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	<title>Econote.it &#187; inquinamento</title>
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	<description>Storie da un mondo più verde</description>
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		<title>Sacchetti biodegradabili &#8211; Vignetta of the week</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 11:29:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fran De Martino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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		<description><![CDATA[Post sullo stesso argomento: Econote consiglia: libri ecologici (0) Domenica al Bosco con CleaNap (0) Puliamo il mondo 2011 (1) Abiti Tossici, L’Allarme di GreenPeace (0) Ogni cosa al suo tempo (0)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2012/01/Booste-gen-20121.jpg" rel="attachment wp-att-12353"><img class="aligncenter size-full wp-image-12353" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2012/01/Booste-gen-20121.jpg" alt="" width="559" height="436" /></a><br />
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		<title>Econote consiglia: libri ecologici</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 09:53:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Benforte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri Verdi]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[eco-sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
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		<description><![CDATA[Torniamo, dopo un po’ di mesi di assenza, a segnalare i libri a tematica green più interessanti dell’ultimo periodo. Buona lettura a tutti. C’è un nuovo romanzo VerdeNero che sembra molto interessante: Cedimenti di Francesca Vesco, che in realtà è uno pseudonimo che racchiude il lavoro di più autrici. Ecco un estratto della scheda sul [...] <a href="http://www.econote.it/2011/11/28/econote-consiglia-libri-ecologici-3/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Torniamo, dopo un po’ di mesi di assenza, a segnalare<strong> i libri a tematica green più interessanti dell’ultimo periodo.</strong> Buona lettura a tutti.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-11534" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/cover_vesco_cedimenti_piccola1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-11534" title="cover_vesco_cedimenti_piccola1" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/cover_vesco_cedimenti_piccola1.jpg" alt="" width="130" height="181" /></a></p>
<p>C’è un nuovo romanzo VerdeNero che sembra molto interessante: <strong><a href="http://blog.verdenero.it/2011/11/14/il-16-novembre-esce-cedimenti-di-francesca-vesco/"><em>Cedimenti</em></a> di Francesca Vesco</strong>, che in realtà è uno pseudonimo che racchiude il lavoro di più autrici. Ecco un estratto della scheda sul sito: “Con la morte del nonno Martina eredita una splendida villa sul mare di Sicilia. Ma di fronte, a chiudere la vista della spiaggia, si alza lo scheletro di un enorme residence abusivo in costruzione. Bilanciando confusamente indignazione e senso di giustizia, la ragazza decide di lanciarsi in una battaglia contro la speculazione edilizia e per questo si trasferisce nella sua nuova proprietà. Qui conosce Paolo, e attraverso di lui scopre l’esistenza di un’arma del tutto inaspettata&#8230; Da questo momento la vicenda si arricchisce di eventi che porteranno i protagonisti a compiere azioni decisamente più grandi di loro.” Come sempre ci ha abituato la casa editrice di noir a tematica green ed eco, si tratta di un libro di fiction molto interessante, che indaga il mondo degli abusi edilizi e degli scempi quotidiani che, dal nord al sud, flagellano la nostra amata terra. Arricchiscono il libro gli <strong>interventi di Nanni Balestrini, Umberto Eco, Libero Mancuso, Corradino Mineo.</strong></p>
<p><strong><a rel="attachment wp-att-11531" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/31it+MUVffL._SL500_AA240_.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-11531" title="31it+MUVffL._SL500_AA240_" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/31it+MUVffL._SL500_AA240_.jpg" alt="" width="149" height="149" /></a><br />
</strong></p>
<p>In saggistica, invece, consigliamo <strong><em>La soglia della sostenibilità ovvero quello che il Pil non dice</em></strong>. Un libro della casa editrice Donzelli in cui si riflette sulla “necessità di rompere gli steccati che separano l&#8217;economia dalle scienze dell&#8217;ambiente e approfondire le integrazioni tra l&#8217;organizzazione economica e le politiche ambientali e sociali, per realizzare una piena sostenibilità.” Un libro scritto a più mani,  che evidenzia <strong>la radice ambientale dell&#8217;economia e intende riaffermare i fondamenti biofisici e termodinamici della vita.</strong></p>
