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	<title>Econote.it &#187; Tecnologie Verdi</title>
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	<description>Storie da un mondo più verde</description>
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		<title>Decreto rinnovabili: vantaggi e difetti</title>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2011 08:24:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ospite</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tweet L&#8217;inizio di quest&#8217;anno ha visto lo svolgersi dell&#8217;iter parlamentare per l&#8217;approvazione dello schema di decreto legislativo dal titolo: “Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell&#8217;uso dell&#8217;energia da fonti rinnovabili”. Più brevemente conosciuto come “decreto rinnovabili”, è stato approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 30 novembre e in questi giorni è in discussione presso [...] <a href="http://www.econote.it/2011/05/31/decreto-rinnovabili-vantaggi-e-difetti/">Leggi tutto</a>]]></description>
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<p><a rel="attachment wp-att-8642" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/05/energia1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-8642" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/05/energia1-285x175.jpg" alt="" width="373" height="229" /></a></p>
<p>L&#8217;inizio di quest&#8217;anno ha visto lo svolgersi dell&#8217;iter parlamentare per l&#8217;approvazione dello schema di decreto legislativo dal titolo: “<strong>Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell&#8217;uso dell&#8217;energia da fonti rinnovabili</strong>”.</p>
<p><strong><span style="color: #0000ff">Più brevemente conosciuto come “decreto rinnovabili”, è stato approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 30 novembre e in questi giorni è in discussione presso la decima commissione del senato.</span></strong></p>
<p>Nonostante lo sforzo importante fatto dal governo per rispondere in modo efficace agli obiettivi di <a href="http://www.il-risparmio-energetico.com/" target="_blank"><strong>risparmio energetico</strong></a> posti dalla direttiva <strong>2009728/CE </strong>(che ci impone di raggiungere il<strong> 17%</strong> di produzione di energia da fonti rinnovabili entro il <strong>2020</strong>), bisogna rilevare nel decreto  alcuni elementi di discontinuità rispetto alla legislazione vigente che potrebbero mettere in seria difficoltà operatori, cittadini e amministratori pubblici.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-8643" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/05/energie-rinnovabili.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-8643" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/05/energie-rinnovabili-285x175.jpg" alt="" width="285" height="175" /></a></p>
<p>Ai fini della direttiva infatti, che per i due settori elettricità e riscaldamento non indica obiettivi specifici e quindi non entra nel merito del mix energetico di ogni Pese, produrre una certa quantità di energia termica o di <a href="http://www.il-risparmio-energetico.com/energia-elettrica.html" target="_blank"><strong>energia elettrica</strong></a> è del tutto equivalente. Quello che cambia  sono i <strong>costi</strong>, in quanto il costo di produzione di 1 kWh termico è nella maggior parte dei casi inferiore a quello necessario per la produzione di 1 kWh elettrico.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-8644" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/05/energia.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-8644" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/05/energia-285x175.jpg" alt="" width="285" height="175" /></a></p>
<p><strong><span style="color: #0000ff">Il decreto in discussione insomma tende a privilegiare il kWh termico rispetto a quello elettrico per via dei suoi costi inferiori. Servono quindi dei decreti attuativi che definiscano regole chiare e di veloce ed efficace applicazione nelle seguenti aree:</span></strong></p>
<p>•	<strong>Regimi di sostegno</strong>: è indispensabile in mancanza di una prosecuzione della &#8220;<a href="http://www.il-risparmio-energetico.com/detrazione-55.html" target="_blank"><strong>detrazione 55</strong></a>&#8221; l&#8217;implementazione di una sorta di “conto energia termico” per piccoli impianti;</p>
<p>•	<strong>Obbligo di rinnovabili</strong>: premesso che è lodevole la volontà di estendere l&#8217;obbligo di rinnovabili a tutti i consumi termici di un edificio sarà fondamentale dare continuità alla legislazione nazionale vigente mantenendo, in aggiunta all&#8217;obbligo di coprire con le fonti rinnovabili una certa percentuale dei fabbisogni termici complessivi l&#8217;obbligo di coprire il 50% del fabbisogno di acqua calda sanitaria con il solare termico;</p>
