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	<title>Econote &#187; Clima</title>
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		<title>Case editrici: Attenzione alla carta che comprate</title>
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		<pubDate>Thu, 13 May 2010 12:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marianna Sansone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[carta]]></category>
		<category><![CDATA[fiera del libro di torino]]></category>
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		<description><![CDATA[WWF, GREENPEACE,  e TERRA! insieme denunciano le responsabilità del settore dell’editoria italiana sulla  distruzione delle ultime foreste torbiere del Sud Est Asiatico e lo fanno in occasione dell&#8217;apertura a Torino del Salone Internazionale del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #333399"><strong>WWF, GREENPEACE,  e TERRA! </strong></span>insieme denunciano le responsabilità del settore dell’editoria italiana sulla  distruzione delle<span style="color: #333399"> <strong>ultime foreste torbiere del Sud Est Asiatico </strong></span>e lo fanno in occasione dell&#8217;apertura a <strong><span style="color: #333399">Torino del Salone Internazionale del Libro</span></strong>.</p>
<p>Proprio l’espansione delle piantagioni industriali per la produzione di polpa di cellulosa, infatti, minaccia le preziose foreste di Sumatra e spinge verso l’estinzione specie come l’orango e la tigre e il rinoceronte di Sumatra.  Tra i principali responsabili di questo scempio ambientale la multinazionale APP (Asia Pulp &amp; Paper). Si stima che dall&#8217;inizio delle proprie attività, negli anni &#8217;80, la APP abbia abbattuto un milione di ettari di foreste naturali nella sola isola di Sumatra. Quest’area da sola conserva più di due miliardi di tonnellate di carbonio svolgendo un’azione chiave nella mitigazione del cambiamento climatico.</p>
<p>«Le ricerche di <strong>Terra! </strong>hanno evidenziato una aggressiva campagna di penetrazione della APP nel mercato italiano. &#8211; dichiara Sergio Baffoni, responsabile Campagna Foreste di Terra! &#8211;  Se la APP continua ad aumentare le vendite, convertirà nuove foreste pluviali in piantagioni per rifornire le sue cartiere in Indonesia e Cina, già a corto di fibre. Siamo certi che quando capiranno gli impatti di questa impresa, le imprese italiane rifiuteranno i prodotti della APP.</p>
<p>Da un’indagine realizzata da<strong> Greenpeace</strong>, infatti, risulta che <span style="color: #008000"><strong>il 75% delle case editrici italiane non conosce, né controlla l’origine della carta utilizzata per la produzione dei propri libri.</strong></span> «Non è accettabile che la maggior parte degli editori italiani non sia in grado di garantirci che i libri che acquistiamo non provengono dalla distruzione di una foresta pluviale – spiega Chiara Campione, responsabile della campagna foreste di Greenpeace Italia – Se queste aziende non metteranno in atto delle politiche di acquisto atte a escludere carta proveniente dalla deforestazione nei propri libri, si renderanno corresponsabili di un disastro ambientale».</p>
<p>“Le chiacchiere stanno a zero sono i fatti e gli impegni concreti che contano – dichiara Massimiliano Rocco, responsabile TRAFFIC, Specie e Timber Trade del <strong>WWF Italia</strong> &#8211; il nostro mondo produttivo ora ha gli elementi e le informazioni per agire, faccia scelte responsabili acquistando solo prodotti certificati di chiara origine, evitando di fare profitti ai danni del nostro pianeta, partecipando per i loro interessi alla devastazione di quegli ambienti unici che una volta persi lo sono per sempre.”</p>
<p>Importanti acquirenti di carta, tra cui gli italiani Gucci e Versace, Office Depot (USA), Metro Group (Germania) e Fuji Xerox (Giappone), hanno compreso come le pratiche della APP distruggono l&#8217;ambiente e sono incompatibili con i propri valori aziendali, e hanno di conseguenza interrotto ogni acquisto di prodotti del gruppo. Anche alcune case editrici italiane come Bompiani, Fandango e Hacca tra gli altri hanno fatto scelte sostenibili stampando tutta la propria produzione editoriale su carta riciclata e certifica FSC.</p>
<h3><span style="color: #008000">Scegliere una strada diversa che rinneghi l’illegalità e i prodotti provenienti dalla deforestazione è possibile. Greenpeace, WWF e Terra! Invitano il mondo dell’editoria a un tavolo di confronto per la promozione di una filiera della carta responsabile.</span></h3>
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</ul>
