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	<title>Econote &#187; Ambiente</title>
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	<description>Solo un altro blog targato WordPress</description>
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		<title>Il riciclo dell&#8217;acqua in favore dell&#8217;agricoltura</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 07:34:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Esposito</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Pasquale Steduto]]></category>
		<category><![CDATA[Stoccolma]]></category>
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Stoccolma ospita la Ventesima edizione del World Water Week: il meeting rappresenta un importante appuntamento annuale per discutere della risorsa più importante del nostro pianeta.
L&#8217;evento, organizzato dalla Stockholm International Water Institute (SIWI) e che si [...]]]></description>
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<p style="text-align: center"><a rel="attachment wp-att-3509" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/09/water-faucet-small.jpg"><img class="size-medium wp-image-3509  aligncenter" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/09/water-faucet-small-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p>Stoccolma ospita la Ventesima edizione del <a href="http://www.worldwaterweek.org/">World Water Week</a>: il meeting rappresenta un importante appuntamento annuale per discutere della risorsa più importante del nostro pianeta.</p>
<p>L&#8217;evento, organizzato dalla <em>Stockholm International Water Institute</em> (SIWI) e che si protrarrà fino all&#8217;11 settembre, <strong>cerca di dare risposte e di fornire soluzioni alle sfide più urgenti riguardanti le risorse idriche mondiali</strong>. Attenzione verso gli sprechi, formazione e prevenzione per un uso più oculato dell&#8217;acqua, ma esperti e leader si confrontano anche sullo <strong>sviluppo di strategie per la gestione delle riserve idriche</strong>.</p>
<p>Di questi temi se n&#8217;è occupata recentemente anche la <strong>FAO</strong>, in apertura dei lavori è stato infatti presentato: <em>La ricchezza dei rifiuti: l’economia dell’utilizzo delle acque reflue in agricoltura.</em></p>
<p>Secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura, l&#8217;utilizzo delle <strong>acque reflue</strong> in agricoltura risulterebbe ancora poco praticato, ma il “<strong>riciclo</strong>” dell&#8217;acqua sarebbe una buona soluzione per alleggerire i problemi legati alla scarsità e all&#8217;inquinamento delle risorse idriche.</p>
<p><strong>Pasquale Steduto</strong>, Vice-Direttore della Divisione Terra e Acqua della FAO, ha affermato:</p>
<p><em>“I case studies analizzati nel rapporto mostrano che il riutilizzo sicuro delle acque reflue per la produzione alimentare può contribuire ad alleviare la competizione tra città e settore agricolo per l’uso dell’acqua nelle regioni caratterizzate da una crescente scarsità di risorse idriche. Nei contesti adeguati può anche aiutare a gestire il problema dello smaltimento delle acque di scolo urbane e dell’inquinamento dell’acqua da esse causato.” </em></p>
<p>La diffusione di questo sistema, soprattutto in alcune aree del pianeta concilierebbe, <strong>compenserebbe la carenza dell&#8217;acqua e allo stesso tempo favorirebbe la diminuzione dell&#8217;inquinamento</strong>.<br />
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</ul>
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		<title>Farfalle e pipistrelli in scatola</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 07:59:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ospite</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
		<category><![CDATA[città]]></category>
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		<category><![CDATA[pipistrelli]]></category>

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		<description><![CDATA[Da oggi una nuova rubrica su Econote.it
Ogni martedì getteremo uno sguardo sul mondo dei nostri amici animali. A tenerla sarà Mattia Marasco, blogger, appassionato di web, etologia e comportamento canino. 
