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	<title>Econote &#187; Dizionario Ecologico</title>
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		<title>Rifiuti speciali: un approfondimento</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jan 2009 14:11:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marianna Sansone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dizionario Ecologico]]></category>
		<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Con l’anno nuovo lo staff di Notecologiche vuole inaugurare un utile e speriamo funzionale meccanismo di feedback con i sempre più numerosi lettori del blog.
Grazie ai referrers che da tempo abbiamo inserito sul sito, sappiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_YMAIp8T_hsI/SVzSuL-fszI/AAAAAAAAAXI/hLOQnUgAotU/s1600-h/discarica.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 259px; height: 176px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_YMAIp8T_hsI/SVzSuL-fszI/AAAAAAAAAXI/hLOQnUgAotU/s320/discarica.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5286331753556849458" border="0" /></a>Con l’anno nuovo lo staff di Notecologiche vuole inaugurare <span style="font-weight: bold;">un utile e speriamo funzionale meccanismo di feedback con i sempre più numerosi lettori del blog.</span>
<div style="text-align: justify;">Grazie ai referrers che da tempo abbiamo inserito sul sito, sappiamo quotidianamente cosa la gente cerca quando arriva su questo blog. Tutte le parole e le chiavi di ricerca cercate, giorno per giorno.<br />In base a questo strumento, vogliamo sempre di più perfezionare e migliorare i messaggi e i post inseriti sul nostro blog. Partiamo subito.<br />Sempre più spesso, ad esempio, chi arriva su questo blog cerca: <span style="font-weight: bold;">“dove buttare i rifiuti speciali a Napoli”. </span><br />La riflessione preliminare da fare, è sul concetto di <span style="font-weight: bold;">“rifiuti speciali”</span>: ci viene in aiuto la wikipedia, con una definizione abbastanza completa:<br />
<blockquote>“<span style="font-style: italic;">Sono considerati rifiuti speciali tutti i rifiuti provenienti da attività produttive, indipendentemente dalla loro pericolosità e qualità merceologica.</span> <span style="font-style: italic;">A seconda della loro merceologia possono essere: </span> <span style="font-style: italic;">- assimilabili agli urbani, e quindi smaltiti in impianti destinati anche agli R.S.U.;</span> <span style="font-style: italic;">- tossico-nocivi e quindi destinati al trattamento in appositi impianti;</span> <span style="font-style: italic;">- inerti o putrescibili</span>”.</p></blockquote>
<p>C’è quindi una prima distinzione da fare su questa tipologia di rifiuti, a seconda che questi vengano o meno considerati <span style="font-weight: bold;">altamente nocivi e quindi trattati in impianti dedicati. </span>In questo caso ci sono delle apposite aziende che si occupano del ritiro e dello smaltimento, perché ovviamente simili rifiuti tossici non dovrebbero (condizionale d’obbligo!) essere buttati e lasciati liberamente all’aria aperta.<br /><span style="font-weight: bold;">Fanno parte di questo gruppo generico di rifiuti speciali:</span></p>
<p>•    i rifiuti da attività agricole e agro-industriali;<br />•    i rifiuti da lavorazioni industriali;<br />•    i rifiuti da lavorazioni artigianali;<br />•    i rifiuti da attività commerciali;<br />•    i rifiuti da attività di servizio;<br />•    i rifiuti derivanti dalla attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti della acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento fumi;<br />•    i rifiuti derivanti da attività sanitarie;<br />•    i macchinari e le apparecchiature deteriorati ed obsoleti;<br />•    i veicoli a motore, rimorchi e simili fuori uso e loro parti;<br />•    il combustibiole derivato dai rifiuti;<br />•    i rifiuti derivati dalle attività di selezione meccanica dei rifiuti solidi urbani.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">Per questi rifiuti, quindi, è necessario contattare una di quelle aziende che si occupano dello smaltimento di questi rifiuti (un elenco lo trovate </span><a style="font-weight: bold;" href="http://napoli.azinet.it/aziende/edilizia-materiali-costruzioni-lavori-pubblici-ecologia/ecologia-smaltimento-rifiuti-servizi-lavori/">qui</a><span style="font-weight: bold;">) .</span><br />Ovviamente la tematica è delicata, e molto spesso avvengono i loschi traffici e smaltimenti fantasiosi (diciamo la verità: illeciti) che ben conosciamo. E infatti la prima regione tra quelle più interessate dai reati ambientali è la Campania.<br /><span style="font-weight: bold;">Speriamo che questo 2009 ci porti buone notizie anche in questo senso.</span></div>
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		<title>Dizionario Ecologico &#8211; 7° Appuntamento</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jun 2008 14:49:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marianna Sansone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dizionario Ecologico]]></category>

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		<description><![CDATA[ Si definisce biomassa qualsiasi sostanza di matrice organica, vegetale o animale, destinata a fini energetici o alla produzione di ammendante agricolo. 