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		<title>L&#8217;eruzione del vulcano islandese: rischi per l&#8217;ambiente?</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Apr 2010 08:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Benforte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[islanda]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;eruzione del vulcano Eyjafjallajokull in Islanda ha avuto grandi ripercussioni su tutta l&#8217;Europa. Prima di tutto, tutto il trasporto aereo è stato messo in ginocchio da questo evento, con voli sospesi, cancellati e molti aeroporti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;eruzione del vulcano </strong><strong>Eyjafjallajokull in Islanda</strong> ha avuto grandi ripercussioni su tutta l&#8217;Europa. Prima di tutto, tutto il trasporto aereo è stato messo in ginocchio da questo evento, con <strong>voli sospesi, cancellati e molti aeroporti chiusi</strong>. Impossibile quindi raggiungere il Regno Unito, a causa della grande nube di cenere nata dall&#8217;eruzione. E sono già tre i giorni di disagi per gli aerei di tutta Europa.</p>
<p>Al di là dei voli, a noi di <strong>Econote </strong>interessa<span style="color: #008000;"> <strong>l&#8217;impatto ambientale &#8211; e eventualmente i rischi ecologici &#8211; di questo evento naturale.</strong></span> Evento non originale nella sua dinamica (un&#8217;eruzione simile in Islanda era già accaduta nel 1821 e durò oltre un anno).</p>
<p><strong>Sull&#8217;impatto ambientale di questa eruzioni in molti hanno detto la loro.</strong> Secondo alcuni esperti, queste ceneri e i gas potrebbero, alla lunga, ridurre la radiazione del sole e influire sul nostro clima, raffreddando la temperatura nei prossimi mesi, forse addirittura anni.</p>
<p>Secondo altri, invece, l&#8217;eruzione non causerà cambiamenti di alcun tipo sul clima, anzi gli unici effetti che avranno le ceneri espulse dall&#8217;Eyjafallajokull saranno sui nostri terreni, che diventeranno maggiormente fertili. Tutto dipenderà, di sicuro, dall&#8217;altezza che raggiungeranno le polveri. A quote maggiori di 10 chilometri le ceneri potrebbero restare nell&#8217;aria anche anni, causando problemi e cambiamenti di clima, abbassamento delle temperature, aumenti delle piogge su tutti i territori convolti. Ma, al momento, sono a quote più basse, intorno ai 6/7 km, e quindi torneranno al suolo nell&#8217;arco di un mese, e potranno addirittura essere benefiche sia per suolo che per mari, diventando fertilizzanti per le terre e posandosi dopo poco tempo sui fondali marini, in modo innocuo.</p>
<p>In questo clima di incertezze, è in ogni caso da <strong>evitare ogni facile e inutile allarmismo. </strong>Il problema dei voli, a breve verrà sicuramente superato. E allo stesso modo è inutile avere posizioni catastrofiste, dal momento che <strong>simili eventi sono ciclicamente avvenuti sulla terra, in epoche recenti o remote.</strong><br />
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</ul>
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		<title>Sabato 27 marzo ore 20,30: E&#8217; l&#8217;ora della Terra</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Mar 2010 11:06:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marianna Sansone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
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Sabato 27 marzo 2010, dalle 20,30 alle 21.30 il mondo si spegnerà per far luce sulle esigenze del Pianeta. Perchè come denuncia il WWF: &#8220;Quando si parla di clima, i governi di tutto il mondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/03/300x250.gif"><img class="size-full wp-image-1718 aligncenter" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/03/300x250.gif" alt="300x250" width="300" height="250" /></a></span></strong></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: left;"><strong><span style="color: #0000ff;">Sabato 27 marzo 2010, dalle 20,30 alle 21.30 il mondo si spegnerà per far luce sulle esigenze del Pianeta. </span></strong>Perchè come denuncia il WWF: &#8220;<em>Quando si parla di clima, i governi di tutto il mondo latitano. </em>Ma il pianeta non può attendere&#8221;.<br />
Lo scorso <strong>vertice di Copenaghen</strong> è stato un fallimento, le associazioni ambientaliste continuano a chiedere obiettivi concreti e consistenti di riduzione delle emissioni di <strong>gas serra</strong>. Per questo, per il terzo anno consecutivo, il <strong>27 marzo dalle 20.30</strong>, tutto il pianeta si spegnerà per un’ora nel grande evento mondiale organizzato dal WWF: <strong>L’Ora della Terra</strong>.</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">COME NASCE L&#8217;EARTH HOUR</p>
<p style="text-align: left;">Tutto è iniziato quanto i 31 marzo 2007 <strong>Sidney</strong> si spegne per un’ora, coinvolgendo 2,2 milioni di cittadini, uniti nel semplice gesto del click dell’interruttore.  Nel 2008 l&#8217;iniziativa si allarga e a rimanere al buio sono <strong>370 città </strong>con 50 milioni di click che fanno di Earth Hour un movimento globale per la sostenibilità. L&#8217;anno scorso, il 2009, hanno partecipato milioni di persone, hanno aderito <strong>3929</strong> città di 88 paesi. Un grande aiuto arriva dalla <strong>Rete</strong>, che ogni anno sempre di più veicola il messaggio e raccoglie video e foto da tutto il mondo.</p>
<p>RIVOLTA A TUTTI</p>
<p style="text-align: left;">Milioni di persone, anche quest’anno spegneranno le luci per chiedere di essere ascoltati.</p>
