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	<title>Econote.it &#187; Antonio Benforte</title>
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	<description>Storie da un mondo più verde</description>
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		<title>Econote consiglia: libri ecologici</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 08:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Benforte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Clima]]></category>
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		<description><![CDATA[Tweet Come sempre abbiamo raccolto un po’ di segnalazioni editoriali a tema ecologia e ambiente che ci sembrano meritevoli di attenzione. Sembra molto interessante il libro di Silvia Zamboni L&#8217;Italia della green economy. Idee, aziende e prodotti nei nuovi scenari globali (ed. Ambiente), in cui si realizza un quadro delle aziende che in Italia puntano [...] <a href="http://www.econote.it/2012/01/30/econote-consiglia-libri-ecologici-4/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="bottomcontainerBox" style="">
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<h3><span style="color: #008000;">Come sempre abbiamo raccolto un po’ di segnalazioni editoriali a tema ecologia e ambiente che ci sembrano meritevoli di attenzione.</span></h3>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-12432" title="cover_web_zamb" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2012/01/cover_web_zamb-200x175.jpg" alt="" width="200" height="175" /></p>
<p>Sembra molto interessante il libro di Silvia Zamboni <em><a href="http://www.amazon.it/LItalia-economy-aziende-prodotti-scenari/dp/8866270164/ref=sr_1_12?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1327879813&amp;sr=1-12">L&#8217;Italia della green economy. Idee, aziende e prodotti nei nuovi scenari globali</a></em> (ed. Ambiente), in cui si realizza un quadro delle aziende che in Italia puntano tutto sulla sostenibilità: “Oggi la parola d&#8217;ordine, ripetuta con insistenza in ogni circostanza, è crescita, per uscire dalla crisi economica e finanziaria legata al debito pubblico, allontanando lo spettro della bancarotta. Alla crescita, però va data una precisa direzione di marcia verso la sostenibilità, che tenga conto dell&#8217;ambiente”. Stessa tematica trattata anche da un volume Franco Angeli, <em><a href="http://www.amazon.it/Sostenibilit%C3%A0-economy-Competitivit%C3%A0-strategie-millennio/dp/8856822865/ref=sr_1_47?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1327879866&amp;sr=1-47">Sostenibilità e green economy. Quarto settore. Competitività, strategie e valore aggiunto per le imprese del terzo millennio</a></em> di Paolo Ricotti.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-12433" title="copj170.asp" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2012/01/copj170.asp_-170x175.jpg" alt="" width="170" height="175" /></p>
<p>Un volume dal taglio più storico, ma ugualmente interessante, è <a href="http://www.amazon.it/passato-futuro-percorso-Saggi-Natura-artefatto/dp/8860366712/ref=sr_1_23?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1327879832&amp;sr=1-23">Città tra passato e futuro. Un percorso critico sulla via di Biopoli</a>, saggio di Claudio Saragosa per Donzelli: “Che cos&#8217;è la città? Che cosa è stata nella storia? Cosa è diventata nel XX secolo e, soprattutto, cosa potrà essere nel futuro? &#8220;Spazio&#8221; ed &#8220;ecologia&#8221; sono le due parole chiave attraverso cui Claudio Saragosa tenta di rispondere a queste domande, disegnando una mappa, tutt&#8217;altro che scontata, degli obiettivi che l&#8217;urbanistica storicamente ha perseguito e dei modelli che si è data.”</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-12434" title="PICCOLI_GESTI_cop_g" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2012/01/PICCOLI_GESTI_cop_g.jpg" alt="" width="168" height="239" /></p>
<p>Tra i volumi “utili” segnalerei senza dubbio <em><a href="http://www.amazon.it/Piccoli-gesti-ecologia-Libri-fare/dp/8873074618/ref=pd_rhf_se_shvl3">Piccoli gesti di ecologia</a></em>, libro per bambini e ragazzi “con proposte di gioco, notizie, consigli e riflessioni per il tempo che verrà, con la certezza che sono i piccoli gesti di oggi a rendere possibile un futuro diverso e a misura d&#8217;uomo.” Roberto Papetti e Gianfranco Zavalloni sono gli autori.</p>
<p><img class="aligncenter  wp-image-12435" title="17386457_italia-radioattiva-scorie-nucleari-chi-sa-trema-ma-in-silenzio-0" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2012/01/17386457_italia-radioattiva-scorie-nucleari-chi-sa-trema-ma-in-silenzio-0.png" alt="" width="171" height="254" /></p>
<p>Infine, su tematiche più scottanti e d’attualità, una segnalazione importante: <em><a href="http://www.amazon.it/Scorie-radioattive-silenzio-Yahoopolis-postmoderne/dp/8874248032/ref=sr_1_8?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1327879962&amp;sr=1-8">Scorie radioattive. Chi sa trema, ma in silenzio</a></em> (Aliberti) è un volume scritto da Andrea Bertaglio e Maurizio Pallante sul giro di scorie nucleari all’interno del nostro paese. Depositi di veleni sparsi un po’ dovunque, di cui poco si parla.<br />