La brevità del periodo di ripristino fa si che le biomasse rientrino tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="justify"><a href="http://1.bp.blogspot.com/_zkbOu3G-5-o/SF0VaJDdNbI/AAAAAAAAACA/H3nHHrnXfeg/s1600-h/bio_02.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5214347482416100786" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_zkbOu3G-5-o/SF0VaJDdNbI/AAAAAAAAACA/H3nHHrnXfeg/s200/bio_02.jpg" border="0" /></a> Si definisce <strong>biomassa</strong> qualsiasi sostanza di matrice organica, vegetale o animale, destinata a fini energetici o alla produzione di ammendante agricolo. </div>
<div align="justify">La brevità del periodo di ripristino fa si che le biomasse rientrino tra le <strong>fonti energetiche rinnovabili</strong>, in quanto il tempo di sfruttamento della sostanza è paragonabile a quello di rigenerazione. Il <strong>biossido di carbonio</strong> emesso dagli impianti termici alimentati a biomasse è, infatti, lo stesso che viene assorbito dai vegetali per produrre una quantità uguale di biomassa. Nel <strong>ciclo energetico della biomassa</strong> il bilancio del biossido di carbonio è in pareggio-equilibrio.</div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify"> </div>
<div align="justify">La <strong>biomassa utilizzabile ai fini energetici</strong> consiste in tutti quei materiali organici che possono essere utilizzati direttamente come combustibili ovvero trasformati in combustibili solidi, liquidi o gassosi. Sono quindi biomasse, oltre alle essenze coltivate espressamente per scopi energetici, <em>tutti i prodotti delle coltivazioni agricole e della forestazione</em>, compresi i residui delle lavorazioni agricole e della silvicoltura; <em>gli scarti dei prodotti agro-alimentari</em> destinati all’alimentazione umana o alla zootecnia; <em>i residui</em>, non trattati chimicamente, <em>dell’industria della lavorazione del legno e della carta</em>; <em>tutti i prodotti organici derivanti dall’attività biologica degli animali e dell’uomo</em>, come quelli contenuti nei <strong>rifiuti urbani</strong> (la “frazione organica” dei Rifiuti). </div>
<div align="justify">Maggiori informazioni sulle biomasse e sul loro utilizzo a livello europeo possono essere trovate <a href="http://www.aebiom.org/IMG/doc/Press_release_13Sept2007_Statistics.doc">qui</a>.</div>
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		<title>Dizionario Ecologico &#8211; 6° Appuntamento</title>
		<link>http://www.econote.it/2008/05/31/dizionario-ecologico-6%c2%b0-appuntamento/</link>
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		<pubDate>Sat, 31 May 2008 13:34:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marianna Sansone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dizionario Ecologico]]></category>

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		<description><![CDATA[La diossina è un sottoprodotto di numerosi processi di produzione, utilizzazione e smaltimento del cloro e dei suoi derivati. Ha un peso molecolare elevato, quindi tende a depositarsi sul suolo entrando così nel ciclo dell&#8217;alimentazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="justify"><a href="http://1.bp.blogspot.com/_zkbOu3G-5-o/SEFVOgNDc9I/AAAAAAAAAB4/JlIrDmZre0k/s1600-h/untitled.bmp"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5206536351868220370" style="margin: 0px 10px 10px 0px; float: left; width: 182px; height: 122px;" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_zkbOu3G-5-o/SEFVOgNDc9I/AAAAAAAAAB4/JlIrDmZre0k/s200/untitled.bmp" border="0" /></a>La <strong>diossina</strong> è un sottoprodotto di numerosi processi di produzione, utilizzazione e smaltimento del <strong>cloro</strong> e dei suoi derivati. Ha un <em>peso molecolare elevato</em>, quindi tende a depositarsi sul suolo entrando così nel ciclo dell&#8217;alimentazione animale ed umana, provocando gravi ed accertati danni alla salute.