<p><strong><a rel="attachment wp-att-11533" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/31zqESDEwVL._SL500_AA240_.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-11533" title="31zqESDEwVL._SL500_AA240_" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/31zqESDEwVL._SL500_AA240_.jpg" alt="" width="157" height="157" /></a><br />
</strong></p>
<p>Non male anche <strong><em>Capitalismo, socialismo, ecologia </em></strong>di André Gorz per ManifestoLibri. Un libro che ha come fulcro della riflessione la fine della società del lavoro e la centralità della questione ecologica. Un libro importante per “ripensare le forme di vita in una società dove si è persa la centralità del lavoro retribuito a tempo pieno”, e “ridefinire lo sviluppo di fronte ai problemi ambientali che si fanno sempre più drammatici”.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-11535" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/411Wo2aCz2L._SL500_AA240_.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-11535" title="411Wo2aCz2L._SL500_AA240_" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/411Wo2aCz2L._SL500_AA240_.jpg" alt="" width="169" height="169" /></a></p>
<p>Più leggero e utile,<strong><em> Io lo so fare</em></strong> sembra davvero un manuale imperdibile per tutti gli ecologisti che amano anche il fai-da-te. Si tratta di un manuale, in edizione riveduta e aggiornata, dedicato a chi vuole realizzare da solo i piccoli e grandi oggetti – ma non solo – della quotidianità, e vivere felici. Marinella Correggia ci dice come fare il pane o uno scaffale, ma soprattutto senza forno elettrico o trapano, ma solo l&#8217;energia del sole o un buon succhiello. Un nuovo stile di vita, che dovrebbe diventare la norma per molti di noi. “Una sobrietà creativa che è un dovere sociale ma soprattutto un piacere, un&#8217;utopia che è possibile costruire con le proprie mani.”. Brava.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-11532" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/31u+WgF2uPL._SL500_AA240_.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-11532" title="31u+WgF2uPL._SL500_AA240_" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/31u+WgF2uPL._SL500_AA240_.jpg" alt="" width="144" height="144" /></a></p>
<p>Infine, un libro più tecnico sulla raccolta differenziata: <strong><em>Raccolta differenziata e giovani. Un modello statistico per la diffusione di buone eco-prassi</em></strong>, che rappresenta il risultato finale di una complessa attività di studio e di ricerca svolta dal Gruppo di Statistica dell&#8217;Università del Salento. Potrebbe essere un modo interessante per riflettere in modo rigoroso sulle buone prassi per fare la differenziata.<br />
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		<title>Puliamo il mondo 2011</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 08:12:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Benforte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Torna la bella iniziativa di Legambiente, di cui avevamo parlato già lo scorso anno. Puliamo il mondo 2011, giunto alla diciannovesima edizione: dal 16 al 24 settembre, più di una settimana dedicata al volontariato a tema ambientale, anzi è il più grande appuntamento di volontariato ambientale del mondo. Un evento che promuove la pulizia delle [...] <a href="http://www.econote.it/2011/09/19/puliamo-il-mondo-2011/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a rel="attachment wp-att-10018" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/09/puliamo-il-mondobann.jpg"><img class="size-medium wp-image-10018 aligncenter" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/09/puliamo-il-mondobann-285x175.jpg" alt="" width="285" height="175" /></a></p>
<h3>Torna la bella iniziativa di <strong>Legambiente</strong>, di cui avevamo <a href="http://www.econote.it/2010/08/27/puliamo-il-mondo-2010/">parlato già lo scorso anno</a>.</h3>
<p><strong>Puliamo il mondo 2011</strong>, giunto alla diciannovesima edizione: dal 16 al 24 settembre, più di una settimana dedicata al volontariato a tema ambientale, anzi è il più grande appuntamento di volontariato ambientale del mondo.</p>
