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Jofi e Freud: alle origini della Pet Therapy

Freud è precursore per antonomasia, sempre e su più fronti, chi ne può dubitare?

“Atto mancato”, “lapsus freudiano”, “complesso di Edipo” sono entrati nel linguaggio comune e nella cultura popolare dei più e chi ha letto “Interpretazione dei Sogni” – secondo cui il lavoro onirico rappresenta la via regia per l’inconscio – o è stato ed è in psicoterapia, si guarderà bene dal dire “questa notte ho sognato una cosa che non aveva alcun senso“.

Anche a proposito della pet therapy, o quantomeno di una sua premessa, il padre della psicoanalisi e della psicologia moderna ha avuto questo ruolo.

Infatti, nei suoi ultimi anni, Jofi – la sua chow chow – fu il suo fedele amico dal 1930 fino al 1937, anno in cui il cane morì, e spesso sostava nel suo studio durante le sedute. I lettori di Konrad Lorenz già sanno che i Chow Chow non sono cani come tutti gli altri. Li caratterizza una naturale regalità, l’impenetrabile riservatezza e uno spiccato senso di autonomia che rende tuttavia il rapporto con il padrone unico e indissolubile.

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Freud era molto affezionato alla sua Jofi e ammetteva che gli era d’aiuto nella valutazione dei pazienti. Lo psicologo Stanley Coren nel suo libro del 1997 “Cosa sanno i cani?” scriveva che quando i pazienti erano calmi Jofi si accucciava abbastanza vicino a loro per essere accarezzata, ma si allontanava in presenza di pazienti ansiosi.

Stando alle testimonianze dello psichiatra Roy Ginker – in analisi da Freud nel 1932 durante una borsa di studio – la piccola Jofi non era solamente una presenza accanto al lettino di analisi, ma una vera e propria protagonista nel processo analitico e Freud spesso parlava (o interpretava?!) attraverso lei. Se lei grattava alla porta per uscire, Freud era solito dire: “Jofi non approva quello che lei sta dicendo“. E se lei voleva rientrare, avrebbe detto: “Jofi ha deciso di darle un’altra opportunità“. Una volta in cui il Dr. Ginker fu colto da una forte emozione, Jofi gli montò sopra e Freud disse: “Vede, Jofi si è così eccitata perché lei è stato in grado di scoprire la sorgente della sua ansia!

Oggi che la Pet Therapy si va diffondendo e i cui benefici effetti vengono sempre più dimostrati oltre che intuiti, si dimentica che anche questa tecnica appartiene a Freud, il primo ad intuirla anche grazie alla sua Chow-Chow Jofi.

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di Francesco Garzillo


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