</div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify">La più famosa tra le diossine clorurate, ma anche la più tossica, è la <strong>tetraclorodibenzo-p-diossina</strong>, abbreviata con la sigla <strong>Tcdd </strong>e usata, in passato, per la fabbricazione di alcuni erbicidi e di agenti antibatterici. La Tcdd è stata riconosciuta la prima volta nel 1957, quando 31 lavoratori impiegati presso un impianto in Germania Occidentale presentarono disturbi dermatologici attualmente noti come <strong>cloracne</strong>: una patologia che si manifesta con eruzioni cutanee e pustole simili a quelle dell&#8217;acne giovanile, a volte estese su tutto il corpo e, nei casi più gravi, protratte per molti anni.</div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify"><strong>L&#8217;esposizione dell’uomo</strong> avviene quasi esclusivamente attraverso l&#8217;assunzione di cibo, soprattutto carne, pesce e latticini. Nei casi di esposizione a concentrazioni elevate, per esempio per lavoro, le diossine hanno rivelato la capacità di <strong>ridurre la fertilità, lo sviluppo e le difese immunitarie </strong>dell&#8217;organismo.</div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify">Maggiori informazioni sulle diverse tipologie di diossina, sulla loro produzione e diffusione e sugli effetti che hanno sull’uomo, possono essere trovati <a href="http://www.difa.unibas.it/utenti/latronico/doc/PRESENTAZIONE%20DIOSSINE.ppt">qui</a>.</div>
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		<title>Dizionario Ecologico &#8211; 5° Appuntamento</title>
		<link>http://www.econote.it/2008/05/17/dizionario-ecologico-5%c2%b0-appuntamento/</link>
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		<pubDate>Sat, 17 May 2008 17:14:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marianna Sansone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dizionario Ecologico]]></category>

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		<description><![CDATA[La produzione di percolato in discarica, risultato dei fenomeni di infiltrazione e lisciviazione che avvengono all’interno dell’ammasso di rifiuti stoccati, rappresenta da sempre una delle maggiori problematiche di impatto ambientale degli impianti di interramento controllato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="justify"><a href="http://4.bp.blogspot.com/_zkbOu3G-5-o/SC8TnpSMrNI/AAAAAAAAABw/OX7RHjctGUM/s1600-h/percolato%2520testa%2520cane%252002.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5201397666454219986" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_zkbOu3G-5-o/SC8TnpSMrNI/AAAAAAAAABw/OX7RHjctGUM/s200/percolato%2520testa%2520cane%252002.jpg" border="0" /></a>La <strong>produzione di percolato</strong> in discarica, risultato dei fenomeni di <strong>infiltrazione</strong> e <strong>lisciviazione</strong> che avvengono all’interno dell’ammasso di rifiuti stoccati, rappresenta da sempre una delle maggiori problematiche di impatto ambientale degli impianti di interramento controllato dei rifiuti sull’ambiente.<br />L’acqua, infiltrandosi attraverso l’ammasso di rifiuti stoccati, si carica di un numero incalcolabile di combinazioni organiche ed inorganiche trasformandosi in un refluo con caratteristiche tossiche (<strong>percolato</strong>) che può contenere:</div>
<div align="justify">1) <strong>Combinazioni AOX</strong> (composti organici alogenati adsorbibili) difficilmente degradabili; </div>
<div align="justify">2) <strong>Concentrazioni elevate di azoto ammoniacale</strong>; 3) <strong>Forti concentrazioni saline</strong>; 4) <strong>Presenza di metalli pesanti</strong>. </div>
<div align="justify">Il percolato prodotto si deposita sul fondo delle <strong>vasche di stoccaggio</strong> per gravità dopodichè viene drenato in apposite tubazioni e pompato in cisterne di stoccaggio provvisorio, prima di essere inviato allo stadio di trattamento. </div>
<div align="justify"><strong>L’età della discarica</strong> e<strong> le variazioni meteo-climatiche</strong>, sono senza dubbio i <em>parametri</em> che generalmente <em>influiscono sui volumi di percolato prodotto e le sue caratteristiche qualitative</em>. Si comprende quindi la necessità di prevedere un impianto di trattamento che non sia solo flessibile dal punto di vista dei volumi da trattare, ma anche in grado di depurare un refluo che presenta nel tempo caratteristiche fisico – chimiche differenti. </div>