<p>Un evento che promuove la pulizia delle città e l’ecosostenibilità, la versione italiana dell’internazionale <span style="color: #008000"><strong>Clean-up the world, realizzata in Italia da Legambiente in collaborazione con la Rai</strong></span>: nell’anno europeo del volontariato migliaia di cittadini in azione in tutto il Paese contro il degrado ambientale: dalle grotte di Polignano a Mare (Ba) al quartiere di Scampia a Napoli, dal Canal Grande a Venezia fino a Riace (RC) migliaia di cittadini saranno impegnati per rendere più bello il mondo.</p>
<p><strong><span style="color: #0000ff">Un po’ di storia dell’iniziativa: Clean Up the World è nata a Sidney in Australia nel 1989, e ad oggi vi partecipano centinaia di paesi e più di 35 milioni di persone. Un piccolo gesto, ma concreto, per dimostrare che abbiamo tutti voglia di un mondo migliore. </span></strong>In Italia la manifestazione esiste ormai dal 1993 ed è sempre stata un successo, grazie al lavoro di oltre 1.500 gruppi di “volontari dell&#8217;ambiente”, che organizzano l&#8217;evento a livello locale in collaborazione con associazioni, comitati e amministrazioni cittadine.</p>
<p>Una gran bella festa, in fondo, che riuscirà ancora una volta a unire, simbolicamente ma anche nel concreto, centinaia di migliaia di volontari attivi, per due week-end, per rendere l’Italia un paese più pulito. Se volete, potete leggere delle scorse edizioni, sempre su Econote, <a href="http://www.econote.it/2010/08/27/puliamo-il-mondo-2010/">qui</a> e <a href="http://www.econote.it/2009/09/24/puliamo-il-mondo-anche-in-italia/">qui</a>.</p>
<p>Maggiori info su <strong><a href="www.legambiente.it">www.legambiente.it</a></strong><br />
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		<title>Abiti Tossici, L’Allarme di GreenPeace</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Sep 2011 08:34:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Sansone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[detox]]></category>
		<category><![CDATA[Greenpeace]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
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		<category><![CDATA[panni sporchi 2]]></category>

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		<description><![CDATA[Preoccupante è l&#8217;ultimo rapporto di Greenpeace (Panni Sporchi 2) il quale rivela l&#8217;utilizzo di composti chimici dannosi per la salute dell&#8217;uomo nella produzione di abiti sportivi. E che non si pensi ad abiti non di marca! Nike, H&#38;M, Adidas, Converse, Kappa, Lacoste e tanti altri brand di spicco sono finiti nel mirino dell&#8217;inchiesta. Greenpeace ha [...] <a href="http://www.econote.it/2011/09/01/abiti-tossici-lallarme-di-greenpeace/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Preoccupante è l&#8217;ultimo rapporto di <strong><span style="color: #339966">Greenpeace </span></strong><a href="http://www.greenpeace.org/italy/it/ufficiostampa/rapporti/panni-sporchi2/" target="_blank">(Panni Sporchi 2)</a> il quale rivela l&#8217;utilizzo di composti chimici dannosi per la salute dell&#8217;uomo nella produzione di abiti sportivi.</p>
<p style="text-align: center"><img class="alignleft size-medium wp-image-9818" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/09/greenpeace01g-285x175.jpg" alt="" width="285" height="175" /></p>
<p><strong>E che non si pensi ad abiti non di marca! Nike, H&amp;M, Adidas, Converse, Kappa, Lacoste e tanti altri brand di spicco sono finiti nel mirino dell&#8217;inchiesta.</strong></p>
<p>Greenpeace ha comprato 78 prodotti di varie marche in tutto il mondo. Ben 52 capi sono risultati positivi al test per la presenza di NPE (Nonilfenoli etossilati). Questi composti di origine sintetica vengono usati come detergenti. Il loro utilizzo è regolato dalla legge. Nei capi testati sono stati ritrovate concentrazioni molto superiori al limite misurabile dagli strumenti di laboratorio. Ad esempio l&#8217;immagine stampata su di una maglietta conteneva ben 27000 mg/Kg.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-9819" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/09/250px-Nonylphenol.png"><img class="alignleft size-full wp-image-9819" style="border-style: initial;border-color: initial" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/09/250px-Nonylphenol.png" alt="" width="250" height="54" /></a></p>
<p>In sintesi, i <strong><span style="color: #339966">Nonilfenoli E</span><span style="color: #339966">tossilati</span></strong> sono sostanze utilizzate come saponi. La loro pericolosità sta nel fatto che somigliano nella struttura ad ormoni specifici (in particolare gli estrogeni) e quindi possono fungere da interferenti ormonali. Ciò significa che possono alterare l&#8217;equilibrio ormonale di un soggetto, con conseguenti danni alla sua salute.</p>
