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	<title>Econote.it &#187; Architettura</title>
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	<description>Storie da un mondo più verde</description>
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		<title>Il 2011 di Econote&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 15:24:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Benforte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Architettura]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 2011 si avvia alla fine e ci sembra giusto ripercorrerlo insieme a voi attraverso le notizie e gli eventi a tema ecologico-ambientale che hanno segnato l’anno. Come promemoria per l&#8217;anno che ci lasciamo alle spalle, per non commettere gli stessi errori, per trarre spunti e buoni propositi per il 2012 alle porte. L’anno si [...] <a href="http://www.econote.it/2011/12/27/il-2011-di-econote/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il 2011 si avvia alla fine e ci sembra giusto ripercorrerlo insieme a voi attraverso le notizie e gli eventi a tema ecologico-ambientale che hanno segnato l’anno.</strong> Come promemoria per l&#8217;anno che ci lasciamo alle spalle, per non commettere gli stessi errori, per trarre spunti e buoni propositi per il 2012 alle porte.</p>
<p>L’anno si è aperto con la buona notizia di un <a href="../2011/01/03/tamigi-fiume-piu-pulito-tornano-i-salmoni/">Tamigi più pulito</a>. Abbiamo poi parlato della <a href="../2011/01/07/strage-di-tortore-a-faenza/">strage di tortore a Faenza</a>, detto addio al <a href="../2011/01/19/addio-al-vecchio-pino-icona-della-costiera-e-di-sorrento/">pino della costiera di Sorrento</a> e parlato di <a href="../2011/01/13/si-al-referendum-su-acqua-e-nucleare-e-adesso/">Nucleare</a>, senza dubbio tra i temi più caldi dell’anno. Siamo contro il fumo, soprattutto tra i giovani, e <a href="../2011/02/28/basta-col-fumo-soprattutto-tra-i-piu-giovani/">l’abbiamo scritto</a>. Abbiamo poi parlato anche di un nuovo <a href="../2011/02/17/una-nuova-alternativa-il-benzidrogeno/">carburante a base di idrogeno</a>, il benzidrogeno.</p>
<p>A marzo c’è stata una nuova edizione di <a href="../2011/03/16/fa-la-cosa-giusta-2011-dal-25-al-27-marzo/">Fa’ la cosa giusta</a>, e vi abbiamo anche raccontato <a href="../2011/03/28/10-buoni-motivi-per-mangiare-biologico/">10 buoni motivi per mangiare biologico</a>. Vi abbiamo raccontato la bella storia dei <a href="../2011/04/29/radiazioni-fukushima-ci-salveranno-i-girasoli/">girasoli a Fukushima</a>, dopo il tremendo disastro nucleare, di cui già adesso si parla troppo poco. Com’è la situazione in Giappone?</p>
<p>Abbiamo poi bocciato le <a href="../2011/05/13/bocciate-le-caraffe-filtranti-meglio-il-rubinetto/">caraffe filtranti</a>, meglio l’acqua del rubinetto. Abbiamo sfogliato in anteprima il nuovo <a href="../2011/05/30/e-arrivato-sette-green-lo-abbiamo-sfogliato/">inserto a tema ecologico del Corriere della Sera, Sette Green</a>. Abbiamo descritto il <a href="../2011/05/31/decreto-rinnovabili-vantaggi-e-difetti/">Decreto sulle Rinnovabili</a>, segnalato notizie sull’architettura interessanti e originali come quella <a href="../2011/06/15/grattacielo-di-legno-a-milano/">del grattacielo di legno a Milano</a> o delle <a href="../2011/07/22/case-in-polistirolo-le-dome-house/">Dome House</a> (case in polistirolo), parlato di <a href="../2011/06/27/e-salpata-goletta-verde/">Goletta verde</a> e <a href="../2011/06/30/pet-terapy-con-asinelli-il-sorriso-di-alex/">Pet Therapy</a>.</p>
<p>Arrivati poi verso la fine del 2011, abbiamo moltiplicato gli sforzi e aumentato il numero di articoli, diversificandoli sempre di più. La <a href="../2011/10/29/la-petizione-europea/">Petizione europea</a>, le <a href="../2011/10/27/rosita-la-risposta-alla-mucca-cinese-dal-latte-umano/">Mucche dal latte umano</a>, la segnalazione del primo <a href="../2011/10/24/baratto-riciclo-e-riutilizzo-con-reoose/">store del baratto asincrono</a>, Reoose, <a href="../2011/11/23/torre-eiffel-e-il-tower-bridge-diventeranno-momumenti-sostenibili/">Londra e Parigi che percorrono la strada del sostenibile</a> attraverso i loro monumenti simbolo, sono solo alcuni degli articoli scritti nei mesi di ottobre, novembre e dicembre.</p>
<p>Parlando di Napoli, invece, ci siamo concentrati <a href="../2011/11/03/una-mattinata-eco-sostenibile-al-bosco-con-cleanap/">più di una volta</a> <a href="../2011/07/18/cleanap-%E2%80%93-qui-ci-si-rimbocca-le-maniche/">sull’importante iniziativa di Cleanap</a>, e ci siamo anche commossi guardando il video dei <a href="../2011/07/26/where-the-hell-is-munnezza-intervista-ai-the-jackal/">The Jackal, Where the hell is munnezza</a>. E poi la nostra vignettista Fran ci ha spesso fatto sorridere e riflettere con le <a href="../category/vignette/">sue vignette</a>.</p>
<p><strong>Cosa più importante, abbiamo inaugurato e affinato le varie sezioni del nostro sito, sempre più diversificate e specifiche su tematiche green ed ecosostenibili.</strong> Per offrirvi un’informazione sempre più dettagliata e puntuale su questi temi.</p>
<h3><span style="color: #008000">Grazie a tutti voi, che da ormai quattro anni ci accompagnate in questa fantastica avventura di Econote. Vi auguriamo un fantastico 2012.</span></h3>