<p>•	<strong>Semplificazione amministrativa</strong>: è importante dare regole chiare e semplici esplicitando senza equivoci i casi in cui l&#8217;installazione di impianti solari termici è da considerarsi attività edilizia libera, così da evitare ciò che è avvenuto negli anni passati quando ciascuna amministrazione forniva una diversa interpretazione delle norme.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-8645" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/05/rinnovabili3.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-8645" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/05/rinnovabili3-285x175.jpg" alt="" width="285" height="175" /></a></p>
<p><em>All&#8217;interno dell&#8217;articolo sono presenti link di approdondimento a www.il-risparmio-energetico.com che ringraziamo della collaborazione.</em><br />
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		<title>Le sorprese dell’olio d’oliva per l’ambiente e la salute</title>
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		<pubDate>Thu, 19 May 2011 08:11:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Sansone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tweet È della CreAgri Inc. il premio NBT Awards 2011 per il miglior integratore biologico per la difesa della salute. La CreAgri Inc. è una ditta di origini Italiane: Roberto Crea, chimico calabrese, ne è stato fondatore. A 29 anni arriva in California e contribuisce ad una delle invenzioni più importanti nel campo della medicina: [...] <a href="http://www.econote.it/2011/05/19/le-sorprese-dellolio-doliva-per-lambiente-e-la-salute/">Leggi tutto</a>]]></description>
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<p><span style="color: #0000ff"><strong>È della CreAgri Inc. il premio NBT Awards 2011 per il miglior integratore biologico per la difesa della salute. </strong></span></p>
<p>La  CreAgri Inc. è una ditta di origini Italiane:<strong> Roberto Crea,</strong> chimico  calabrese, ne è stato fondatore. A 29 anni arriva in <strong>California </strong>e  contribuisce ad una delle invenzioni più importanti nel campo della  medicina: <strong>l&#8217;insulina sintetica</strong>.<br />
L&#8217;integratore della CreAgri è nato quasi per caso.  Lo scopo principale degl&#8217;esperimenti era l&#8217;ottimizzazione della  produzione e della qualità dell&#8217;<strong>olio d&#8217;oliva</strong>. Nella produzione si sono  analizzate le acque  prodotte dalla spremitura delle olive, osservando  una quantità di <strong>polifenoli</strong> molto superiore rispetto a quella contenuta  nell&#8217;olio stesso.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-8420" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/05/olio.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8420" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/05/olio.jpg" alt="" width="284" height="178" /></a><br />
I <strong>polifenoli </strong>sono molecole organiche <strong>antiossidanti </strong>presenti nelle piante. Gli antiossidanti sono molecole che neutralizzano i  famosi <strong>radicali</strong> <strong>liberi</strong>, elementi tossici per le cellule che vengono  prodotti fisiologicamente (e patologicamente) dal corpo.  Purtroppo i polifenoli sono molecole poco biodisponbili, ossia  subiscono molto gli effetti del <strong>metabolismo</strong>, il che si traduce in una  concentrazione attiva a livello sistemico molto più bassa rispetto a  quella assunta.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-8421" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/05/olio-oliva-danni-epatici.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-8421" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/05/olio-oliva-danni-epatici-500x250.jpg" alt="" width="378" height="189" /></a><br />
La caratteristica dei polifenoli presenti in queste  acque, che prima erano considerate solo un rifiuto, è che sono ricchi in <strong> idrossitirosolo</strong>, una molecola antiossidante che ha un&#8217;alta  biodisponibilità, oltre alla capacità di attraversare la <strong>barriera  emato-encefalica</strong>, intervenendo quindi anche a livello cerebrale.<br />
<span style="color: #008000"><strong>Il processo di produzione prevede anche la  snocciolatura prima della spremitura.</strong></span> Questo passaggio permette di  preservare l&#8217;idrossitirosolo e di ottenere un olio qualitativamente  migliore (con meno grassi ed enzimi che possono aumentare il pH  dell&#8217;olio).</p>
<p><a rel="attachment wp-att-8422" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/05/oliveoil.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-8422" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/05/oliveoil-500x250.jpg" alt="" width="430" height="215" /></a></p>
<h3><span style="color: #008000">Grazie a questa nuova procedura dal gusto italiano,  non solo si otterrà un nuovo prodotto che andrebbe a beneficio di tutti,  in particolare a coloro che soffrono di malattie cardiovascolari, ma  anche il riutilizzo di miliardi di litri di acque inquinanti, che prima  invece venivano semplicemente buttate. </span></h3>
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		<title>E L’uomo creo’ l’auto elettrica</title>
