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	<title>Econote.it &#187; cibo</title>
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	<description>Storie da un mondo più verde</description>
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		<title>Fa&#8217; la cosa giusta! 2011, dal 25 al 27 marzo</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Mar 2011 00:51:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Benforte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Torna a Milano, dal 25 al 27 marzo, la manifestazione Fa&#8217; la cosa giusta!, la fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, giunta alla sua ottava edizione. L’anno scorso Econote c’era, e conta di partecipare anche quest’anno. Grandissimi i numeri della scorsa edizione, che sono in crescita quest’anno: 750 espositori e [...] <a href="http://www.econote.it/2011/03/16/fa-la-cosa-giusta-2011-dal-25-al-27-marzo/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- @font-face {   font-family: "Times New Roman"; }@font-face {   font-family: "Calibri"; }p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal { margin: 0cm 0cm 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: "Times New Roman"; }table.MsoNormalTable { font-size: 10pt; font-family: "Times New Roman"; }p.Normal, li.Normal, div.Normal { margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: 115%; font-size: 11pt; font-family: Calibri; }div.Section1 { page: Section1; } --></p>
<h2><a rel="attachment wp-att-7404" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/03/FLCG_bassa.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7404" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/03/FLCG_bassa.jpg" alt="" width="211" height="211" /></a></h2>
<h4>Torna a Milano, dal <strong>25 al 27 marzo</strong>, la manifestazione <strong><em>Fa&#8217; la cosa giusta!</em></strong>, la fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, giunta alla sua ottava edizione.</h4>
<p><a href="http://www.econote.it/2010/03/17/econote-a-fa-la-cosa-giusta/">L’anno scorso Econote c’era</a>, e conta di partecipare anche quest’anno. Grandissimi i numeri della scorsa edizione, che sono in crescita quest’anno: <span style="color: #008000"><strong>750 espositori e 29mila metri quadrati di spazio espositivo, mentre i 65mila visitatori della scorsa edizione testimoniano la riuscita dell’evento</strong></span> e, soprattutto, la tanta voglia e i desiderio da parte delle persone di “fare la cosa giusta”, consumare criticamente e riflettere prima di ogni acquisto.</p>
<p>Parte il conto alla rovescia, dunque, per una delle manifestazioni nazionali che più ci piacciono, perché in modo semplice e diretto mettono a contatto gli amanti dell’ecologia, degli stili di vita sostenibili, dei buoni prodotti gastronomici, della natura e tanto altro ancora.</p>
<p>C’è solo l’imbarazzo della scelta, in effetti, dato che quest’anno avremo <strong>12 sezioni tematiche</strong>, con particolare attenzione rivolta al cibo, alla casa, ai viaggi e all’abbigliamento.</p>
<p>Ci saranno come sempre i laboratori pratici, che avevamo notato con interesse già lo scorso anno, che serviranno ai più curiosi per apprendere le tecniche per costruirsi da sé accessori e capi d’abbigliamento, o addirittura una bicicletta!</p>
<p>Una sezione speciale, inoltre, sarà completamente dedicata al <strong>cibo buono e giusto</strong>: agricoltura biologica, produttori a filiera corta o a km zero, ricette anti-spreco e percorsi interattivi alla scoperta dei prodotti culinari delle nostre terre. Senza dimenticare le numerose degustazioni (l’anno scorso avevamo apprezzato già i formaggi e le spremute d’arancia, quest’anno ci dedicheremo alle birre artigianali).</p>
<p><strong>Anche quest’anno allora, a fine marzo, la parola d’ordine sarà: Fa’ la cosa giusta! Non mancate.</strong><br />
