giardini

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La Primavera si avvicina sempre di più e con essa la voglia di passeggiate all’aria aperta e allora perché non approfittarne per organizzare un fine settimana fuori porta alla ricerca dei giardini più belli d’Italia che si preparano a donarci gioia e colori.

Il clima del nostro Paese davvero permette di avere meravigliosi giardini e Orti Botanici sparsi un po’ su tutto il territorio.

Dando uno sguardo alla mappa degli orti botanici d’Italia ho scoperto con meraviglia che la Toscana detiene il record con più luoghi da visitare e invece purtroppo la Basilicata non ne ha neanche uno. Sicuramente questa è una mappa non completa in quanto ci sono tantissimi altri giardini meravigliosi sparsi per l’Italia, ma la mappa può essere un buon inizio per farsi un’idea e stuzzicare la nostra fantasia di viaggio all’insegna del verde.

Perdonatemi se sono di parte ed inizio dalla Campania ma è la zona che conosco meglio, ma sono sicura che in tutta Italia ci sono angoli di verde meravigliosi che aspettano solo di essere scoperti e ammirati.

Noi in Campania abbiamo la fortuna di avere ben due orti Botanici storici. L’Orto Botanico di Portici (1738) e l’Orto Botanico di Napoli (1807).

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L’Orto botanico di Portici occupa parte del parco della Reggia, voluta dal re Carlo di Borbone nel 1738. Il parco fu disegnato da Antonio Medrano e Francesco Geri e fu impiantato sulla colata lavica del 1631 con cospicui lavori di sistemazione del suolo e la messa a dimora di alberi d’alto fusto. La reggia di Portici è una dimora storica fatta costruire dal sovrano Carlo di Borbone come palazzo reale per la dinastia dei Borbone di Napoli, prima della costruzione della più imponente reggia di Caserta.

È situata appunto a Portici, comune alle porte di Napoli, all’interno di un ampio parco dotato di un giardino all’inglese e di un anfiteatro. L’Orto botanico di Portici occupa parte del parco della Reggia, voluta dal re Carlo di Borbone nel 1738. Il parco fu disegnato da Antonio Medrano e Francesco Geri e fu impiantato sulla colata lavica del 1631 con cospicui lavori di sistemazione del suolo e la messa a dimora di alberi d’alto fusto. Furono così realizzati due giardini ornamentali di circa 9.000 mq, a monte e a valle della villa reale. Con la destinazione della Reggia, nel 1872, a sede della Reale Scuola Superiore di Agricoltura, nel bosco superiore fu creato, per iniziativa di Nicola Antonio Pedicino, un Orto botanico di 7.400 mq, da lui diretto dal 1873 al 1877. Sotto la sua direzione il giardino preesistente fu trasformato per renderlo idoneo alle finalità scientifiche e didattiche della istituzione e già nel 1875 fu pubblicato un primo Index Seminum, il primo catalogo dei semi ivi prodotti. Nel ’77 fu costruita anche una serra in ferro e vetri a ridosso del muro di cinta del Belvedere, che si integrava elegantemente nel contesto del giardino storico. Gli eventi bellici della seconda guerra mondiale danneggiarono pesantemente l’Orto botanico, successivamente restituito alla primitiva dignità e bellezza. Dell’impianto originario dei giardini rimangono oggi le opere architettoniche: cassoni per le piante, muri di cinta, busti marmorei e fontane, aiuole specializzate, vasche con piante acquatiche e la Serra Pedicino. Ripartite secondo un ordine sistematico, l’esposizione botanica è organizzata per distribuzione geografica e tipologie ambientali: vi si allevano conifere, flora del Mediterraneo, magnolie e piante provenienti dal Centro e Sud America, Australia, Sudafrica e di origine euroasiatica. La Serra Pedicino, restaurata nel 2000, ospita una collezione di piante epifite. Una struttura in pietra accoglie la Primula palinuri, endemica in Campania, Basilicata e Calabria. Adiacente al giardino storico e all’ombra dei lecci, il giardino delle felci è uno degli angoli più suggestivi dell’Orto. Poco discosto è un palmeto che ospita venticinque diverse specie ed esemplari di Plumeria e di Grevillea robusta. La serra delle “succulente” è una perla dell’Orto. Vi si coltivano oltre 400 specie provenienti dai deserti africani e americani: Cactaceae, Aizoaceae, Euphorbiaceae, Didieraceae e Apocynaceae. Su tutte spiccano gli esemplari carpelliferi e staminiferi di Welwitschia mirabilis, pianta desertica perfettamente adattata nell’Orto botanico. Al verde strutturato ed antropico del giardino storico, si contrappone la natura quasi selvaggia del bosco circostante, intitolato al botanico napoletano Giovanni Gussone. Il bosco presenta un aspetto naturale in pieno contrasto con la invasiva urbanizzazione dell’ambiente circostante e rappresenta un museo vivente delle formazioni vegetali mediterranee spontanee. L’Orto botanico e il bosco insieme costituiscono un eccezionale documento di una cultura museale in cui la natura e la storia si saldano, unendo le qualità del museo scientifico, del giardino storico e del sito archeologico.