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		<title>Navi troppo vicine alle coste, pratica diffusa</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 07:43:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Benforte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tweet L&#8217;inchino al Giglio che ha portato al disastro della Costa Concordia, abbiamo letto nelle ultime ore, non è stato certo un episodio isolato. La pratica dell&#8217;inchino per salutare isole e cittadine sulla costa, infatti, è consuetudine antica nel mondo delle navi, testimoniato e accolto con gioia e divertimento addirittura da un post sul blog [...] <a href="http://www.econote.it/2012/01/20/navi-troppo-vicine-alle-coste-pratica-diffusa/">Leggi tutto</a>]]></description>
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<p><strong>L&#8217;inchino al Giglio che ha portato al disastro della Costa Concordia, abbiamo letto nelle ultime ore, non è stato certo un episodio isolato.</strong> La pratica dell&#8217;inchino per salutare isole e cittadine sulla costa, infatti, è consuetudine antica nel mondo delle navi, testimoniato e accolto con gioia e divertimento addirittura da un <a href="http://blog.costacrociere.it/post/Costa-Concordia-festeggiata-davanti-a-Procida.aspx"><strong>post sul blog</strong></a> di Costa Crociere, prima cancellato all&#8217;indomani della tragedia e poi rimesso al suo posto dopo una serie di articoli polemici sul tema.</p>
<p>Abbiamo qui raccolto una serie di <strong>foto</strong>, prese dal web, che testimoniano come molto spesso le navi da crociera,  non solo della Costa Crociere arrivino fin troppo vicino alla costa, per salutare e omaggiare le cittadine, rischiando così gravi incidenti. Nelle immagini si vedono navi simili a vere e proprie città galleggianti, in grado di trasportare migliaia di passeggeri, che passano vicino alle coste, fin troppo, e anche un semplice black out momentaneo impedirebbe loro qualsiasi manovra per evitare collisioni. A che scopo?</p>
<p><img class=" wp-image-12273 aligncenter" title="3402549902_2eb9f4867c_b" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2012/01/3402549902_2eb9f4867c_b-285x175.jpg" alt="" width="462" height="279" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2012/01/Isola-di-Ponza-linchino-della-Costa-Deliziosa-02.jpg" alt="" width="476" height="315" /></p>
<p style="text-align: center;">Inchino all&#8217;isola di Ponza &#8211; Foto da <a href="http://www.industriadelturismo.com/procida-e-linchino-della-costa-concordia/isola-di-ponza-linchino-della-costa-deliziosa-01/"><em>Industria del turismo</em></a></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2012/01/Isola-di-Ponza-linchino-della-Costa-Deliziosa-01.jpg" alt="" width="491" height="329" /></p>
<p style="text-align: center;">Inchino all&#8217;isola di Ponza &#8211; Foto da <a href="http://www.industriadelturismo.com/procida-e-linchino-della-costa-concordia/isola-di-ponza-linchino-della-costa-deliziosa-01/"><em>Industria del turismo</em></a></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2012/01/costa-concordia-500x333.jpg" alt="" width="500" height="333" /></p>
<p style="text-align: center;">Vicino ai Faraglioni di Capri &#8211; La foto di Alberto La Femina per <a href="http://azzurrissimo.it/2012/01/18/esclusiva-ecco-la-prova-la-concordia-faceva-linchino-ai-faraglioni-di-capri/"><em>Azzurrissimo</em></a></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2012/01/capri-inchino-ai-faraglioni-3.jpg" alt="" width="488" height="366" /></p>
<p style="text-align: center;">La nave e i faraglioni &#8211; Foto da <a href="http://www.caprinews.it/leggi1.asp?cod=2765"><em>CapriNews</em></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2012/01/capri-inchino-ai-faraglioni-1.jpg" alt="" width="474" height="383" /></p>
<p style="text-align: center;">La nave e i faraglioni &#8211; Foto da <a href="http://www.caprinews.it/leggi1.asp?cod=2765"><em>CapriNews</em></a></p>
<p>&nbsp;<br />
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		<title>Costa Concordia, necessario evitare il disastro ambientale</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 09:22:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Benforte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tweet Con un bilancio delle vittime appena salito a sei, ancora un buon numero di dispersi, l’immane tragedia della Costa Concordia ha, in queste ore, un ulteriore risvolto tragico, quello ambientale. Infatti, nel serbatoio della nave ci sono ancora 2380 tonnellate di gasolio, che potrebbe da un momento all’altro fuoriuscire e riversarsi in mare. Greenpeace [...] <a href="http://www.econote.it/2012/01/16/costa-concordia-necessario-evitare-il-disastro-ambientale/">Leggi tutto</a>]]></description>
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<p><strong>Con un bilancio delle vittime appena salito a sei, ancora un buon numero di dispersi, l’immane tragedia della Costa Concordia ha, in queste ore, un ulteriore risvolto tragico, quello ambientale.</strong></p>
<p><img class="size-medium wp-image-12232 aligncenter" title="1Naufragio-Costa-Concordia" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2012/01/1Naufragio-Costa-Concordia-285x175.jpg" alt="" width="285" height="175" /></p>
<p>Infatti, nel serbatoio della nave ci sono ancora 2380 tonnellate di gasolio, che potrebbe da un momento all’altro fuoriuscire e riversarsi in mare. Greenpeace ha già lanciato l’allarme, ma si sta cercando di fare davvero il possibile per evitare il disastro ambientale. L&#8217;allarme lanciato da Greenpeace è per una fetta di Mar Mediterraneo molto importante, e l’associazione ha chiesto che «venga messo a punto e attuato con urgenza un piano che preveda subito lo svuotamento delle cisterne di carburante della nave e quindi la rimozione della medesima».</p>
<p><img class=" wp-image-12228 aligncenter" title="20120115_costa-concordia-vista-dai-sub-top" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2012/01/20120115_costa-concordia-vista-dai-sub-top-285x175.jpg" alt="" width="312" height="185" /></p>