		<link>http://www.econote.it/2011/04/08/e-luomo-creo-lauto-elettrica/</link>
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		<pubDate>Fri, 08 Apr 2011 00:44:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Sansone</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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		<description><![CDATA[Tweet L&#8217; automobile elettrica è più vecchia di quanto si pensi. Siamo nel XIX secolo. Il primo veicolo elettrico (una carrozza) fu inventato dallo scozzese Robert Anderson. Successivamente, con la ricerca e l&#8217;invenzione di batterie e motori più avanzati, iniziò la produzione di vere e proprie auto elettriche. I sostenitori del motore a scoppio combatterono arduamente [...] <a href="http://www.econote.it/2011/04/08/e-luomo-creo-lauto-elettrica/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="bottomcontainerBox" style="">
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<p><a rel="attachment wp-att-7858" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/04/800px-Detroit_Eletric_ad_1912.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7858" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/04/800px-Detroit_Eletric_ad_1912-300x216.jpg" alt="" width="210" height="151" /></a>L&#8217; <strong><span style="color: #339966">automobile elettrica</span></strong> è più vecchia di quanto si pensi. Siamo nel <strong>XIX secolo</strong>. Il primo veicolo elettrico (una carrozza) fu inventato dallo scozzese <strong>Robert Anderson. </strong>Successivamente, con la ricerca e l&#8217;invenzione di batterie e motori più avanzati, iniziò la produzione di vere e proprie auto elettriche.</p>
<p>I sostenitori del motore a scoppio combatterono arduamente con quelli del motore elettrico ed a vapore. È il 1899, quando la rivista francese <em>La France Automobile,</em> indice delle gare di velocità.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-7822" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/04/Jamais_contente_parade.jpg"><img class="size-medium wp-image-7822 alignright" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/04/Jamais_contente_parade-300x221.jpg" alt="" width="210" height="155" /></a>Tra i tanti partecipanti,<strong> il francese Gaston de Chasseloup-Laubat ed il belga Camille Jenatzy</strong>, si affrontano in una sequenza di gare all&#8217;ultimo sangue. Le velocità raggiunte crescono di giorno in giorno: prima il belga con 66,5 Km/h successivamente il francese con 70 Km/h. La gara continuò fino a che Jenatzy, con la sua razzo-mobile <strong><span style="color: #339966">La Jamais Contente</span></strong>, sfreccia sul percorso con una velocità media di <strong>105,88 Km/h. </strong>Si pensi che entrambe le ruote posteriori erano dotate ciascuna di un motore elettrico.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-7861" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/04/800px-TeslaRoadster-front1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7861" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/04/800px-TeslaRoadster-front1-300x225.jpg" alt="" width="210" height="158" /></a>Da allora le auto sportive di ultima generazione ad alimentazione elettrica sembrano lontane dal razzo di Jenatzy, come la <strong>Tesla Roadster</strong><strong>. </strong>La pro-pro-nipote della Jenatzy non ha nulla da invidiare alle sue cugine a combustione interna. Da 0 a 100 in circa 3 sec, con una velocità massima di oltre 200 Km/h, ha un&#8217;autonomia di più di 300 Km.</p>
<p><strong>È bello ricordare come tutto iniziò, nella speranza che il futuro ci riservi ancor più sorprese.</strong><br />
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		<title>La Foglia Artificiale</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Mar 2011 07:14:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Sansone</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
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		<description><![CDATA[Tweet Probabilmente tra qualche decennio, ogni casa avrà la propria centrale elettrica. È la speranza che viene data dal MIT (Massachusetts Institute of Technology) di Boston, con la creazione della Foglia artificiale. Non si pensi ad una foglia comune, ma ad una cella solare, capace di scindere le molecole d&#8217;acqua in cui è immersa nei [...] <a href="http://www.econote.it/2011/03/31/la-foglia-artificiale/">Leggi tutto</a>]]></description>
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<p><a rel="attachment wp-att-7719" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/03/foglia_elettronica_160.jpg"><img class="size-full wp-image-7719 alignleft" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/03/foglia_elettronica_160.jpg" alt="" width="262" height="166" /></a>Probabilmente tra qualche decennio, ogni casa avrà la propria centrale elettrica. È la speranza che viene data dal <strong>MIT </strong>(<strong>Massachusetts Institute of Technology) </strong>di Boston, con la creazione della <strong><span style="color: #339966">Foglia artificiale</span></strong>. Non si pensi ad una foglia comune, ma ad una cella solare, capace di scindere le molecole d&#8217;acqua in cui è immersa nei loro elementi (ossigeno ed idrogeno), grazie alla luce. Gli elementi liberati, vengono inviati dopo in una <strong>cella a combustibile </strong>(si pensi ad esempio al <a href="http://www.econote.it/2011/02/24/7050/" target="_blank">motore ad idrogeno</a>).</p>