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		<title>Piccola guida alla scelta dei prodotti BIO</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 00:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sonia Lay</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bioecologico]]></category>
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		<category><![CDATA[iniziative]]></category>
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		<description><![CDATA[Il consumo consapevole, anche nel nostro paese, è costantemente in crescita. Oggi, i nostri mercati vantano un gran numero di prodotti biologici reperibili non solo presso negozi specializzati,  ma anche nella grande distribuzione, nei mercatini agricoli e su Internet. Ma quali sono i requisiti che  assicurano la biologicità di un prodotto? Ancora una volta ci [...] <a href="http://www.econote.it/2010/06/04/piccola-guida-alla-scelta-dei-prodotti-bio/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="  alignnone" src="http://oslik.files.wordpress.com/2010/02/euroleaf-logo.jpg" alt="" width="454" height="300" /></p>
<p><span style="color: #0000ff"><strong>Il consumo consapevole, anche nel nostro paese, è costantemente in crescita.</strong></span> Oggi, i nostri mercati vantano un gran numero di prodotti biologici reperibili non solo presso negozi specializzati,  ma anche nella <strong>grande distribuzione</strong>, nei <strong>mercatini agricoli</strong> e su <strong>Internet</strong>.</p>
<p>Ma quali sono i requisiti che  assicurano la <em>biologicità</em> di un prodotto?</p>
<p>Ancora una volta ci affideremo alle <strong>etichette</strong>, che dovranno riportare delle indicazioni precise:</p>
<p>-         <strong>il nome dell&#8217;organismo di controllo autorizzato e il suo codice, preceduto dalla sigla IT </strong>(che identifica il nostro paese);</p>
<p>-        <strong> il codice dell&#8217;azienda controllata</strong>;</p>
<p>-        <strong> il numero di autorizzazione</strong> (per i prodotti agricoli sia freschi sia trasformati);</p>
<p>-        <strong> la dicitura &#8220;Organismo di controllo autorizzato con D.M. Mi.R.A.A.F. (o mipaaf) n.XXX del XX/XX/XX in applicazione del Reg. CEE n.2092/91&#8243;.</strong></p>
<p><strong><span style="color: #0000ff">Queste di seguito, per adesso, restano indicazioni facoltative:</span></strong></p>
<p>-         <strong>la dicitura &#8220;Agricoltura biologica-Regime di controllo CE&#8221;</strong>;</p>
<p>-        <strong> il Logo Europeo</strong>. L’applicazione sarà obbligatoria da Luglio 2010 per i prodotti alimentari biologici preconfezionati nell’Unione Europea, mentre rimane volontaria per quelli non preconfezionati (sempre prodotti nell’UE) o importati . Il logo non è consentito su prodotti con meno del 95% di contenuto biologico.</p>
<p>L’etichetta ci informa anche sul tipo di prodotto e, come recita la nuova normativa,<em> “può essere utilizzata la dicitura biologico per gli alimenti solo se almeno il 95% degli ingredienti agricoli proviene da produzione biologica”</em>.</p>
<p><strong><span style="color: #0000ff">Possiamo distinguere, dunque, tre tipi di prodotti:</span></strong></p>
<p><strong>- </strong><strong>prodotti con almeno il 95% degli ingredienti provenienti da agricoltura biologica. </strong>In questo caso i prodotti possono essere etichettati nella denominazione di vendita come provenienti da &#8220;<strong><em>Agricoltura Biologica</em></strong>&#8220;, ed espongono il logo.</p>
<p>-         <strong>prodotti con almeno il 70% degli ingredienti provenienti da agricoltura biologica</strong>. Il riferimento all’agricoltura biologica si può fare solo nell’elenco degli ingredienti, e non nella denominazione di vendita.</p>
<p>-         <strong>prodotti in conversione</strong>, ossia prodotti di aziende in fase di transizione (dal tradizionale al biologico). In questo caso è obbligatoria la dicitura “prodotto in conversione all’agricoltura biologica”.</p>