<p style="text-align: left;">Ecco perché è importante il coinvolgimento di <strong>tutti</strong>. Puoi aderire condividendo il messaggio e spegnendo le luci per un&#8217;ora domani (Econote.it ha aderito).</p>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="color: #008000;">Perchè il risparmio energetico diventi prassi quotidiana di ciascuno di noi.</span></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="color: #008000;"><br />
</span></strong></p>
<p style="text-align: left;">LE CITTA&#8217; E I MONUMENTI</p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #0000ff;"><strong>Lista delle città e dei monumenti che saranno spenti il 27 marzo dalla 20,30 alle 21,30</strong></span></p>
<p style="text-align: left;">Piemonte<br />
Torino &#8211; Mole Antonelliana e Basilica di Superga<br />
Vinchio &#8211; Palazzo comunale e chiesa parrocchiale in p.zza San Marco</p>
<p>Liguria<br />
Genova &#8211; L’Acquario<br />
Calice al Cornoviglio<br />
Ameglia<br />
Pietra Ligure<br />
Imperia &#8211; Palazzo storico comunale denominato “Cremilino” in P.zza Dante<br />
La Spezia &#8211; Castello San Giorgio<br />
Noli<br />
Grado &#8211; Resti archeologici in Piazza Biagio Marin</p>
<p>Lombardia<br />
Milano &#8211; Castello Sforzesco<br />
Cardano al Campo<br />
Vimercate &#8211; Palazzo Trotti, ponte di San Rocco e Villa Sottocasa<br />
Usmate Velate &#8211; Piazza Borgia e P.zza Scaccabarozzi<br />
Lodi<br />
Trezzo sull’Adda &#8211; Castello Visconteo<br />
Cernusco sul Naviglio<br />
Montano Lucino &#8211; scuole comunali<br />
Villa d’Alme’ &#8211; Parco Comunale Giovanni XXIII<br />
Bellusco &#8211; Scuola dell’Infanzia “B.Munari”  e Campanile<br />
Busnago &#8211; Palazzo Comunale<br />
Bergamo &#8211; Propilei di Porta Nuova<br />
Parco dei Colli &#8211; Monastero di Valmarina<br />
Bergano Amministrazione Provinciale &#8211; Palazzo Provinciale di via Tasso<br />
Ranica<br />
Desenzano del Garda<br />
Vedano al Lambro<br />
Travacò Siccomario<br />
Vanzaghello<br />
Cremona</p>
<p>Friuli Venezia Giulia<br />
Udine<br />
Lignano Sabbiadoro<br />
Duino Aurisina<br />
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia<br />
Muggia</p>
<p>Trentino Alto Adige<br />
Trento &#8211; monumento a Cesare Battisti sul Doss Trento<br />
Trodena<br />
Trento Amm. Provinciale &#8211; Castello del Buonconsiglio</p>
<p>Emilia Romagna<br />
Bologna &#8211; Due Torri e Monumentale di via Rizzoli<br />
Sant’Arcangelo di Romagna &#8211; Arco di Papa Clemente XIV  in P.zza Ganganelli<br />
Guiglia</p>
<p>Veneto<br />
Verona &#8211; Piazza Bra e Arena<br />
Belluno &#8211; facciata di Palazzo Rosso sede del Municipo<br />
Sandrigo<br />
Padova</p>
<p>Toscana<br />
Firenze &#8211; Palazzo Vecchio<br />
Pisa &#8211; Piazza dei Miracoli e Torre<br />
Prato &#8211; Castello dell’Imperatore  e Logge di piazza del Comune<br />
Piombino &#8211; P.zza Gramsci<br />
Radicondoli &#8211; Monumento ai Caduti e luci del Palazzo Comunale<br />
San Vincenzo &#8211; illuminazione pubblica zona pedonale centrale (2 lampioni su 3)<br />
Monteriggioni &#8211; Cinta muraria Castello, P.zza della Pace e Castellina Scalo<br />
Carmignano &#8211; luci della Pista Rossa a Seano<br />
San Marcello Pistoiese &#8211; Palazzo Comunale<br />
Cinigiano &#8211; Piazzale Capitano Bruchi<br />
Pomarance &#8211; Rocca Sillana<br />
Poggio a Caiano &#8211; Faro Scuderie Medicee in via L. Il Magnifico<br />
Calenzano &#8211; Palazzo comunale<br />
Vernio &#8211; facciata del palazzo comunale<br />
Casole d’Els &#8211; Rocca sede municipio, giardini scuola elementare, scuola materna,monumentodi Pievescola &#8211; “Il Fungo Innamorato”<br />
Arezzo &#8211; Monumento a Guido Monaco<br />
Incisa in Val d’Arno<br />
Castiglion Fiorentino &#8211; Torre del Cassero</p>
<p>Umbria</p>
<p>Panicale &#8211; Palazzo del Podesta’ del 1300, Facciata chiesa San Sebastiano, Santuario Madonna di<br />
Mongiovino<br />
Gubbio</p>
<p>Marche<br />
Pesaro &#8211; Piazzale Lazzarini<br />
Monterado<br />
Civitanova Marche &#8211; Palazzo Sforza e P.zza XX Settembre<br />
Treia<br />
Castelfidardo<br />
S.Lorenzo in Campo<br />
S. Giorgio di Pesaro &#8211; Museo Storico Ambientale<br />
Senigallia &#8211; Palazzo comunale<br />
Urbino &#8211; Fortezza Albornoz<br />
San Benedetto del Tronto &#8211; Torrione<br />
Monsano &#8211; Centro Storico<br />
Porto Recanati</p>
<p>Lazio<br />
Roma &#8211; Fontana di Trevi<br />
Corchiano</p>
<p>Abruzzo<br />
Ari &#8211; Monumento “Fontana della Vita” in p.zza Bucciante con esibizione di piccola orchestra<br />
Teramo &#8211; Municipio<br />
Francavilla &#8211; Museo Michetti  e Pontile a mare<br />
Ortona &#8211; Castello Aragonese<br />
Lanciano &#8211; P.zza del Plebiscito con Cattedrale, Torre Civica/Municipio<br />
Vasto &#8211; Castello Caldoresco<br />
Roseto degli Abruzzi &#8211; P.zza della Repubblica<br />
Pineto &#8211; Palazzo storico  “Villa Filiani”<br />
Canistro &#8211; Palazzo comunale<br />
Montesilvano &#8211; illuminazione pubblica di P.zza Lucio Battisti<br />
Città Sant’Angelo &#8211; Campanile della Collegiata<br />
San Salvo &#8211; Fontana Villa Comunale e Monumento all’Emigrante<br />
