realizzazione sui tetti delle abitazioni di numerosi piccoli canali di raccolta delle acque piovane,  che permettevano all’acqua di scorrere in una cisterna posta al centro di un cortile, comune a più famiglie. In caso di piogge abbondanti, la cisterna troppo piena cominciava a traboccare e l’acqua defluiva attraverso un cataletto nelle cisterne delle case sottostanti o attigue. In questo modo l’acqua superflua non veniva mai dispersa, ma conservata nelle varie riserve.

La raccolta dell’ acqua, in sostanza, avveniva in cisterne scavate nel tufo (calcarenite per la precisione) e collegate l’ una con l’ altra. L’articolato sistema di vasi comunicanti permetteva la decantazione delle acque piovane e  anche delle acque provenienti dalle sorgive delle colline intorno.

L’ esempio più importante  è il Palombaro lungo, una grande cisterna  profonda 15 metri  che poteva raccogliere fino a circa 5000  mq d’acqua, oggi visitabile sotto il calpestio di Piazza Vittorio Veneto.

Questo ingegnoso sistema realizzato attraverso l’unificazione di grotte, gallerie, cantine, neviere e cisterne contigue fu voluto da Monsignor Di Macco nel 1846 ed  ha permesso a Matera di diventare patrimonio dell’umanità.

Inoltre oggi la bellissima cittadina dei Sassi è in lizza per diventare capitale della cultura europea per il 2019, per la sua architettura “naturale” e i suoi prodotti enogastronomici. Vi consiglio di visitare Matera, vi lascerà senza parole!!


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