<p>Aspettiamo di vedere tutti gli sviluppi della nuova normativa.</p>
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		<title>Mangia Bio che ti passa</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 07:48:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sonia Lay</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’alimentazione svolge un ruolo fondamentale per la nostra salute e, come l’acqua e l’aria, è essenziale per il mantenimento dell’equilibrio di ogni organismo. Numerosi sono oggi gli studi che cercano di far luce sulle conseguenze derivanti dal consumo di “sostanze insalubri”, che possono arrecare danni di due tipi: acuti, se si presentano nel breve termine, [...] <a href="http://www.econote.it/2010/05/21/mangia-bio-che-ti-passa/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="aligncenter" src="http://www.ecologiae.com/wp-content/uploads/2008/03/biologico.jpg" alt="" width="400" height="278" /></p>
<p>L’alimentazione svolge un ruolo fondamentale per la nostra salute e, come l’acqua e l’aria, è essenziale per il mantenimento dell’equilibrio di ogni organismo.</p>
<p>Numerosi sono oggi gli studi che cercano di far luce sulle conseguenze derivanti dal consumo di <strong>“sostanze insalubri”</strong>, che possono arrecare danni di due tipi:</p>
<ul>
<li><strong>acuti</strong>,      se si presentano nel breve termine, come una tossinfezione alimentare;</li>
<li><strong>cronici,</strong> se dovuti alla presenza di sostanze tossiche che, essendo in piccole dosi,      non hanno un effetto immediato ma generano nel tempo delle patologie      gravi.</li>
</ul>
<p>L’alimentazione bio nasce dall’esigenza di prodotti più sani e naturali, che garantiscano alta qualità nutrizionale e rispetto per uomo e ambiente.</p>
<p>La prima grande differenza rispetto ai cibi “convenzionali” è nelle colture:  <strong>per il trattamento dei campi bio vengono infatti impiegate tecniche agronomiche rispettose dell’equilibrio ambientale</strong>, come l’uso esclusivo di sostanze (<strong>letame, compost, sostanze minerali</strong>) e metodi naturali per difendere il raccolto.</p>
<p><strong>L’assenza di additivi chimici</strong>, quali coloranti e conservanti, è il secondo imperativo della filosofia eco-bio.</p>
<p>Inoltre,<strong> l&#8217;impiego di organismi manipolati geneticamente è assolutamente ripudiato.</strong></p>
<p>E, non meno importante, <strong>pare che i cibi coltivati secondo natura mantengano giovani e belli</strong>, tanto che molte <em>celebrities</em> li portano regolarmente in tavola. Laura di Renzo, docente di Nutrizione all’Università Tor Vergata di Roma, li descrive così: <em>“più ricchi di antiossidanti di quelli convenzionali, aumentano del 20 per cento la capacità dell’organismo di combattere i radicali liberi, responsabili di danni cellulari e invecchiamento precoce. Bastano 14 giorni per vedere gli effetti”</em>.</p>
<p><strong>Ma, </strong><strong>come riconoscere gli alimenti davvero bio quando facciamo la spesa?</strong></p>
<p>Presto, su <strong>econote.it .</strong></p>
<p style="text-align: center"><img class="aligncenter" src="http://www.bionaturaonline.com/public/agri.jpg" alt="" width="400" height="300" /></p>
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		<title>Buona la Coca Cola! Ma quanto male fa?</title>
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		<pubDate>Fri, 07 May 2010 08:40:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sonia Lay</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bioecologico]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ in assoluto la bevanda più richiesta. E’ fresca, ineguagliabile nel sapore, dolce, frizzante, e per alcuni è dissetante. Prendo una bottiglia e ne osservo la &#8220;composizione&#8221;: acqua, zucchero, anidride carbonica, colorante E150 d, acidificante acido fosforico, aromi naturali, aroma caffeina. La Coca Cola nasce nel 1886 ad Atlanta inizialmente come rimedio per il mal [...] <a href="http://www.econote.it/2010/05/07/buona-la-coca-cola-ma-quanto-male-fa/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" src="http://intollerante.site90.com/wp-content/uploads/mentos.jpg" alt="" width="227" height="339" /></p>