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		<title>Mr. Royal, salviamo il pianeta con un fumetto!</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 07:38:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Benforte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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		<description><![CDATA[Una trovata davvero molto bella e interessante quella di Mr. Royal, un fumetto realizzato dall’Hotel Royal Continental di Napoli per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle tematiche ambientali. Quando mi è capitato tra le mani non ho avuto dubbi: si trattava di un’idea geniale. Il tratto simpatico di Andrea Scoppetta, la sceneggiatura dello stesso Scoppetta con Stefano [...] <a href="http://www.econote.it/2011/10/31/mr-royal-salviamo-il-pianeta-con-un-fumetto/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una trovata davvero molto bella e interessante quella di <strong>Mr. Royal</strong>, un fumetto realizzato dall’<strong>Hotel Royal Continental di Napoli</strong> per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle tematiche ambientali. Quando mi è capitato tra le mani non ho avuto dubbi: si trattava di un’idea geniale. <strong>Il tratto simpatico di Andrea Scoppetta, la sceneggiatura dello stesso Scoppetta con Stefano Ascari e Cesare Naldi e, in generale, la bella ideazione del progetto hanno reso questo prodotto davvero speciale.</strong></p>
<p>Tutto nasce dalla volontà di condividere e mettere l’accento sulla sfida alla sostenibilità ambientale che l’amministrazione dell’hotel Royal ha accettato a partire dal 2008. Meno sprechi, più rispetto per l’ambiente e progressivamente uno sforzo sempre maggiore in un’ottica di ecosostenibilità sempre più necessaria nella nostra terra.</p>
<p>E quindi, come sottolinea <strong>Teresa Naldi </strong>(Presidente Royal Group Hotels &amp; Resort) nell’introduzione, “<em>Per condividere quest’avventura abbiamo scelto di farlo attraverso un fumetto, strumento di facile e gradevole comprensione, nella speranza che le buone practice siano replicate da altre aziende, non obbligatoriamente alberghiere, ma anche dai singoli individui nelle loro case</em>”.</p>
<p>Mr. Royal, il protagonista del fumetto, rappresenta in modo allegorico tutta l’amministrazione dell’albergo e mostra, citando anche pagina dopo pagina tutte le aziende coinvolte, i passi in avanti e le soluzioni attuate per ridurre al minimo l’impatto ambientale dell’albergo.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-10837" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/10/Mr-Royal-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-10837" title="Mr Royal-2" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/10/Mr-Royal-2.jpg" alt="" width="220" height="220" /></a></p>
<p><strong><span style="color: #008000;">E in questo modo, quindi, si comprende come “Royal goes Green”:</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #008000;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #008000;">-       Meno 100000 bottiglie di plastica da 33 cl con l’uso di naturizzatori di acqua</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #008000;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #008000;">-       Meno 480000 fogli di carta con il check-in elettronico</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #008000;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #008000;">-       Meno 440 toner con le stampanti condivise</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #008000;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #008000;">-       Meno 7600 flaconi con i distributori centralizzati di detersivi bio</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #008000;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #008000;">-       54300 bottiglie di vetro riutilizzate</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #008000;"> </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #008000;">-       e molto altro ancora</span></strong></p>
<p>Davvero un bel successo, insomma. Il fumetto è in italiano e in inglese e potete sfogliarlo online, <a href="http://issuu.com/blastness/docs/mr.royal_ita_definitivo?mode=embed&amp;layout=http%3A%2F%2Fskin.issuu.com%2Fv%2Fcolor%2Flayout.xml&amp;backgroundColor=2d5288&amp;showFlipBtn=true"><strong>qui</strong></a>. E qui invece è possibile vedere il video di presentazione del progetto durante la conferenza stampa, in un video del tg di Canale 9:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="420" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/pCmEhrldSko?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/v/pCmEhrldSko?version=3&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
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		<title>Palazzo Donn’Anna</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Aug 2011 08:04:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ferdinando Kaiser</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Palazzo Donn&#8217;Anna è un maestoso edificio seicentesco in tufo, mai ultimato, che sorge direttamente sul mare, nella parte bassa di via Posillipo. Commissionato nel 1637 al grande architetto Cosimo Fanzago, il palazzo era stato voluto dal vicerè Ramiro Guzman in occasione delle sue nozze con la principessa napoletana Anna Carafa; ma il ritorno in [...] <a href="http://www.econote.it/2011/08/26/palazzo-donnanna/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-9519" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/08/Palazzo-DonnAnna.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-9519" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/08/Palazzo-DonnAnna.jpg" alt="" width="601" height="401" /></a></p>
<p>Il Palazzo Donn&#8217;Anna è un maestoso edificio seicentesco in tufo, mai ultimato, che sorge direttamente sul mare, nella parte bassa di via Posillipo.<br />
Commissionato nel 1637 al grande architetto Cosimo Fanzago, il palazzo era stato voluto dal vicerè Ramiro Guzman in occasione delle sue nozze con la principessa napoletana Anna Carafa; ma il ritorno in Spagna del vicerè nel 1644, e poi la morte di Donn&#8217;Anna, determinarono l&#8217;interruzione dei lavori, che lasciarono l&#8217;edificio incompiuto.<br />