Fossacesia &#8211; Abbazia S.Giovanni in Venere<br />
Anversa degli Abruzzi &#8211; Borgo di Castrovalva (frazione di Anversa)<br />
Chieti &#8211; Teatro Marrucino<br />
Pescara &#8211; Torre Civica e Ponte del Mare<br />
Giulianova &#8211; P.zza della Liberta’<br />
Loreto Aprutino &#8211; Palazzo comunale<br />
Atri &#8211; Piazza Duchi di Acquaviva<br />
Popoli &#8211; Piazza della Libertà</p>
<p>Campania<br />
Lusciano &#8211; Monumento ai caduti e monumento Antico Sacro Legno della Croce – via Costanzo<br />
Mercato S.Severino &#8211; Castello San Severino<br />
Agropoli<br />
S.Leucio del Sannio<br />
Piano di Sorrento<br />
Castelnuovo Cilento<br />
Vallo della Lucania<br />
Paternopoli<br />
Arzano – Torre Civica</p>
<p>Molise<br />
Macchia d’Isernia<br />
San Martino in Pensilis</p>
<p>Basilicata<br />
Roccanova &#8211; Meridiana del 1882 in P.zza del Popolo<br />
Potenza<br />
Marsico Nuovo</p>
<p>Puglia</p>
<p>Lecce &#8211; P.zza Sant’Oronzo<br />
Vernole &#8211; Piazza  Vittorio Veneto e municipio<br />
Conversano &#8211; Castello</p>
<p>Foggia &#8211; Piazza del Lago<br />
Cisternino &#8211; Pineta Comunale Giovanni Paolo II<br />
Lucera</p>
<p>Calabria<br />
Gagliato</p>
<p>Sicilia<br />
Palermo &#8211; Palazzo comunale e Fontana Pretoria in p.zza Pretoria<br />
Siracusa &#8211; Piazza Duomo e Palazzo Vermexio<br />
Parco Archeologico della Valle dei Templi di Agrigento<br />
Capaci &#8211; P.zza Zima<br />
Mazara del Vallo &#8211; Arco Normanno in P.zza Makarta e Satiro Danzante nell’omonimo Museo<br />
Giarre e Riposto &#8211; P.zza Duomo (Giarre) – Corso Italia (che unisce i due paesi) – P.zza San<br />
Pietro (Riposto)<br />
Castelbuono &#8211; Castello dei Ventimiglia<br />
Amm. Provinciale di Palermo &#8211; Palazzo Comitini</p>
<p>Sardegna<br />
La Maddalena &#8211; Palazzo Comunale e Fontana del Lungomare<br />
Cagliari &#8211; Torre di San Pancrazio</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><strong><span style="color: #0000ff;">Ho però un rammarico, fra i monumenti e i luoghi simbolici e importanti d&#8217;Italia, non c&#8217;è Piazza del Plebiscito a Napoli.</span></strong></p>
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		<title>Cambiamenti climatici, tra leggende e negazionismo</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 15:21:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Esposito</dc:creator>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Caserini]]></category>

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		<description><![CDATA[
Per festeggiare i suoi quattro anni di vita, l’associazione culturale Gabella di Reggio ospita stasera Stefano Caserini, autore del libro “Guida alle leggende sul clima che cambia. Come la scienza diventa un’opinione”. Docente di Fenomeni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/03/caserini-stefano240.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1564" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/03/caserini-stefano240.jpg" alt="caserini-stefano240" width="240" height="184" /></a></p>
<p>Per festeggiare i suoi quattro anni di vita, l’associazione culturale <a href="http://gabella.portalegiovani.eu/">Gabella </a>di Reggio ospita stasera <strong>Stefano Caserini</strong>, autore del libro “<em><strong>Guida alle leggende sul clima che cambia. Come la scienza diventa un’opinione</strong></em>”. Docente di Fenomeni di Inquinamento al Politecnico di Milano, Caserini svela <strong>verità </strong>e<strong> mistificazioni</strong> sul tema dei cambiamenti climatici. L’attenzione viene rivolta soprattutto all’analisi delle “leggende” più diffuse dai <strong>negazionisti</strong>: lobby e gruppi di pressione che avrebbero tutti gli interessi a negare il fenomeno.</p>
<p><strong>Giornalisti compiacenti </strong>affermano quotidianamente che i cambiamenti climatici e il surriscaldamento globale in realtà non rappresentano un problema per la salute del pianeta. Qualora lo fosse, non sarebbe causato dalle attività umane, ma bensì dal Sole, dai vulcani e persino dai moscerini.</p>
<p>Mentre la quasi totalità degli scienziati concorda nell’attribuire la causa nell’<strong>aumento del CO2 </strong>nell’atmosfera (con la conseguente crescita delle temperature globali) alle attività umane, presso i media acquistano sempre più spazio argomentazioni che affermano l’esatto contrario, ma che di scientifico hanno ben poco. Con chiarezza ed ironia, talvolta strappando una risata amara, questa lettura diventa indispensabile per cercare di capire meglio un fenomeno che sta diventando sempre più preoccupante.<br />
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		<title>Stop alle auto di domenica, favorevole o contrario?</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 21:10:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marianna Sansone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[eco-sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