<p>E’ in assoluto la bevanda più richiesta. E’ fresca, ineguagliabile nel sapore, dolce, frizzante, e per alcuni è dissetante.</p>
<p>Prendo una bottiglia e ne osservo la <span style="color: #0000ff;">&#8220;composizione&#8221;</span>: <strong>acqua, zucchero, anidride carbonica, colorante E150 d, acidificante acido fosforico, aromi naturali, aroma caffeina.</strong></p>
<p>La Coca Cola nasce nel 1886 ad Atlanta inizialmente come rimedio per il mal di testa; oggi è disponibile ovunque, ed è diventata la bevanda per eccellenza nei fast-food.</p>
<p>Sia la   Coca Cola che la Coca Cola Company nel tempo sono state oggetto di diverse critiche, per esempio rispetto all’uso di lattine di <strong>alluminio</strong> e bottiglie di <strong>plastica</strong>, o per il <strong>mancato rispetto di norme igieniche nelle fasi produttive.</strong></p>
<p>Non meno gravi le accuse di danni alla salute;  prima di tutto, a causa  delle dosi elevate di <strong>zuccheri</strong> e <strong>caffeina</strong>,<strong> </strong>la “Coca” è una bevanda estremamente <strong>calorica ed eccitante. </strong>Nella versione “light” viene utilizzato <strong>“l’aspartame”</strong>, un dolcificante che rilascia <strong>“fenilalanina”</strong>, <span style="color: #000000;">sostanza valutata come <strong>potenzialmente cancerogena</strong>.</span> Inoltre, in soggetti con difficoltà a metabolizzare la fenilalanina  (affetti da fenilchetonuria), l’accumulo nell’organismo potrebbe determinare<strong> problemi neurologici.</strong></p>
<p>Ulteriori problemi derivano da una forte concentrazione di <strong>acido fosforico</strong> che conferirebbe alla Coca Cola il carattere <strong>corrosivo</strong> e <strong>comprometterebbe l’assorbimento di molte sostanze importanti</strong>, come il calcio.</p>
<p>Per fortuna, in commercio ci sarebbero già delle gustose alternative bio.</p>
<p>Aspettiamo i suggerimenti dei nostri lettori.<br />
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		<title>Fornelli polemici : la scienza in cucina</title>
		<link>http://www.econote.it/2010/04/25/%e2%80%9cfornelli-polemici%e2%80%9d-la-scienza-in-cucina/</link>
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		<pubDate>Sun, 25 Apr 2010 07:52:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sonia Lay</dc:creator>
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		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
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		<description><![CDATA[Cosa resterà della cucina molecolare? Speriamo niente. I principi propugnati dalla gastronomia molecolare hanno portato all&#8217;invenzione e sperimentazione di nuove modalità di preparazione, cottura, abbinamento e presentazione dei cibi. Tra i massimi esponenti di questa “promettente” scienza citiamo lo chef  Heston Blumenthal, proprietario del ristorante inglese “The Fat Duck” che nel Marzo 2009 fu chiuso [...] <a href="http://www.econote.it/2010/04/25/%e2%80%9cfornelli-polemici%e2%80%9d-la-scienza-in-cucina/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.gastronomia-online.com/files/2009/04/cucina-molecolare.jpg" alt="" width="476" height="296" /></p>
<p><span style="color: #000000">Cosa resterà della cucina molecolare? <strong>Speriamo niente.</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000">I principi propugnati dalla gastronomia molecolare hanno portato all&#8217;invenzione e sperimentazione di nuove modalità di preparazione, cottura, abbinamento e presentazione dei cibi. </span></p>