Dopo aver subito danni nella rivoluzione del 1647 e con il terremoto del 1688, fu sottoposto a restauro parziale nel Settecento, ma non uscì mai dal suo stato di abbandono, subendo anzi ulteriori riduzioni a inizio Ottocento quando, per ampliare via Posillipo, fu ridimensionata la facciata.<br />
Nonostante la storia travagliata, e la sostanziale trasformazione in rudere di alcune sue parti, Palazzo Donn&#8217;Anna mostra ancora oggi un aspetto regale e imponente.<br />
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		<title>Masseria Torricelli, esempio di architettura rurale e degrado</title>
		<link>http://www.econote.it/2011/07/01/masseria-torricelli-esempio-di-architettura-rurale-e-degrado/</link>
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		<pubDate>Fri, 01 Jul 2011 12:52:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ferdinando Kaiser</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Architettura]]></category>
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		<description><![CDATA[Avete presente le splendide foto di Chiaiano e la sua festa della ciliegia? Ecco da questa settimana l&#8217;autore di quelle foto, Ferdinando Kaiser, ci proporrà ogni settimana un&#8217;immagine sull&#8217;ambiente e l&#8217;attualità. Ad iniziare dalla masseria Torricelli, un esempio di architettura rurale con tipologia &#8220;a corte chiusa&#8221;, largamente diffusa nella pianura napoletana fin dal XV secolo [...] <a href="http://www.econote.it/2011/07/01/masseria-torricelli-esempio-di-architettura-rurale-e-degrado/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-9125" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/07/DSCN2240b.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-9125" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/07/DSCN2240b.jpg" alt="" width="606" height="453" /></a></p>
<p><strong><span style="color: #0000ff">Avete presente le splendide foto di <a href="http://www.econote.it/2011/06/24/chiaiano-e-la-sua-festa-della-ciliegia/" target="_blank">Chiaiano e la sua festa della ciliegia</a>? Ecco da questa settimana l&#8217;autore di quelle foto, Ferdinando Kaiser, ci proporrà ogni settimana un&#8217;immagine sull&#8217;ambiente e l&#8217;attualità.</span></strong></p>
<blockquote><p>Ad iniziare dalla <strong>masseria Torricelli</strong>, un esempio di architettura rurale con tipologia &#8220;a corte chiusa&#8221;, largamente diffusa nella pianura napoletana fin dal XV secolo e in particolare nel corso del XVII secolo. Il toponimo deriva dalla forma del mausoleo di epoca imperiale romana (I sec. d.C.) inglobato nella struttura del fabbricato. Il mausoleo, che si sviluppa su due livelli per un&#8217;altezza di 6 m ca., è costituito da un basamento a pianta quadrata che sostiene un tamburo cilindrico, sul quale poggiava una copertura a cupola di cui oggi resta solo l&#8217;imposta. La masseria risale alla fine del XVI secolo.</p></blockquote>
<h3>E oggi, versa nel quasi totale abbandono.</h3>
<p><strong>Ferdinando Kaiser</strong><em> è impegnato nel sociale. </em><em>Ha l&#8217;hobby della fotografia, ritrae i molti aspetti del quotidiano e  del sociale, la natura nelle sue forme, il degrado prodotto dall&#8217;uomo,  le vecchie dimore che un tempo furono importanti ed oggi sono  nell&#8217;incuria e tutte le manifestazioni e gli eventi ai quali prende  parte. </em><em>Fotografo ufficiale e memoria storica del &#8220;Presidio Permanente Antidiscarica di Chiaiano-Marano&#8221; che si batte per migliorare il piano rifiuti della Campania, per l&#8217;acqua pubblica, contro il nucleare, contro il razzismo, il sessismo. Ha una sterminata raccolta di vinili, cd e una notevole biblioteca.<br />
</em><br />
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		<title>La casa sostenibile e biomorfa di Cook+Fox</title>
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		<pubDate>Thu, 12 May 2011 06:11:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tania Talamo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<description><![CDATA[Il progetto di casa di Cook+Fox vuole somigliare ad un rettile, per la peculiarità che ha la pelle per quest’ultimo e che diventa il punto chiave anche per questa costruzione. Ecco perchè si parla di progetto “biomorfo”. La superficie esterna dell’edificio oltre ad isolare l’interno dal caldo o dal freddo, nei giorni nuvolosi  cambia colore per [...] <a href="http://www.econote.it/2011/05/12/la-casa-sostenibile-e-biomorfa-di-cookfox/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il progetto di casa di <strong><a href="http://www.cookplusfox.com/">Cook+Fox</a> </strong>vuole somigliare ad un <strong>rettile</strong>, per la peculiarità che ha la <strong>pelle </strong>per quest’ultimo e che diventa il punto chiave anche per questa costruzione. <strong><span style="color: #0000ff">Ecco perchè si parla di progetto “biomorfo”.</span></strong></p>
<p>La superficie <strong>esterna </strong>dell’edificio oltre ad isolare l’interno dal <strong>caldo </strong>o dal <strong>freddo</strong>, nei giorni nuvolosi  cambia colore per attirare più radiazione solare possibile e assorbire <strong>calore</strong>.</p>
<p>La casa ecosostenibile è in grado anche di assorbire l’<strong>acqua </strong>piovana e l’acqua condensata nell’aria per i fabbisogni idrici degli abitanti della casa.</p>
<p>Lo studio <strong><a href="http://www.cookplusfox.com/">Cook+Fox</a></strong> è conosciuto per i suoi progetti ecosostenibili;  Il loro più grande progetto risiede  nella sede della <strong>New York Bank of Americ</strong>a ed è il grattacielo energeticamente più efficiente.</p>
<p>La casa sostenibile di Cook+Fox all’interno ha camere suddivise in zona giorno e zona notte configurabili attraverso pareti mobili su rulli per poter approfittare al massimo della luce del giorno e pareti trasparenti.</p>
<h3>Ecco l’obiettivo: <span style="color: #99cc00"><strong>massima efficienza energetica con la riduzione massima di consumi energetici.</strong></span></h3>