<div align="justify">I <strong>trattamenti di base</strong> per il percolato prodotto in discariche controllate si possono suddividere in trattamenti di <strong>tipo biologico e di tipo chimico-fisico</strong>. Sebbene i trattamenti di tipo biologico trovino il maggior numero di applicazioni nell’ambito dei processi di trattamento di reflui inquinanti, tuttavia la loro applicazione per il <strong><em>trattamento del percolato on-site</em></strong> trova molte limitazioni. La prima, e forse quella di maggiore rilevanza, è la scarsa capacità di adattamento del <strong>fango attivo</strong> alle variazioni qualitative del percolato nel tempo. In particolare, il <em>decremento del rapporto BOD5/COD</em> negli anni costituisce uno dei maggiori problemi sia per trattamenti aerobici sia per quelli anaerobici.</div>
<div align="justify"> </div>
<div align="justify">Per un’analisi dettagliata della normativa di riferimento, delle caratteristiche qualitative del percolato, dei sistemi di raccolta, trattamento e smaltimento, si veda <a href="http://didattica.dma.unifi.it/WebWrite/pub/Energetica/ITRS0607/Percolato.pdf">qui</a>.</div>
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		<title>Dizionario Ecologico &#8211; 4° Appuntamento</title>
		<link>http://www.econote.it/2008/05/03/dizionario-ecologico-4%c2%b0-appuntamento/</link>
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		<pubDate>Sat, 03 May 2008 13:33:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marianna Sansone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dizionario Ecologico]]></category>

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		<description><![CDATA[La discarica di rifiuti è un luogo dove vengono depositati in modo non selezionato i rifiuti solidi urbani e tutti i rifiuti provenienti dalle attività umane (detriti di costruzioni, scarti industriali, etc) che non sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="justify"><a href="http://1.bp.blogspot.com/_zkbOu3G-5-o/SBxq3dSJYKI/AAAAAAAAABo/LUxg9kk-a1M/s1600-h/discarica.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5196145571064799394" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 168px; CURSOR: hand; HEIGHT: 114px" height="122" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_zkbOu3G-5-o/SBxq3dSJYKI/AAAAAAAAABo/LUxg9kk-a1M/s200/discarica.jpg" width="200" border="0" /></a>La <strong>discarica di rifiuti</strong> è un luogo dove vengono depositati in modo non selezionato i <strong>rifiuti solidi urbani</strong> e tutti i rifiuti provenienti dalle attività umane (detriti di costruzioni, scarti industriali, etc) che non sono riciclati, inviati al <strong>trattamento meccanico biologico</strong> (<strong>TMB</strong>) eventualmente per produrre energia tramite bio-ossidazione a freddo, gassificati o, in ultima ratio, bruciati ed utilizzati come combustibile nei termovalorizzatori.</div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify"></div>
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<div align="justify"></div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify">La normativa italiana prevede tre diverse <strong>tipologie di discarica</strong>: 1) <strong>Discarica per rifiuti inerti</strong>; 2) <strong>Discarica per rifiuti non pericolosi</strong> (tra i quail i Rifiuti Solidi Urbani); 3) <strong>Discarica per rifiuti pericolosi</strong> (tra cui ceneri e scarti degli inceneritori).</p>
<p>L&#8217;Unione Europea fornisce la seguente indicazione: <em>“L&#8217;uso delle discariche per il rifiuto indifferenziato deve essere assolutamente evitato”.</em> Con la <strong>direttiva 1999/31/CE</strong>, l’UE ha infatti stabilito che in discarica debbano finire solo materiali a basso contenuto di carbonio organico e materiali non riciclabili: in sostanza, dando priorità al recupero di materia, la direttiva prevede il <strong>compostaggio</strong> ed il <strong>riciclo</strong> quali strategie primarie per lo smaltimento dei rifiuti.</p>