<p><span style="color: #000000">Tra i massimi esponenti di questa “promettente” scienza citiamo lo chef  <strong>Heston Blumenthal</strong>, proprietario del ristorante inglese <strong>“The Fat Duck” </strong>che nel Marzo 2009 fu chiuso per intossicazione dei clienti. Si è parlato di <span style="color: #333399"><strong>una errata “manipolazione”</strong></span> dei frutti di mare e di pratiche igieniche insufficienti.</span></p>
<p><span style="color: #000000">Oggi sono tanti gli chef che simpatizzano con gli <strong>strumenti dei laboratori chimici, centrifughe, anti-griddle (un apparecchio che congela), bagni di azoto liquido</strong>, giocando soprattutto con le consistenze degli alimenti e lavorando sull’estetica delle portate.</span></p>
<p><span style="color: #000000">Qualche esempio? Un tè caldo da una parte e freddo dall’ altra in una tazza dove si è versato il liquido usando un divisorio, oppure gelati preparati con azoto liquido, sostanza che raffredda gli ingredienti molto presto e regala un consistenza cremosissima.</span></p>
<p><span style="color: #000000">Lo spagnolo Ferran Adrià usa la <strong>“Sferificazione”</strong>, una tecnica che si avvale di elementi in polvere, (<strong>alginato</strong><strong>, </strong><strong>calcio </strong>e<strong> </strong><strong>citras),</strong><strong> </strong>con l’obiettivo di creare palline che avranno una texture rigida all&#8217;esterno e liquida all&#8217;interno.</span></p>
<p><span style="color: #000000">Lo studioso italiano Davide Cassi prevede che <em>“entro dieci anni le tecniche usate nella gastronomia scientifica, come il raffreddamento veloce in azoto liquido, troveranno spazio nelle cucine di casa. E i menù potranno così arricchirsi di portate molecolari”.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000">Per fortuna c’è chi ancora riconosce la genuinità della cucina tradizionale e ripudia queste “assurdità” culinarie. Ragazzi, attenzione a dove mangiate.</span></p>
<p><span style="color: #000000">Che altro dire?</span></p>
<div>
<dl>
<dt><img src="http://www.acquaroli.it/assets/images/gelato_azoto.jpg" alt="" width="331" height="471" /></dt>
<dd>azoto liquido</dd>
</dl>
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		<title>Biologicampo, coltiva digitando.</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 11:06:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marianna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[eco-sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>

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		<description><![CDATA[Emma, Alessandro e Francesco sono giovani, sono napoletani e coltivano un sogno: far prendere il volo ad un progetto che vi permetterà di avere il vostro orto, con i vostri frutti. Ma andiamo con ordine. Chi non conosce “FarmVille”, la più diffusa applicazione di Facebook. Un browser game on-line gratuito,  sviluppato dalla software-house californiana Zynga. [...] <a href="http://www.econote.it/2010/02/02/biologicampo-coltiva-digitando/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Emma, Alessandro e Francesco</strong> sono giovani, sono napoletani e <strong>coltivano</strong> un sogno: <span style="color: #008000;"><strong>far prendere il volo ad un progetto che vi permetterà di avere il vostro orto, con i vostri frutti</strong>.</span></p>
<p>Ma andiamo con ordine.</p>
<p>Chi non conosce “<strong>FarmVille</strong>”, la più diffusa applicazione di <strong>Facebook</strong>. Un <em>browser game on-line</em> gratuito,  sviluppato dalla software-house californiana Zynga. Ha oltre <strong>14 milioni di iscritti</strong>. <span style="color: #008000;"><strong>Si simula la vita di un agricoltore, i giocatori piantano, fanno crescere e poi raccolgono il frutto del loro lavoro fatto a colpi di click.</strong> </span>E se non siete iscritti vi arrivano dai Fb Friends le notifiche o i regali (tacchini, ortaggi e simili). <span style="color: #0000ff;"><strong>Forse questo gioco di simulazione ha tanto successo per la nostalgia dei campi verdi nelle nostre città tutte smog e cemento e per quel positivo ritorno al “naturale” che avvertiamo come esigenza.</strong></span><br />