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		<description><![CDATA[Ieri la città di Milano, una fra le città più a rischio in fatto di inquinamento da polveri sottili, si è fermata. Stop alle auto salvo alcuni casi eccezionali. Abbiamo cercato di capire se siete [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ieri la città di <strong>Milano</strong>, una fra le città più a rischio in fatto di inquinamento da polveri sottili, si è fermata. Stop alle auto salvo alcuni casi eccezionali. Abbiamo cercato di capire se siete d&#8217;accordo o meno con lo stop alle auto sulla pagina di <strong><span style="color: #008000;">Facebook di Econote.it</span></strong>. Da questa settimana in poi vi proporremo un dibattito sulla pagina di Facebook di econote ogni domenica. Dite la vostra se ne avete voglia.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008080;"><strong>Stop alle auto di domenica, saresti favorevole o contrario?</strong></span></p>
<p>Yesterday at 14:17<strong> </strong></p>
<p><strong>Luca</strong></p>
<p>Favorevolissimo&#8230;riscopriamo le nostre gambe.<br />
Yesterday at 14:19<br />
<strong>Paolo </strong><br />
La solita cagata all&#8217;italiana<br />
<strong>Luca </strong><br />
perchè cagata??? indubbiamente non è la soluzione, ma almeno può aiutarci a riscoprire il piacere dell&#8217;uscire a piedi o più semplicemente il piacere di &#8220;scoprire&#8221; le nostre terre senza dover andare in &#8220;culonia&#8221;.<br />
<strong>Econote.it</strong><br />
@Paolo: ci spieghi il perchè?<br />
@Luca: son sempre lì le gambe, a volte siamo troppo pigri. Questa potrebbe essere un&#8217;occasione con un sistema di mezzi pubblici adeguato.<br />
<strong>Luca </strong><br />
mezzi pubblici??? utili in una città, ma la mia ottica è verso piccoli paesini dove in un&#8217;oretta può andare da un capo all&#8217;altro&#8230;ti assicuro che qui c&#8217;è la cultura della macchina anche per andare dal salumiere sotto casa.<br />
<strong>Antonio </strong><br />
Ancora convinti che chi inquina sono soltanto le auto?? Bah!<br />
Daniela<br />
favorevole decisamente, e non solo per la domenica!<br />
<strong>Econote.it</strong><br />
@Luca: come dici tu, è anche una cosa di abitudine. Fare una passeggiata per andare dal salumiere.<br />
@Antonio: di sicuro no, non sono solo le auto a inquinare. Tanti altri fattori intervengono.<br />
@Daniela: favorevole anche nei giorni feriali?<br />
<strong>Dario </strong><br />
Nessuno ricorda il 1973, vero? Troppo giovani?<br />
<strong>Daniela </strong><br />
si favorevole, magari si potrebbe fare tre giorni a settimana&#8230;.A me sembra una buona idea anche se non si risolve solo eliminando le auto per alcuni giorni, ma è un primo passo.<br />
<strong>Econote.it</strong><br />
@Dario: parli dell&#8217;austerity?<br />
<strong>Dario </strong><br />
@Econote.it: esattamente. Eravamo TUTTI a piedi nelle citta&#8217; e nessuno sentiva la mancanza dell&#8217;auto, si passeggiava, si andava in bicicletta e circolavano solo i mezzi pubblici e le Forze dell&#8217;Ordine. Se si doveva fare la gita fuori porta si lasciava l&#8217;auto fuori citta&#8217; la notte prima.<br />
<strong>Econote.it</strong><br />
@Dario. Correggimi se sbaglio. In quel caso era per il costo del petrolio o qualcosa di simile.<br />
Ma allora perchè non riprendere questo format adesso che le nostre città sono così inquinate?<br />
<strong>Dario </strong><br />
@Econote.it: chiedo scusa per il ritardo. Si esatto, all&#8217;epoca il motivo fu il petrolio costoso ma l&#8217;aria e le colture ringraziarono e noi con loro.<br />
Oggi sarebbe bellissimo riuscire NON a tagliare Euro5-4-3-2-1 e menate varie ma inventarsi piuttosto &#8220;la giornata del pedone&#8221; ogni Domenica in tutte le citta&#8217; d&#8217;Italia&#8230; ma, ma, ma&#8230; chi glie lo dice&#8230; See more ai milanesi, per esempio? E poi, come fare in quelle zone non coperte dai mezzi pubblici? E come si fa CON i mezzi pubblici insufficienti (ovunque) in tutta Italia? Gli americani, che di &#8220;difetti ecologici&#8221; ne hanno a bizzeffe, hanno inventato le &#8220;car pool lane&#8221;, corsie preferenziali dove puoi muoverti piu&#8217; velocemente solo se l&#8217;auto e&#8217; piena di gente e non con una sola persona a bordo.<br />
Noi potremmo &#8220;detassare&#8221; in una qualche maniera coloro che usano l&#8217;auto per andare al lavoro in piu&#8217; persone, per esempio, e tassare coloro che si muovono singolarmente per andare a comprare le sigarette al bar vicino casa. Questo e&#8217; un esempio, ovviamente, anche stupido, se vogliamo, ma non si bloccherebbero i piccoli centri lasciando alla gente la possibilita&#8217; di organizzarsi ed ai Comuni la possibilita&#8217; di investire sui trasporti pubblici con meno spinta dall&#8217;alto.<br />
<strong>Marco </strong><br />
A Napoli è inutile: nel porto ci sono le navi, e immettono nell&#8217;aria quantità mostruose di veleni, tali che al confronto quel che esce dalle auto è una goccia.<br />
<strong>Econote.it</strong><br />
@Dario: sarebbe un&#8217;idea. Un tentativo di &#8220;decrescita&#8221; adatto ai tempi che viviamo.<br />
@Marco, quanto hai ragione. Le ho viste sbuffare fumo nero per ore prima di salpare, chiedendomi sempre: ma è necessario?!</p>