<p><strong>C&#8217;è da precisare che il consumatore diretto (chi indossa l&#8217;abito) non corre alcun rischio preciso. Ma i livelli alti registrati sono sintomo di un largo uso che presuppone un pericoloso rilascio di tali sostanze nell&#8217;ambiente, esponendo quindi tutti noi.</strong><br />
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		<title>Ogni cosa al suo tempo</title>
		<link>http://www.econote.it/2011/04/06/ogni-cosa-al-suo-tempo/</link>
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		<pubDate>Wed, 06 Apr 2011 07:50:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>universobio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Abituati come siamo a trovare nei supermercati qualsiasi tipo di prodotto per tutto l’anno, spesso dimentichiamo che frutta e verdura hanno una loro stagionalità, che la natura ha i suoi tempi e i suoi ritmi e che, se vogliamo fare qualcosa di buono per la nostra salute e per il mondo in cui viviamo, ci [...] <a href="http://www.econote.it/2011/04/06/ogni-cosa-al-suo-tempo/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center"><img class="aligncenter size-full wp-image-7797" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/04/foto_frutta_verdura.jpg" alt="" width="517" height="301" /></p>
<h3>Abituati come siamo a trovare nei supermercati qualsiasi tipo di prodotto per tutto l’anno, spesso dimentichiamo che frutta e verdura hanno una loro stagionalità, che la natura ha i suoi tempi e i suoi ritmi e che, se vogliamo fare qualcosa di buono per la nostra salute e per il mondo in cui viviamo, ci conviene fare più attenzione a quello che compriamo quando facciamo la spesa.</h3>
<p>Pensiamo semplicemente al fatto che, per arrivare sulle nostre tavole, i prodotti <strong>fuori stagione</strong> vengono raccolti ancora <strong>immaturi</strong>, senza aver sviluppato gran parte delle <strong>vitamine </strong>che contengono, inoltre devono affrontare <strong>viaggi lunghissimi</strong>, contribuendo in tal modo a consumare <strong>energia </strong>e a produrre <strong>inquinamento</strong>.</p>
<p><span style="color: #ff6600"><strong>Quindi, scegliere e comprare frutta e verdura nel rispetto del loro ciclo naturale, oltre a ridurre l&#8217;impatto ambientale, permette di condurre una corretta dieta alimentare, più sana e genuina</strong></span>. La <strong>stagionalità </strong>implica, infatti, <strong>meno conservanti</strong> e, fattore da non sottovalutare, una certa <strong>convenienza </strong>sulla spesa: acquistare alimenti fuori stagione significa spendere più del dovuto per avere, in fin dei conti, prodotti <strong>insapori </strong>e di <strong>scarsa qualità</strong>.</p>
<h3>Cerchiamo allora di riallineare le nostre abitudini alimentari ai cicli delle stagioni (o a quel che purtroppo resta): daremo così maggiore varietà alla nostra dieta, scopriremo ricette nuove e sapori autentici che abbiamo dimenticato e, infine, ci troveremo con qualche euro in più alla fine del mese!</h3>
<p><span style="color: #ff6600"><strong>Per sapere la stagionalità dei prodotti scarica gratuitamente il <a href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/04/Calendario_Universobio.pdf">calendario di Universobio ed Econote qui</a>.<br />
</strong></span></p>
<p><span style="color: #ff6600"><strong><br />
</strong></span></p>
<h3 style="text-align: center"><a rel="attachment wp-att-7796" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/04/Immagine.jpg"></a></h3>
<p style="text-align: center"><img class="aligncenter size-full wp-image-7796" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/04/Immagine.jpg" alt="" width="421" height="252" /></p>
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		<title>Biovaporetti a Venezia, il cammino e&#8217; iniziato</title>
		<link>http://www.econote.it/2011/03/10/biovaporetti-a-venezia-il-cammino-e-iniziato/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Mar 2011 08:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marianna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[biocarburanti]]></category>
		<category><![CDATA[biocombustibili]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[vaporetti]]></category>
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		<description><![CDATA[È già fra le città italiane meno inquinate, proprio perché ha una viabilità così particolare, fatta di gondole e vaporetti. Ora Venezia apre ai biovaporetti per la mobilità sostenibile in laguna. Lo studio di fattibilità realizzato dal settore Bioenergie e Cambiamento climatico dell’azienda regionale per il settore primario ha evidenziato che se l’intero parco vaporetti [...] <a href="http://www.econote.it/2011/03/10/biovaporetti-a-venezia-il-cammino-e-iniziato/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-7339" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/03/ven1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7339" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/03/ven1.jpg" alt="" width="487" height="324" /></a></p>