<p>Questo perché i <strong>tempi di degradabilità</strong> di molti materiali indifferenziati solitamente conferiti in discarica (per esempio plastica e rifiuti pericolosi) sono lunghissimi, e loro tracce possono essere rinvenute fino a 1000 anni dopo la chiusura della discarica stessa.<br />In aggiunta, i <strong>residui </strong>di molti rifiuti, soprattutto di RSU organici, restano attivi per oltre 30 anni e, attraverso i naturali processi di <strong>decomposizione anaerobica</strong>, producono numerosi liquami (<strong>percolato</strong>) altamente contaminanti per il terreno e le falde acquifere.</p>
<p>Purtroppo, in Italia la discarica resta il principale metodo di eliminazione dei rifiuti. Dati del 2006 attestano oltre il 50% la percentuale dei rifiuti “smaltiti” in essa.</p>
<p>Per maggiori informazioni sui rifiuti che possono essere destinati a discarica e sulla regolamentazione Europea, cliccare <a href="http://europa.eu/scadplus/leg/it/lvb/l21208.htm">qui</a>.</div>
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		<title>Dizionario Ecologico &#8211; 3° Appuntamento</title>
		<link>http://www.econote.it/2008/04/19/dizionario-ecologico-3%c2%b0-appuntamento/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 Apr 2008 18:35:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marianna Sansone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dizionario Ecologico]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Combustibile Derivato dai Rifiuti (CDR), traduzione dell’acronimo inglese RDF (Refuse Derived Fuel), è un combustibile solido triturato secco ottenuto dal trattamento dei rifiuti solidi urbani (RSU), raccolto generalmente in blocchi cilindrici denominati ecoballe.Per ottenere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="justify"><a href="http://2.bp.blogspot.com/_zkbOu3G-5-o/SAo8MMGl2QI/AAAAAAAAAA0/ZQmYc1DAvuE/s1600-h/280px-RDF-fluff_gebaald.jpg"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5191027700602886402" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 151px" height="157" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_zkbOu3G-5-o/SAo8MMGl2QI/AAAAAAAAAA0/ZQmYc1DAvuE/s200/280px-RDF-fluff_gebaald.jpg" width="200" border="0" /></a>Il <strong>Combustibile Derivato dai Rifiuti</strong> (<strong>CDR</strong>), traduzione dell’acronimo inglese <strong>RDF</strong> (<strong>Refuse Derived Fuel</strong>), è un combustibile solido triturato secco ottenuto dal trattamento dei <strong>rifiuti solidi urbani</strong> (<strong>RSU</strong>), raccolto generalmente in blocchi cilindrici denominati <strong>ecoballe</strong>.<br />Per ottenere il CDR è necessario sottoporre i rifiuti solidi urbani (RSU) ad un trattamento speciale per la separazione e purificazione da altri minerali, quali il vetro, i metalli e gli inerti e per l’eliminazione – almeno parziale – dell’umido.Il CDR ha solitamente la seguente composizione: 44% carta, 23% plastiche, 12% residui tessili, 4,5% scarti legnosi, 14% organico putrescibile e 2,5% inerti. Il CDR per legge deve avere un potere calorifico di almeno 15.000 kJ/kg.</div>
<div align="justify"></div>
<p>
<div align="justify">La <strong>produzione di CDR</strong> tende, in un certo senso, a limitare la raccolta differenziata e di norma la sua preparazione dovrebbe essere contestuale all’utilizzo nei termovalorizzatori.</div>
<p align="justify">A partire dal 2001, il CDR è un <strong>rifiuto speciale</strong>. L’art. 7, comma 11° inserito nel decreto legge n. 452 del 28 dicembre 2001 qualifica, infatti, il CDR come rifiuto “speciale” anziché come <strong>rifiuto “urbano”</strong>, consentendone, pertanto, lo smaltimento anche in Regioni diverse rispetto a quelle in cui è stato prodotto.Maggiori informazioni sul CDR, il suo utilizzo e l’impatto che produce sull’ambiente possono essere trovate nel seguente documento (<a href="http://ec.europa.eu/environment/waste/studies/pdf/rdf.pdf"><em>“Refuse Derived Fuel, Current Practise and Perspectives”</em></a>, European Commission &#8211; Directorate General Environment), oppure <a href="http://digilander.libero.it/nerowolfe/testi%20sito/Combustibili%20da%20rifiuti%20-%20pro%20e%20contro.htm">qui</a>. </p>
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		<title>Dizionario Ecologico &#8211; 2° Appuntamento</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Apr 2008 13:32:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marianna Sansone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dizionario Ecologico]]></category>