<p>Inoltre <strong>Alessandro Giannì</strong>, Direttore delle Campagne di Greenpeace denuncia che «in un&#8217;area, teoricamente protetta come il Santuario dei Cetacei, non esiste alcuno strumento per bloccare una nave con carico pericoloso se è in corso una tempesta o impedire alle navi da crociera di avvicinarsi pericolosamente alla costa, come avvenuto per la Costa Concordia».</p>
<p>Si cerca quindi di tirar via il carburante nel giro del minor tempo possibile, anche se per queste operazioni si tratta di un lasso di tempo comunque di almeno due settimane, soprattutto è tutto collegato alle condizioni meteorologiche. Se le condizioni meteo-marine dovessero cambiare sarebbe più difficile estrarre il carburante dalla nave senza rischi per l’ambiente. Sarà la  Smit, azienda olandese che si occupa del recupero relitti, a effettuare queste delicate operazioni.</p>
<p><img class="wp-image-12224 aligncenter" title="16gen-afp-costambiente" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2012/01/16gen-afp-costambiente-285x175.jpg" alt="" width="310" height="190" /></p>
<p>I fondali dell’isola del Giglio sono preziosi, quindi si deve cercare in ogni modo di salvaguardarli da un possibile disastro ambientale. Intanto ieri il governatore della Toscana<strong> Enrico Rossi</strong>, in visita all&#8217;isola del Giglio ha detto giustamente: «Bisogna istituire linee di navigazione chiare e sistemi di controllo. Bisogna evitare di consentire a navi di queste dimensioni di andare a spasso e provocare questi disastri».</p>
<p>L’importante è che si prenda al più presto una decisione e si predispongano le giuste misure per prevenire ogni rischio per l&#8217;ambiente e la salute pubblica.</p>
<p><img class="size-medium wp-image-12235 aligncenter" title="4naufragio-costa-concordia" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2012/01/4naufragio-costa-concordia-285x175.jpg" alt="" width="285" height="175" /><br />
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		<title>Supermarket Mafia di Marco Rizzo (Castelvecchi)</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 07:13:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Benforte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tweet Ci andreste mai a tavola con Cosa Nostra? No, vero? Eppure, probabilmente, l’avete già fatto. E come, vi chiederete? Acquistando senza “consumo critico” e diventando inconsapevolmente complici della longa manus mafiosa che, tra caporalato, truffe, pizzo, racket e infiltrazioni a qualsiasi livello – terreni, trasporto, supermercati – contamina il mercato e si arricchisce alle [...] <a href="http://www.econote.it/2012/01/09/supermarket-mafia-di-marco-rizzo-castelvecchi/">Leggi tutto</a>]]></description>
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<p>Ci andreste mai a tavola con Cosa Nostra? No, vero? Eppure, probabilmente, l’avete già fatto. E come, vi chiederete? Acquistando senza “consumo critico” e diventando inconsapevolmente complici della <em>longa manus</em> mafiosa che, tra caporalato, truffe, pizzo, racket e infiltrazioni a qualsiasi livello – terreni, trasporto, supermercati – contamina il mercato e si arricchisce alle spalle dei consumatori.</p>
<p>Un legame antico, quello della Mafia con la terra, che trova le sue radici nei latifondi siciliani ottocenteschi. E che, arrivando ai giorni nostri, si ramifica dai campi coltivati agli scaffali dei supermercati, fino a far constatare a <strong>Nino Giuffrè</strong>, collaboratore di giustizia, il fatto che “una catena di supermercati senza il sostegno o l’interesse diretto di Cosa Nostra non può nascere”.</p>
<p><strong>Marco Rizzo, giornalista e sceneggiatore che conosce molto bene la tematica, riesce nell’agevole saggio <a href="http://rx.castelvecchieditore.com/?q=taxonomy/term/48">“Supermarket Mafia”</a> (Castelvecchi) a chiarire quale sia “l’iter, dalla produzione alla vendita al dettaglio, di quello che finisce sulla nostra tavola (in particolare i prodotti agricoli”.</strong></p>
<p>Ed è davvero interessante, nonché utile, capire quali siano le dinamiche attraverso le quali la mafia toglie la libertà a imprenditori, agricoltori e infine a noi, consumatori. Attraverso un excursus storico Rizzo ci racconta dei limoni del dottor Galati, forse tra i primi, nel 1872, ad essere vittima di estorsioni mafiose – ancora in pochi osavano chiamarla così, mafia – all’interno della sua azienda agricola. E poi arriva ai giorni nostri, raccontandoci come “le attività criminali nel settore agroalimentare hanno un volume d’affari quantificabile in 12,5 miliardi di euro [...] Coldiretti ed Eurispes stilano anche una lista dei reati più frequenti commessi in agricoltura dalle associazioni mafiose: furti, macellazioni clandestine, danneggiamento delle colture, usura, racket, abusivismo edilizio, smaltimento dei rifiuti tossici, saccheggio del patrimonio boschivo, caporalato, truffe a danno dell’Unione Europea o altre istituzioni ed enti pubblici”.</p>
<p>Insomma, <strong>i tentacoli mafiosi nel settore agricolo/commerciale sono ben più lunghi e solidi di quanto si possa immaginare.</strong> Con dovizia di dati, fonti e casi specifici nel corso degli ultimi anni, Rizzo ci spiega come l’intervento della mafia sia prima di tutto sul “lavoro sporco”, attraverso caporalato, violenze, riduzione in paraschiavitù e anche omicidi – vedi caso di Castelvolturno. E poi c’è il pizzo e il monopolio della gestione dei campi in alcune zone della Sicilia; ma la mafia non è interessata solo alla produzione e alla raccolta, vuole anche controllare come i prodotti arrivino sugli scaffali, e mettere le mani sui mercati (non solo Sicilia, ma anche Fondi e Milano) e sui supermercati stessi.</p>