In <strong>Campania</strong> c’è effettivamente la possibilità di avere un orto e di poter beneficiare anche dei frutti. È una specie di FarmVille, dove il lavoro virtuale si trasforma poi in reale. <span style="color: #0000ff;"><strong>C’è la possibilità di attivare un orto virtuale, osservare la crescita degli ortaggi fino alla maturazione, trasformandosi in contadini Online</strong>. <strong>Alla maturazione dei frutti però, questi vi arriveranno a casa</strong>.<strong> A casa!</strong></span> È un abbonamento per curare un orto via internet e godere dei prodotti della terra. Gli spazi in cui i frutti sono coltivati sono <strong>reali</strong>, e si trovano in Provincia di Napoli: a Cinquevie, una località al centro della <strong>pianura vesuviana</strong>, bacino fertile sin dai tempi dei Sanniti. <strong>Il servizio a domicilio è compreso nel prezzo </strong>e copre le aree metropolitane di Napoli, Avellino, Caserta e Salerno. E tutta la provincia di Napoli ed i comuni delle altre province in prossimità del napoletano.</p>
<p><span style="color: #008000;"><strong>Emma, Alessandro e Francesco</strong></span> di cui vi parlavo prima sono gli ideatori di questa “FarmVille” napoletana.  Hanno voluto coniugare l&#8217;interesse per le colture biologiche, l&#8217; attenzione per la salvaguardia dell&#8217;ambiente e la passione per i giochi virtuali e hanno creato<span style="color: #008000;"><strong> “Biologicampo</strong><strong>”.</strong></span></p>
<p><span style="color: #008000;"><a href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/02/biolo2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1315" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/02/biolo2.jpg" alt="biolo2" width="517" height="184" /></a><br />
</span></p>
<p>Su biologicampo.it puoi cliccare “<strong>crea il tuo orto</strong>” e trovare dai consigli perché le piantine crescano nel migliore dei modi alle <strong>ricette</strong> per consumare i frutti del campo.<br />
Parteciperai attivamente alla produzione di quegli stessi prodotti, sani e genuini, che ogni settimana saranno recapitati a casa tua con un furgone alimentato a metano.</p>
<p>Potrai cucinare piatti nutrienti con verdure rigorosamente <strong>stagionali e freschissime</strong> perché consegnate entro massimo <strong>un giorno dalla raccolta</strong>. Troverai le foto del tuo orto sul sito e potrai vedere come crescono le piantine. Cosa puoi piantare grazie a Biologicampo? <span style="color: #008000;"><strong>Dalla Batata alla zucchina, per ciascun ortaggio c&#8217;è una scheda con valori nutritivi, periodo di semina e raccolto.</strong></span><br />
Vediamo però anche <strong>i costi</strong>, decisamente contenuti.  C&#8217;è la possibilità di scegliere le dimensioni dell&#8217;orto in base alle esigenze: dai <strong>20mq che costano 12 euro</strong> a settimana e producono <strong>350 kg</strong> di ortaggi l’anno, <strong>0.86</strong> cent al giorno. Consigliato per<strong> 2 persone</strong>. Ai <strong>140mq</strong> per <strong>6 persone</strong> che frutta <strong>1250  kg</strong> di prodotti l’anno, con un costo di <strong>32 euro</strong> a settimana.</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><strong>Incuriositi da questa idea abbiamo raggiunto Emma al telefono per un paio di domande.</strong></span></p>
<p><strong>Perchè cimentarsi in un progetto del genere?</strong> <em>L&#8217;idea è quella di andare oltre il messaggio che Biologicampo può dare. Vorremmo coinvolgere quante più persone possibili, ad esempio i produttori di olio o altri prodotti della zona. Questo se riceviamo la giusta risposta. Il rammarico è che riceviamo tante richieste da persone fuori dalla Campania di cui non possiamo soddisfare la richiesta. In generale ci contattano persone che sentono l&#8217;esigenza dei prodotti del campo, che non hanno la possibilità di andare dal contadino a comprare frutta e verdura.</em></p>
