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David Strayer, Psicologo cognitivista della University of Utah, ritiene di aver scoperto l’antidoto agli effetti della vita moderna sull’uomo: la natura! Ebbene si, secondo Strayer esiste il cosiddetto “effetto dei tre giorni”. Ha, infatti, sperimentato con un gruppo di giovani che trascorrere tre giorni in campeggio immersi in un ambiente naturale non produce solo un generico senso di benessere, ma migliora le nostre prestazioni mentali. Il dato emerso mostra proprio il miglioramento del 50% della loro capacità di completare esercitazioni creative di problem solving (analisi e soluzione di situazioni problematiche). Il lavoro di Strayer si aggancia alla Teoria della Rigenerazione dell’Attenzione (Stephen e Rachel Kaplan, 1995) secondo cui la visione di elementi naturali, tramonti, torrenti, farfalle, riduca lo stress e l’affaticamento mentale. Tale teoria parte dal presupposto che l’attenzione sia divisa in due tipologie:

attenzione diretta quale capacità di concentrare l’attenzione e di ignorare le distrazioni. Pensiamo ad esempio quando dobbiamo attraversare una strada trafficata. La vita moderna ci porta ad un uso eccessivo di questa risorsa con la conseguente perdita di efficacia e stress.

attenzione involontaria consiste nel prestare attenzione istintiva agli stimoli naturali. Non prevede sforzi, né atti di volontà per evitare distrazioni. In genere, consente di recuperare le capacità di attenzione diretta.

Indubbiamente non sono stati gli studiosi moderni ad aver avuto per primi una tale intuizione, l’idea che la natura sia una forma di medicina è sempre esistita per cui possiamo dire che da sempre l’uomo ha visto nella natura qualcosa di profondo. Oggi a sostenere tale intuizione esistono prove concrete date dallo sviluppo di diverse discipline come le neuroscienze e la psicologia. È ormai acclamato che i grandi problemi della salute pubblica come l’obesità, la depressione e la miopia sono tutti chiaramente associati al tempo trascorso negli ambienti chiusi.

Invece, sembra che anche il semplice fatto di vivere nei pressi di un parco o di aree verdi abbia degli effetti positivi in termini di mortalità e di malattia tra le persone. Le misurazioni degli ormoni dello stress, della respirazione, del ritmo cardiaco e della sudorazione indicano che anche quando è assunta in piccole dosi, e persino solo per immagini, la natura tranquillizza le persone e migliora le loro prestazioni.

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Miyazaki, studioso giapponese della Chiba University, sostiene che la natura ha un effetto rilassante perchè è il luogo in cui l’uomo si è evoluto. Esiste una relazione filogenetica dell’essere umano con il verde piuttosto che con il cemento. Eppure questa è un epoca in cui l’uomo trascorre sempre meno tempo in ambienti naturali. Spesso si lavora davanti ad un computer per troppo tempo senza nemmeno una pausa.

In questo panorama moderno urbanizzato non mancano però iniziative concrete che danno credito a questi nuovi dati. La Finlandia, paese ad alto tasso di depressione alcolismo e suicidi, ha finanziato una ricerca che mettesse in relazione l’umore e lo stress al tempo trascorso in aree verdi e zone urbane. I risultati sostengono che per prevenire cali dell’umore un individuo dovrebbe trascorrere almeno 5 ore al mese a contatto con la natura. La Corea del Sud ha creato dei Parchi terapeutici dove è possibile offrire delle vere e proprie “terapie boschive”. Diverse carceri hanno inserito tra le attività dei detenuti la cura dell’orto, ulteriori ricerche indicano infatti che il contatto con la natura rende i detenuti meno violenti. Gli Asili nel bosco, dall’Europa ormai si stanno diffondendo anche in Italia, prevedono che i bambini stiano sempre all’aperto che sia bello o cattivo tempo.

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Si potrebbe dire che prendere contatto con la natura rappresenti una vera e propria terapia per le funzioni cognitive, priva di effetti collaterali, facile da seguire e a costo zero! Insomma, quando le nostre menti hanno bisogno di essere rigenerate la scelta più saggia e pratica sarebbe quella di recarsi nello scenario naturale più accessibile.

di Maria Mastrolonardo


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