<p>Quello che emerge dall’interessante inchiesta di Rizzo è soprattutto <strong>la capacità della mafia di “diversificare il business”</strong>. È davvero incredibile: è possibile trovare legami mafiosi in settore insospettabili, e ormai il giro di affari legati a prodotti agricoli, mercati, supermercati e centri commerciali, è davvero imponente. Gli stessi boss sono sempre più imprenditori, vedi l’ultimo caso di Zagaria.</p>
<p><strong>Quello che più sconvolge, inoltre, è il comprendere, a fine lettura, il controllo quotidiano delle mafie sulla nostra vita. Sui nostri acquisti. Senza saperlo, citando Baudrillard: “Il consumatore è un lavoratore che non sa di lavorare”. E quindi dovrebbe lavorare sempre nel modo migliore, cercando per quanto possibile di perseguire un consumo critico.</strong> Solo in questo modo, sostenendo la legalità, informandosi al massimo sui metodi di produzione, confezione e distribuzione, cercando di comprare prodotti a “km zero”, dai Gas (Gruppi di acquisto solidale) si può acquistare responsabilmente e, un passo alla volta, con l’aiuto della giustizia, potremmo sperare in un serio cambiamento:<strong> nella distruzione del Supermarket Mafia</strong>. Come dice lo stesso Rizzo, alla fine del volume, “è anche imparando a fare la spesa che un giorno si potrà battere la mafia”.<br />
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		<title>Il 2011 di Econote&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 15:24:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Benforte</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Architettura]]></category>
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		<description><![CDATA[Tweet Il 2011 si avvia alla fine e ci sembra giusto ripercorrerlo insieme a voi attraverso le notizie e gli eventi a tema ecologico-ambientale che hanno segnato l’anno. Come promemoria per l&#8217;anno che ci lasciamo alle spalle, per non commettere gli stessi errori, per trarre spunti e buoni propositi per il 2012 alle porte. L’anno [...] <a href="http://www.econote.it/2011/12/27/il-2011-di-econote/">Leggi tutto</a>]]></description>
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<p><strong>Il 2011 si avvia alla fine e ci sembra giusto ripercorrerlo insieme a voi attraverso le notizie e gli eventi a tema ecologico-ambientale che hanno segnato l’anno.</strong> Come promemoria per l&#8217;anno che ci lasciamo alle spalle, per non commettere gli stessi errori, per trarre spunti e buoni propositi per il 2012 alle porte.</p>
<p>L’anno si è aperto con la buona notizia di un <a href="../2011/01/03/tamigi-fiume-piu-pulito-tornano-i-salmoni/">Tamigi più pulito</a>. Abbiamo poi parlato della <a href="../2011/01/07/strage-di-tortore-a-faenza/">strage di tortore a Faenza</a>, detto addio al <a href="../2011/01/19/addio-al-vecchio-pino-icona-della-costiera-e-di-sorrento/">pino della costiera di Sorrento</a> e parlato di <a href="../2011/01/13/si-al-referendum-su-acqua-e-nucleare-e-adesso/">Nucleare</a>, senza dubbio tra i temi più caldi dell’anno. Siamo contro il fumo, soprattutto tra i giovani, e <a href="../2011/02/28/basta-col-fumo-soprattutto-tra-i-piu-giovani/">l’abbiamo scritto</a>. Abbiamo poi parlato anche di un nuovo <a href="../2011/02/17/una-nuova-alternativa-il-benzidrogeno/">carburante a base di idrogeno</a>, il benzidrogeno.</p>
<p>A marzo c’è stata una nuova edizione di <a href="../2011/03/16/fa-la-cosa-giusta-2011-dal-25-al-27-marzo/">Fa’ la cosa giusta</a>, e vi abbiamo anche raccontato <a href="../2011/03/28/10-buoni-motivi-per-mangiare-biologico/">10 buoni motivi per mangiare biologico</a>. Vi abbiamo raccontato la bella storia dei <a href="../2011/04/29/radiazioni-fukushima-ci-salveranno-i-girasoli/">girasoli a Fukushima</a>, dopo il tremendo disastro nucleare, di cui già adesso si parla troppo poco. Com’è la situazione in Giappone?</p>
<p>Abbiamo poi bocciato le <a href="../2011/05/13/bocciate-le-caraffe-filtranti-meglio-il-rubinetto/">caraffe filtranti</a>, meglio l’acqua del rubinetto. Abbiamo sfogliato in anteprima il nuovo <a href="../2011/05/30/e-arrivato-sette-green-lo-abbiamo-sfogliato/">inserto a tema ecologico del Corriere della Sera, Sette Green</a>. Abbiamo descritto il <a href="../2011/05/31/decreto-rinnovabili-vantaggi-e-difetti/">Decreto sulle Rinnovabili</a>, segnalato notizie sull’architettura interessanti e originali come quella <a href="../2011/06/15/grattacielo-di-legno-a-milano/">del grattacielo di legno a Milano</a> o delle <a href="../2011/07/22/case-in-polistirolo-le-dome-house/">Dome House</a> (case in polistirolo), parlato di <a href="../2011/06/27/e-salpata-goletta-verde/">Goletta verde</a> e <a href="../2011/06/30/pet-terapy-con-asinelli-il-sorriso-di-alex/">Pet Therapy</a>.</p>
<p>Arrivati poi verso la fine del 2011, abbiamo moltiplicato gli sforzi e aumentato il numero di articoli, diversificandoli sempre di più. La <a href="../2011/10/29/la-petizione-europea/">Petizione europea</a>, le <a href="../2011/10/27/rosita-la-risposta-alla-mucca-cinese-dal-latte-umano/">Mucche dal latte umano</a>, la segnalazione del primo <a href="../2011/10/24/baratto-riciclo-e-riutilizzo-con-reoose/">store del baratto asincrono</a>, Reoose, <a href="../2011/11/23/torre-eiffel-e-il-tower-bridge-diventeranno-momumenti-sostenibili/">Londra e Parigi che percorrono la strada del sostenibile</a> attraverso i loro monumenti simbolo, sono solo alcuni degli articoli scritti nei mesi di ottobre, novembre e dicembre.</p>