<p style="text-align: center"><span style="color: #99cc00"><a rel="attachment wp-att-8371" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/05/casa_sostenibile_cook_fox_casa_sostenibile_biomimesi_casa_sostenibile_2.jpg"><img class="size-medium wp-image-8371 aligncenter" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/05/casa_sostenibile_cook_fox_casa_sostenibile_biomimesi_casa_sostenibile_2-285x175.jpg" alt="" width="368" height="226" /></a></span></p>
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		<title>Samso: l&#8217;isola sostenibile</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Dec 2010 08:40:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tania Talamo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Samso, un lembo di terra non lontanissimo da Copenhagen, è diventata in dieci anni un esempio di rivoluzione ecologica. Tutto comincia nel 1997 quando il governo del Regno di Danimarca si dà un obiettivo ambizioso: aumentare la produzione di energie rinnovabili fino a coprire il 35% del fabbisogno energetico del Paese entro il 2030. E [...] <a href="http://www.econote.it/2010/12/03/samso-lisola-sostenibile/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Samso</strong>, un lembo di terra non lontanissimo da Copenhagen, è diventata in dieci anni un esempio di <em>rivoluzione ecologica</em>.</p>
<p>Tutto comincia nel 1997 quando il governo del Regno di Danimarca si dà un obiettivo ambizioso: <strong>aumentare la produzione di energie rinnovabili fino a coprire il 35% del fabbisogno energetico del Paese entro il 2030</strong>. E cerca un luogo dove sperimentare, un laboratorio in miniatura di sostenibilità!</p>
<p>La scelta cade su Samso, un&#8217; isola dedicata all&#8217; agricoltura e all&#8217; allevamento, probabilmente destinata al declino: i giovani in cerca di futuro sono costretti ad abbandonare famiglia e isola solo per andare a studiare fuori e poi nella maggior parte dei casi non rientrano più.</p>
<p>In quelle condizioni la sfida del governo di fare di Samso la «<strong>prima isola danese dell&#8217; energia rinnovabile</strong>» non è scontata!</p>
<p>A credere in questo progetto è Soren Hermansen, che dopo diverse esperienze all&#8217; estero (fino in Nuova Zelanda) all&#8217; insegna dell&#8217; agricoltura bio rientra a Samso con una laurea in ecologia e la volontà di  promuovere i temi ambientali.</p>
<p>L&#8217; ex agricoltore (oggi direttore della <em>Energy Academy</em>, una struttura sostenibile al 100%, inaugurata nel 2006 ed è oggi punto di riferimento per aziende, università e politici interessati all&#8217; esperienza dell&#8217; isola. E fonte di informazione e consulenza per gli abitanti) riesce a convincere i suoi conterranei, inizialmente del tutto scettici, con l&#8217; arma del risparmio.</p>
<p>L&#8217; utilizzo dell&#8217;energia rinnovabile, spiega a tutti, cifre alla mano, è più conveniente (grazie anche a un piccolo sussidio governativo). E a poco a poco anche i più riottosi cambiano idea.</p>
<p>Tanto che ol<a rel="attachment wp-att-5172" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/12/Samso.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5172" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/12/Samso-152x300.jpg" alt="" width="152" height="298" /></a>tre  a un <strong>impianto offshore di 10 pale eoliche</strong>  e a un sistema di <strong>2500 metri quadrati di pannelli solari nel Nord dell&#8217; isola</strong> (oltre a tre altre centrali) molti proprietari, di loro iniziativa, <em>hanno sostituito le caldaie a olio combustibile con pompe di calore geotermiche, pannelli solari e stufe alimentate con segatura e pellet</em>.</p>
<p>L&#8217;economia del luogo, grazie a questo esperimento, è ripartita alla grande e ha portato particolari conseguenze, che non hanno coinvolto solo le tecnologie ma le persone stesse e il loro stile di vita. Gli abitanti dell&#8217;isola hanno infatti installato altre <strong>11 pale eoliche</strong> sul terreno e hanno cominciato a spostarsi solo a piedi, in bicicletta e con carretti trainati da cavalli. Hanno iniziato ad usare il <strong>muschio</strong> <strong>per coprire i tetti</strong> delle loro case in modo da <strong>mantenere all&#8217;interno il calore e lo spazio rimanente è stato ricoperto da pannelli solari</strong>. Sull&#8217;isola, essendo molto al nord, il sole c&#8217;è per pochissime ore al giorno nel periodo che va da settembre ad aprile e l&#8217;energia necessaria per le singole case non viene più prodotta dai pannelli solari ma dalle <strong>biomasse</strong>, ottenute con <em>paglia e trucioli di legno</em>.</p>
<p>Per il futuro si sta già cominciando a pensare all&#8217;importazione di auto elettriche, allo sfruttamento dell&#8217;energia prodotta dalle onde del mare e ad accrescere lo <strong>stile di vita basato sul riuso</strong>. Insomma, Samso è un vero e proprio laboratorio dello <strong>stile di vita sostenibile</strong>, che potrebbe estendersi a tanti altri paesi del mondo!</p>
<p>E’ stato un bel cambiamento per i 4400 abitanti, che producono più energia di quella che consumano! Tutto questo grazie all’utilizzo di <strong>fonti rinnovabili</strong> <strong>che coprono la totalità dei loro bisogni elettrici e il 70% di quelli termici e hanno ridotto del 140% le emissioni di CO2 a un costo di 15 mila euro per abitante</strong>.</p>
<p>Tutto ciò ha inoltre contribuito a riportare <strong><em>lavoro</em></strong> per i giovani e<em> <strong>turismo</strong> </em>per l&#8217;isola che ha cominciato ad avere un gran numero di turisti curiosi di sperimentare, anche se solo per pochi giorni,  uno stile di vita ad <strong>impatto ambientale zero</strong>  muovendosi solo a piedi!</p>