<p>Il capo del gruppo di ricerca,<strong> Daniel Nocera</strong>, ha presentato il progetto <strong>241esimo meeting nazionale dell’</strong><strong>American Chemical Society</strong> ad Anaheim. <strong>Pare che la reazione produca un energia 10 volte maggiore alla normale reazione di fotosintesi e che una cella attuale sostenga la reazione per 45 h senza cali di prestazioni.</strong></p>
<p>L&#8217;idea non è nuova. Già in passato <strong>John Turner</strong>, ricercatore dell&#8217; <strong>U.S. National Renewable Energy Laboratory</strong>, creò la sua foglia artificiale. Questa però risultava molto costosa, a causa dei materiali usati, e poco performante.</p>
<p>La foglia del MIT, invece, è a buon mercato: usa catalizzatori come <strong>Cobalto </strong>e <strong>Nichel </strong>relativamente più economici.</p>
<p><strong>Il progetto affascina e potrebbe un giorno esser parte integrante della nostra vita quotidiana, come ad esempio delle nostre case, che diventerebbero autonome dal punto di vista energetico.</strong><br />
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		<title>Solar Wind: un ponte solare ed eolico per l&#8217;A3 Salerno-Reggio Calabria</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Mar 2011 07:09:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tania Talamo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Architettura]]></category>
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		<description><![CDATA[Tweet Spetta a uno studio romano e in particolar modo a Francesco Colarossi e Giovanna e Luisa Saracino la seconda posizione – e un premio di 7.500 euro – al concorso “Parco Solare Sud – L&#8217;autostrada del sole”  per il progetto Solar Wind della Coffice che  unisce energie rinnovabili, fruizione del paesaggio ed elementi di [...] <a href="http://www.econote.it/2011/03/09/solar-wind-un-ponte-solare-ed-eolico-per-la3-salerno-reggio-calabria/">Leggi tutto</a>]]></description>
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<p>Spetta a uno studio romano e in particolar modo a <em>Francesco Colarossi</em> e <em>Giovanna e Luisa Saracino</em> la seconda posizione – e un premio di 7.500 euro – al concorso <em>“Parco Solare Sud – L&#8217;autostrada del sole”</em>  per il <strong>progetto Solar Wind</strong> della <strong>Coffice </strong>che  <span style="color: #339966"><strong>unisce energie rinnovabili, fruizione del paesaggio ed elementi di turismo sostenibile </strong></span>per <strong>la riqualificazione di un tratto autostradale</strong> (10 km circa), tra il comune di Scilla e Bagnara,  <strong>della famigerata A3 Salerno-Reggio Calabria.</strong></p>
<p><strong><img class="size-medium wp-image-7328 alignnone" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/03/eco_ponte1-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></strong></p>
<p><strong>La chiave è senza dubbio l&#8217;integrazione</strong>: alle <strong><span style="color: #339966">turbine eolic</span><span style="color: #339966">he </span></strong>disposte tra un pilone e l&#8217;altro si affiancano le cosiddette <span style="color: #339966"><strong>Solar Road</strong></span>, <em><span style="color: #339966">tratti stradali rivestiti da un manto fotovoltaico</span></em> che, ad oggi, sono in fase di sperimentazione anche in altre parti del mondo. In più, come da regolamento del concorso, <span style="color: #339966">le aree adiacenti alle carreggiate sono state convertite in zone pedonali con tanto di belvedere, filari di alberi e serre dedicate all&#8217;agricoltura biologica, dove frutta, verdura e altri prodotti verranno coltivati e rivenduti sul posto.</span></p>
<p>L&#8217;anonimato al concorso ha garantito un risultato trasparente e immune da qualsiasi sospetto. Non a caso al primo posto si è classificato uno studio francese (<em>Pr+poff</em>) mentre la terza posizione è stata assegnata ad uno studio colombiano (<em>J-A</em>). Resta da vedere cosa deciderà di fare ora la regione.</p>
<p>Il risparmio in ogni caso è evidente: per abbattere i rispettivi tratti autostradali, rimuovere le macerie e smaltirle in modo corretto servirebbero circa 40 milioni di euro. Meglio quindi la riconversione, su questo non ci piove. Unico rammarico, forse, è che i viadotti in cemento armato risalgono agli anni &#8217;60, e tra colline verdi a ridosso sul mare, con o senza eco-restyling, rimangono una bruttissima ferita nel paesaggio.</p>
<p>Staremo a vedere…<br />
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		<title>Un Motore ad Aria per Pulire l’Aria</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Mar 2011 09:33:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marianna</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Tecnologie Verdi]]></category>
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		<category><![CDATA[motore ad aria compressa]]></category>
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		<description><![CDATA[Tweet Il nostro viaggio nella scoperta di mezzi ecologici per i nostri spostamenti ci ha portati ad un tipo di motore minimalista in tutti i sensi: il motore ad aria compressa. Il meccanismo di tale motore è semplice: viene compressa aria all&#8217;interno di bombole, che verrà successivamente liberata durante la locomozione per muovere i pistoni [...] <a href="http://www.econote.it/2011/03/07/un-motore-ad-aria-per-pulire-laria/">Leggi tutto</a>]]></description>
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<p><a rel="attachment wp-att-7306" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/03/motoaria.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7306" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/03/motoaria.jpg" alt="" width="252" height="199" /></a>Il nostro viaggio nella scoperta di mezzi ecologici per i nostri spostamenti ci ha portati ad un tipo di motore minimalista in tutti i sensi: <strong><span style="color: #339966">il motore ad aria compressa.</span></strong></p>
<p>Il meccanismo di tale motore è semplice: <strong>viene compressa aria all&#8217;interno di bombole, che verrà successivamente liberata durante la locomozione per muovere i pistoni del veicolo.</strong> La meccanica è dunque molto simile ai motori a combustibile fossile attuali, solo che mentre in questi l&#8217;aria viene riscaldata dalla combustione del carburante (e di conseguenza si carica di energia in grado di muovere i pistoni), nei motori ad aria compressa, l&#8217;energia viene immagazzinata nell&#8217;aria già nella fase di rifornimento. <strong>Le emissioni di un motore simile consisterebbero semplicemente in aria fredda.</strong></p>
<p>I<strong>l rifornimento può esser operato in stazioni o a casa. Un pieno costerebbe circa 1,50 € e conferirebbe un&#8217;autonomia di 200 Km</strong> (dati derivati dagli studi effettuati dall&#8217;Ingegnere Francese <strong>Cyril Guy Nègre</strong>, che lavora da tempo ai motori ad aria compressa).</p>
<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-7304 aligncenter" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/03/MDIAirPodConcept_01.jpg" alt="" width="280" height="176" /></p>
<p>Si tratterebbe dunque di un veicolo fatto per la città (in quanto non raggiunge elevate velocità come i motori a combustione).</p>
<p>Ci sono però dei <strong>problemi </strong>relativi a questo tipo di motore. In primis, l<strong>a formazione di ghiaccio.</strong> L&#8217;aria infatti quando viene liberata nel circuito di alimentazione assorbe energia termica dall&#8217;esterno per raggiungere la pressione atmosferica (è il principio usato dai frigoriferi). Questo raffreddamento può ghiacciare con l&#8217;uso il motore. Per ovviare a tale problema si è pensato di non far raggiungere all&#8217;aria immediatamente la pressione atmosferica, ma di portarla ad una pressione inferiore, per poi riscaldarla con un radiatore.</p>
<p>Un altro problema è la <strong>sicurezza</strong>. Infatti un&#8217;auto del genere sarebbe costituita da <strong>materiale molto leggero</strong> (per diminuirne il peso ed aumentare le prestazioni). In questo modo però la si rende più <strong>fragile</strong>. Questo problema potrebbe esser arginato ideando nuovi materiali, leggeri ma resistenti.</p>
<p>Infine <strong>l&#8217;efficienza</strong>. Infatti essa è <strong>inferiore rispetto alle macchine elettriche </strong>(anche se quest&#8217;ultime avrebbero il problema dello smaltimento delle batterie).</p>
<p><strong>Tutto sommato però l&#8217;auto ad aria compressa potrebbe esser un tassello importante nella soluzione finale per la lotta all&#8217;inquinamento, in particolar modo in città, che sempre più si circondano di &#8220;vapori pesanti&#8221;.</strong><br />
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		<title>A Milano ancora una domenica senza auto</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Feb 2011 08:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Benforte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologie Verdi]]></category>

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		<description><![CDATA[Tweet Foto da La Sestina. Altra domenica senza auto a Milano, ma tutto questo servirà? Ancora non ci è dato saperlo, siamo curiosi e interessati ma finora quello che sappiamo è che la città lombarda è molto vicina a infrangere le norme Ue sulle polveri sottili. Per questo la Moratti ha deciso di provare un’altra [...] <a href="http://www.econote.it/2011/02/06/a-milano-ancora-una-domenica-senza-auto/">Leggi tutto</a>]]></description>
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<p><a rel="attachment wp-att-6619" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/02/smog.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-6619" title="smog" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/02/smog-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p>Foto da <em>La Sestina</em>.</p>
<p><strong>Altra domenica senza auto a Milano</strong>, ma tutto questo servirà? Ancora non ci è dato saperlo, siamo curiosi e interessati ma finora quello che sappiamo è che<strong> la città lombarda è molto vicina a infrangere le norme Ue sulle polveri sottili.</strong></p>
<p>Per questo la Moratti ha deciso di provare<strong><span style="color: #008000;"> un’altra domenica senza automobili</span></strong>, dopo quella della settimana scorsa. Niente permessi e niente scuse: per di più sono garantiti più mezzi pubblici in tutte le fasce orarie e in questo modo si spera di rientrare negli standard consentiti dalla UE, dopo che i livelli dello smog risultano oltre i limiti consentiti da tantissimi giorni consecutivi.</p>
<p>Cosa fare? I<strong> livelli di polveri sottili sono altissimi, da 87 microgrammi per metro cubo a 123 in Senato. </strong>La soluzione più semplice sembra essere quella del blocco delle auto quanto più severo possibile, almeno per provare a mettere una toppa e rientrare nei livelli consentiti dalla Ue.</p>
<p>Quindi, <strong>oggi a Milano Dalle 8 alle 18 i veicoli resteranno fermi in tutta l&#8217;area del capoluogo lombardo </strong>ad eccezione di quelli elettrici, ibridi, a metano e gpl e le auto di servizio. Saranno utili dieci ore senza smog per portare una seppur lieve inversione di tendenza?<br />
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		<title>Sunswift batte il Guinness dei Primati: auto solare senza batterie.</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Jan 2011 10:34:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Riccio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologie Verdi]]></category>
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		<description><![CDATA[Tweet Disegnato dagli studenti dell&#8217;Università New South Wales, il Sunswift IVy, prototipo alimentato ad energia solare, ha Battuto il Record nel Guinness dei Primati come veicolo più veloce della sua categoria raggiungendo gli 88.73 Km orari: Il record precedente apparteneva a Nowra, veicolo Australiano che nel 1987 fermava l&#8217;asticella sui 78Km/h. Come è fatto Sunswift? [...] <a href="http://www.econote.it/2011/01/15/sunswift-batte-il-guinness-dei-primati-auto-solare-senza-batterie/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="bottomcontainerBox" style="">
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<p><span style="color: #008000;"><strong><a rel="attachment wp-att-6129" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/01/the-sunswift-ivy-solar-powered-car_5_nFLhU_69.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6129" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="the-sunswift-ivy-solar-powered-car_5_nFLhU_69" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/01/the-sunswift-ivy-solar-powered-car_5_nFLhU_69-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></strong></span><span style="color: #008000;"><strong>Disegnato dagli studenti dell&#8217;Università <a href="http://www.unsw.edu.au/index.html">New South Wales</a>, il Sunswift IVy, prototipo alimentato ad energia solare, ha Battuto il Record nel Guinness dei Primati</strong></span> come veicolo più veloce della sua categoria raggiungendo gli 88.73 Km orari: Il record precedente apparteneva a Nowra, veicolo Australiano che nel 1987 fermava l&#8217;asticella sui 78Km/h.</p>
<p><strong>Come è fatto Sunswift? -</strong> Si tratta di un veicolo a tre ruote con una monoscocca in fibra di carbonio. E&#8217; equipaggiato c<span style="color: #008000;"> </span>on un motore elettrico CSIRO trifase che sviluppa 1800W di potenza massima, alimentato da una serie di celle solari che producono 1200W. Nel suo assetto &#8216;normale&#8217; Sunswift comprende anche una batteria a ioni di litio, ma per stabilire il record ha fatto affidamento solo sulle celle solari: niente batteria. Il sole è diventato istantaneamente energia.</p>
<p><span style="color: #008000;"><strong>E&#8217; un altro passo importante per sviluppare veicoli solari che in un futuro prossimo faranno uso di batterie sempre più leggere e facili da caricare: in un futuro remoto, poi, potrebbero abolirle del tutto.</strong></span></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="390" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/LI8sApVfOoM&amp;hl=en_US&amp;feature=player_embedded&amp;version=3" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="390" src="http://www.youtube.com/v/LI8sApVfOoM&amp;hl=en_US&amp;feature=player_embedded&amp;version=3" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