Si aggiunge una nuova voce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><address><span style="color: #000000">Da oggi una nuova rubrica su Econote.it</span></address>
<address><span style="color: #000000">Ogni martedì getteremo uno sguardo sul mondo dei nostri amici animali. A tenerla sarà Mattia Marasco, blogger, appassionato di web, etologia e comportamento canino. </span></address>
<address><span style="color: #000000">Si aggiunge una nuova voce alle &#8220;Storie da un mondo più verde&#8221; di Econote.it</span></address>
<address><span style="color: #000000">M.S.<br />
</span></address>
</blockquote>
<address><span style="color: #000000"><br />
</span></address>
<p><span style="color: #008000"><strong>L&#8217;inquinamento cittadino è  un problema, e non solo per chi abita in città ma anche per quegli  animali che al primo tubo di scappamento hanno pensato bene di levare le  tende.</strong></span><br />
Ma all&#8217;interno di un equilibrio delicato come l&#8217;ecosistema ognuno ha il suo ruolo ed ecco perchè si stanno sviluppando progetti, commerciali e non, per  riportarli in città.</p>
<p style="text-align: center"><a rel="attachment wp-att-3483" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/09/insettivori_batboxes_1.jpg"><img class="size-full wp-image-3483  aligncenter" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/09/insettivori_batboxes_1.jpg" alt="" width="381" height="247" /></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-3483" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/09/insettivori_batboxes_1.jpg"></a>Negli utlimi mesi, infatti, molti comuni  italiani stanno provando ad attirare nelle zone urbane <strong><span style="color: #008000">pipistrelli e  farfalle</span></strong>, i primi perchè divoratori insaziabili di <strong>zanzare </strong>e le seconde  per la loro bellezze e la loro importanza nel processo di  <strong>impollinazione</strong>.<br />
A tale scopo si stanno diffondendo le “<strong><a href="http://www.batbox.info/">batbox</a></strong>&#8220;,  casette in legno studiate appositamente per invogliare i pipistrelli a  prenderne posseso, “piantarvi radici” e farsi fuori ogni notte le loro  <strong>2000 zanzare a testa</strong>. Ugualmente è possibile trovare in commercio<strong> <a href="http://www.eugea.it/">piccole scatole</a></strong> contenenti selezioni di <strong>semi </strong>da piantare sui balconi delle nostre case particolarmente gradite alle farfalle.</p>
<p style="text-align: center"><a rel="attachment wp-att-3482" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/09/pipistrello.jpg"><img class="size-full wp-image-3482    aligncenter" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/09/pipistrello.jpg" alt="" width="364" height="243" /></a><span style="color: #0000ff"><strong></strong></span></p>
<p style="text-align: left"><span style="color: #0000ff"><strong><br />
Sono idee ingegnose e senza dubbio ecologiche ma se farfalle, insetti e  pipistrelli hanno deciso di andarsene una volta, perchè non dovrebbero  farlo di nuovo?</strong></span></p>
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		<title>Olio esausto, come riciclarlo?</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 07:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Benforte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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Cosa fate dopo aver fritto? Mangiate, ok. E dopo ancora, l&#8217;olio, dove lo mettete? Dove lo buttate? Ecco, la questione relativa allo smaltimento dell&#8217;olio della cottura è davvero importante. Moltissime persone, ogni giorno, gettano l&#8217;olio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } --><a rel="attachment wp-att-3446" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/08/olio-400x300.jpg"><img class="size-medium wp-image-3446 aligncenter" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/08/olio-400x300-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p><strong><span style="color: #008000;">Cosa fate dopo aver fritto? Mangiate, ok. E dopo ancora, l&#8217;olio, dove lo mettete? Dove lo buttate? Ecco, la questione relativa allo smaltimento dell&#8217;olio della cottura è davvero importante. Moltissime persone, ogni giorno, gettano l&#8217;olio usato per la frittura o nel lavandino o nella tazza del gabinetto. Molto spesso, ancora caldo!</span></strong></p>
<p>Fate attenzione:<strong> l&#8217;olio esausto è dannosissimo per l&#8217;ambiente, soprattutto per i nostri mari. Infatti, per quanto i depuratori possano arginano il danno, in parte quell&#8217;olio arriva in acqua, diventando un pericolo per l&#8217;ambiente</strong>.</p>
