Archiatric-01_700

di Alessia Giacomardo

La psicologia non è una scienza fatta per restare chiusa in uno studio, dominio esclusivo di chi la conosce e la pratica. E’ molto di più. E’ una scienza, ma anche un’attitudine trasversale, una capacità di comprensione fatta per valicare i confini della clinica e mescolarsi con la natura, l’arte, la cultura, la poesia, la musica, la fotografia… Tutto ciò che nasce dalla creatività dell’uomo e ne supporta il benessere psicofisico e l’espressione dei sentimenti.

E’ questo, del resto, il senso che ispira questa rubrica di psicologia su un portale (si perdoni il gioco di parole) aperto al mondo dell’ambiente, della cultura, della storia, dell’architettura.

Una sintesi di ciò è Archiatric, il recente ed interessantissimo lavoro di Federico Babina, architetto, designer ed illustratore italiano che coniuga nei suoi disegni l’architettura con l’arte e, soprattutto, con contenuti di grande espressività e metafora.

Si tratta di una serie di 16 illustrazioni in cui una casa dalle linee semplici e pulite ospita ed incarna di volta in volta la rappresentazione di un disagio psichico:  l’autismo è un blocco isolato fatto di linee concentriche, la depressione un muro e un tetto che si liquefanno attorno ad un individuo piccolo e sopraffatto dai pensieri, la schizofrenia dei blocchi scomposti ai quali un uomo si tiene precariamente sospeso, la dislessia un mondo di lettere capovolte, l’ansia una prigione fatta di catene, filo spinato e scale senza via d’uscita, l’Alzheimer una casa infranta dalle crepe della memoria, l’insonnia un tempo che si fa angosciante ed infinito, le fobie un assetto difensivo ed isolante, i disturbi dell’identità di genere una discreta casa con molte porte, la paranoia un labirinto. E’ una lettura delicata e profonda dei disagi psichici che colpiscono in Italia e nel mondo milioni di persone, e soprattutto della difficoltà di esprimerli, raccontarli, chiedere aiuto.

Questa stessa arte che ha permesso a Federico Babina di affrontare una tematica così spinosa nel suo progetto si fa spesso veicolo di comunicazione e terapia delle problematiche psicologiche e psichiatriche, sotto forma di arteterapia (pittura, scultura), musicoterapia, teatroterapia. Tutto ciò che permette di narrarsi con creatività può avere importanti risvolti terapeutici, ed aiuta a coltivare il proprio benessere psicofisico: si pensi semplicemente all’ abitudine, ultimamente molto diffusa, di acquistare libri contenenti immagini da colorare con pennarelli o pastelli, in qualunque luogo e momento della giornata, come anti-stress.

Archiatric, insomma, può essere letto come una lente di ingrandimento sul dolore psichico, di cui si parla ancora troppo poco, ma anche come un invito ad aprire le nostre vite all’arte e alla creatività come importante forma di espressione, comunicazione, benessere psicofisico.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *