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	<title>Econote.it &#187; Greenpeace</title>
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	<description>Storie da un mondo più verde</description>
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		<title>Social eco-network, la svolta di Facebook</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 08:58:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mila Orlando</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa volta il “mi piace” su Facebook lo mette Greenpeace. Il più famoso dei social network e l’organizzazione ecologista tra le più attive del pianeta si sono stretti la mano in nome dell’eco-sostenibilità. Hanno, infatti, annunciato la loro collaborazione per promuovere le energie rinnovabili, incoraggiare le grandi aziende che erogano energia a puntare sulle fonti [...] <a href="http://www.econote.it/2011/12/20/social-eco-network-la-svolta-di-facebook-grazie-a-greenpeace/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #3366ff">Questa volta il “mi piace” su Facebook lo mette Greenpeace. Il più famoso dei social network e l’organizzazione ecologista tra le più attive del pianeta si sono stretti la mano in nome dell’eco-sostenibilità.</span></h2>
<p>Hanno, infatti, annunciato la loro collaborazione per promuovere le energie rinnovabili, incoraggiare le grandi aziende che erogano energia a puntare sulle fonti pulite e sviluppare programmi che consentiranno agli utenti del social network di risparmiare elettricità e di coinvolgere le community in scelte a favore dell&#8217;energia verde.</p>
<h2><span style="color: #3366ff">L’accordo segue a due anni di campagna portata avanti da Greenpeace, chiamata Greenpeace Unfriend Coad, durante la quale 700mila persone  hanno chiesto a Facebook di alimentare i suoi data center con energia pulita e non con il carbone. </span></h2>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=QPty-ZLbJt0&amp;feature=player_embedded">Facebook Unfriend Coal</a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=QPty-ZLbJt0&amp;feature=player_embedded"></a><br />
&#8220;Greenpeace e Facebook lavoreranno da oggi insieme per convincere i principali produttori di energia ad abbandonare il carbone e a investire sulle fonti rinnovabili. &#8211; annuncia Tzeporah Berman, co-direttrice della campagna Energia e Clima di Greenpeace International &#8211; Solo perseguendo la strada delle energie pulite sarà possibile lottare contro i cambiamenti climatici, rafforzare l&#8217;economia e tutelare la salute dei cittadini&#8221;.</p>
<p><img class="aligncenter" src="https://www.greenme.it/images/stories/tecno/internet/Greenpeace_vs_facebook.jpg" alt="" width="564" height="292" /></p>
<h2><span style="color: #3366ff">In questo periodo la reputazione dei Facebook non è ai massimi livelli. Molti utenti non hanno digerito l’ultima innovazione portata da Mark Zuckemberg con la Timeline e sono sempre più forti i problemi legati alla privacy. Una tinteggiata di verde potrebbe aiutare a far risalire i “like” dell’azienda, che vuole alimentare le sue attività, inclusi i data center, con energia pulita. L&#8217;azienda sta anche pianificando un confronto con i suoi fornitori d&#8217;energia sulle fonti con cui alimentano i data center.</span></h2>
<p>&#8220;Facebook guarda lontano, a un giorno in cui le fonti energetiche primarie saranno pulite e rinnovabili, e stiamo lavorando con Greenpeace e con altri per far sì che quel giorno sia sempre più vicino. -  afferma Marcy Scott Lynn del Facebook&#8217;s sustainability program &#8211; Da oggi, la nostra politica sulla localizzazione dei data center favorirà l&#8217;accesso alle fonti rinnovabili e con Greenpeace metteremo la forza del nostro network al servizio del pianeta. Greenpeace è stata particolarmente efficace nell&#8217;usare Facebook per l&#8217;ambiente, e siamo emozionati all&#8217;idea di lavorare insieme per permettere ai nostri utenti di misurarsi sul social network con le questioni energetiche che più stanno loro a cuore&#8221;.</p>
<p><span style="font-weight: normal"> Il colosso di Cupertino, con il supporto di Greenpeace, porterà avanti la ricerca sull&#8217;efficienza energetica attraverso l&#8217;Open Computer Project così da spingere altre compagnie del comparto IT ad avviare politiche analoghe.</span></p>
<p>&#8220;L&#8217;impegno di Facebook rilancia la sfida alle altre aziende dell&#8217;IT e del cloud computing come Apple, IBM, Microsoft e Twitter &#8211; ricorda Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia &#8211; Abbiamo dimostrato che le persone, in ogni parte del mondo, vogliono che i social network, e più in generale la Rete, siano alimentati da fonti pulite e non dal carbone. Greenpeace continuerà a misurare, investigare e fare campagne sui progressi del settore verso il &#8216;green cloud computing&#8217;&#8221;.<br />
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		<title>Greenmarketing, le italiane verdi sono ancora poche</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 10:58:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mila Orlando</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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		<description><![CDATA[Di aziende verdi abbiamo già parlato, come di Hp e di quanto l’azienda stia puntando alla sostenibilità per il proprio business. Durante le scorse settimane l’azienda d’informatica è stata incoronata prima nell’annuale classifica che Greenpeace stila sulle aziende IT, sorpassando altri colossi come Dell e Nokia. Siamo andati più affondo, chiedendo direttamente all’azienda. Ci ha [...] <a href="http://www.econote.it/2011/12/08/greenmarketing-le-italiane-verdi-sono-ancora-poche/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #ff0000">Di aziende verdi abbiamo già parlato, come di Hp e di quanto l’azienda stia puntando alla sostenibilità per il proprio business. </span></h2>
<p><span style="color: #000000">Durante le scorse settimane l’azienda d’informatica è stata incoronata prima nell’annuale classifica che Greenpeace stila sulle aziende IT, sorpassando altri colossi come Dell e Nokia. </span>Siamo andati più affondo, chiedendo direttamente all’azienda. Ci ha risposto Marco Storti – country Manager for Snapfish in Hp Italia – a cui abbiamo chiesto come l’azienda sia attenta all’ambiente.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-11655" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/12/hp-logo1.gif"><img class="aligncenter size-medium wp-image-11655" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/12/hp-logo1-285x175.gif" alt="" width="285" height="175" /></a></p>
<h3><span style="color: #ff0000">“In HP c’è un referente – almeno per l’Italia, ma sono convinto anche in tutte le altre nazioni – che si occupa delle politiche green.  – ha risposto Marco &#8211; Ci sono state varie inziative per il risparmio energetico a cui HP ha partecipato”. </span></h3>
<p>Anche nel nostro paese l’azienda pratica diverse iniziative. “Sempre parlando a livello italiano ci sono state numerose iniziative per il incentivare il risparmio energentico sia come stile di vita personale che come stile di vita “aziendale. Periodicamente ci sono comunicazioni per gli impiegati che invitano, invogliano e danno consigli per mantenere un atteggiamento propositivo verso questi aspetti. L’attenzione e la comunicazione verso questi elementi è molto forte e tutto viene comunicato via mail agli impiegati”, ha concluso Marco.</p>
<h2><span style="color: #ff0000">Nonostante la forte attenzione per l’ambiente e l’ecosostenibilità, però, nel nostro Paese non è verde tutto ciò che luccica. Lo ha evidenziato una ricerca promossa dall’istituto Green Intellingence sulle imprese italiane e le tematiche ambientali.</span></h2>
<p>Questo studio, realizzato da <a href="http://www.greenintelligence.it/">Green Intelligence</a> nel periodo Maggio-Giugno 2011, ha riguardato le imprese che in Italia offrono prodotti o servizi attenti alle tematiche ambientali ed ecologiche (green oriented). In totale, sono state prese in considerazione 426 imprese, prevalentemente di medio-grandi dimensioni (dai 250 addetti in su). Le imprese oggetto dello studio sono state individuate attraverso l’analisi delle campagne di comunicazione comparse sui principali media (tv; radio; affissioni; stampa; web) nel periodo Maggio-Giugno 2011. L’analisi delle campagne ha consentito di individuare le imprese che offrono prodotti e servizi “green oriented”. Successivamente, sono stati intervistati – con tecnica CATI/CAWI &#8211; i manager di 120 delle 426 imprese, estratti random, per raccogliere gli aspetti qualitativi oggetto di questa ricerca.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-11656" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/12/terra.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-11656" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/12/terra-285x175.jpg" alt="" width="285" height="175" /></a></p>
<p>In base ai dati raccolti solo un’azienda su tre è green orientend, cicra il settanta per cento delle imprese invece tende più darsi una tinta di verde. Per queste realtà il rispetto dell’ambiente è relegato a offerte accessorie che vogliono solo promuovere qualche prodotto, ma non sono realmente eco-sostenibili.</p>
<h3><span style="color: #ff0000">Il settore dove c’è maggior coscienza ambientale è quello della cosmetica (circa il 64% degli intervistati), al secondo posto i produttori di detersivi e al terzo l’abbigliamento.</span></h3>
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		<title>Aziende elettroniche: Hp la più green di tutte</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 09:11:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mila Orlando</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per un marketing sostenibile è l’azienda che deve essere sostenibile in tutti i suoi processi. Messe un po’ da parte tutte le iniziative a favore dell’ambiente, le aziende che hanno capito che investire sull’ambiente è il nuovo nettare degli dei del business lo applicano a tutto il processo produttivo. Greenpeace per il diciassettesimo anno consecutivo [...] <a href="http://www.econote.it/2011/11/15/greenpeace-da-i-voti-alle-aziende-elettroniche-hp-la-piu-green-di-tutte/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #339966"><img class="aligncenter" src="http://www.greenme.it/images/stories/tecno/eco-guida_Greenpeace.jpg" alt="" width="574" height="292" />Per un marketing sostenibile è l’azienda che deve essere sostenibile in tutti i suoi processi.</span></h2>
<p>Messe un po’ da parte tutte le iniziative a favore dell’ambiente, le aziende che hanno capito che investire sull’ambiente è il nuovo nettare degli dei del business lo applicano a tutto il processo produttivo. Greenpeace per il diciassettesimo anno consecutivo ha pubblicato l’eco-guida ai prodotti ecologici, aggiornano la classifica delle aziende più green nel settore dei prodotti elettronici. L’assoluta novità è la leadership che è stata assegnata ad HP, che sorpassa colossi del calibro di Dell e Nokia.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-11295" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/2949116686.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-11295" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/2949116686-285x175.jpg" alt="" width="285" height="175" /></a></p>
<h3>L’analisi delle aziende prende in considerazione i processi produttivi, il consumo di energia ed eco-compatibilità dei prodotti. <span style="color: #ff0000">L’eco-guida oltre ad essere un ottimo strumento di brand reputation per le aziende che si classificano ai primi posti, è utile per invogliare le imprese coinvolte a mettere al bando processi pericolosi per l’ambiente.</span> Nonostante le buone prassi, siamo ben lontani da un intero processo produttivo ecostenibile. Su dieci punti in totale, la prima classifica Hp ha totalizzato 5,9. Nemmeno la sufficienza, guadagnata grazie a una buona politica per la gestione dei consumi energetici e maggiore efficienza per tutta la filiera. Male i prodotti, che non sono eco-compatibili.</h3>
<p><a rel="attachment wp-att-11296" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/dreamstimefree_10833030.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-11296" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/dreamstimefree_10833030-285x175.jpg" alt="" width="285" height="175" /></a></p>
<p>La seconda classificata la Dell, anch’essa in salita rispetto all’aggiornamento precedente guadagnando tre posizioni, ha totalizzato un punteggio di 5.1 ottenendo la maggior parte del punteggio per la categoria energia, grazie all’impegno assunto dall’azienda di ridurre le proprie emissioni di gas serra del 40% entro il 2015.</p>
<h3><span style="color: #ff0000">Perde la sua leadership Nokia, slittata dal primo al terzo posto. </span>A differenza delle prime due aziende classificate i telefonini Nokia sono più ecosostenibili, ma il colosso svedese ha perso punti dal punto di vista delle energie rinnovabili.</h3>
<p>Sta scalando la classifica anche l’Apple del compianto Steve Jobs, che per pochi punti è rimasta fuori dal podio. L’azienda americana è prima senz’altro per politiche di experience marketing e brand awareness ma, se stessimo a scuola, sarebbe rinviata a settembre. Nonostante questo è riuscita ad ottenere il maggior punteggio per la sostenibilità dei processi produttivi, arrivando al 70% di riciclo dei prodotti elettronici. Bene anche i prodotti, privi di plastica PVC, ma è carente dal punto di vista il risparmio energentico e non a causa dei problemi di batteria legati ai suoi smartphone. I dati sulle emissioni di gas serra devono essere verificati da un ente esterno e Apple non ha ancora specificato un obiettivo di riduzione delle emissioni. Ci sono buone possibilità, comunque, per questa azienda di scalare la classifica e guadagnare posizioni.</p>
<p>In discesa libera ci sono Philips (quinto posto), Sony Ericsson (sesta) e Samsun (settima posizione). Il tracollo di questi tre giganti della tecnologia è dovuto a carenze nelle politiche energetiche, anche se mantengono buone performance sugli altri fattori. Philips sta facendo passi con processi sulle rinnovabili, Sony Ericsson è forte sui prodotti ecocompatibili, mentre Samsung ha la filiera più ecocompatibile al mondo.</p>
<p>Chiudono la classifica delle prime dieci Lenovo che ha guadagnato negli anni ben 6 posizioni, Panasonic e Sony in discesa.</p>
<p>E’ entrata per la prima volta in classica anche RIM, l’azienda produttrice di Black Berry, che si è guadagnata la maglia nera per la poca trasparenza nelle documentazioni che attestano il suo impatto ambientale.</p>
<p><a href="http://www.greenpeace.org//italy/Global/italy/report/2011/inquinamento/eco-guida/eco-guida-nov2011.pdf">Clicca per scaricare la guida completa.</a><a rel="attachment wp-att-11294" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/eco-guida-prodotti-elettronici-greenpeace-250x187.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-11294" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/eco-guida-prodotti-elettronici-greenpeace-250x187-250x175.jpg" alt="" width="250" height="175" /></a><br />
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		<title>Giappone e Nucleare: Stress-Test Superficiali</title>
		<link>http://www.econote.it/2011/11/07/giappone-e-nucleare-stress-test-superficiali/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 09:12:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Sansone</dc:creator>
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		<category><![CDATA[centrali nucleari]]></category>
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		<description><![CDATA[Come era stato deciso a Bruxelles dall&#8217;UE dopo Fukushima, sono stati condotti test sulla sicurezza (Stress-Test) delle centrali nucleari presenti sul suolo Europeo. Il 31 Ottobre era il termine entro il quale dovevano esser consegnati i rapporti dagli stati membri. GreenPeace ha analizzato i dati (decine di migliaia di pagine) e ne ha ricavato conclusioni [...] <a href="http://www.econote.it/2011/11/07/giappone-e-nucleare-stress-test-superficiali/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-10986 aligncenter" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/Giappone-Drammatiche-condizioni-dei-sopravvissuti-e-centrali-nucleari-a-rischio-14-03-2011-09-26-22.jpg" alt="" width="443" height="470" /></p>
<p style="text-align: left"><a rel="attachment wp-att-10986" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/Giappone-Drammatiche-condizioni-dei-sopravvissuti-e-centrali-nucleari-a-rischio-14-03-2011-09-26-22.jpg"></a>Come era stato deciso a Bruxelles dall&#8217;UE dopo <strong>Fukushima</strong>, sono stati condotti test sulla sicurezza (<strong>Stress-Tes</strong>t) delle centrali nucleari presenti sul suolo Europeo. Il 31 Ottobre era il termine entro il quale dovevano esser consegnati i rapporti dagli stati membri. <strong><span style="color: #339966">GreenPeace</span></strong> ha analizzato i dati (decine di migliaia di pagine) e ne ha ricavato conclusioni poco rassicuranti.</p>
<p>Innanzitutto, gli stress-test sono stati del tutto <strong>superficiali</strong>, ossia non hanno valutato la resistenza delle centrali in caso di attacchi terroristici, non tengono in considerazione l&#8217;eventualità di un danno a più di un reattore (come è successo in Giappone di recente), non forniscono piani di evacuazione delle cittadine limitrofe alla centrale.</p>
<p>In più, è stato sottolineato che in paesi nei quali l&#8217;agenzia preposta a testare le centrali era connessa ai gestori delle stesse, i dati risultano <strong>meno accurati</strong> (ad esempio in Regno Unito e Svezia), diversamente a paesi nei quali il controllore era completamente indipendente dal controllato (come in Francia).</p>
<p><strong>Si evidenzia quindi una grave mancanza di chiarezza e responsabilizzazione preoccupante in Europa, nonostante la pericolosità e la fragilità di questo tipo di centrali sono state messe alla luce mesi fa in uno dei paesi più sviluppati del mondo.</strong></p>
<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-10985 aligncenter" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/Map-slim-2.jpg" alt="" width="403" height="169" /></p>
<h4 style="text-align: center"><span style="color: #339966">In dettaglio, è possibile valutare il rapporto di GreenPeace </span><a href="http://www.greenpeace.org/eu-unit/en/News/2011/stress-test-pr/" target="_blank">sul sito dell&#8217;organizzazione</a><span style="color: #339966">, dove una mappa interattiva ci mostrerà le centrali testate in europa. Cliccandovi sopra, sarà possibile visualizzare i dati relativi alla sicurezza.</span></h4>
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		<title>La svolta eco di Barbie per riconquistare Ken</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 09:31:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mila Orlando</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[barbie]]></category>
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		<description><![CDATA[Anche Barbara Millicent Roberts, più conosciuta come Barbie, avrà la sua casa eco-friendly. Del resto lei, la più modaiola dei giocattoli dagli anni Cinquanta ad oggi, non poteva restar fuori dalla tendenza di tanti VIP che apprezzando l’eco-style per le proprie dimore. La Mattel ha indetto un concorso con L’AIA (American Institute of Architects) per [...] <a href="http://www.econote.it/2011/10/28/la-svolta-eco-di-barbie-per-riconquistare-ken/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><a rel="attachment wp-att-10790" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/10/barbie-1.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-10790" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/10/barbie-1-518x250.jpg" alt="" width="518" height="250" /></a></h3>
<h3><span style="color: #ff6600"><strong>Anche Barbara Millicent Roberts, più conosciuta come </strong><strong>Barbie, avrà la sua casa eco-friendly. </strong></span></h3>
<p>Del resto lei, la più modaiola dei giocattoli dagli anni Cinquanta ad oggi, non poteva restar fuori dalla tendenza di tanti VIP che apprezzando l’eco-style per le proprie dimore. La <strong>Mattel </strong>ha indetto un concorso con L’AIA (<strong><a href="http://www.aia.org/practicing/AIAB089302" target="_blank">American Institute of Architects</a></strong>) per disegnare una dream house completamente eco-sostenibile. La nuova dimora della bambola più famosa del mondo è una <strong>villa di 450 mq</strong> (proporzionati alle dimensioni del giocattolo)  immaginata sulla spiaggia di Malibu e con davanti solo l’Oceano Pacifico. La casa è a base di <strong>materiali naturali</strong> come il bamboo ed è dotata di <strong>panneli fotovoltaici</strong>. Il concorso se lo sono aggiudicato due giovani studentesse della School of Design dell&#8217;Università di Harvard, peccato però che resterà soltanto un prototipo e non entrerà mai nelle camerette delle bambine. Troppo cara da realizzare.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-10788" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/10/casa-ecofriendly.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-10788" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/10/casa-ecofriendly-600x250.jpg" alt="" width="600" height="250" /></a></p>
<p>Questa operazione rientrerebbe a tutti gli effetti sotto la voce <strong>greenmarketing</strong>, ma ai più puzza di <strong>greenwashing</strong>. La Mattel negli ultimi mesi ha avuto non pochi problemi legati all’impatto ambientale che crea con il <strong>packaging </strong>delle Barbie. L’azienda americana, insieme ad altre multinazionali del settore come Lego, Hasbro e Disney sono state accusate di creare seri problemi all’ambiente con i packaging dell’Asian Pulp and Paper, prodotti con il legno della foresta pluviale indonesiana, rifugio di specie minacciate d&#8217;estinzione come la tigre di <strong>Sumatra</strong>. A far sudare “verde” la Mattel ci ha pensato <strong>Greenpeace </strong>durante uno dei suoi attacchi ambientalisti.</p>
<p><strong><span style="color: #008000">A giugno scorso gli attivisti di Greenpeace lanciarono lo scoop “Ken molla Barbie”</span></strong>. Una rottura dopo ben mezzo secolo di amore annunciata attraverso un video virale in cui <strong>Ken </strong>scopre che la sua fidanzata è una serial killer e legge un dossier dove viene snocciolato la multinazionale di <strong>Singapore Asian Pulp and Paper </strong>(App) e Barbie fossero complici dello scempio ambientale che si sta perpretando nella foresta pluviale indonesiana. In seguito, Mattel e la collega Lego hanno ammesso di essere coinvolte nella deforestazione. Il 5 ottobre scorso c’è stata la svolta.</p>
<p><strong>Mattel ha annunciato che interromperà i propri rapporti commerciali con aziende che distruggono la foresta indonesiana e ha imposto una condizione vincolante a tutti i propri fornitori: evitare fibre di cellulosa provenienti da aziende notoriamente coinvolte in fenomeni di distruzione forestale.</strong> Tra queste, il gruppo Asia Pulp and Paper (APP).  “Non c&#8217;è posto in questo paradiso di biodiversità per aziende che vogliono distruggerla per produrre packaging usa e getta. &#8211; commenta <strong>Chiara Campione</strong>, responsabile della Campagna Foreste di Greenpeace Italia &#8211; Mattel lo ha capito e ha sviluppato delle nuove e responsabili politiche di acquisto della carta.&#8221;</p>
<p>Intanto la casa eco-sostenibile di Barbie resta solo un prototipo, che potrebbe essere strategico anche per un altro asset di marketing e non solo per dare una rinfresca di verde allo storico marchio. Si vocifera che a breve verrà lanciata Barbie architetto. Chi lo sa, con la sua nuova carriera e una mega villa a impatto zero Barbie potrà riconquistare il suo adorato Ken. <strong><span style="color: #008000">Starà lì sulla porta ad attenderlo</span></strong>: “<em>Ken torna! Sta casa aspietta a te!</em>”.</p>
<h3><a href="http://www.youtube.com/watch?v=e8HlCPal2Ww">Ken molla Barbie! Il video di Greenpeace.<br />
</a></h3>
<p><a rel="attachment wp-att-10789" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/10/ken.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-10789" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/10/ken-600x250.jpg" alt="" width="600" height="250" /></a><br />
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		<title>Greenpeace, un&#8217;asta per la nuova ammiraglia</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Sep 2011 08:33:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Benforte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[aste]]></category>
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		<category><![CDATA[Greenpeace]]></category>
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		<description><![CDATA[C’è un’asta molto importante che si tiene fino alla fine di settembre, per un motivo che potrebbe stare a cuore a molti tra voi che leggono. Se volete dare una mano a Greenpeace per raccogliere i fondi necessari a ultimare la costruzione della nuova ammiraglia di Greenpeace, la Rainbow Warrior III, basta andare sul sito [...] <a href="http://www.econote.it/2011/09/12/greenpeace-unasta-per-la-nuova-ammiraglia/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-9930" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/09/RAINBOW-WARRIOR-III.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-9930" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/09/RAINBOW-WARRIOR-III-285x175.jpg" alt="" width="285" height="175" /></a></p>
<p>C’è un’asta molto importante che si tiene fino alla fine di settembre, per un motivo che potrebbe stare a cuore a molti tra voi che leggono.</p>
<p>Se volete dare una mano a Greenpeace per raccogliere i fondi necessari a ultimare la costruzione della<strong> nuova ammiraglia di Greenpeace,</strong> la Rainbow Warrior III, basta andare sul sito <a href="http://links.mailing.greenpeace.org/ctt?kn=2&amp;ms=MzcwMjA0MzIS1&amp;r=NzE4OTAzNDAyMAS2&amp;b=0&amp;j=MTExNDk5NzE4S0&amp;mt=1&amp;rt=0">www.charitybuzz.com/greenpeace</a> per partecipare a numerose aste dedicate a questa iniziativa. La nave sarà dotata delle più avanzate tecnologie per ridurre l&#8217;impatto ambientale e svolgerà un ruolo fondamentale nelle nostre campagne per contrastare i crimini ambientali.</p>
<p>Ci sono molti oggetti interessanti, ma soprattutto oggetti messi all’asta da personaggi famosi e addirittura possibilità di incontri personali con star del mondo del cinema, della musica e del calcio. Da <strong>Lionel Messi a Patricia Arquette</strong>, passando per la giacca di pelle viola di <strong>Laura Pausini</strong>, disegnata da Frankie Morello o una chitarra africana offerta dallo scrittore Andrea De Carlo, fino al telegatto di Beppe Grillo, ci sono 4 pagine di aste.</p>
<p>Per incontrare Lionel Messi al Camp Nou durante un allenamento e farsi firmare autografi e gadget, l’asta è arrivata a $6,302.00. Mentre per un’opera di Damien Hirst a ben $13,500.00. Insomma, se c’è qualcosa che vi piace, non c’è che da offrire (libri autografati e poster di star con autografo costano molto meno, non vi preoccupate).</p>
<p>Insomma, le aste organizzate con  <strong>Charity Buzz</strong>, una casa d&#8217;aste specializzata nel no-profit, saranno online fino alla fine di settembre. Altre celebrities italiane che hanno donato capi di abbigliamento firmati, oggetti autografati e premi vinti, sono: <strong>Laura Pausini, Claudia Gerini, Sandra Ceccarelli, Andrea DeCarlo, Beppe Grillo e Giovanni Soldini.</strong><br />
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		<title>Abiti Tossici, L’Allarme di GreenPeace</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Sep 2011 08:34:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Sansone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[detox]]></category>
		<category><![CDATA[Greenpeace]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[NPE]]></category>
		<category><![CDATA[panni sporchi 2]]></category>

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		<description><![CDATA[Preoccupante è l&#8217;ultimo rapporto di Greenpeace (Panni Sporchi 2) il quale rivela l&#8217;utilizzo di composti chimici dannosi per la salute dell&#8217;uomo nella produzione di abiti sportivi. E che non si pensi ad abiti non di marca! Nike, H&#38;M, Adidas, Converse, Kappa, Lacoste e tanti altri brand di spicco sono finiti nel mirino dell&#8217;inchiesta. Greenpeace ha [...] <a href="http://www.econote.it/2011/09/01/abiti-tossici-lallarme-di-greenpeace/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Preoccupante è l&#8217;ultimo rapporto di <strong><span style="color: #339966">Greenpeace </span></strong><a href="http://www.greenpeace.org/italy/it/ufficiostampa/rapporti/panni-sporchi2/" target="_blank">(Panni Sporchi 2)</a> il quale rivela l&#8217;utilizzo di composti chimici dannosi per la salute dell&#8217;uomo nella produzione di abiti sportivi.</p>
<p style="text-align: center"><img class="alignleft size-medium wp-image-9818" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/09/greenpeace01g-285x175.jpg" alt="" width="285" height="175" /></p>
<p><strong>E che non si pensi ad abiti non di marca! Nike, H&amp;M, Adidas, Converse, Kappa, Lacoste e tanti altri brand di spicco sono finiti nel mirino dell&#8217;inchiesta.</strong></p>
<p>Greenpeace ha comprato 78 prodotti di varie marche in tutto il mondo. Ben 52 capi sono risultati positivi al test per la presenza di NPE (Nonilfenoli etossilati). Questi composti di origine sintetica vengono usati come detergenti. Il loro utilizzo è regolato dalla legge. Nei capi testati sono stati ritrovate concentrazioni molto superiori al limite misurabile dagli strumenti di laboratorio. Ad esempio l&#8217;immagine stampata su di una maglietta conteneva ben 27000 mg/Kg.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-9819" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/09/250px-Nonylphenol.png"><img class="alignleft size-full wp-image-9819" style="border-style: initial;border-color: initial" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/09/250px-Nonylphenol.png" alt="" width="250" height="54" /></a></p>
<p>In sintesi, i <strong><span style="color: #339966">Nonilfenoli E</span><span style="color: #339966">tossilati</span></strong> sono sostanze utilizzate come saponi. La loro pericolosità sta nel fatto che somigliano nella struttura ad ormoni specifici (in particolare gli estrogeni) e quindi possono fungere da interferenti ormonali. Ciò significa che possono alterare l&#8217;equilibrio ormonale di un soggetto, con conseguenti danni alla sua salute.</p>
<p><strong>C&#8217;è da precisare che il consumatore diretto (chi indossa l&#8217;abito) non corre alcun rischio preciso. Ma i livelli alti registrati sono sintomo di un largo uso che presuppone un pericoloso rilascio di tali sostanze nell&#8217;ambiente, esponendo quindi tutti noi.</strong><br />
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		<title>Natale sostenibile? i 10 consigli di Greenpeace</title>
		<link>http://www.econote.it/2010/12/09/natale-sostenibile-i-10-consigli-di-greenpeace/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Dec 2010 10:03:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marianna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Se ieri o nei giorni scorsi avete fatto l&#8217;albero, il presepe o tutti e due allora per completare l&#8217;opera mancano le dritte per un Natale ecologico. Sono consigli semplici e concreti in perfetto stile eco-note e arrivano direttamente da Greenpeace. Riguardano non solo il Natale ma comportamenti più sostenibili per tutti i giorni dell&#8217;anno. Attenzione [...] <a href="http://www.econote.it/2010/12/09/natale-sostenibile-i-10-consigli-di-greenpeace/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><strong><span style="color: #0000ff">Se ieri o nei giorni scorsi avete fatto l&#8217;albero, il presepe o tutti e due allora per completare l&#8217;opera mancano le dritte per un Natale ecologico</span></strong>. Sono consigli semplici e concreti in perfetto stile <em>eco-note </em>e arrivano direttamente da <strong>Greenpeace</strong>.</p>
<p style="text-align: center"><a rel="attachment wp-att-5319" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/12/addobbi_decorazione_natale.jpg"><img class="size-medium wp-image-5319  aligncenter" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/12/addobbi_decorazione_natale-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" /></a></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #008000"><strong>Riguardano non solo il Natale ma comportamenti più sostenibili per tutti i giorni dell&#8217;anno</strong></span>. Attenzione al cibo che portiamo in tavola, alle quantità che consumiamo evitando di dover buttare alimenti. Attenzione ai prodotti monouso e alla carta, teniamo d&#8217;occhio i marchi che non distruggono le foreste. Occhio anche ai regali, all&#8217;albero e alle luci per l&#8217;atmosfera.</p>
<p style="text-align: justify">Sono suddivisi in sezioni: per il <strong>cenone</strong>, per i <strong>regali</strong>, per gli <strong>addobbi</strong>. Vediamo insieme quali sono:</p>
<h4 style="text-align: justify"><span style="color: #008000">Per il cenone:</span></h4>
<h4 style="text-align: justify">1. <span style="color: #0000ff"><strong>Evita pesce spada, merluzzo, gamberi e tonno, preferendo il pesce  azzurro</strong></span>. Puoi consultare <a href="http://www.greenpeace.org/italy/campagne/oceani/guida-consumi-ittici"><strong>la guida ai consumi ittici</strong></a>.  Attenzione anche al tonno in scatola, troppo spesso nelle nostre  scatolette finiscono specie in declino, pescate con metodi ben poco  sostenibili. Consulta il nostro sito “<a href="http://www.greenpeace.it/tonnointrappola/"><strong>Tonno in trappola</strong></a>”.<br />
2. <span style="color: #0000ff"><strong>Usa solo alimenti liberi da Ogm! </strong></span>Privilegia cibi prodotti nelle  vicinanze delle zone dove saranno consumati e provenienti da agricoltura  biologica. Non esagerare con le <strong>quantità</strong>, per evitare di dover buttare  il cibo in eccesso.<br />
3. <span style="color: #0000ff"><strong>Per imbandire la tua tavola</strong></span>, se proprio non puoi evitare i prodotti  di carta usa e getta, compra solo quelli che non distruggono le foreste.  <a href="http://www.greenpeace.it/deforestazionezero/foreste-a-rotoli/"><strong>Consulta la guida “Foreste a rotoli”</strong></a>.<br />
4. <span style="color: #0000ff"><strong>Consuma meno carne</strong></span> e ridurrai il tuo impatto sul clima.</h4>
<h4 style="text-align: justify"><span style="color: #008000"> Per gli addobbi:</span></h4>
<h4 style="text-align: justify">5. <strong><span style="color: #0000ff">Albero di natale: non comprarne uno vero</span></strong>, ma i rami di potatura dei  nostri boschi, identico effetto e costano meno a te e all’ambiente.</h4>
<h4 style="text-align: justify">6. Per creare l’atmosfera natalizia, utilizza solo <span style="color: #0000ff"><strong>luci a basso consumo</strong></span>.</h4>
<h4 style="text-align: justify"><span style="color: #008000">Per i regali:</span></h4>
<h4 style="text-align: justify">7. <span style="color: #0000ff"><strong>Dona un libro stampato in carta amica delle foreste</strong></span>, ecco un <a href="http://www.greenpeace.it/deforestazionezero/salvaforeste/"><strong>elenco  degli editori più sostenibili.</strong></a></h4>
<h4 style="text-align: justify">8. <span style="color: #0000ff"><strong>Attenti ai regali hi-tech</strong></span>, consulta l’<a href="http://www.greenpeace.org/raw/content/italy/ufficiostampa/rapporti/eco-guida-ai-prodotti-elettron.pdf"><strong>Eco-guida</strong></a> per evitare quelli  tossici.<br />
9. <span style="color: #0000ff"><strong>Regala ai tuoi amici una bella bicicletta</strong></span> per muoversi in città.<br />
10. Fai qualcosa di originale: regala il <a href="http://www.greenpeace.it/greenmarket/"><strong>sostegno a Greenpeace</strong></a> ad amici e  parenti, e guarda anche tra le idee del Greenmarket.</h4>
<h2>Undicesimo consig<a rel="attachment wp-att-5318" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/12/albero_natale.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5318" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/12/albero_natale-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>lio: fra qualche ora su Econote.it uno speciale concorso con cui potrete vincere preziosi regali ecosostenibili!</h2>
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		<title>Il traffico internet e l&#8217;inquinamento</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Dec 2010 08:36:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Esposito</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Chris Preis]]></category>
		<category><![CDATA[Greenpeace]]></category>
		<category><![CDATA[impatto ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio energetico]]></category>

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		<description><![CDATA[Sembrerebbe essere ormai diffusa l&#8217;idea che i comportamenti quotidiani di ognuno di noi, possono ridurre l&#8217;impatto ambientale. Molta attenzione viene rivolta al risparmio energetico che, in molti casi, si traduce anche ad un risparmio di tipo economico. Bisogna però stare sempre all&#8217;erta, sono proprio quei gesti più banali ed “innocenti” che, moltiplicati per milioni di [...] <a href="http://www.econote.it/2010/12/08/il-traffico-internet-e-linquinamento/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a rel="attachment wp-att-5286" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/12/social-networking-logos3.jpg"><img class="size-medium wp-image-5286  aligncenter" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/12/social-networking-logos3-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
<p>Sembrerebbe essere ormai diffusa l&#8217;idea che i comportamenti quotidiani di ognuno di noi, possono <strong>ridurre l&#8217;impatto ambientale</strong>. Molta attenzione viene rivolta al risparmio energetico che, in molti casi, si traduce anche ad un risparmio di tipo economico. Bisogna però stare sempre all&#8217;erta, sono proprio quei gesti più banali ed “innocenti” che, moltiplicati per milioni di persone possono causare un enorme <strong>dispendio energetico</strong>.</p>
<p>Lo sviluppo del mondo dell&#8217;ICT, in molti casi non è certo un aiuto. E&#8217; stato calcolato che <strong>tra social network, film on-line e tv on demand</strong>, entro il 2030 ciascuno di noi avrà scaricato da internet circa 3.200 Gigabyte (Gb) al giorno, per un totale di oltre 2.570 milioni di Gb annuo per l&#8217;intera popolazione mondiale. Complici i sempre più sofisticati e sempre più economici gingilli che tanto ci inorgogliscono (tra i primi i prodotti della Apple), che “succhiano” spazio e banda dalla rete.</p>
<p>Lo studio è stato condotto da <strong>Chris Preist</strong>, della Bristol University&#8217;s Department of Computer Science e presentata all “International Conference on Cloud Technology and Science”. Lo studioso sostiene che allo stato attuale serve una corrente di 4 wattora (Wh) per ogni MB usato o scaricato; per continuare a supportare un tale traffico e sostenere gli attuali livelli di efficienza energetica, di 1.175 GigaWatts, ci sarà presto bisogno di aumentare di almeno 60 volte l&#8217;attuale efficienza delle infrastrutture elettriche.</p>
<p>Per rispondere a questo fenomeno e contrastare questo tipo di inquinamento,  Preist offre <strong>un consiglio</strong> dettato più dal buon senso che da particolari conoscenze tecnologiche: “bisogna mirare a massimizzare l&#8217;efficienza energetica ma anche a ridurre i cosiddetti rifiuti digitali”, ovvero “quella miriade di video e altro materiale che scarichiamo ma che poi finiamo per non usare e non guardare&#8221;.</p>
<p>Per <strong>Tom Dowdall</strong>, un esperto di Greenpeace, sono i <strong>cloud provider</strong> a svolgere un ruolo decisivo nel gioco dell&#8217;efficienza energetica. Dowdall ha recentemente dichiarato alla rete tedesca Deutsche Welle : L&#8217;infrastruttura cloud si sta espandendo rapidamente oggi Facebook e Apple stanno costruendo data center ed infrastrutture per almeno i dieci anni a venire e queste loro scelte decideranno il futuro impatto ambientale del cloud computing.</p>
<p>A tal proposito <strong>Facebook </strong>avrebbe commissionato due nuovi centri  <strong>alimentati a carbone</strong>, mentre per Dowdall qualsiasi società che si interessa di cloud computing dovrebbe sostenere fonti rinnovabili ed aumento dell&#8217;efficienza.<br />
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		<title>Tutti in piazza per il clima</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Nov 2010 07:22:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gennaro Esposito</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[Clima EU 2020]]></category>
		<category><![CDATA[efficienza energetica]]></category>
		<category><![CDATA[Greenpeace]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 6 e domenica 7 novembre, 100 piazze italiane si mobiliteranno per ribadire che il futuro energetico del nostro Paese deve convergere sull&#8217;efficienza energetica e sulle fonti rinnovabili. L&#8217;iniziativa si intitola “Cento piazze per il clima &#8211; In marcia per le energie pulite e sicure”, tra le 33 associazioni e Ong promotrici compaiono: Cgil, Greenpeace, [...] <a href="http://www.econote.it/2010/11/03/tutti-in-piazza-per-il-clima/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a rel="attachment wp-att-4399" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/11/100piazze-per-il-clima_6-7nov.jpg"><img class="size-medium wp-image-4399  aligncenter" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/11/100piazze-per-il-clima_6-7nov-300x154.jpg" alt="" width="300" height="154" /></a></p>
<p><strong>Sabato 6</strong> e domenica <strong>7 novembre</strong>, 100 piazze italiane si mobiliteranno per ribadire che il futuro energetico del nostro Paese deve convergere sull&#8217;efficienza energetica e sulle fonti rinnovabili. L&#8217;iniziativa si intitola “<strong>Cento piazze per il clima &#8211; In marcia per le energie pulite e sicure</strong>”, tra le 33 associazioni e Ong promotrici compaiono: Cgil, Greenpeace, Wwf, Associazione Ong italiane, Aiab. <strong>I giorni scelti non sono casuali</strong>, ma coincidono con il XXIII anniversario della vittoria referendaria contro il nucleare.</p>
<p>Chiarimento di intenti ma anche azioni propositive, sarà infatti possibile firmare il progetto di legge d&#8217;iniziativa popolare “<strong>Sviluppo dell&#8217;efficienza energetica e delle fonti rinnovabili per la salvaguardia del clima</strong>”.  Raccogliendo almeno 50 mila firme, ci si prefigge di consegnare il documento in Parlamento prima delle festività natalizie. Consapevoli che l&#8217;attuale assetto politico e di governo difficilmente concederanno margini di dialogo su questo versante, gli organizzatori si pongono come obbiettivo quello di tracciare una nuova linea di politica energetica che dia impulso ad un progetto nazionale che coinvolga il maggior numero di persone.</p>
<p>La mobilitazione richiama anche l&#8217;attenzione sullo <strong>scarso impegno del Governo</strong> nel contrastare i cambiamenti climatici e nel perseguire gli obbiettivi europei di riduzione dei gas a effetto serra, entrambi vincolanti per gli stati membri. La proposta di legge di iniziativa popolare, intende colmare <strong>un grave deficit del nostro paese</strong>. Con l&#8217;attuale impianto normativo, infatti, non è possibile realizzare gli obbiettivi assegnati all&#8217;Italia dal pacchetto <strong>Clima EU 2020</strong>. La proposta di legge, escludendo categoricamente il ricorso al nucleare, fornisce un quadro normativo adeguato ed in gradi di recepire la direttiva.</p>
<p>Nonostante la crisi la crescita delle fonti rinnovabili in Italia nel 2009 è attestabile intorno al <strong>+13% della produzione</strong>. Lo sviluppo del settore delle rinnovabili ha comportato nuovi posti di lavoro, nuovi servizi e nuove ipotesi di ricerca.<br />
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