<p><span style="color: #008000"><strong>È già fra le città italiane meno inquinate, proprio perché ha una viabilità così particolare, fatta di gondole e vaporetti.</strong> </span>Ora Venezia apre ai biovaporetti per la mobilità sostenibile in laguna. Lo studio di fattibilità realizzato dal settore Bioenergie e Cambiamento climatico dell’azienda regionale per il settore primario ha evidenziato che se l’intero parco vaporetti della  <strong>ACTV</strong> (<strong>Azienda del Consorzio Trasporti Veneziano) </strong>passasse dal gasolio al biodiesel si eviterebbero <strong><span style="color: #0000ff">60 mila tonnellate l’anno emissioni di CO2 nell’atmosfera</span></strong>. C’è insomma la volontà regionale di sostenere sperimentazioni “green” e sostenibili e lo studio si inserisce nel piano di ricerca europeo Biosire (<em>Biufuels and Electric PropolsionCreating Sustainable Transport in Tourism Resort</em>).</p>
<p><strong><span style="color: #0000ff">Spostarsi con vaporetti alimentati a carburante vegetale: semi di girasole, mais, colza, ma anche olio esausto, potrebbe presto diventare una realtà per il capoluogo veneto.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #0000ff"><a rel="attachment wp-att-7348" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/03/ven2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7348" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/03/ven2.jpg" alt="" width="434" height="325" /></a><br />
</span></strong></p>
<p>Resterebbe però irrisolto, anche con l’adozione dei biovaporetti, il problema dell’<strong>inquinamento causato dal transito delle grandi navi</strong>, che transitano anche all’interno del Bacino di San Marco e nel Canale della Giudecca e che sono responsabili di circa il <strong>15% dell’inquinamento totale del Comune</strong>, molto più del traffico automobilistico nel quale è compresa anche la &#8216;tangenziale di Mestre&#8217;.</p>
<h3><span style="color: #008000">Il problema fondamentale è che la tecnologia può venirci in aiuto ma il nostro stile di vita deve essere più sostenibile per limitare il nostro impatto sul Pianeta.</span></h3>
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		<title>Allarme smog a Milano, che fare?</title>
		<link>http://www.econote.it/2011/02/14/allarme-smog-a-milano-che-fare/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Feb 2011 07:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Benforte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<description><![CDATA[Come testimonia anche l’articolo di Antonio Cianciullo su Repubblica, è davvero allarme smog nel nostro paese. Soprattutto a Milano e Brescia, dove nel 2011, in pratica, per loro è già finita la dote annuale di eccezioni consentita dall&#8217;Unione europea per le polveri sottili. 35 giorni su 40, incredibile. In pratica già sono fuorilegge dopo poco [...] <a href="http://www.econote.it/2011/02/14/allarme-smog-a-milano-che-fare/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a rel="attachment wp-att-6810" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/02/31149_milano.jpg"><img class="size-medium wp-image-6810 aligncenter" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/02/31149_milano-300x206.jpg" alt="" width="300" height="206" /></a></p>
<p>Come testimonia anche <a href="http://www.repubblica.it/ambiente/2011/02/09/news/smog_mezza_italia_fuorilegge-12256631/">l’articolo di Antonio Cianciullo</a> su <em>Repubblica</em>, è <strong>davvero allarme smog nel nostro paese. </strong>Soprattutto a <strong>Milano e Brescia</strong>, dove nel 2011, in pratica, per loro è già finita la dote annuale di eccezioni consentita dall&#8217;Unione europea per le polveri sottili.<strong> 35 giorni su 40, incredibile</strong>. In pratica già sono fuorilegge dopo poco più di un mese dall&#8217;inizio del 2011.</p>
<p>Ovviamente la situazione pericolosissima soprattutto per la salute delle persone, per gli abitanti di tutte le città costretti a respirare aria altamente nociva e dannosa.</p>
<p><strong>A nulla sembrano essere servite le domeniche ecologiche a Milano</strong>, <a href="http://www.econote.it/2011/02/06/a-milano-ancora-una-domenica-senza-auto/">noi ce l’eravamo già chiesti in passato</a>: in effetti a cosa serve impedire il traffico un giorno alla settimana, soprattutto di <strong>domenica</strong>? Basti pensare a questo dato per capire l’inutilità della manovra:<strong> i giorni in cui c’è stato il blocco delle auto il livello di concentrazione di polveri sottili era più alto dei giorni precedenti. </strong></p>
<p>E ora, cosa propone l’amministrazione milanese? Da lunedì dovrebbe scattare un nuovo piano, che consiste nell’abbassamento del limite massimo di velocità nelle tangenziali milanesi. Si passerà infatti da 90 a 70 km/h (il tutto compatibilmente alla sostituzione dei cartelli sulle strade). Ci chiediamo: <strong>questo servirà? La risposta è quasi sicura: no. </strong></p>
<p>A cosa serve ridurre i limiti di velocità? Di certo non a inquinare di meno, al massimo a fare rilevare un maggior numero di infrazioni dei limiti di velocità e di conseguenza più multe. Non ci vuole certo un genio per capire che non è abbassando i limiti di velocità che si riducono le auto in circolazione…</p>
<p>Utile invece è l’abbassamento, sempre per la prossima settimana, della<strong> temperatura in tutti gli edifici pubblici: dovrà infatti essere inferiore ai 20°. </strong></p>
<p>Certo, il piano per Milano non sembra dei migliori. L’impressione che si ha è quella di <strong>una serie di decisioni e interventi tampone</strong>, poco strutturati e poco credibili nel lungo tempo. Il tutto perché manca una strategia forte e seria per l’abbassamento dei livelli di polveri sottili nell’aria. Ma questo, rendiamocene conto, non è un argomento su cui scherzare, non ora.<br />
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		<title>Tamigi: fiume piu&#8217; pulito, tornano i salmoni</title>
		<link>http://www.econote.it/2011/01/03/tamigi-fiume-piu-pulito-tornano-i-salmoni/</link>
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		<pubDate>Mon, 03 Jan 2011 07:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Benforte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[fiumi]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
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		<description><![CDATA[Foto di Nastia (Flickr) Apriamo l’anno con una bella notizia. Non per il nostro paese, purtroppo, ma per l’Inghilterra. E soprattutto per Londra, città del Tamigi, fiume in cui sono tornati &#8211; dopo tantissimi anni, e in pianta più o meno stabile &#8211; i salmoni, come testimonia anche un bell&#8217;articolo di Alberto Mattone su la [...] <a href="http://www.econote.it/2011/01/03/tamigi-fiume-piu-pulito-tornano-i-salmoni/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-5885" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/01/tamigi.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-5885" title="tamigi" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/01/tamigi-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p>Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/nastia_/">Nastia</a> (<em>Flickr</em>)</p>
<p><span style="color: #008000;"><strong>Apriamo l’anno con una bella notizia.</strong></span> Non per il nostro paese, purtroppo, ma per l’Inghilterra. E soprattutto per Londra, città del <strong>Tamigi</strong>, fiume in cui sono tornati &#8211; dopo tantissimi anni, e in pianta più o meno stabile &#8211; i <strong>salmoni, </strong>come testimonia anche <a href="http://www.repubblica.it/ambiente/2011/01/02/news/tamigi_blu-10776417/">un bell&#8217;articolo</a> di Alberto Mattone su la Repubblica.</p>
<p>Un fiume per troppo tempo inquinato, con gli scarichi di tutte le industrie inglesi che si riversavano nelle sue acque, eppure… eppure ce l’ha fatta a risorgere, il Tamigi.</p>
<p>Certo<strong> i salmoni non sono tornati da soli</strong>: ogni anno le autorità londinesi hanno immesso varie specie animali, tra cui i salmoni, nel fiume e, se per anni e anni questi preferivano, dopo qualche tempo, cambiare acqua e andar via verso fiumi più puliti, adesso sembra abbiano deciso di restare in quelle acque un tempo melmose, ma adesso vivibili.</p>
<p>Questa è davvero un’ottima notizia per Londra, città famosa in tutto il mondo anche per il suo fiume. <strong>A questa buona notizia se ne aggiunge un&#8217;altra</strong>: non solo il Tamigi, ma anche altri fiumi del Regno Unito, progressivamente, sono stati depurati e stanno offrendo nuovamente ambiente ospitale a numerose specie.</p>
<p>Si è trattato ovviamente di <strong>un duro e lungo lavoro dell’amministrazione inglese</strong>, che grazie alla creazione di nuovi depuratori e alla manutenzione dei vecchi, in aggiunta a un sistema di sanzioni più dura nei confronti di chi inquina, ha messo a segno questo importante colpo per la salute dell’acqua del proprio territorio.</p>