<p>Parlando di Napoli, invece, ci siamo concentrati <a href="../2011/11/03/una-mattinata-eco-sostenibile-al-bosco-con-cleanap/">più di una volta</a> <a href="../2011/07/18/cleanap-%E2%80%93-qui-ci-si-rimbocca-le-maniche/">sull’importante iniziativa di Cleanap</a>, e ci siamo anche commossi guardando il video dei <a href="../2011/07/26/where-the-hell-is-munnezza-intervista-ai-the-jackal/">The Jackal, Where the hell is munnezza</a>. E poi la nostra vignettista Fran ci ha spesso fatto sorridere e riflettere con le <a href="../category/vignette/">sue vignette</a>.</p>
<p><strong>Cosa più importante, abbiamo inaugurato e affinato le varie sezioni del nostro sito, sempre più diversificate e specifiche su tematiche green ed ecosostenibili.</strong> Per offrirvi un’informazione sempre più dettagliata e puntuale su questi temi.</p>
<h3><span style="color: #008000">Grazie a tutti voi, che da ormai quattro anni ci accompagnate in questa fantastica avventura di Econote. Vi auguriamo un fantastico 2012.</span></h3>
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		<title>Natale 2011, crisi anche per i regali di Natale</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 00:20:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Benforte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tweet Sarà crisi anche sotto l’albero? Secondo le stime dell’Adoc sì, questo sarà un Natale con la cinghia stretta. La spesa per i regali infatti è in calo del 16% rispetto allo scorso anno, e al suo posto prendono piede  le strategie interessanti del riciclo e dell’usato. Infatti, un dono su tre sarà di seconda [...] <a href="http://www.econote.it/2011/12/19/natale-2011-crisi-anche-per-i-regali-di-natale/">Leggi tutto</a>]]></description>
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<p>Sarà <strong>crisi</strong> anche sotto l’albero? Secondo le stime dell’<a href="http://www.adoc.org/notizie/5662/natale-crolla-del-16-la-spesa-i-regali-adoc-un-don"><strong>Adoc</strong></a> sì, questo sarà un Natale con la cinghia stretta. <strong>La spesa per i regali infatti è in calo del 16% rispetto allo scorso anno</strong>, e al suo posto prendono piede  le strategie interessanti del riciclo e dell’usato. Infatti, <strong>un dono su tre sarà di seconda mano.</strong> Riuso, riciclo, creatività, queste le parole d’ordine per questo Natale, caratterizzato dalla crisi rispetto agli scorsi anni.</p>
<p>Oltre alla strada del riuso di regali, c’è una piccola fetta del campione analizzato (15%) che farà regali fai-da-te, mentre un’altra farà baratto (10%). Tra i pensieri più riutilizzati, ci saranno oggetti di abbigliamento (nel 38% dei casi) o confezioni alimentari (23%), beni di consumo come Dvd e libri (7%) e giochi elettronici (17%) o ancora prodotti hi-tech (4%).</p>
<p>Altro dato su cui riflettere, il calo dei giochi e dei videogiochi, per la prima volta da anni. Questo non fa che confermare una tesi: quella che i bambini da piccoli abbiano fin troppo, un numero eccessivo di giochi e giocattoli con cui non riescono o non vogliono giocare, e si dimenticano di averli e di usarli anche nel giro di una settimana.</p>
<p>Tra le cause di questa riduzione dei consumi, ovviamente, sottolinea <strong>Carlo Pileri, presidente dell’Ado</strong>c, ci sono aumento dell&#8217;Iva, costo della vita in continua crescita, che <strong>faranno spendere agli italiani in media 300 euro in meno dello scorso anno.</strong> Sinceramente, di questi tempi ma non solo, quello del riuso e del riciclo ci sembra una utile alternativa alla crisi in un’ottica reale di riduzione degli sprechi.  Sempre meglio delle sciarpe o dei cappelli della nonna, no?</p>
<p>E così si tenderà ad affermare anche da noi una tendenza che negli Usa è già consuetudine, quella di affidarsi sempre più a queste possibilità per realizzare un regalo a Natale. Oltreoceano sempre più siti si sono specializzati in questi tipi di regali, e in un secondo momento abbiamo anche dei siti che si occupano dello smaltimento dei giochi in eccesso, qualche settimana dopo Natale.<br />
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		<title>Più sesso in mare! Il WWF contro le quote di pesca</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Dec 2011 13:19:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Benforte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tweet Si è tenuto ieri a Bruxelles il raduno WWF di Pesci innamorati. Un’idea intelligente per riflettere sul problema della pesca eccessiva nei mari di tutto il mondo. E così gli attivisti del WWF, in modo originale, hanno chiesto a livello europeo, la possibilità per le specie di pesci di tutti i mari di riprodursi [...] <a href="http://www.econote.it/2011/12/17/piu-sesso-in-mare-il-wwf-contro-le-quote-di-pesca/">Leggi tutto</a>]]></description>
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<p>Si è tenuto ieri a Bruxelles il <strong>raduno WWF di Pesci innamorati</strong>. Un’idea intelligente per riflettere sul problema della pesca eccessiva nei mari di tutto il mondo. E così gli attivisti del WWF, in modo originale, <strong>hanno chiesto a livello europeo, la possibilità per le specie di pesci di tutti i mari di riprodursi attraverso la riduzione delle quote di pesca e il conseguente ripristino degli stock, impoveriti da oltre vent’anni di pesca eccessiva. </strong></p>