<p><strong><em>Veramente un bel risultato … un esempio da seguire!!</em></strong><br />
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		<title>Cina: sostenibilita&#8217; in soli 6 giorni</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Nov 2010 07:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tania Talamo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel 2006 il Governo cinese mise in evidenza che bisognava dare una grande importanza allo sviluppo di una cultura di conservazione (detta anche civilizzazione ecologica) fondamentalmente creando un insieme di industrie attente alle risorse e all&#8217;energia e amiche dell&#8217;ambiente, al fattore di crescita e alla modalità di consumo. La sostenibilità è diventata una strategia nazionale [...] <a href="http://www.econote.it/2010/11/26/cina-sostenibilita-in-soli-6-giorni/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Nel 2006 il Governo cinese mise in evidenza che bisognava dare una grande importanza allo <strong><span style="color: #008000">sviluppo di una cultura di conservazione</span> </strong>(detta anche <strong>civilizzazione ecologica</strong>) <strong><span style="color: #008000">fondamentalmente creando un insieme di industrie attente alle risorse e all&#8217;energia e amiche dell&#8217;ambiente, al fattore di crescita e alla modalità di consum</span><span style="color: #008000">o</span>. </strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>La sostenibilità</strong> è diventata una strategia nazionale per lo sviluppo. Sin da quando <strong>l&#8217;Agenda 21</strong> della Cina è stata pubblicata nel 1994, sono state prese una serie di misure e politiche al fine di passare dalla teoria alla pratica dello sviluppo sostenibile.</p>
<p style="text-align: justify">In tutta la Cina sono state costruite zone di dimostrazione ecologica, eco-villaggi, eco-città ed eco-province con lo scopo di promuovere lo sviluppo sostenibile a livello regionale. Sono stati intrapresi progetti e programmi prioritari per edifici di qualità, per il controllo e la prevenzione dell&#8217;inquinamento, il ristabilimento ecologico e la partecipazione pubblica. Sono stati investiti molti fondi nel controllo dell&#8217;inquinamento dei laghi e dei fiumi principali e per il miglioramento della qualità dell&#8217;aria.</p>
<p style="text-align: justify">Un ultimo progetto, che per noi italiani potrebbe sembrare una vera e propria “mission impossible”, è la costruzione in solo 6 giorni di <strong>un albergo eco-sostenibile di 15 piani.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Si tratta dell’<strong>Hotel Ark</strong> nella città c<a rel="attachment wp-att-5070" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/11/origc0articolo496047lis1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5070" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/11/origc0articolo496047lis1-300x174.jpg" alt="" width="370" height="214" /></a>inese di <strong>Changsha</strong>, l’ennesimo record di un paese che non smette mai di stupirci, specialmente se poi si parla di un esempio ben riuscito di <strong>architettura sostenibile.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Per costruire la struttura sono stati utilizzati differenti moduli prefabbricati che sono poi stati assemblati nel corso di una settimana (questo certamente ha ridotto i tempi). L’edificio è stato realizzato garantendo anche il livello massimo (livello 9) di <strong>protezione dai terremoti</strong> e implementando tecnologie per rendere l’intera struttura completamente <strong>“eco-compatibile”.</strong> In particolare i progettisti hanno puntato, ad esempio, ad ottenere un <strong>ottimo isolamento termico grazie ad uno spessore maggiore delle paret</strong>i. Ma sono anche stati utilizzati <strong>frangisole esterni in grado di recuperare il calore dell’aria</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Molta attenzione è stata data anche al <strong>risparmio energetico</strong>: con i diversi accorgimenti utilizzati <strong>l’edificio dovrebbe essere in grado di tagliare i consumi di energia fino all’80% rispetto ad un edificio tradizionale</strong>. La compagnia che ha realizzato la costruzione ha dichiarato di aver utilizzato solo 53 chili di acciaio e 43 chili di cemento per ogni metro quadrato di costruzione. <em>Una soluzione che consente di ridurre in maniera consistente anche le emissioni di biossido di carbonio, legate alla costruzione del fabbricato.</em></p>
<p style="text-align: justify">L’idea di realizzare questo edificio, che utilizzerà anche i <strong>collettori solari per produrre acqua calda</strong>, è venuta ai progettisti subito dopo il terremoto del Wenchuan, un evento tragico che li ha spinti a ricercare <strong>soluzioni sostenibili che garantissero la massima sicurezza dell’intero edificio</strong><strong>.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Una struttura <strong>antisismica</strong>, isolata <strong>termicamente e acusticamente</strong>, ma anche ricca di comfort ed elegante, questo hotel è dotato anche di una piscina e una palestra.</p>
<p style="text-align: justify">… abbiamo tutto da imparare!!</p>
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		<title>La Natura come Architettura</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Nov 2010 14:39:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tania Talamo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Architettura]]></category>
