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di Alessia Giacomardo

L’estate rappresenta per molti un’occasione in cui vivere pienamente il mare, anche se chi ne subisce profondamente il fascino vi si avvicina, anche solo per contemplarlo, durante tutto l’anno. Si potrebbero spendere pagine e pagine sull’amore di poeti, pittori e cantautori per il mare, e sui significati che esso ricopre nella cultura dell’Italia, terra che abbraccia totalmente.

Ma cosa c’è dietro tutto questo, oltre all’indubbia bellezza del mare? Che effetto ha sul nostro benessere psicofisico? Quali significati portano con sé le onde che si infrangono al termine di un lungo viaggio?

Già, perché la corrente del mare permette all’acqua di viaggiare da una sponda all’altra del globo, di trasportare cose, persone, imbarcazioni, oggetti perduti, rappresentando realmente un tramite tra i Paesi. Il mare, infatti, unisce da sempre i popoli e le culture e li mette in comunicazione: basti pensare a quanto vi sia di comune nella storia dei Paesi mediterranei proprio grazie allo sviluppo della navigazione, che portava commercio e cultura da una costa all’altra, e a quanto città portuali come Napoli, Genova o Trieste siano indissolubilmente legate al mare per storia, attività commerciali, abitudini.

Oggi il Mediterraneo è un ponte tra l’Africa e l’Europa che sale tristemente alle ribalte della cronaca con frequenza quasi quotidiana: da veicolo di scambio e comunicazione è infatti diventato luogo di disperazione e mezzo di fortuna per un Altro (che in termini psicoanalitici si potrebbe definire “perturbante”, ossia non familiare e per questo spaventoso) che non siamo ben preparati ad accogliere.

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Meta di Sorrento

Il mare nella storia è stato anche sinonimo di avventura, coraggio ed esplorazione:  personaggi come Vespucci, Colombo, James Cook, Vasco da Gama, Magellano lo hanno solcato ed affrontato per scoprire mondi nuovi, assecondare la propria sete di curiosità, contribuendo al progresso della civiltà umana. In tanti, ancora oggi, sfidano il mare, la sua forza e la sua immensità: basti pensare ai velisti, a chi affronta regate in solitaria, a tu per tu con questa meravigliosa ed emozionante espressione della natura.

La storia di moltissimi popoli è dunque legata al mare, a ciò che sulle sue onde ha viaggiato, a chi lo ha sfidato, ma esso ha anche profondi significati e benefici per ogni uomo, anche per chi lo vive semplicemente come un’occasione di svago e di vacanza. Semplicemente? Non tanto.

Il mare è una potente fonte di rilassamento, di creatività, di calma e serenità, come dimostrano molti studi che ne hanno comprovato l’effetto benefico sul cervello e sulla psiche oltre che, come già noto, sul resto del corpo (soprattutto grazie allo iodio).

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Pozzuoli

A contatto con il rumore del mare è stata ad esempio riscontrata la produzione di onde cerebrali alfa, che connotano uno stato di attenzione senza sforzo, caratterizzato da rilassatezza, e di endorfine, che generano benessere ed hanno un effetto antidolorifico. Quest’ultimo può essere indotto dalla sola immagine del mare, che richiama alla mente i suoi rumori e profumi: essa è infatti spesso utilizzata per generare calma e benessere nella terapia del dolore.  Il mare ed in particolare il suo rumore stimolano inoltre la creatività, poiché lo stato di rilassatezza allenta l’attività della zona frontale del cervello, deputata al controllo, e migliorano le prestazioni cognitive. E’ sicuramente un’esperienza comune a molti sentirsi più rilassati, in pace con se stessi, creativi, isolati dal caos quotidiano e pieni di sentimenti e pensieri positivi a contatto con le onde.

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San Mauro Cilento

Il mare, poi, altro non è che un bacino di acqua, elemento che ci appartiene, ci compone per più del 70%, ci rimanda al liquido amniotico dal quale veniamo e, perciò, tocca parti molto profonde della nostra psiche.

Il mare è anche contatto pieno con la natura, in cui ci si immerge letteralmente quando ci si tuffa, da cui ci si lascia avvolgere completamente: una natura fatta di acqua, ma anche di vegetali ed animali, vicini come non mai durante un’immersione o anche un semplice bagno; un paesaggio di immensità ed infinito, che scatena delle meravigliose sensazioni di estasi; ma anche una natura che insegna ad avere prudenza, a non sfidarne gli elementi, o a tenere sotto controllo la paura e lasciarsi andare alla sua calma (ne sono un esempio le attività subacquee, che richiedono disciplina, dedizione, concentrazione, autocontrollo, ma anche rispetto per l’ambiente marino ed osservazione attenta delle sue condizioni). E’, insomma, un elemento naturale che favorisce un recupero di elementi del sé quasi primitivi, oltre che delle proprie radici .

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Pozzuoli

Come molti paesaggi naturali (boschi, montagne…), il mare permette di staccarsi dal rumore quotidiano e riprendere contatto con se stessi, riscoprendo percezioni, sensazioni, emozioni che spesso si tengono chiuse in un cassetto per tutto l’anno, e si lasciano timidamente uscire solo durante le vacanze: con il suo rumore ritmico, l’odore, la patina di salsedine che lascia sulla pelle anche senza bagnarsi, la sua acqua avvolgente che trasporta e culla il corpo, il suo sapore salato, esso stimola infatti tutti i cinque sensi. Ciò, unito al senso di rilassatezza ed all’attivazione delle parti più creative della mente, rappresenta una vera e propria immersione nel benessere psicofisico, che  restituisce l’integrità corpo-mente.

Ultimo ma non ultimo, il mare e la spiaggia costituiscono anche un luogo di socializzazione e di pratica sportiva, permettendo di curare un aspetto ludico e relazionale che contribuisce ampiamente al benessere della persona.

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San Mauro Cilento

Il mare, dunque, è una parte della nostra storia e della nostra cultura, della nostra mente e del nostro corpo, più di quanto possa sembrare: motivi più che validi per rispettare ed amare questo prezioso bacino d’acqua del globo, per mantenerlo pulito e vivibile, come modo per ringraziarlo per i suoi doni ed imparare a prenderci cura di qualcosa che ci appartiene nel profondo.


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