<p>La cosa preferibile sarebbe, dopo la cottura, <strong>conservare l&#8217;olio in bottiglie di plastica </strong>e poi portarlo alla più vicina isola ecologica o ai centri di raccolta dedicati, per recuperarlo. Mi raccomando, non bollente, ma freddo. Se proprio non potete farlo, altro possibile espediente è quello di asciugare con cinque sei strappi di carta assorbente l&#8217;olio all&#8217;interno della padella. E poi, buttare la carta unta nell&#8217;indifferenziato. Anche quando l&#8217;olio è poco, consigliamo di usare un tovagliolo per assorbire quel po&#8217; di olio rimasto attaccato alla padella.</p>
<p><strong>Consigliamo di fare un giro sul sito del</strong> <strong><a href="http://www.consorzioconoe.it ">CONOE</a> per conoscere qualcosa in più sull&#8217;argomento, e di chiamare le aziende che si dedicano alla raccolta differenziato per farvi spiegare, a seconda della vostra regione, dove portare il vostro olio per il recupero e l&#8217;isola ecologica più vicina. </strong>Perché, ad esempio, lo sapete che dall&#8217;olio esausto volendo è possibile ricreare dall&#8217;olio esausto sapone e biodiesel?<strong><span style="color: #0000ff;"> E allora, buoni propositi: consumare meno olio e riciclarlo meglio!</span></strong><br />
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		<title>Souvenir</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 00:27:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sbadituf</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Vignette]]></category>
		<category><![CDATA[sbadituf]]></category>

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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 08:07:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Riccio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[Horizon]]></category>
		<category><![CDATA[Hydrofill]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio]]></category>

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		<description><![CDATA[Il produttore di celle a combustibile Horizon ha presentato una piccola ‘centrale a idrogeno personale’ da adoperare in abbinamento con le sue batterie MiniPAK e HydroSTIK: non si tratta di un prodotto propriamente economico, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><a rel="attachment wp-att-2959" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/07/hydrofill1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2959" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/07/hydrofill1.jpg" alt="" width="500" height="414" /></a></p>
<p><span style="font-size: small">Il produttore di celle a combustibile Horizon ha presentato una piccola ‘<strong>centrale a idrogeno personale</strong>’ da adoperare in abbinamento con le sue batterie MiniPAK e HydroSTIK: non si tratta di un prodotto propriamente economico, ma quando lo avrete acquistato, vi ritroverete un sistema che caricherà tutti i vostri dispositivi elettronici utilizzando la stessa acqua che bevete.</span></p>
<p><span style="font-size: small"><strong>Hydrofill</strong> permette infatti a chi lo adopera di generarsi l’idrogeno da soli, e con questo alimentare ogni gadget di casa, dicendo addio ai caricabatteria di ogni sorta: ok, dovrete sborsare l’equivalente di 420€, ma ciascun HydroSTIK ha la durata media di circa <strong>1000 pile AA</strong>, dunque il risparmio dovrebbe valere la pena.</span></p>
<p><span style="font-size: small">E poi, perdonate, volete mettere la soddisfazione di dire all’amico che vi chiede se può ricaricare il cellulare nella presa elettrica: “Oh, certo: ‘spetta che controllo se il mio generatore sta producendo abbastanza idrogeno”? </span></p>
<p><span style="font-size: small">A volte finanche la vanità è eco-compatibile</span><br />
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		<title>Puliti ed ecologici: i bicchieri Mangia &amp; Bevi</title>
		<link>http://www.econote.it/2010/09/01/puliti-ed-ecologici-i-bicchieri-mangia-bevi-4/</link>
		<comments>http://www.econote.it/2010/09/01/puliti-ed-ecologici-i-bicchieri-mangia-bevi-4/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 08:12:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Riccio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[agar agar]]></category>
		<category><![CDATA[biodegadabile]]></category>
		<category><![CDATA[Jelloware]]></category>

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Non è uno scherzo: questi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><a rel="attachment wp-att-2953" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/07/jelloware1644.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2953" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/07/jelloware1644.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p><span style="font-size: small">Volete <strong>ridurre l’impatto con l’ambiente</strong> e i rifiuti che campeggiano per casa dopo l’ultima, roboante, disastrosa festa a base di cocktails e bagordi estivi? Non vi resta che <strong>mangiare i bicchieri</strong>.</span></p>
<p><span style="font-size: small">Non è uno scherzo: questi bicchieri sono stati realizzati in <strong>agar agar</strong>, un polisaccaride derivato dalle alghe, già noto in cucina come gelificante. </span></p>
<p><span style="font-size: small">Il risparmio è garantito e il drink diventa qualcosa di simile ad un gelato (del quale, come si sa, non si butta via nulla: dopo la crema c’è sempre la cialda). I <strong>Jelloware</strong> (questo il nome dei bicchieri) sono realizzati in vari gusti, studiati per fungere da complemento ad una particolare bevanda: limone-basilico , zenzero-menta eccetera. Gustosi! </span></p>
<p><span style="font-size: small">Se l’idea e il gusto non incontrano le vostre aspettative, potete sempre <strong>lasciarli sul prato dove li avete trovati</strong>: un paio di giorni e i bicchieri <strong>si scioglieranno</strong>, per la gioia delle vostre piante, che i jelloware aiuteranno a crescere più rigogliose. Cin cin!</span><br />
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		<title>Ad Avellino una pianta per ogni bambino nato</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 09:11:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Esposito</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Avellino]]></category>
		<category><![CDATA[think green]]></category>

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		<description><![CDATA[

Il gruppo di lavoro Avellino Città S.L.O.W. Ha avviato il progetto “Green for life”: una iniziativa che intende valorizzare e promuovere la cultura ambientale della città, coinvolgendo la cittadinanza sulle tematiche relative all&#8217;inquinamento ambientale. Per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align: center"><a rel="attachment wp-att-3105" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/07/vaso_arredo.jpg"><img class="size-medium wp-image-3105  aligncenter" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/07/vaso_arredo-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" /></a></p>
<p>Il gruppo di lavoro <a href="http://www.comune.avellino.it/slow/index.php">Avellino Città S.L.O.W</a>. Ha avviato il progetto “<strong>Green for life</strong>”: una iniziativa che intende <strong>valorizzare e promuovere la cultura ambientale della città</strong>, coinvolgendo la cittadinanza sulle tematiche relative all&#8217;inquinamento ambientale. Per migliorare la salute ambientale bastano piccoli gesti, come quello di donare una <strong>piantina antismog</strong> ad ogni bambino nato nel comune di Avellino. I neo-papà e le neo-mamme ricevono questa quanta che si accompagna alla crescita della loro creatura, un messaggio positivo e ben augurante.</p>
<p><strong>Gianluca Festa</strong>, assessore all’Ambiente, dichiara: “<cite>Con “Green for Life” ci piace immaginare che le future generazioni di avellinesi, quelle che oggi si affacciano al mondo, possano trovarsi a crescere in un contesto civico e naturalistico migliore.</cite> <cite>Il nostro augurio è che le nuove vite appena sbocciate, con l’aiuto e la guida di tanti bravi genitori, sappiano trasmettere l’amore per la nostra città e l’impegno a difenderla e a valorizzarla sempre di più</cite>”.</p>
<p>Mentre il sindaco <strong>Galasso</strong> spiega: <cite>Una nuova vita che nasce ha bisogno di cure, attenzioni e amore. Ecco perché abbiamo immaginato di identificare ogni nuovo nato nel Comune di Avellino con una giovane pianta antismog</cite> <cite>che consegneremo ai genitori dei bebè, con l’auspicio che ne abbiano cura così come ne hanno per il proprio bambino. Nuove vite crescono insieme per garantire il futuro dell’ambiente, in perfetta ed essenziale simbiosi, in uno spirito di aiuto reciproco</cite>”.</p>
<p>Una iniziativa con un denso <strong>valore simbolico</strong>, sperando che infonda una coscienza “verde” ed attenta alla salute del pianeta.<br />
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</ul>
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		<title>&#8220;Santa&#8221; Ecologia</title>
		<link>http://www.econote.it/2010/08/30/santa-ecologia/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 09:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tania Talamo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Madre Terra]]></category>
		<category><![CDATA[San Francesco]]></category>

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		<description><![CDATA[

Sapevate che c’è un patrono dell’ecologia?
San Francesco, colui che ha scritto il Cantico delle creature che oltre ad un significato spirituale di lode a Dio, creatore, ha un profondo messaggio ambientale.
Non vi è qui l’idea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align: center"><a rel="attachment wp-att-3030" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/07/san_francesco1.jpg"><img class="size-full wp-image-3030  aligncenter" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/07/san_francesco1.jpg" alt="" width="374" height="280" /></a></p>
<p><span style="color: #0000ff"><strong>Sapevate che c’è un patrono dell’</strong><strong>ecologia?</strong></span></p>
<p><em><strong>San Francesco, </strong></em>colui che ha scritto il <strong>Cantico delle creature</strong> che oltre ad un significato spirituale di lode a Dio, creatore, ha un profondo <em><strong>messaggio ambientale.</strong></em></p>
<blockquote><p><em>Non vi è qui l’idea di sfruttare il mondo, che è visto invece come Creazione da rispettare, come portatore di un disegno divino che trascende l’uomo. È invece presente l’idea che il mondo possa e debba essere usato a vantaggio dell’uomo.</em></p></blockquote>
<p>Il problema è che l’ideologia ambientalista non ha sempre preso questa strada. Accanto a <strong>un ambientalismo corretto</strong>, teso a riparare gli indubbi disastri dovuti allo sfruttamento del mondo, esiste un <strong>ambientalismo estremo</strong>, quello che afferma che “la cosa migliore che gli uomini possano fare per creare un ecosistema sano è di lasciare la natura a se stessa”. <strong><span style="color: #0000ff">Oggi, com’è evidente, l’uomo è un ospite sgradito dell’ambiente, anzi un parassita, un nemico, l’uomo è estraneo alla natura.</span></strong></p>
<p>Non avremmo dovuto sentirci i padroni indiscussi della Terra, dominando su tutti gli altri esseri viventi; inventando le palizzate, gli steccati, i recinti, i confini, le proprietà private, le spiagge a pagamento, gli appezzamenti di terra, il mio, il tuo… senza freni, senza ritegno. <strong><span style="color: #008000">E se i veri dominatori dell’universo fossero gli uccelli e noi non lo sapessimo?</span></strong></p>
<p><em>La lettura del Cantico, magari potrà renderci più consapevoli di quello che ci circonda e  farci sperare che a  “rimirare” la bellezza del Creato non siano rimasti soltanto i poeti, gli artisti e i bambini. </em></p>
<p><span style="color: #548dd4">… <em>Laudato sii, o mio Signore, </em></span></p>
<p><span style="color: #548dd4"><em>per tutte le creature, </em></span></p>
<p><span style="color: #548dd4"><em>specialmente per messer Frate Sole, </em></span></p>
<p><span style="color: #548dd4"><em>il quale porta il giorno che ci illumina</em></span></p>
<p><span style="color: #548dd4"><em>ed esso è bello e raggiante con grande splendore: </em></span></p>
<p><span style="color: #548dd4"><em>di te, Altissimo, porta significazione….</em></span></p>
<p><strong>Il sole</strong> è fonte primaria di vita. Tutta l’<strong>energia</strong> che muove <em>madre Terra</em> viene dal <em>sole</em>, senza il quale non avrebbero vita le piante e senza piante non potrebbero esistere gli animali e  gli uomini.</p>
<p><span style="color: #548dd4">… <em>Laudato sii, o mio Signore, </em></span></p>
<p><span style="color: #548dd4"><em>per sora Luna e le Stelle: </em></span></p>
<p><span style="color: #548dd4"><em>in cielo le hai formate </em></span></p>
<p><span style="color: #548dd4"><em>limpide, belle e preziose&#8230; </em></span></p>
<p>Al giorno viene contrapposta la notte. Questo è il ritmo che scandisce la vita sulla Terra, che regola i processi biologici di molte forme di vita. Inoltre le stelle in tempi antichi erano preziose, perché usate dai marinai nella navigazione e quindi utili per non perdere la rotta, e seguire il cammino<em>.</em></p>
<p><span style="color: #548dd4">…<em>Laudato sii, o mio Signore, per frate Vento e</em></span></p>
<p><span style="color: #548dd4"><em>per l&#8217;Aria, le Nuvole, il Cielo sereno ed ogni tempo</em></span></p>
<p><span style="color: #548dd4"><em>per il quale alle tue creature dai sostentamento… </em></span></p>
<p>E’ grazie al vento che le masse d’aria si spostano portando nubi e pioggia, <strong>l’acqua</strong>, un altro elemento fondamentale alla vita. Senza contare quello che è l’alternarsi del clima. Il vento permette anche l’impollinazione di molte specie di piante e quindi ancora si mette in risalto la vita.</p>
<p><span style="color: #548dd4">…<em>Laudato sii, o mio Signore, per sora Acqua, </em></span></p>
<p><span style="color: #548dd4"><em>la quale è molto utile, umile, preziosa e casta…</em></span></p>