<p><a href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/02/milano-stop-auto.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1294" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/02/milano-stop-auto.jpg" alt="milano stop auto" width="365" height="300" /></a><br />
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		<title>In aumento i rifugiati ambientali</title>
		<link>http://www.econote.it/2010/01/05/in-aumento-i-rifugiati-ambientali/</link>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 21:14:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Esposito</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[ONU]]></category>
		<category><![CDATA[rifugiati ambientali]]></category>
		<category><![CDATA[rifugiati climatici]]></category>

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		<description><![CDATA[
Con lo status di rifugiato il Diritto Internazionale identifica i richiedenti asilo provenienti da paesi dove non sono garantiti i diritti individuali ed il rispetto dell’integrità personale. Negli ultimi anni si parla però sempre più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/01/rifugiati-ambientali.jpg"><img class="size-medium wp-image-1150 aligncenter" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/01/rifugiati-ambientali-300x198.jpg" alt="rifugiati ambientali" width="300" height="198" /></a></p>
<p>Con lo status di <strong>rifugiato </strong>il Diritto Internazionale identifica i richiedenti asilo provenienti da paesi dove non sono garantiti i diritti individuali ed il rispetto dell’integrità personale. Negli ultimi anni si parla però sempre più spesso dei “<strong>rifugiati ambientali</strong>”: a causa dei mutamenti climatici ed ambientali, masse di persone sempre più numerose sono costrette ad emigrare.</p>
<p>In molti casi il rifugiato nel senso “classico”, fugge da regimi dispotici ed autoritari, con una struttura politico-militare corrotta e violenta. Nel caso del rifugiato ambientale le cause sono diverse: <strong>uragani e tempeste </strong>distruggono interi insediamenti, mentre la <strong>forte siccità</strong> rende impossibile il sostentamento della popolazione.</p>
<p>Nel 1990 i rifugiati ambientali erano circa 25 milioni, ad oggi ne sarebbero invece <strong>50 milioni</strong>. Questi dati sono forniti dall’ <em>International organization for migration, </em>mentre gli scienziati dell&#8217;<em> Intergovernmental panel on climate change</em> affermano che i cambiamenti climatici sarebbero uno dei maggiori fattori ad incidere sul processo decisionale che porta allo spostamento della popolazione.</p>
<p>A fronte di questi studi bisognerebbe prima di tutto che la comunità internazionale riconosca il problema per la sua entità, dopo di che sarebbe giusto chiedersi: se e quali provvedimenti intende prendere l’ONU per il riconoscimento dello status giuridico dei “rifugiati climatici”? Sarebbe possibile accoglierli e garantire loro i diritti umani in quanto provenienti da paesi funestati da fenomeni ambientali?<br />
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		<title>Anche Google contro la deforestazione</title>
		<link>http://www.econote.it/2009/12/11/anche-google-contro-la-deforestazione/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 12:11:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Riccio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[Copenhagen]]></category>
		<category><![CDATA[deforestazione]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno dei maggiori argomenti di discussione al summit sul clima di Copenhagen è stato il monitoraggio della deforestazione da parte dei governi, e i meccanismi per ridurre la scomparsa delle foreste (attualmente da sole &#8216;tagliano&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #008000;"><strong><a href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2009/12/googleearthimage.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1079" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="googleearthimage" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2009/12/googleearthimage.jpg" alt="googleearthimage" width="300" height="273" /></a>Uno dei maggiori argomenti di discussione al summit sul clima di Copenhagen è stato il monitoraggio della deforestazione da parte dei governi, e i meccanismi per ridurre la scomparsa delle foreste (attualmente da sole &#8216;tagliano&#8217; di un quinto le emissioni di gas serra).</strong></span></p>
<p><strong>In campo anche Google,</strong> che ha mostrato ieri un tool che può aiutare a tenere sotto controllo in tempo quasi reale l&#8217;andamento della deforestazione: triangolando i dati dei satelliti normalmente utilizzati per tracciare le sue mappe, il colosso di Mountain View con un software sviluppato da due ricercatori (Greg Asner del Carnegie Institution for Science e Carlos Souza della Imazon) è possibile avere un &#8216;colpo d&#8217;occhio&#8217; costante e distribuito ovunque. Terabytes di immagini satellitari e statistiche disponibili su centinaia di migliaia di computers, un balzo enorme per tutti i ricercatori e gli osservatori del fenomeno deforestazione.</p>