<p>E sì, perché ieri si sono riuniti i ministri dell’agricoltura e della pesca per decidere alcune linee guida per il 2012. E il WWF ci ha tenuto a chiedere <strong>“More Sex, Yes!”</strong>, per permettere il recupero degli stock ittici e puntare entro il 2015 ad ottenere stock pari o superiori al Maximum Sustainable Yield (MSY, Rendimento Massimo Sostenibile), per<strong> permettere comunque la pesca ma stabilire un limite massimo per ogni pesce, evitando che se ne diminuisca la produttività.</strong></p>
<p>Il WWF, seguendo autorevoli pareri scientifici, ha cercato in questo modo di porre l’attenzione su una raccomandazione che negli ultimi venti e passa anni non è stata mai seguita. Facciamoli riprodurre dunque, questi pesci. A tutti gli amanti della buona cucina non dispiace certo una bella orata, il pesce spada, un ottimo trancio di tonno. Qui non si sta chiedendo a nessuno di cambiare le proprie abitudini alimentari, ma almeno di ridimensionare a livello europeo le quote di pesca, come sottolinea anche <strong>Marco Costantini responsabile Mare del WWF Italia</strong>, che ha dichiarato: &#8220;Basare i limiti di cattura su pareri scientifici e permettere agli stock ittici di riprendersi e prosperare deve essere una priorità per gli Stati membri e un obiettivo centrale della riforma della politica comune della pesca. La salvaguardia degli stock ittici è una precondizione per salvare i mari europei e il settore della pesca.&#8221;</p>
<p>E se tenete a questi temi, come noi, segnaliamo anche la petizione per porre fine alla pesca eccessiva, che anche in Italia ha già raccolto migliaia di firme: <a href="http://www.wwf.it/petizionepesca">www.wwf.it/petizionepesca</a><br />
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		<title>Regali di Natale belli e utili con Unicef</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 07:32:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Benforte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tweet Si avvicina il Natale e come accade ogni anno l’Unicef offre una serie di oggetti a tema natalizio, sul suo sito web: comprandoli non solo si ottiene molto spesso un bel gadget natalizio, ma si dà anche una mano ai bambini meno fortunati. Ci sono moltissimi oggetti, come decorazioni, palline per l’albero di Natale, [...] <a href="http://www.econote.it/2011/12/05/regali-di-natale-belli-e-utili-con-unicef/">Leggi tutto</a>]]></description>
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<p style="text-align: center"><a rel="attachment wp-att-11598" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/12/Schermata-2011-12-04-a-18.46.07.png"><img class="size-full wp-image-11598 aligncenter" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/12/Schermata-2011-12-04-a-18.46.07.png" alt="" width="202" height="247" /></a></p>
<p>Si avvicina il Natale e come accade ogni anno <a href="http://www.unicef.it/">l’Unicef</a> offre una serie di oggetti a tema natalizio, sul suo sito web: comprandoli non solo si ottiene molto spesso un bel gadget natalizio, ma si dà anche una mano ai bambini meno fortunati. <strong>Ci sono moltissimi oggetti, come decorazioni, palline per l’albero di Natale, candele &#8211; ma anche molto altro, ad esempio agende, calendari ed biglietti di auguri, per tutti i gusti e soprattutto per tutte le tasche. </strong></p>
<p>Cosa aspettate? Si tratta di bei prodotti, realizzati secondo standard di qualità, di sicurezza, di responsabilità sociale e tutela ambientale. L&#8217;Unicef infatti sostiene il lavoro degli artigiani, delle piccole botteghe e per questo si rivolge solo a laboratori socialmente responsabili o a produttori che rispettano determinati principi.</p>
<p style="text-align: center"><a rel="attachment wp-att-11596" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/12/Schermata-2011-12-04-a-18.43.08.png"><img class="size-full wp-image-11596 aligncenter" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/12/Schermata-2011-12-04-a-18.43.08.png" alt="" width="358" height="205" /></a></p>
<p>Sul sito dell’Unicef c’è davvero da perdersi: ad esempio troviamo <a href="http://www.unicef.it/doc/2040/pallina-di-natale.htm">la pallina di Natale “Stelle e Bambini”</a>, dell’artista Sophie Fatus. O ancora <a href="http://www.prodottiunicef.it/index.php/biglietti-e-regali/assortimento-natale-colorato.html">bigliettini d’auguri</a>, <a href="http://www.prodottiunicef.it/index.php/biglietti-e-regali/ghirlanda.html">ghirlande</a> e <a href="http://www.prodottiunicef.it/index.php/biglietti-e-regali/per-lei-e-per-lui/portachiavi-uniti-per-i-bambini.html">portachiavi</a>. Moltissimi anche gli <a href="http://www.prodottiunicef.it/index.php/biglietti-e-regali/per-la-casa.html">oggetti per la casa</a> o anche i <a href="http://www.prodottiunicef.it/index.php/biglietti-e-regali/cd-musicali-e-libri.html">cd e i libri</a>. <strong>I regali in ogni caso sono divisi in sezioni, ci sono “i più amati”,  i “consigliati” ma anche una divisione per fasce di prezzo, utile se si vuole spendere una determinata somma, senza esagerare. </strong></p>
<p>Dunque non perdete tempo, e invece delle classiche pantofole, sciarpe o cappelli che a Natale vengono regalati e subito riciclati, quest’anno fate un regalo non solo alle persone a cui volete bene, ma anche a chi nel mondo ha bisogno d’aiuto. Con tanti auguri di Buon Natale.<br />
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		<title>Econote consiglia: libri ecologici</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 09:53:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Benforte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tweet Torniamo, dopo un po’ di mesi di assenza, a segnalare i libri a tematica green più interessanti dell’ultimo periodo. Buona lettura a tutti. C’è un nuovo romanzo VerdeNero che sembra molto interessante: Cedimenti di Francesca Vesco, che in realtà è uno pseudonimo che racchiude il lavoro di più autrici. Ecco un estratto della scheda [...] <a href="http://www.econote.it/2011/11/28/econote-consiglia-libri-ecologici-3/">Leggi tutto</a>]]></description>