<p><strong>Da quanto tempo è partito questo progetto?</strong> <em>In realtà non è ancora materialmente partito, aspettiamo di raggiungere il numero minimo di partecipanti &#8211; che è 50 &#8211; e poi a seconda del periodo procederemo alla semina. Comunque sia abbiamo iniziato a raccogliere adesioni da molto poco. </em><br />
<strong>Fino ad ora quante persone hanno aderito?</strong><em> Sono già 10.</em></p>
<p><strong>Ma se semino le mie piantine dal sito e me le curo, poi posso venire lì a vederle?</strong> <em>Certo che sì. E poi siamo in una zona rurale quindi potresti venire anche a fare una bella gita.</em></p>
<p><strong><br />
Un&#8217;ultima domanda: sei iscritta a FarmVille?</strong> <em>No, non ancora. Ma credo che dovrò cedere, mi arrivano un sacco di inviti a iscrivermi dagli amici!</em></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><strong>Ecco, e voi fatevi coinvolgere da Biologicampo, per avere un campo tutto vostro (frutti compresi).</strong></span><br />
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		<title>Cani e gatti fuori dal menu&#8217; in Cina</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 12:07:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marianna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bioecologico]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>

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		<description><![CDATA[Torniamo a parlare di amici a quattro zampe su Econote.it, dopo l&#8217;articolo di Sonia &#8220;L&#8217;Olocausto degli animali&#8221; sulle sperimentazioni. E lo facciamo perchè ci sono delle novità dalla Cina. Forse ci siamo. In Cina non ci si potrà più sedere in un ristorante e ordinare piatti a base di cani o gatti. E&#8217; il britannico [...] <a href="http://www.econote.it/2010/01/29/cani-e-gatti-fuori-dal-menu-in-cina-per-legge/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Torniamo a parlare di amici a quattro zampe su <strong><span style="color: #008000;">Econote.it</span></strong>, dopo l&#8217;articolo di Sonia <a href="http://www.econote.it/2010/01/27/l%E2%80%99olocausto-degli-animali/">&#8220;L&#8217;Olocausto degli animali&#8221;</a> sulle sperimentazioni. E lo facciamo perchè ci sono delle novità dalla<strong> Cina</strong>.</p>
<p style="text-align: left;">Forse ci siamo. <span style="color: #3366ff;"><strong>In Cina non ci si potrà più sedere in un ristorante e ordinare piatti a base di cani o gatti.</strong> </span>E&#8217; il britannico &#8220;Times&#8221; a riportare la notizia.</p>
<p style="text-align: left;">Il paese asiatico va verso il bando di queste carni dai menù. Il <strong>Parlamento</strong> infatti discuterà legge contro abusi sugli animali, che vieterà tra le altre cose di servire la carne di gatto e di cane nei ristoranti del Paese. Nel caso in cui la legge fosse approvata dal Parlamento di Pechino,<span style="color: #339966;"> <strong>le multe per i trasgressori potrebbero essere salate, circa 520 euro, fino a rischiare una condanna a 15 giorni di carcere.</strong></span></p>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #3366ff;">Cani e gatti, che noi consideriamo amici, membri della famiglia, e compagni di vita, sono tradizionalmente parte degli alimenti consumati in Cina.</span> </span></strong>Specialmente nei mesi invernali perchè pare che aiuti a riscaldarsi. La cosa a noi fa &#8211; non a caso &#8211; rabbrividire. Ma altrettanto brutta è la tratta di cuccioli tolti alle madri pochi giorni dopo la nascita, per affrontre stipati in camion viaggi verso paesi come il nostro, ed essere venduti. Solo pochi sopravvivono a questo strazio, e alcuni pagano centinaia di euro per avere un cucciolo di razza (o anche alla moda, è successo ai dalmata).</p>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="color: #008000;">Per questo, il consiglio è: indignamoci a sentire che in Cina mangiano cani e gatti, ma adottiamo i nostri compagni di vita nei canili. </span></strong>Ce ne sono tanti in cerca di <strong>casa </strong>e<strong> affetto</strong>.</p>