<p>L&#8217;unica pecca? Dalle parole dei portavoce di Google (&#8220;Questo tool fornirà informazioni più velocemente, più facilmente e con maggiore privacy&#8221;) ci fanno già temere <strong><span style="color: #008000;">un futuro climagate nel quale i governi saranno sempre più portati a &#8216;secretare&#8217; dati sensibili sui cambiamenti climatici.</span></strong><br />
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		<title>Clima e politica: le parole di Kumi Naidoo</title>
		<link>http://www.econote.it/2009/12/02/clima-e-politica-le-parole-di-kumi-naidoo/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 10:09:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Esposito</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Copenaghen]]></category>
		<category><![CDATA[Greenpeace]]></category>
		<category><![CDATA[Kumi Naidoo]]></category>
		<category><![CDATA[Obama]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.econote.it/?p=1030</guid>
		<description><![CDATA[
Si chiama Kumi Naidoo, viene dal Sud Africa ed è il nuovo direttore generale di Greenpeace. In una recente intervista rilasciata alla BBC, Naidoo ha affermato:
L&#8217;esistenza umana sulla Terra è minacciata. Ogni anno, ci sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2009/12/kumi-naidoo1.jpg"><img class="size-medium wp-image-1031 aligncenter" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2009/12/kumi-naidoo1-239x300.jpg" alt="kumi-naidoo1" width="239" height="300" /></a></p>
<p>Si chiama <strong>Kumi Naidoo</strong>, viene dal Sud Africa ed è il nuovo direttore generale di <strong>Greenpeace</strong>. In una recente <a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/africa/8362202.stm">intervista</a> rilasciata alla BBC, Naidoo ha affermato:</p>
<p><em>L&#8217;esistenza umana sulla Terra è minacciata. Ogni anno, ci sono 300 mila persone in più che muoiono per questioni legate al clima. (&#8230;) Tutto ciò che non risulterà in un trattato restrittivo a Copenhagen, rappresenterà un fallimento da parte della classe politica. Non possiamo cambiare la scienza, la scienza è chiara. Dobbiamo cambiare le politiche. E se non possiamo cambiare le politiche, allora dobbiamo indirizzare i nostri sforzi a cambiare i politici.</em></p>
<p>Il suo punto di vista sull&#8217;argomento è chiaro e diretto. <strong>Il destino del nostro pianeta è nelle mani della leadership politica mondiale</strong>:</p>
<p><em>Se leader come Obama, Sarkozy, Merkel e Brown non saranno in grado di sbloccare i negoziati, il mondo andrà incontro a migrazioni di massa e carestie. Se questo accadrà, &#8216;ci dispiace&#8217; sarà la parola più usata, ma purtroppo non servirà a nulla.</em></p>
<p>Poi rivolge la sua attenzione ad <strong>Obama</strong>: <em> </em></p>
<p><em>durante la sua campagna elettorale, in ogni singolo discorso, ha parlato di un pianeta in pericolo per il cambiamento climatico. Sappiamo che conosce il problema.<br />
</em></p>
<p>Naidoo sottolinea che per il presidente americano, la questione ambientale abbia perso tutta la sua urgenza una volta vinte le elezioni.</p>
<p><strong>In vista di Copenaghen, quali sono i possibili provvedimenti?</strong> Ecco cosa sostine Naidoo: <em> </em></p>
<p><em>Per il successo di Copenhagen sarà necessario un accordo equo, ambizioso e vincolante che presuppone: un impegno da parte dei Paesi industrializzati a tagliare le emissioni del 40% al 2020 rispetto ai livelli del 1990; un piano per fermare la distruzione delle foreste tropicali entro il 2020; almeno 140 miliardi di dollari all&#8217;anno in risorse finanziarie pubbliche per contrastare i cambiamenti climatici nei Paesi in via di sviluppo&#8221;.</em></p>
<p>Le parole di Naidoo aprono uno scenario fatto di decisioni ed accordi di natura strettamente politica, <strong>responsabili concreti della salute del pianeta</strong>. Verrebbe da chidersi se i leader mondiali siano davvero consapevoli del peso delle loro scelte sull&#8217;ambiente.</p>
<p><em><br />
</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p><em><strong><br />
</strong></em></p>
<p><em><strong><br />
</strong></em></p>
<p><em><br />
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		<title>L&#8217;appello delle statue di Roma a Berlusconi</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 12:03:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Esposito</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Copenhagen]]></category>
		<category><![CDATA[emissioni gas serra]]></category>
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Qualche giorno fa molte statue di Roma hanno espresso la loro preoccupazione verso il futuro climatico del nostro pianeta. Si sono rivolte direttamente a Berlusconi per chiedergli di prendere quanto prima provvedimenti o, almeno, di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2009/11/statue_greenpeace2.jpg"><img class="size-medium wp-image-959 aligncenter" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2009/11/statue_greenpeace2-300x199.jpg" alt="statue_greenpeace2" width="300" height="199" /></a></p>