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<p>Torniamo, dopo un po’ di mesi di assenza, a segnalare<strong> i libri a tematica green più interessanti dell’ultimo periodo.</strong> Buona lettura a tutti.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-11534" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/cover_vesco_cedimenti_piccola1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-11534" title="cover_vesco_cedimenti_piccola1" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/cover_vesco_cedimenti_piccola1.jpg" alt="" width="130" height="181" /></a></p>
<p>C’è un nuovo romanzo VerdeNero che sembra molto interessante: <strong><a href="http://blog.verdenero.it/2011/11/14/il-16-novembre-esce-cedimenti-di-francesca-vesco/"><em>Cedimenti</em></a> di Francesca Vesco</strong>, che in realtà è uno pseudonimo che racchiude il lavoro di più autrici. Ecco un estratto della scheda sul sito: “Con la morte del nonno Martina eredita una splendida villa sul mare di Sicilia. Ma di fronte, a chiudere la vista della spiaggia, si alza lo scheletro di un enorme residence abusivo in costruzione. Bilanciando confusamente indignazione e senso di giustizia, la ragazza decide di lanciarsi in una battaglia contro la speculazione edilizia e per questo si trasferisce nella sua nuova proprietà. Qui conosce Paolo, e attraverso di lui scopre l’esistenza di un’arma del tutto inaspettata&#8230; Da questo momento la vicenda si arricchisce di eventi che porteranno i protagonisti a compiere azioni decisamente più grandi di loro.” Come sempre ci ha abituato la casa editrice di noir a tematica green ed eco, si tratta di un libro di fiction molto interessante, che indaga il mondo degli abusi edilizi e degli scempi quotidiani che, dal nord al sud, flagellano la nostra amata terra. Arricchiscono il libro gli <strong>interventi di Nanni Balestrini, Umberto Eco, Libero Mancuso, Corradino Mineo.</strong></p>
<p><strong><a rel="attachment wp-att-11531" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/31it+MUVffL._SL500_AA240_.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-11531" title="31it+MUVffL._SL500_AA240_" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/31it+MUVffL._SL500_AA240_.jpg" alt="" width="149" height="149" /></a><br />
</strong></p>
<p>In saggistica, invece, consigliamo <strong><em>La soglia della sostenibilità ovvero quello che il Pil non dice</em></strong>. Un libro della casa editrice Donzelli in cui si riflette sulla “necessità di rompere gli steccati che separano l&#8217;economia dalle scienze dell&#8217;ambiente e approfondire le integrazioni tra l&#8217;organizzazione economica e le politiche ambientali e sociali, per realizzare una piena sostenibilità.” Un libro scritto a più mani,  che evidenzia <strong>la radice ambientale dell&#8217;economia e intende riaffermare i fondamenti biofisici e termodinamici della vita.</strong></p>
<p><strong><a rel="attachment wp-att-11533" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/31zqESDEwVL._SL500_AA240_.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-11533" title="31zqESDEwVL._SL500_AA240_" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/31zqESDEwVL._SL500_AA240_.jpg" alt="" width="157" height="157" /></a><br />
</strong></p>
<p>Non male anche <strong><em>Capitalismo, socialismo, ecologia </em></strong>di André Gorz per ManifestoLibri. Un libro che ha come fulcro della riflessione la fine della società del lavoro e la centralità della questione ecologica. Un libro importante per “ripensare le forme di vita in una società dove si è persa la centralità del lavoro retribuito a tempo pieno”, e “ridefinire lo sviluppo di fronte ai problemi ambientali che si fanno sempre più drammatici”.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-11535" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/411Wo2aCz2L._SL500_AA240_.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-11535" title="411Wo2aCz2L._SL500_AA240_" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/411Wo2aCz2L._SL500_AA240_.jpg" alt="" width="169" height="169" /></a></p>
<p>Più leggero e utile,<strong><em> Io lo so fare</em></strong> sembra davvero un manuale imperdibile per tutti gli ecologisti che amano anche il fai-da-te. Si tratta di un manuale, in edizione riveduta e aggiornata, dedicato a chi vuole realizzare da solo i piccoli e grandi oggetti – ma non solo – della quotidianità, e vivere felici. Marinella Correggia ci dice come fare il pane o uno scaffale, ma soprattutto senza forno elettrico o trapano, ma solo l&#8217;energia del sole o un buon succhiello. Un nuovo stile di vita, che dovrebbe diventare la norma per molti di noi. “Una sobrietà creativa che è un dovere sociale ma soprattutto un piacere, un&#8217;utopia che è possibile costruire con le proprie mani.”. Brava.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-11532" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/31u+WgF2uPL._SL500_AA240_.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-11532" title="31u+WgF2uPL._SL500_AA240_" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/31u+WgF2uPL._SL500_AA240_.jpg" alt="" width="144" height="144" /></a></p>