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		<title>Spot nucleare in Italia fra petizioni e rivisitazioni</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Jan 2011 08:36:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marianna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<description><![CDATA[Tweet Se l&#8217;obiettivo era &#8220;in bene o in male purchè se ne parli&#8221;, è stato raggiunto. Lo spot italiano sul nucleare fa decisamente discutere, ci si chiede se sia equilibrato, se sia legale. Lo spot raffigura la &#8220;partita del nucleare&#8220;. L&#8217;inizio è molto neutrale: bianco e nero, partita a scacchi fra due uomini, gesti lenti. [...] <a href="http://www.econote.it/2011/01/10/spot-nucleare-in-italia-fra-petizioni-e-rivisitazioni/">Leggi tutto</a>]]></description>
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<h3><a rel="attachment wp-att-6003" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/01/spot_forum_nucleare_italiano.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-6003" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/01/spot_forum_nucleare_italiano.png" alt="" width="487" height="252" /></a></h3>
<h3 style="text-align: justify">Se l&#8217;obiettivo era &#8220;in bene o in male purchè se ne parli&#8221;, è stato raggiunto. Lo spot italiano sul nucleare fa decisamente discutere, ci si chiede se sia equilibrato, se sia legale.</h3>
<p style="text-align: justify">Lo spot raffigura la &#8220;<strong>partita del nucleare</strong>&#8220;. L&#8217;inizio è molto neutrale: bianco e nero, partita a scacchi fra due uomini, gesti lenti. Come scrive <strong><a href="http://www.ilsalvagente.it/Sezione.jsp?titolo=Nucleare%3A+fa+discutere+lo+spot+mascherato+di+Chicco+Testa&amp;idSezione=9272">ilsalvagente</a></strong>, sembra quasi una &#8220;pubblicità progresso&#8221; invece rasenta la &#8220;<strong>pubblicità ingannevole</strong>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify">Pro e contro della svolta nucleare a cui il governo sta facendo cenno da qualche tempo insieme alle associazioni pro nucleare, in barba alle esigenze del paese (quelle reali) e al<strong> referendum del 1987</strong> con il quale gli italiani bocciarono clamorosamente il nucleare in Italia.</p>
<p style="text-align: justify">Sì, era all&#8217;indomani di <strong>Chernobyl</strong>, e sì i referendum servivano ancora ai rappresentati a bocciare le leggi e le proposte sciagurate dei rappresentanti, ma <strong><a href="http://www.econote.it/2010/11/12/no-al-nucleare-ventitre-anni-dopo/" target="_blank">gli italiani scelsero &#8220;no&#8221; e ben l&#8217;80% dei votanti</a></strong>.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>La questione è controversa, gli stessi esperti di dividono.</strong> Non è mio compito spiegare il perchè no o il perchè sì del nucleare in Italia ma sono fortemente <strong>contro</strong>. Un paese come il nostro dovrebbe investire in fonti di <strong>energia pulita e rinnovabile</strong>: penso al sole che picchia sul tavoliere pugliese, ai tanti e potenti fiumi che scorrono lungo la penisola, al mare che lambisce tre lati della nazione e al vento sfruttato dalle pale eoliche in Basilicata (Basilicata coast to coast insegna).</p>
<h3 style="text-align: justify"><a href="http://www.econote.it/2010/09/27/nucleare-stilata-la-lista-delle-aree-idonee-per-le-scorie/">E poi per uscire dal registro geografico e toccare quello scientifico: delle scorie che ne facciamo? dove la piazziamo una bella centrale nucleare? </a>(sono sicura che di idee in questo paese altamente sismico e alle prese con il federalismo ne hanno&#8230;). E poi ancora chi la costruirà? con gli stessi soldi del ponte sullo stretto?</h3>
<p style="text-align: center"><strong><span style="color: #0000ff"><a rel="attachment wp-att-6004" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/01/inganno.jpg"><img class="size-full wp-image-6004  aligncenter" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/01/inganno.jpg" alt="" width="425" height="240" /></a></span></strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong><span style="color: #0000ff">Andiamo a ritroso per scoprire chi c&#8217;è dientro questo spot. </span></strong>E la risposta è <strong>Chicco Testa</strong>, nuclearista italiano. Attenzione adesso è un nuclearista, ma è tra i fondatori di <strong> Legambiente</strong>, tra i  promotori del referendum per lo  smantellamento delle centrali nucleari (!!!!). La voce che conclude lo spot con un discutibile &#8220;<em>tu sei a favore o contro il nucleare? oppure non hai ancora una posizione?</em>&#8221; rimanda infatti al sito forumnucleare.it</p>