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		<description><![CDATA[Il compostaggio è una tecnica attraverso la quale viene controllato, accelerato e migliorato il processo naturale cui va incontro qualsiasi sostanza organica per effetto della flora microbica naturalmente presente nell&#8217;ambiente. Si tratta di un &#8220;processo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="justify"><a href="http://3.bp.blogspot.com/_zkbOu3G-5-o/SAC7FXAHTJI/AAAAAAAAAAs/9RPxwciY-Q4/s1600-h/compost.gif"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5188352471479045266" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 169px" height="175" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_zkbOu3G-5-o/SAC7FXAHTJI/AAAAAAAAAAs/9RPxwciY-Q4/s200/compost.gif" width="200" border="0" /></a>Il <strong>compostaggio</strong> è una tecnica attraverso la quale viene controllato, accelerato e migliorato il processo naturale cui va incontro qualsiasi sostanza organica per effetto della flora microbica naturalmente presente nell&#8217;ambiente. Si tratta di un &#8220;processo aerobico di decomposizione biologica della sostanza organica che avviene in condizioni controllate e permette di ottenere un prodotto biologicamente stabile in cui la componente organica presenta un elevato grado di evoluzione&#8221;. La ricchezza in humus, in flora microbica attiva e in microelementi fa del <strong>compost</strong> un ottimo prodotto, adatto ai più svariati impieghi agronomici, dal florovivaismo alle colture praticate in pieno campo. </div>
<div align="justify"> </div>
<div align="justify">Il <strong>processo di compostaggio</strong> si compone essenzialmente in due fasi:</div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify">1) <strong>bio-ossidazione</strong>, nella quale si ha <em>l&#8217;igienizzazione della massa</em>: è questa la fase attiva (nota anche come <em>high rate, active composting time</em>), caratterizzata da intensi processi di degradazione delle componenti organiche più facilmente degradabili;</div>
<div align="justify">2) <strong>maturazione</strong>, durante la quale il prodotto si stabilizza arricchendosi di molecole umiche: si tratta della fase di cura (nota come <em>curing phase</em>), caratterizzata da processi di trasformazione della sostanza organica la cui massima espressione è la formazione di sostanze umiche. </div>
<div align="justify">Maggiori informazioni sul processo di produzione e sulla composizione di un compost di qualità possono essere trovate <a href="http://www.compostaggio.com/italiano/compost.html#materiali">qui</a>. </div>
<div align="justify">Il processo di compostaggio può riguardare matrici organiche di rifiuti preselezionati (quali la frazione organica dei rifiuti urbani raccolta in maniera differenziata o i residui organici delle attività agro-industriali) per la produzione di un <strong>ammendante compostato</strong> da impiegare in agricoltura o nelle attività di florovivaismo, noto come <strong>&#8220;Compost di qualità&#8221;</strong>. Nel caso di trattamento dei rifiuti indifferenziati per il recupero della frazione organica tramite compostaggio, questi vengono avviati a sistemi di trattamento meccanico-biologico per la produzione della <strong>Frazione Organica Stabilizzata (FOS)</strong> da impiegare in diversi usi non agricoli, quali l&#8217;impiego per attività paesaggistiche e di ripristino ambientale (es. recupero di ex cave), o per la copertura giornaliera delle discariche.</div>
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		<title>Dedichiamoci al compostaggio domestico!</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Mar 2008 20:29:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marianna Sansone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dizionario Ecologico]]></category>