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		<description><![CDATA[Gli eventi di quest’anno dovuti a terremoti, frane, alluvioni, dal Veneto alla Calabria, fanno capire come la terra ormai è in un’eterna “lotta” con l’essere umano! &#8220;La natura è nemica di chi le è ostile&#8220;, in mancanza di tale riconciliazione e di un rapporto di totale armonia tra uomo e natura, anzi con lo sfruttamento [...] <a href="http://www.econote.it/2010/11/12/la-natura-come-architettura/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><strong>Gli eventi di quest’anno dovuti a terremoti, frane, alluvioni, dal Veneto alla Calabria, fanno capire come la terra ormai è in un’eterna “lotta” con l’essere umano!</strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong><a rel="attachment wp-att-4581" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/11/53n073.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4581" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/11/53n073-275x300.jpg" alt="" width="275" height="300" /></a></strong><em>&#8220;</em><strong><span style="color: #008000">La natura è nemica di chi le è ostile</span></strong>&#8220;, in mancanza di tale riconciliazione e di un rapporto di totale armonia tra uomo e natura, anzi con lo sfruttamento selvaggio e le guerre &#8211; piaghe sociali ed ecologiche del nostro tempo – la qualità della vita non potrà che peggiorare.</p>
<p style="text-align: justify">Inoltre il divario globale, nazionale e locale tra ricchi e poveri, lo sfruttamento e l’impoverimento degli uomini vanno di pari passo con lo sfruttamento e l’impoverimento della natura e del pianeta.</p>
<p style="text-align: justify"><strong><span style="color: #008000">Come possiamo sperare di far rimanere il nostro pianeta un luogo vivibile e di creare stili di vita sostenibili se a monte non c’è un’implicita riconciliazione dell’umanità?</span></strong></p>
<p style="text-align: justify">Come <strong>Murray Bookchin</strong>, riteniamo che non abbia alcun senso apportare miglioramenti sul piano <strong>ecologico </strong>se questi non si riflettono su quello <strong>sociale</strong>, né tantomeno ottimizzare le tecnologie ecologiche senza che le condizioni di vita degli uomini ne traggano beneficio. <strong><span style="color: #008000">In fondo, la maggior parte dei problemi ecologici non scaturisce forse da problemi di natura sociale?</span></strong></p>
<p style="text-align: justify">Parole “sante” dell’<em>arch. <strong>Marcel Kalberer</strong> </em>, fondatore del gruppo costruttivo-artistico “<strong>strutture morbide</strong>”, che noi di Econote.it approviamo in pieno e condividiamo!</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Kalberer </strong>è un architetto molto particolare: realizza edifici unici al mondo, che rappresentano la vera unione fra <strong><span style="color: #008000">architettura e mondo vegetale</span></strong>. Edifici vivi, che crescono, si modificano con le stagioni, mai uguali a sé stessi, incredibilmente unici e irripetibili. <em> </em></p>
<h3 style="text-align: justify"><span style="color: #0000ff"><em>La sua architettura sostenibile è anche un happening sociale</em>. </span></h3>
<p style="text-align: justify">Centinaia di <strong>volontari </strong>(giovani e vecchi, donne e uomini) lavorano insieme con entusiasmo e piacere per realizzare vere e proprie architetture “viventi”. I suoi edifici “ver<a rel="attachment wp-att-4580" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/11/4c6410b98dc8f2_86686116frogview-gallery.jpg"><img class="size-medium wp-image-4580 alignright" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/11/4c6410b98dc8f2_86686116frogview-gallery-300x200.jpg" alt="" width="347" height="231" /></a>di”, costruiti con salici viventi possono essere considerati come la forma più radicale <em>dell’<strong>architettura organica</strong></em>: consentono una conciliazione tra natura ed architettura sostenibile in quanto il corpo di fabbrica, piantato nel suolo come un qualunque filare di alberi, consente un utilizzo degli spazi interni paragonabile a quello offerto dalla normale architettura pesante.</p>
<p style="text-align: justify"><em>Non sono spazi abitabili nel senso comune del termine, ma spazi godibili nel senso più ampio. Sono spazi aperti, giardini costruiti, luoghi dove la mente trova la sua dim</em><em>ensione naturale, tra cielo e terra, tra colore dell’anima e colore dell’aria.</em></p>
<p style="text-align: justify">Vivere queste <em>gallerie, o cattedrali o cupole</em> che siano, dà una dimensione nuova al muoversi e allo stare fermi, all’osservare e allo stare ad occhi chiusi, al silenzio e ai rumori della natura.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Kalberer </strong>ne ha fatto una disciplina di studio e un ambito di ricerca applicata di dimensione planetaria, dal momento che ha tre studi di architettura , a Ulm, New York e Stoccarda, e tiene convegni e lezioni in tutto il mondo.</p>
<p style="text-align: justify">La sua architettura non è affatto virtuale o di uso limitato, come potrebbe sembrare, ma applica criteri che sono stati mutuati da culture costruttive millenarie, perlopiù di origine africana e asiatica, ed è l’unica architettura sostenibile ad essere di impatto assolutamente nullo sull’ambiente.</p>
<p style="text-align: justify">E’ costruita soprattutto <strong><em>salici</em></strong>, perché sono essenze ad un tempo preziose e poco costose, non devono essere piantate singolarmente con le radici ma è sufficiente infilare nel terreno un ramo, una frasca. Grazie alla loro crescita veloce, i salici danno presto soddisfazione.</p>
<p style="text-align: justify">Attraverso la crescita naturale e la modifica della forma e della struttura, ogni anno l’opera arborea offre un aspetto completamente diverso.</p>
<p style="text-align: justify"><strong><span style="color: #0000ff">Vi sono ovviamente anche vantaggi concreti: invece di investire risorse preziose, si determinano <em>positivi processi vegetativi quali l’assorbimento di anidride carbonica mediante fotosintesi, la formazione di massa vegetale, la produzione di ossigeno, la regolazione climatica, la depurazione dell’aria, l’accumulo idrico e il continuo mutare dell’immagine di anno in anno così come al variare delle stagioni. </em></span></strong></p>