<p>L’<strong>acqua</strong> un elemento così umile e semplice nella sua sostanza e così indispensabile alla vita.</p>
<p><span style="color: #548dd4">…<em>Laudato sii, o mio Signore, per frate Fuoco, </em></span></p>
<p><span style="color: #548dd4"><em>con il quale ci illumini la notte: </em></span></p>
<p><span style="color: #548dd4"><em>ed esso è robusto, bello, forte e giocondo…</em></span></p>
<p>Per S. Francesco il <strong>fuoco </strong>è utile per scaldarsi e cuocere il cibo. A livello <em>ecologico </em>il fuoco è importante nel mantenimento delle foreste. Ad esempio alcune specie vegetali necessitano degli incendi per potersi sviluppare, si tratta delle pirofile. I semi di gigantesche sequoie nordamericane e di alcuni pini vengono rilasciati dai coni e germinano solo dopo essere state esposte a forte calore.</p>
<p><span style="color: #548dd4"> </span></p>
<p><span style="color: #548dd4"> …<em>Laudato sii, o mio Signore, per nostra Madre Terra, </em></span></p>
<p><span style="color: #548dd4"><em>la quale ci sostenta e governa e </em></span></p>
<p><span style="color: #548dd4"><em>produce diversi frutti con coloriti fiori ed erba… </em></span></p>
<p><strong>Madre Terra, non ci fa mancare nulla</strong>. I fiori, i frutti e l’erba. Tutto ci sostiene.</p>
<p><span style="color: #548dd4"> </span></p>
<p><span style="color: #548dd4">…<em>Laudato sii, o mio Signore, </em></span></p>
<p><span style="color: #548dd4"><em>per quelli che perdonano per amor tuo </em></span></p>
<p><span style="color: #548dd4"><em>e sopportano malattia e sofferenza. </em></span></p>
<p><span style="color: #548dd4"><em>Beati quelli che le sopporteranno in pace</em></span></p>
<p><span style="color: #548dd4"><em>perchè da te saranno incoronati…</em></span></p>
<p>L’uomo s’intona a tutta l’armonia del creato amando l’uomo: tolleranza, uguaglianza, <strong>rispetto</strong> e pace.</p>
<p><span style="color: #548dd4">… <em>Laudato sii, o mio Signore, </em></span></p>
<p><span style="color: #548dd4"><em>per nostra sora Morte corporale, </em></span></p>
<p><span style="color: #548dd4"><em>dalla quale nessun uomo vivente può scampare. </em></span></p>
<p><span style="color: #548dd4"><em>Guai a quelli che morranno nel peccato mortale. </em></span></p>
<p><span style="color: #548dd4"><em>Beati quelli che si troveranno nella tua volontà</em></span></p>
<p><span style="color: #548dd4"><em>poichè loro la morte non farà alcun male…</em></span></p>
<p><strong><span style="color: #008000">A livello <em>ecologico </em>dalla morte rinasce la vita. Una foglia cade a terra, muore si degrada e si scompone in elementi utili a nutrire la vita di una pianta o di un minuscolo organismo.</span></strong></p>
<p><strong>La bellezza del creato può ancora salvarci</strong> e potremmo tornare con S.Francesco d’Assisi a ringraziare l’Altissimo per il bene incommensurabile della Natura, madre prolifica di ogni energia vitale; e a guardare il mondo stupendoci dell’arte che esso contiene.<br />
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		<title>Termovalorizzatori</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 09:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sbadituf</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Vignette]]></category>
		<category><![CDATA[inceneritori]]></category>
		<category><![CDATA[raccolta differenziata]]></category>
		<category><![CDATA[sbadituf]]></category>

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		<description><![CDATA[
Nonostante la diffida della Comunità  Europea e le continue rimostranze di tutti i comitati ambientalisti,  si continua in Italia a voler abbellire il nome dell&#8217;inceneritore, chiamandolo  TERMOVALORIZZATORE. Di fatto, a detta di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-3084" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/07/STARTARSH_termovalorizzatori2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3084" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/07/STARTARSH_termovalorizzatori2.jpg" alt="" width="507" height="378" /></a></p>
<p>Nonostante la diffida della <strong>Comunità  Europea</strong> e le continue rimostranze di tutti i comitati ambientalisti,  si continua in Italia a voler abbellire il nome dell&#8217;<strong>inceneritore</strong>, chiamandolo <strong> TERMOVALORIZZATORE</strong>. Di fatto, a detta di esperti nazionali (<strong>Stefano  Montanari e tanti altri</strong>) e internazionali (uno per tutti: <strong>Paul Connett</strong>,  prof. emerito di chimica ambientale all&#8217;Università di New York ed esponente  di spicco della strategia <strong>Zero Waste</strong>), pare che l&#8217;inceneritore (termo)valorizzi  poco e niente: l&#8217;energia che si produce bruciando rifiuti è infima,  oltre che scarsa; inoltre i costi per produrla superano di gran lunga  il ricavato.</p>