<p>Infine, un libro più tecnico sulla raccolta differenziata: <strong><em>Raccolta differenziata e giovani. Un modello statistico per la diffusione di buone eco-prassi</em></strong>, che rappresenta il risultato finale di una complessa attività di studio e di ricerca svolta dal Gruppo di Statistica dell&#8217;Università del Salento. Potrebbe essere un modo interessante per riflettere in modo rigoroso sulle buone prassi per fare la differenziata.<br />
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		<title>GreenWebEconomics, di Davide Reina e Silvia Vianello</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 12:54:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Benforte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri Verdi]]></category>
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		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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<p>È giunto il momento di <strong>pensare Green</strong> non solo nella vita di tutti giorni, ma anche a un livello più alto, in quelli che sono i principi economici che governano la nostra società. È una <strong>“nuova frontiera”, così come viene definita nel sottotitolo del libro</strong>, quella della <strong>GreenWebEconomics</strong>, che Davide Reina e Silvia Vianello illustrano e descrivono nel loro libro uscito per Egea, la casa editrice dell’università Bocconi.</p>
<p>Un volume molto interessante che spiega come si debba ripensare dalle fondamenta la nostra economia perché, citando <strong>Ernst Friedrich Schumacher</strong> riportato nell’esergo al volume, <strong>&#8220;La crescita infinita dei consumi materiali, in un mondo finito, è impossibile&#8221;. </strong>E così, partendo da questo assunto di base,  delineare &#8220;un’economia più giusta, al servizio dell’uomo, fatta di imprese «a misura d’uomo». Un’economia il cui sogno non sia crescere all’infinito ma evolvere in armonia con l’ambiente&#8221;.</p>
<h3><span style="color: #008000"><strong>GreenWebEconomics è la parola d’ordine, insomma. Fondere un’attitudine e un&#8217;impostazione green alle incredibili risorse della rete globale di internet, e in questo modo dare il via a una nuova economia che sostituisca la GreyEconomy.</strong></span></h3>
<p>I due autori, come si dice in questi casi, hanno tutte le competenze per poter dettare nuovi paradigmi in questo campo: <strong>Davide Reina</strong>, infatti, è Marketing Professor alla Sda Bocconi School of Management, e viene da un’esperienza decennale come Director di imprese multinazionali nel consumer goods, retail e automotive, in Europa e Asia, mentre <strong>Silvia Vianello</strong>, dopo esperienze Professore e Advisor a Parigi, Houston e New York, ora è Marketing Professor alla Sda Bocconi School of Management, dove si occupa prevalentemente di Marketing Digitale, Green e Pricing.</p>
<p>Un libro che riesce a equilibrare il lato più tecnico e quello divulgativo: dall’economia della leggerezza al dettaglio della situazione italiana, passando per la geografia, le conseguenze e i nuovi clienti della GreenWebEconomics, fino agli opportunity gap da colmare e all’analisi del mercato dell’auto e della casa, gli autori riescono a trattare nel modo più completo possibile l’argomento, ponendo le basi di quella che possiamo considerare una verà e propria nuova società, la <strong>GreenWebSociety</strong>, che vede l’uomo al centro del ragionamento economico e sociale. Nello stesso tempo, è auspicabile  una <strong>sempre maggiore attenzione al Web e al Green</strong>, che “insieme trasformano i comportamenti delle persone perché ne aumentano radicalmente il potenziale di innovazione a livello individuale, la capacità di lavoro a livello collettivo, gli obiettivi di fondo”.</p>
<p><strong>C’è bisogno di innovazione, di una nuova e diversa forma di organizzazione del lavoro</strong>, di quella che gli autori chiamano “cooperazione in partnership”, in cui tutti quelli che operano nell’azienda ne sono anche soci. Bisogna valorizzare gli individui, non tenerli in competizione, soprattutto de-mercificare l’uomo.</p>
<p>Ecco un passaggio molto interessante: &#8220;De-mercificare l’uomo in una GreenWebEconomics fatta di piccole e medie imprese, riorganizzando il lavoro secondo logiche cooperative e associative, conviene. E conviene perché permette alla persona di esprimere tutte le sue potenzialità. Gerarchizzare, controllare e pagare una persona a elevato grado di conoscenza non per pensare ma per eseguire, seguendo la tipica logica del lavoro dipendente, non conviene perché determina un costo nascosto enorme fatto di idee non proposte, progetti non realizzati, innovazioni non lanciate.&#8221;</p>
<p>Queste sono le linee tracciate. Il percorso da seguire, stando attenti alla GreyEconomics che tenterà di sembrare Green rimanendo Grey, in un economia in cui “pochissimi possiedono moltissimo e le briciole vengono lasciate ai più”. Ed è così che <strong>gli autori sottolineano la necessità di dover costruire un “mondo nuovo”.</strong> E mai come in questo periodo di crisi globale, economica ora ed energetica nel breve futuro, ma soprattutto di “crisi delle idee”, <strong>è evidente a tutti che c’è bisogno di un cambiamento</strong>. In fretta, anche.</p>
<p><strong>Davide Reina, Silvia Vianello<br />
<em>GreenWebEconomics<br />
</em>Egea 2011, 224 pagg., 18 euro</strong></p>
<p><strong>La pagina di <a href="http://www.sdabocconi.it/it/faculty_and_competence/docenti/reina_davide.htm">Davide Reina</a> sul sito della Bocconi</strong></p>
<p><strong>La pagina di <a href="http://www.sdabocconi.it/en/faculty/professors/vianello_silvia.htm">Silvia Vianello</a> sul sito della Bocconi<br />
</strong><br />
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