<p style="text-align: justify">L’architettura verde di <strong>Kalberer </strong>entra nelle possibili soluzioni architettoniche da sostenere e promuovere nel processo di crescita della sostenibilità.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">Per chi è curioso, invitiamo a visitare il sito: <strong><a href="http://www.sanftestrukturen.de/">www.sanftestrukture</a>n.de </strong>e a guardare <strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=XxuXXeNAULg">questo video</a></strong>.</p>
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		<title>L&#8217;inceneritore autriaco firmato da Hundertwasser</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Nov 2010 07:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tania Talamo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[hundertwasser]]></category>
		<category><![CDATA[inceneritore]]></category>

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		<description><![CDATA[In uno dei miei primi articoli per Econote.it, avevo già scritto di un architetto-pittore, noto non solo per le sue doti artistiche, ma per la sua attenta sensibilità all’ambiente, che manifesta nelle sue opere come un marchio indelebile: (parlo di nuovo di) Friedensreich Hundertwasser. Questa volta sotto una chiave diversa… ma di riflessione e di [...] <a href="http://www.econote.it/2010/11/05/il-termovalorizzatore-autriaco-firmato-da-hundertwasser/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left"><strong><span style="color: #0000ff">In uno dei miei primi articoli per Econote.it, avevo già scritto di un architetto-pittore, noto non solo per le sue doti artistiche, ma per la sua attenta sensibilità all’ambiente, che manifesta nelle sue opere come un marchio indelebile: (parlo di nuovo di) Friedensreich Hundertwasser.</span></strong></p>
<p>Questa volta sotto una chiave diversa… ma di riflessione e di valutazione, specialmente per tutto quello che nell’ultimo periodo sta accadendo alla mia regione (la Campania), in particolare a Napoli e alle proteste del comune di Terzigno contro le discarica, troppo vicina al centro abitato.</p>
<p><strong><span style="color: #0000ff">Parlerò del famoso termovalorizzatore di Spittelau a Vienna come racconto di un’opera, senza con questo voler affermare che gli inceneritori possano essere la panacea di tutti i mali.</span></strong> Infatti <strong>sono fermamente convinta che              un’ attenta raccolta differenziata</strong> sia il primo passo da fare, ritenendola “un’azione” di elevata civiltà, nel rispetto delle nostre città e di ogni singolo cittadino, un gesto che debba partire prima dalle nostre istituzioni, ma anche da ognuno di noi.</p>
<p>Nel 1987, quando a <strong>Spittelau</strong> quartiere a nord di <strong>Vienna</strong> andò distrutto il vecchio inceneritore, il sindaco Zilk decise di affidare ad <em>Hundertwasser</em> la realizzazione del termovalorizzatore (all&#8217;epoca non c&#8217;era l&#8217;obbligo di gare d&#8217;appalto): sembrò un paradosso perché l&#8217;architetto pittore era un noto ambientalista che solo qualche tempo prima aveva manifestato con fermezza contro una centrale elettrica.</p>
<p>Ma alla fine, dopo attenti studi sulle tecnologie e sui processi industriali, <em>Hundertwasser</em> decise di accettare l&#8217;incarico e si lanciò nell&#8217;impresa di realizzare quella che definì <strong>« un&#8217;opera d&#8217;amore » per la sua città e per questo senza compenso alcuno.</strong></p>
<p><a rel="attachment wp-att-4382" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/11/1.jpg"><img class="size-full wp-image-4382 alignleft" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/11/1.jpg" alt="" width="302" height="390" /></a></p>
<p><strong><span style="color: #008000">Gli abitanti del quartiere, che pure avevano protestato contro un nuovo impianto che temevano inquinante, furono in un certo senso « garantiti » dalla prestigiosa firma « verde » e coloro che continuarono ad avere perplessità oggi, a distanza di più di venti anni, convivono con il termovalorizzatore, infinitamente più « bello » della pur avvenieristica stazione della metropolitana costruita lì di fronte</span></strong>.</p>
<p>Il <strong>termovalorizzatore di Spittelau, </strong>a distanza di dieci minuti di corsa in metropolitana da Vienna, accanto al canale del Danubio, funziona 24 ore su 24  e perchè vada a pieno regime è sufficiente la presenza di una dozzina di persone e un sistema di controllo totalmente computerizzato.</p>
<p><strong><span style="color: #008000">La cupola dorata che svetta altissima sulla capitale del fu impero austroungarico sembra lo scrigno di un prezioso ristorante con vista panoramica, invece è solo la parte terminale di una struttura colorata, interrotta da miriadi di finestre ognuna diversa dall&#8217;altra, da cespugli e alberi che si arrampicano su una facciata bianca attraversata da linee blu e gialle. E&#8217; l&#8217;acciaio smaltato di giallo che rende preziosa la cupola, illuminata di notte da 1048 lampadine che trasformano un impianto industriale, da sempre oggetto di repulsione e di tensioni sociali, in un esempio di architettura fantastica, ma anche ecosostenibile; per giunta, visitato anche dai turisti.</span></strong></p>
<p>All’interno il cubo bianco che custodisce il cuore pulsante del grande forno è come un asettico inferno a compartimenti stagni, dove le lingue di fuoco (si raggiungono anche i 1200 gradi, ma non si può scendere mai sotto gli 800) in un istante distruggono ciò che  è stato scartato dalla vita quotidiana e che si riversa in un pozzo enorme, nelle cui oscenità si può spiare attraverso vetri a prova d&#8217;odore.</p>