<p style="text-align: justify">Su <a href="http://www.tvblog.it/post/23103/spot-sul-nucleare-chi-lo-paga" target="_blank">Tvblog </a>leggo anche che  la campagna pubblicitaria è costata <strong>6 milioni di euro </strong>che le aziende committenti dello spot molto problabilmente riverseranno sui loro contribuenti. Del Forum Nucleare fanno parte in qualità di soci  fondatori aziende direttamente coinvolte nel business dell’energia  atomica quali <strong>Westinghouse, Enel, Ansaldo Nucleare, Areva e Edf</strong>. Invece la società che lo ha così ben confezionato è la <strong>Saatchi &amp; Saatchi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify"><strong><span style="color: #0000ff">Non sono uno scienziato, mi occupo di comunicazione e marketing, guardo essenzialmente alla semantica del messaggio pubblicitario. Ne sono allarmata. </span></strong>Il contrasto bianco/nero in ambiente neutro, pacato, tranquillo, fra due facce uguali della &#8220;stessa medaglia&#8221; (allargando l&#8217;inquadratura donne, uomini ai tavolini circostanti giocano la stessa partita con loro stessi) è fuorviante. Sottostima, ridimensiona il risvolto negativo del nucleare. Il messaggio audio si concentra sui pro, facendo sembrare sciocchezze i contro all&#8217;energia atomica. E gli scacchi bianchi indovinate a chi sono stati attribuiti? quelli neri. L&#8217;eterna lotta bene contro male che qui sono impersonati da pro nucleare versus contro nucleare.</p>
<h3 style="text-align: justify">Attenzione perchè in un paese come il nostro che si informa  prevalentemente se non esclusivamente attraverso il mezzo televisivo, il  potenziale di uno spot come questo è altissimo.</h3>
<p style="text-align: justify">Sul <strong><a href="http://italianimbecilli.blogspot.com/2010/12/lingannevole-spot-favore-del-nucleare.html" target="_blank">blog italianimbecilli</a></strong> trovo riscontro alle mie riflessioni, in più ci sono il link al blog del forumnucleare dove lasciare un commento e il suggerimento a doppiare lo spot stando attenti al timbro e all&#8217;intonazione così come fanno in quello che passa in tv.</p>
<p style="text-align: justify">Eccovi la petizione contro il nucleare di <strong>Legambiente</strong>:  si chiama &#8220;<strong><a href="http://www.legambiente.it/petizioni.php?idPetizione=44&amp;cartolina=1" target="_blank">Per il clima contro il nucleare: </a></strong>Per un sistema energetico moderno, pulito sicuro, contro il ritorno del nucleare&#8221;<strong>.</strong></p>
<p style="text-align: justify">E tu? Fatti una posizione sul nucleare ma non basata sullo spot. <strong><a href="http://www.youtube.com/results?search_query=spot+nucleare&amp;aq=f" target="_blank">Qui ci sono lo spot sul nucleare che va in tv e tutte le rivisitazioni fatte</a>. </strong></p>
<p style="text-align: justify">
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		<title>Ecoupled, la witricity all&#8217;attacco delle auto</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Jan 2011 12:17:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Riccio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tweet Tra le innovazioni più interessanti e recenti c&#8217;è sicuramente la Witricity, elettricità wireless per alimentare dispositivi e case senza installazioni fisiche: si poggia un cellulare su una superficie &#8216;irradiata&#8217; e si ricarica. Chevrolet ha sviluppato da poco il prototipo di uno speciale portaoggetti che ricarica in automatico i dispositivi poggiati su di lui, e [...] <a href="http://www.econote.it/2011/01/08/ecoupled-la-witricity-allattacco-delle-auto/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="bottomcontainerBox" style="">
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			</div>
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<p><span style="color: #008000;"><strong>Tra le innovazioni più interessanti e recenti c&#8217;è sicuramente la Witricity, elettricità wireless per alimentare dispositivi e case senza installazioni fisiche: si poggia un cellulare su una superficie &#8216;irradiata&#8217; e si ricarica.</strong></span></p>
<p>Chevrolet ha sviluppato da poco il prototipo di uno speciale portaoggetti che ricarica in automatico i dispositivi poggiati su di lui, e l&#8217;idea non deve essere passata inosservata se qualcuno l&#8217;ha resa più grande: e se il dispositivo da caricare senza fili fosse una intera auto elettrica?</p>
<p><strong>La tecnologia <a href="http://ecoupled.com/">eCoupled</a> della <a href="http://fultoninnovation.com/">Fulton Innovation</a> sembra rispondere proprio a questa esigenza: </strong>presentata al CES questa settimana, la &#8216;carica&#8217; ad induzione promette di fare il pieno alla nostra auto elettrica semplicemente lasciandola in posteggio in un&#8217;area apposita.</p>
<p>E&#8217; la prima volta in assoluto che si sperimenta la Witricity su dispositivi di grandi dimensioni: l&#8217;esperimento è perfettamente riuscito, e una bella Tesla Roadster (auto piccola e sportiva, naturalmente elettrica) è stata ricaricata parcheggiando nello spazio apposito.</p>
<p><span style="color: #008000;"><strong>Presto, promettono alla Fulton, torneremo a casa lasciando l&#8217;auto in garage, e la troveremo perfettamente carica il giorno dopo senza preoccuparci di nulla: oddio, c&#8217;è sempre la bolletta, ma di questo parleremo più avanti <img src='http://www.econote.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </strong></span></p>
<p><span style="color: #008000;"><span style="color: #000000;">Per saperne di più:</span><strong> </strong></span><strong><big><a href="http://ecoupled.com/">+ eCoupled</a></big></strong><br />
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