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		<description><![CDATA[Arriverà mai la raccolta dell’umido anche a Napoli? Per come stanno le cose è difficile a dirsi, ma nel frattempo possiamo dare il nostro contributo “dilettandoci” a praticare il compostaggio domestico. Dalla  parola  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_lqcPBW3nGrw/R_FOB8sRGyI/AAAAAAAAAIQ/y45ScAU-7e4/s1600-h/compostadorurbano.b"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_lqcPBW3nGrw/R_FOB8sRGyI/AAAAAAAAAIQ/y45ScAU-7e4/s200/compostadorurbano.b" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5184010441458785058" border="0" /></a>Arriverà mai la raccolta dell’umido anche a Napoli? Per come stanno le cose è difficile a dirsi, ma nel frattempo possiamo dare il nostro contributo “dilettandoci” a praticare il <strong>compostaggio</strong> <strong>domestico</strong>. Dalla  parola  sembra molto complicato, ma in realtà è molto semplice da fare.</div>
<p>
<div align="justify">Prima  di tutto bisogna distinguere tra scarti vegetali e scarti animali: il compost formato da scarti vegetali ci metterà meno tempo per formarsi, ma ciò non toglie che entrambi saranno biodegradabili e quindi andranno bene per raggiungere l’obiettivo.</p>
<p>Due sono gli elementi principali: la <strong>stratificazione</strong> e il <strong>contenitore</strong>.<br />Il processo di <strong>stratificazione</strong> è necessario per consentire che il processo di biodegradazione avvenga sempre in presenza di ossigeno, fondamentale per non creare una sostanza che contenga percolato.</p>
<p>Una buona <strong>stratificazione</strong> si ottiene alternando una parte molto umida e con molta acqua ad una parte secca come segatura, rametti e anche contenitori delle pizze.<br />Il <strong>contenitore</strong> per essere buono deve avere una parte rialzata al suo interno che permetta all’ossigeno di passare da sotto; per questo sono preferibili anche dei buchi laterali e sul coperchio, parte necessaria per evitare infiltrazioni d’acqua che renderebbero il compost troppo umido. Così facendo sarà possibile metterlo anche fuori al balcone di casa, quindi non avremo scuse sostenendo che non abbiamo il giardino!</p>
<p>Principio fondamentale dunque è che il prodotto che si sta formando non deve essere <strong>né troppo umido né troppo secco</strong> e quindi di volta in volta dobbiamo controllare se aggiungere più parti secche o più parti umide.  Dopo circa sei mesi avremo il nostro compost: e sorge spontanea la domanda ”cosa ce ne facciamo?” A tal proposito bisogna dire che il  prodotto è un ottimo <strong>fertilizzante</strong> e quindi cosa può esserci di meglio per tutti gli amanti delle piante?!</p>
<p>Comunque per ogni dubbio è possibile rivolgersi al gruppo manitese, che terrà dei corsi sul compostaggio domestico e per quanto riguarda i contenitori è possibile consultare il sito <a href="http://www.compostadores.com/">www.compostadores.com</a>.<br />Mettetevi all’opera e buon lavoro!</div>
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		<title>Dizionario Ecologico &#8211; 1° Appuntamento</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Mar 2008 13:59:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marianna Sansone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dizionario Ecologico]]></category>

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		<description><![CDATA[ Gli inceneritori sono impianti principalmente utilizzati per lo smaltimento dei rifiuti mediante un processo di combustione ad alta temperatura (incenerimento) che dà come prodotti finali un effluente gassoso, ceneri e polveri. Negli impianti più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="justify"><a href="http://4.bp.blogspot.com/_zkbOu3G-5-o/R-5NLphpmCI/AAAAAAAAAAM/FWeb7Tm70ZY/s1600-h/Termovalorizzatore.gif"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5183165083670911010" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 287px; CURSOR: hand; HEIGHT: 249px" height="210" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_zkbOu3G-5-o/R-5NLphpmCI/AAAAAAAAAAM/FWeb7Tm70ZY/s320/Termovalorizzatore.gif" width="269" border="0" /></a> Gli <strong>inceneritori</strong> sono impianti principalmente utilizzati per lo smaltimento dei rifiuti mediante un <em>processo di combustione ad alta temperatura</em> (incenerimento) che dà come prodotti finali un effluente gassoso, ceneri e polveri. Negli impianti più moderni, il <em>calore</em> sviluppato durante la combustione dei rifiuti viene recuperato e utilizzato per produrre <em>vapore</em>, poi utilizzato per la produzione di <em>energia elettrica</em> o come vettore di calore (ad esempio per il <em>teleriscaldamento</em>).</div>