<p>Il Comune di<strong> Spittelau</strong>, non soffre per la montagna di immondizia bruciata accuratamente selezionata (ma oggi, dopo attenti studi, si divide solo la plastica che contiene acqua, gli altri contenitori vengono mescolati alla frazione umida dei rifiuti, perchè non può essere riciclata) e può controllare in ogni momento, anche su internet, il livello e la qualità di emissioni misurate secondo parametri europei.</p>
<p>Da una tonnellata di rifiuti solo 900 grammi di polveri finiscono in discarica,  e inoltre l&#8217;acqua utilizzata nel « lavaggio » delle emissioni (prima trattate con un sistema elettrolitico, mentre le particelle più sottili vengono filtrate), una volta depurata è incanalata verso il sistema di riscaldamento delle abitazioni e soprattutto del vicino ospedale il più grande di Vienna.</p>
<p><strong><span style="color: #008000"> Una tale tecnologia applicata ai rifiuti solidi urbani realizzerà ciò che cantava il poeta-architetto: dal letame nascono i fiori? &#8230; a voi l’ardua sentenza.</span></strong><br />
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		<title>Un &#8220;Uovo casa&#8221; sostenibile</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Oct 2010 07:52:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tania Talamo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologie Verdi]]></category>
		<category><![CDATA[casa uovo]]></category>
		<category><![CDATA[efficienza energetica]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>

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		<description><![CDATA[Il progetto nasce da un&#8217;idea di Roberto Casati, sviluppata insieme  ad un team di giovani professionisti Pratesi: l&#8217;Architetto Marco Puggelli, l&#8217;Ingegnere Matteo Puggelli e David Santangelo. La forma sarà un po’ bizzarra, ma  KasaUovo è un modulo abitativo con la forma esterna di un uovo e le geometrie interne tradizionali. Una struttura prefabbricata composta da [...] <a href="http://www.econote.it/2010/10/08/un-uovo_casa-sostenibile/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align: justify"><span style="color: #008000">Il progetto nasce da un&#8217;idea di Roberto Casati, sviluppata insieme  ad un team di giovani professionisti Pratesi: l&#8217;Architetto Marco Puggelli, l&#8217;Ingegnere Matteo Puggelli e David Santangelo.</span></h4>
<p style="text-align: justify">La forma sarà un po’ bizzarra, ma  <strong>KasaUovo</strong> è un modulo abitativo con la forma esterna di un uovo e le geometrie interne tradizionali. Una struttura prefabbricata composta da moduli geometrici che si collegano rapidamente fra loro. Come un kit di montaggio.</p>
<p style="text-align: center"><a rel="attachment wp-att-3901" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/10/KasaUovo.jpg"><img class="size-full wp-image-3901  aligncenter" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/10/KasaUovo.jpg" alt="" width="250" height="315" /></a></p>
<p style="text-align: justify">KasaUovo è un progetto che si fonde idealmente con la natura ed al tempo stesso racchiude in sè tutti i più moderni concetti di ingegneria ed eco sostenibilità:<span style="color: #0000ff"> <strong>efficienza energetica, recupero e riciclo delle acque, benessere termoigrometrico, versatilità progettuale, sicurezza antisismica, bassi costi di gestione e di realizzazione.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;aspetto curvilineo della forma dell&#8217;uovo si concilia  con le ovvie esigenze di una moderna abitazione.<br />
Le soluzioni adottate si basano su una doppia membrana, interna / esterna, fissate su una apposita fondazione a terra e bloccate al vertice. La membrana interna ha una forma poliedrica regolare. La membrana esterna è a forma di uovo.</p>
<p style="text-align: justify">La struttura è progettata per una corretta collocazione delle reti di servizio (idrica ed elettrica) ed ha la sua concezione di <strong>ecosostenibilità </strong>apprezzabile fin dalla forma esterna: la geometria ad uovo si avvicina molto, infatti, alla perfetta forma energetica, la sfera, caratterizzata dal massimo volume contenuto nella minima superficie disperdente. Sono presenti varie soluzioni tecniche e progettuali, quali il &#8220;guscio&#8221; esterno termoisolante, la doppia membratura che funziona come una parete ventilata o un sistema integrato di recupero energia eolica e solare in copertura. E&#8217; previsto inoltre un sistema di recupero delle acque reflue e di quelle meteoriche.</p>
<p style="text-align: justify"><strong><span style="color: #0000ff">Il tutto è concepito come un Kit di montaggio: finestre, porte e geometrie interne sono infatti totalmente personalizzabili nella disposizione e nel numero, e rendono la KasaUovo adattabile a svariati usi.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify">Le caratteristiche principali della KasaUovo sono:</p>
<p style="text-align: justify"><strong>- prefabbricazione e modularità</strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>- risparmio energetico (casa passiva)</strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>- antisismica</strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong><span style="color: #008000">Ora solo un’idea, sviluppata attraverso disegni, progetti e illustrazioni, ma invia di realizzazione un prototipo!</span></strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong><span style="color: #008000">&#8230;<em>staremo a vedere</em>!!</span></strong></p>
<p style="text-align: center"><strong><span style="color: #008000"><a rel="attachment wp-att-3900" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/10/LEGANERD_028999.jpg"><img class="size-full wp-image-3900  aligncenter" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/10/LEGANERD_028999.jpg" alt="" width="362" height="271" /></a></span></strong></p>
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