<h3><span style="color: #008000">Al contrario, i danni ambientali  e sulla salute che si ottengono dall&#8217;incenerimento sono esorbitanti  e senza via di ritorno. Altro che ciclo integrato dei rifiuti. Di ciclico  non c&#8217;è nulla, è un&#8217;autostrada a senso unico verso l&#8217;autodistruzione.</span></h3>
<p>Tra l&#8217;altro, quest&#8217;autodistruzione  lenta (ma nemmeno troppo) ci costa tantissimo: costruire un inceneritore  costa almeno <strong>360 milioni di euro</strong> (che si estorcono agli incentivi statali  per le energie rinnovabili, ovvero a noi cittadini&#8230;); mentre ce ne  vogliono solo 10 per realizzare un impianto per il trattamento <strong>meccanico-biologico</strong> dei rifiuti (che non brucia nulla e ricicla i rifiuti oltre il 99% del  totale, consentendo rivendita dei materiali e guadagno della comunità).</p>
<p><strong>A chi conviene l&#8217;incenerimento?</strong></p>
<p>Come mai dopo l&#8217;impianto gigantesco  di <strong>Acerra</strong>, sovradimensionato rispetto alle esigenze del territorio,  Regione, Provincia  e Comune accelerano le operazioni per avviare  la costruzione dell&#8217;inceneritore di <strong>Napoli Est</strong>?</p>
<p><strong>La risposta è visibile a tutti,  nonostante il fumo cancerogeno che ci buttano negli occhi.</strong><br />
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		<title>Puliamo il mondo 2010</title>
		<link>http://www.econote.it/2010/08/27/puliamo-il-mondo-2010/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Aug 2010 08:52:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marianna Sansone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[puliamo il]]></category>

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		<description><![CDATA[Deliziosa questa locandina di Puliamo il mondo 2010, che si terrà il 24, 25 e 26 settembre. Torna &#8220;Puliamo il mondo&#8221;, dell&#8217;edizione 2009 avevano scritto sia Gennaro che Antonio. Si tratta dell&#8217;edizione italiana di &#8220;Clean [...]]]></description>
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<p><strong><span style="color: #0000ff">Alla scorsa edizione, quella 2009, hanno aderito 1.700  comuni e circa 700.000 volontari &#8211; tra famiglie e associazioni,  insegnanti e studenti &#8211; e sono state ripulite 4.500 aree da rifiuti abbandonati</span></strong> (<em>mi viene in mente a tal proposito il commento di un lettore di Econote.it, raccontava di aver preso in cura un tratto di strada abbandonata ripulendola ogni volta che ci va dai rifiuti che altri gettano lì</em>).</p>
<p>Puliamo il Mondo nasce in <strong>Australia </strong>nel 1989 dal costruttore e velista <strong>Ian  Kiernan</strong>. Due anni prima Ian navigando attraverso gli oceani con la  sua barca a vela, rimase impressionato dai  rifiuti anche nelle aree più  incontaminate. La prima giornata di Clean Up Australia registrò una partecipazione di oltre 300.000 volontari, era il <strong>1990</strong>. Nel 1993,  Clean Up Australia coinvolse altri paesi nella sua campagna di impegno  per la tutela dell&#8217;ambiente, dando vita alla prima edizione di Clean Up  the World.</p>
<p><strong><span style="color: #008000">Fino al 30 agosto è possibile aderire a questa iniziativa. </span></strong>Possono partecipare Enti, scuole, volontari, circoli. Si scaricano i documenti da <strong><a href="http://www.puliamoilmondo.it/2010/aderisci_ente">Puliamoilmondo.it</a></strong> e si segue la procedura. Sul sito c&#8217;è anche una mappa delle adesioni, la locandina dell&#8217;iniziativa (la stessa che vi proponiamo), la possibilità di diventare reporter e gli sponsor che sostengono &#8220;<strong>Puliamo il mondo</strong>&#8220;.</p>
<p><strong><span style="color: #008000">Forza, mancano pochi giorni!</span></strong></p>
<p><a rel="attachment wp-att-3402" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/08/puliamo-il-mondo.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-3402" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/08/puliamo-il-mondo.png" alt="" width="510" height="496" /></a><br />
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