<div align="justify"><span style="font-size:78%;"></span></div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify">Questi impianti con tecnologie per il recupero vengono indicati col nome di <strong>inceneritori con recupero energetico</strong>, o più comunemente <strong>termovalorizzatori</strong>. Informazioni sul funziona-mento dei termovalorizzatori possono essere trovate <a href="http://www.iat.unina.it/termovalorizzatore.htm">qui</a>. </div>
<div align="justify">I termovalorizzatori vengono anche definiti <strong>termocombustori</strong> o <strong>termodistruttori</strong>, con termini di fatto equivalenti, ma con accezioni differenti, che di volta in volta evidenziano la positività (termovalorizzatori), la tecnica (termocombustori) o la negatività (termodistruttori) degli impianti.</div>
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		<title>Inceneritore: l&#8217;angolo per discutere della parola della settimana</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Mar 2008 18:36:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marianna Sansone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dizionario Ecologico]]></category>

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		<description><![CDATA[Metto questo post, che era in previsione per la fine della settimana, per discutere della parola di questa settimana. In realtà scopriamo che le accezioni sono diverse, ma medesima è la situazione.L&#8217;inceneritore, il termovalorizzatore, bruciano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Metto questo post, che era in previsione per la fine della settimana, per discutere della parola di questa settimana. In realtà scopriamo che le accezioni sono diverse, ma medesima è la situazione.<br />L&#8217;inceneritore, il termovalorizzatore, bruciano i rifiuti. Riporto dunque gli spunti di riflessione, buon confronto!</p>
<p>M.Sans.</p>
<blockquote><p>Non trovo uno spazio per commentare il dizionario ecologico, per cui lo faccio qui.<br />E&#8217; bello che sia stata linkata una pagina della Federico II per approfondimenti. Però leggendola ho avuto l&#8217;impressione che tenda un poco a semplificare la questione.<br />Come mai ci sono tanti oncologi a livello internazionale che si oppongono ai termovalorizzatori?<br />C&#8217;è qualche termovalorizzatore che può essere portato come esempio perchè le emissioni sono effettivamente così controllate?</p>
<p>Poi c&#8217;è da dire che nel caso specifico della Campania la vicenda del termovalorizzatore si è svolta con modalità talmente fosche da giustificare ampiamente la diffidenza. A partire dai criteri con cui fu assegnato l&#8217;appalto alla Fibe fino ad arrivare ai recenti interventi di Prodi con cui sono stati ripristinati i CIP6 ed è stato legalizzato il finto-cdr delle ecoballe.<br />A.</p></blockquote>
<blockquote><p>Caro A.<br />è sicuramente una semplificazione, vuole servire da spunto di riflessione per allargare il discorso a tutto ciò che ruota intorno al termovalorizzatore o inceneritore.<br />Già due tre parole per indicare fondamentalmente la stessa cosa la dice lunga sulla necessità di essere vigili (ma anche più) sulla questione.</p>
<p>Molti degli esperti che abbiamo intervistato ci hanno spiegato i limiti del termovalorizzatore, tecnologia vecchia e inadeguata, zona (Acerra) inadatta ad ospitarlo, grandezza tre volte superiore al fabbisogno effettivo.</p>
<p>L&#8217;elenco potrebbe essere molto lungo, i motivi per cui la costruzione di un inceneritore è opinabile sono moltissimi ma è una realtà (purtroppo)e noi cerchiamo di spingere verso altre soluzioni più ecologicamente sostenibili.<br />Per questo, e per le questioni che hai sollevato, parliamone insieme.</p>
<p>M.Sans.</p></blockquote>
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