<p>Qualche giorno fa molte statue di Roma hanno espresso la loro preoccupazione verso il futuro climatico del nostro pianeta. Si sono rivolte direttamente a <strong>Berlusconi </strong>per chiedergli di prendere quanto prima provvedimenti o, almeno, di prestare una particolare attenzione al tema.</p>
<p>Ognuno, a suo modo, si è rivolto al premier con la frase che l&#8217; ha reso celebre, riadattata ovviamente per l&#8217;occasione. Giulio Cesare, memore del vile attacco subito dai suoi congiurati, esclama: <span style="font-size: 10pt;"><span style="font-family: verdana,geneva;">&#8220;<strong>Berlusconi, non pugnalarci alle spalle: salva il clima</strong>&#8220;. Lo spirito nazionale di Giuseppe Garibaldi si trasforma nella sentita frase:</span></span><span style="font-size: 10pt;"><span style="font-family: verdana,geneva;"><strong>&#8220;Berlusconi, qui si salva il clima o si muore!</strong>&#8220;. E chi meglio di Giordano Bruno può richiamare l&#8217;attenzione sull&#8217;importanza del dato scientifico: <strong>&#8220;Berlusconi, non negare la scienza: salva il clima!&#8221;</strong></span></span></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2009/11/Statue_greenpeace_2.jpg"><img class="size-medium wp-image-960 aligncenter" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2009/11/Statue_greenpeace_2-300x199.jpg" alt="Statue_greenpeace_2" width="300" height="199" /></a></p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><span style="font-family: verdana,geneva;">L&#8217;iniziativa è degli <strong>eco-attivisti</strong> di Greenpeace, che hanno fatto &#8220;<strong>parlare</strong>&#8221; le statue di Roma con le tipiche nuvolette dei fumetti. L&#8217;originale appello esorta Berlusconi a prendere una posizione precisa in vista del <strong>Summit di Copenhagen sul clima</strong>. Greenpeace chiede </span></span><span style="font-size: 10pt;"><span style="font-family: verdana,geneva;">all&#8217;Europa un impegno concreto, la riduzione delle emissioni di gas serra del <strong>20% al 2020 non è sufficiente</strong>. </span></span><span style="font-size: 10pt;"><span style="font-family: verdana,geneva;">La soluzione ai cambiamenti climatici dipenderà da una riduzione dei gas serra del <strong>40% al 2020</strong> e dai finanziamenti europei ai Paesi in via di Sviluppo pari a <strong>35 miliardi di euro all&#8217;anno fino al 2020</strong> per combattere i <strong>cambiamenti climatici</strong>.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><span style="font-family: verdana,geneva;">Ecco la <a href="http://www.greenpeace.org/raw/content/italy/ufficiostampa/file/lettera-berlusconi">lettera</a> che Greenpeace ha inviato a </span></span><span style="font-size: 10pt;"><span style="font-family: verdana,geneva;"> Silvio Berlusconi e agli altri leader europei per esortarli ad agire.</span></span><br />
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		<title>I 5 fatti ecologici piu&#8217; importanti del 2009 &#8211; 4 &#8211; La rete di rifornimento francese per le auto elettriche</title>
		<link>http://www.econote.it/2009/10/19/i-5-fatti-ecologici-piu-importanti-del-2009-4-la-rete-di-rifornimento-francese-per-le-auto-elettriche/</link>
		<comments>http://www.econote.it/2009/10/19/i-5-fatti-ecologici-piu-importanti-del-2009-4-la-rete-di-rifornimento-francese-per-le-auto-elettriche/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 10:35:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Riccio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[auto elettriche]]></category>
		<category><![CDATA[automobili]]></category>
		<category><![CDATA[francia]]></category>
		<category><![CDATA[Rinnovabili]]></category>

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		<description><![CDATA[4) La rete francese di stazioni di rifornimento  per auto elettriche

Come parte di una iniziativa globale del Governo Francese volta ad incrementare l&#8217;acquisto e l&#8217;utilizzo di veicoli elettrici, il network di stazioni di ricarica da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2009/10/4.jpg"><img title="4" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2009/10/4.jpg" alt="4" width="500" height="319" /></a></p>
<h2><span style="color: #008000;"><strong>4) La rete francese di stazioni di rifornimento  per auto elettriche<br />
</strong></span></h2>
<p>Come parte di una iniziativa globale del Governo Francese volta ad incrementare l&#8217;acquisto e l&#8217;utilizzo di veicoli elettrici, il network di stazioni di ricarica da 2 miliardi di euro è il primo intervento infrastrutturale di una nazione a favore dell&#8217;auto elettrica.</p>
<p>Si tratta della creazione di una gigantesca rete che di colpo costituirà un&#8217;alternativa alle tradizionali stazioni di rifornimento per le auto, basate sui combustibili fossili: l&#8217;alternativa per chi utilizza (e utilizzerà) un veicolo elettrico è pronta. E se altri Stati seguono in fretta la Francia&#8230;<br />
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