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		<title>Per un solo piatto di datteri di mare desertificati 10 metri quadrati di fondali</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 13:31:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marianna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[No, non ne vale la pena. Un danno del genere all&#8217;ambiente per mangiare un piatto di datteri di mare nelle festività natalizie. I datteri di mare sono proibiti, ne è interdetta la vendita dal 1988. Nonostante ciò le foto scattate dai volontari di Legambiente (sul corrieredelmezzogiorno.it) testimoniano che questi frutti di mare sono in vendita [...] <a href="http://www.econote.it/2009/12/28/ne-vale-la-pena-per-un-solo-piatto-di-linguine-ai-datteri-di-mare-desertificati-10-metri-quadrati-di-fondali/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>No, non ne vale la pena. Un danno del genere all&#8217;ambiente per mangiare un piatto di datteri di mare nelle festività natalizie. <strong><span style="color: #3366ff;">I datteri di mare sono proibiti, ne è interdetta la vendita dal 1988</span></strong>. Nonostante ciò le foto scattate dai volontari di Legambiente (sul corrieredelmezzogiorno.it) testimoniano che questi frutti di mare sono in vendita al mercato alla vertiginosa cifra di <strong><span style="color: #3366ff;">80 euro al chilo. </span></strong>Se questi signori li vendono a questa cifra significa che c&#8217;è chi non bada a spese e sopratutto non è a conoscenza del danno che arreca al fondale marino, mentre mangia i datteri di mare. La legge italiana vieta molto chiaramente sia la detenzione che la vendita da più di vent&#8217;anni.</p>
<p>Il dattero di mare  è un <strong>mollusco bivalve</strong>, dalla forma allungata e sottile, di colore bruno che ricorda, appunto, i datteri. Ci impiega dai<strong> 15 ai 35 anni </strong>per raggiungere i 5 centimetri. Vivono su rocce calcaree che <strong>perforano</strong> per parecchi centimetri. Pescare datteri di mare crea un grave danno all’ambiente marino perchè <strong><span style="color: #008000;">la raccolta di questi molluschi viene fatta con martelli distruggendo letteralmente il fondo marino.</span></strong></p>
<p><span style="color: #000000;">Il prelievo del dattero di mare comporta la <strong>completa desertificazione dei fondali per decenni</strong> eppure la razzia continua e alimenta un giro crimonoso di affari stimato in 2 milioni di euro all&#8217;anno nella sola penisola sorrentina.</span><strong> </strong>Si stima intorno ai <strong>70 mila metri quadrati la desertificazione annuale dei fondali in Campania</strong>, 30 mila in Salento. Per questo abbiamo scelto una foto che ritrae il dattero di mare all&#8217;interno dello scoglio, dove deve restare.</p>
<p>E&#8217; vero che i datteri di mare nei decenni scorsi facevano parte del menù di San Silvestro, ma la tradizione va abbandonata se comporta un tale danno all&#8217;ambiente, non credete? E&#8217; una rinuncia facile dopotutto.</p>
<p><strong><span style="color: #00ccff;"><span style="color: #3366ff;">Portate sulla vostra tavola al Cenone del 31 prodotti tipici a km 0, inizierete un 2010 all&#8217;insegna del gusto, delle tradizioni e del rispetto dell&#8217;ambiente.</span> </span></strong>Per iniziare con il piede giusto,</p>
<p><strong><span style="color: #008000;">Buon Anno da Econote!</span></strong><br />
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