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L’Orto botanico di Napoli, conosciuto anche come Real orto botanico, è una struttura dell’Università Federico II, che fa parte della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali; ha una estensione di 12 ettari e ospita circa 9000 specie vegetali e quasi 25000 esemplari. Si trova in via Foria, vicino al Real Albergo dei Poveri. Fondato il 28 dicembre 1807 con decreto di Giuseppe Bonaparte.

Approfittate davvero dell’arrivo delle tiepide giornate primaverili per far visita a questi luoghi di pace, di storia e di vita, anche se in verità meriterebbero di essere visitati in tutte le stagioni; per ammirarne appieno bellezza e mutevolezza. Credo siano un bene comune e quindi gratis in tutta Italia basta informarsi sugli orari di visita.

Nella mia lista dei desideri dei giardini da visitare ci sono ai primi posti Il giardino La Mortella ad Ischia e quello delle Peonie di cui vi parlerò prossimamente.

I Giardini La Mortella sono stati creati a partire dal 1958 da Lady Susana Walton, la moglie di origine argentina del compositore inglese Sir William Walton. I giardini si trovano sul promontorio di Zaro nel comune di Forio, sull’isola di Ischia. I Walton arrivarono ad Ischia poco dopo il matrimonio, nel 1949. Dapprima si stabilirono in una casa di affitto, ma poi decisero di acquistare un terreno, nella località detta Le Mortelle – dal nome di cespugli di mirto (Myrtus communis) che crescevano fra le rocce. Così la proprietà fu chiamata La Mortella. Lady Walton ha sviluppato il giardino per più di 50 anni, all’inizio con l’aiuto ed i consigli del paesaggista inglese Russell Page, poi esclusivamente seguendo la propria ispirazione. Rimasta vedova nel 1983, Lady Walton decise di aprire il giardino al pubblico nel 1991. Allo stesso tempo Lady Walton creò due fondazioni, il William Walton Trust in Inghilterra, e la Fondazione William Walton in Italia, con l’obiettivo di far conoscere la musica del marito, incentivare l’amore e la conoscenza della musica, e preservare il giardino. Oggi La Mortella è uno dei più bei giardini privati in Europa. Nel 2004 ha ricevuto il primo Premio come ‘il più bel parco d’Italia’ dalla ditta americana Briggs & Stratton, mentre nel 2012 si è aggiudicata il premio per la  manutenzione da parte dei Grandi Giardini Italiani.  Questo giardino incantevole è stato creato in 50 anni con senso artistico, amore e determinazione da Lady Walton,  che lo ha iniziato per offrire al compositore un rifugio nel quale lavorare in serenità ed isolamento. Mentre William componeva, Susana creava un proprio capolavoro, unico, fatto di fiori e piante; piantando instancabilmente, dando forma e struttura ad un terreno impervio e poco promettente, propagando ed irrigando, e credendo nella forza dei sogni man mano ha creato un giardino che oggi ospita migliaia di piante rare ed esotiche. Per Susana Walton, la Mortella è stata la missione di una vita, un monumento alla vita e alle opere di William, e un toccante ricordo del grande amore che hanno vissuto. La proprietà, che nei primi anni ‘50 era un terreno assolato e brullo costellato di pietre vulcaniche, oggi è un giardino in più livelli, che varia da un ambiente tipicamente sub-tropicale nella valle, con un suo proprio microclima umido ed ombroso, alle zone più esposte al sole in alto sulla collina.

E voi raccontatemi qual è il vostro giardino del cuore? Suggerite a tutti noi una chicca del vostro territorio…amiamo e diffondiamo la bellezza!!!

 


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