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Camelia: non solo fiori

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La Camelia oltre ad essere il fiore che saluta l’inverno e promette la primavera, vestendo trionfali rami sempreverdi; la grande famiglia a cui appartiene la Theaceae ci regala le foglie che danno vita al famoso infuso the.

La prima camelia giunse in Italia nel 1760 nel giardino della Reggia di Caserta grazie all’amicizia di Lord Nelson con l’ambasciatore inglese Sir Hamilton. In Francia venne coltivata nel giardino di Malmaison su richiesta di Giuseppina, moglie di Napoleone I. In Europa divenne di gran moda nell’Ottocento e le signore dell’alta società (ma anche gli uomini) usavano la camelia come ornamento dei propri abiti. Questo fiore varcò anche la soglia della letteratura con Alexandre Dumas che nel 1848 pubblicò “La dame aux camélias”, ripreso da Giuseppe Verdi nella Traviata (1853). Venendo a tempi più recenti, sarà Coco Chanel a scegliere questo fiore come simbolo della sua prestigiosa Maison.

Nel linguaggio dei fiori la camelia è sinonimo di perfetta bellezza e superiorità non esibita; se regalata è segno di stima.

E’ ricca di affascinanti curiosità la storia della camelia che deve il nome al missionario gesuita George Joseph Kamel, vissuto tra il 1661 e il 1704; non fu Kamel a scoprire la pianta, né tanto meno ad attribuirle il nome: fu infatti Carlo Linneo, l’ideatore della tassonomia, ancora oggi in uso, a scegliere la denominazione di questo genere in onore al contributo che il gesuita dette alla scienza. La varietà di camelia che si utilizza per la produzione del the è si chiama sinensis che in latino significa cinese infatti ancor oggi è uno dei maggiori paesi produttori, ma anche in Italia c’è qualche produzione di nicchia.

camelia sinesis

Altri nomi della pianta in passato furono Thea bohea, Thea sinensis (dai quali si credeva derivasse il tè nero) e Thea viridis (che si credeva essere all’origine del tè verde). Esistono tuttavia due diverse sottospecie di Camellia sinensis, ossia Camellia sinensis sinensis, detta anche China (che raggiunge i 5 metri di altezza), e Camellia sinensis assamica, detta Assam, capace di arrivare a 11 metri.. Originaria del Giappone, Cina sud-orientale e zone limitrofe dell’Indocina, nei tempi antichi la camelia, grazie alla sua caratteristica di vivere centinaia di anni, era considerata simbolo di immortalità: ancora oggi viene piantata nei giardini dei templi buddisti.

Il genere Camellia (meglio noto come camelia) appartiene alla famiglia delle Theaceae e comprende pianta che nella sola Italia vengono prodotte in circa 900.000 esemplari all’anno come vaso fiorito.

Noi conosciamo la camelia come una splendida pianta da fiore ma in realtà nei suoi luoghi di origine, vale a dire in Cina ed in Giappone, è uno splendido arbusto legnoso che supera i dieci metri di altezza, molto ramificato, con la corteccia liscia e produce tra l’altro, un legno molto duro. Le foglie sono cuoiose, lucide, provviste di un corto picciolo di colore verde intenso, glabre, alterne ed appuntite. Per quanto riguarda il fiore questo è solitario, ascellare e si forma sui rami di un anno ed è di forma e colore tra i più vari in considerazione della grande selezione genetica che nel secolo scorso è stata fatta su queste piante.

Innanzitutto sono piante che amano l’aria e gli ambienti chiusi sono per loro deleteri. Sono piante che devono stare in ambiente chiuso solo per brevi periodi, durante la brutta stagione, quando le basse temperature non consentono di allevarle all’aperto (al di sotto dei 5-7°C). Ma non appena le temperature si elevano occorre sistemarle subito all’aria aperta.

E’ preferibile posizionare la camelia a mezz’ombra e non al sole diretto e garantire un ambiente umido ed allo stesso tempo ben arieggiato.

La moltiplicazione in genere avviene per talea in estate si recidono rametti di circa 10cm si lasciano solo un paio di foglie apicali e si mettono a dimora in un terriccio di torba e sabbia in parti uguali. Tenere in un luogo fresco io di solito le tengo all’ombra di un muro. Se si vuole ottenere una pianta diversa dalla pianta madre si possono utilizzare i semi anche se ci vorrà qualche anno in più per vedere i primi fiori.

Curiosità ed eventi

Nel linguaggio dei fiori la camelia è sinonimo di bellezza e devozione eterna tra gli innamorati. Regalata è segno di stima ed è simbolo di portafortuna quando è donata a un uomo. Il  25 e 26 marzo torna a Verbania il tradizionale appuntamento con la mostra dedicata a questo fiore, emblema di una produzione nata 150 anni fa sul Lago Maggiore e oggi eccellenza in Europa. Sono infatti oltre 5 milioni di esemplari coltivati da un centinaio di aziende nelle province del Verbano Cusio Ossola e Novara.

 


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