<p><strong>In Italia, invece? </strong>La situazione non migliora.</p>
<p>Non solo la maggior parte dei fiumi è inquinata, i pesci rischiano di scomparire a causa della mancanza di depuratori adeguati, ma in più avvengono anche disastri come quello dello scorso anno, con lo sversamento di sostanze tossiche nel <strong>Lambro</strong>, corso d&#8217;acqua già di per sé inquinatissimo.</p>
<p>Per non parlare di tanti altri fiumi che, pur non avendo sofferto di eventi come quello del Lambro, se la passano malissimo. <strong>Non ci sono controlli, le sanzioni per chi inquina sono blande, molte industrie scaricano direttamente in acqua e la situazione peggiora anno dopo anno.</strong> Per il 2011 possiamo sperare in un cambio di tendenza?<br />
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		<title>Abiti al carbone attivo: faremo filtro subito.</title>
		<link>http://www.econote.it/2010/11/04/abiti-al-carbone-attivo-faremo-filtro-subito/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Nov 2010 13:48:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianluca Riccio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologie Verdi]]></category>
		<category><![CDATA[abiti]]></category>
		<category><![CDATA[carbone attivo]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Finalmente uno sviluppo civile importante per tecnologie nate in campo militare: oggi parliamo di abiti al carbone attivo, sviluppati negli anni &#8217;80 in Inghilterra per proteggere i soldati dagli attacchi chimici, oggi vengono rivalutati e studiati per sviluppare una nuova classe di vestiti in grado di rimuovere componenti inquinanti dall&#8217;aria e dai liquidi. I ricercatori [...] <a href="http://www.econote.it/2010/11/04/abiti-al-carbone-attivo-faremo-filtro-subito/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #008000;"><strong><a rel="attachment wp-att-4419" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/11/activated-carbon-cloth_ELIPC_69.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4419" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="activated-carbon-cloth_ELIPC_69" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/11/activated-carbon-cloth_ELIPC_69-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Finalmente uno sviluppo civile importante per tecnologie nate in campo militare: oggi parliamo di abiti al carbone attivo, sviluppati negli anni &#8217;80 in Inghilterra per proteggere i soldati dagli attacchi chimici, oggi vengono rivalutati e studiati per sviluppare una nuova classe di vestiti in grado di rimuovere componenti inquinanti dall&#8217;aria e dai liquidi.</strong></span></p>
<p><strong>I ricercatori della University of Abertay Dundee (UAD) </strong>stanno testando la possibilità di fare in modo che tutti noi ci trasformiamo, di fatto, in &#8216;filtri&#8217; viventi: la presenza di carbone attivo negli abiti crea radicali idrossili, componenti chimici di reazione altamente instabili.</p>
<p><strong>Una volta tanto l&#8217;instabilità è un fattore ottimo: </strong>permette a questi componenti di &#8216;scattare come molle&#8217; al minimo impulso. In effetti, i radicali idrossili reagiscono all&#8217;istante a qualsiasi agente inquinante, anche a bassissime concentrazioni.</p>
<p><em>In combinazione con un ossidante come l&#8217;ozono, il processo di filtraggio diventa ancora più efficace, facendo in modo che i pori del tessuto siano in grado di assorbire molecole organiche e &#8216;sminuzzarle&#8217;. </em></p>
<p>I campi di applicazione per questo tessuto anti-inquinamento? <strong>Enormi.</strong></p>
<p><span style="color: #008000;"><strong>Il primo venuto in mente ai ricercatori è nel ramo medico ospedaliero: una classe di abiti per medici e paramedici che riduca drasticamente l&#8217;inquinamento da antibiotici nelle falde acquifere. Un filtro che funziona alla fonte di ogni inquinamento. Splendido.</strong></span><br />
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		<title>Farfalle e pipistrelli in scatola</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 07:59:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Marasco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Animali]]></category>
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		<description><![CDATA[Da oggi una nuova rubrica su Econote.it Ogni martedì getteremo uno sguardo sul mondo dei nostri amici animali. A tenerla sarà Mattia Marasco, blogger, appassionato di web, etologia e comportamento canino. Si aggiunge una nuova voce alle &#8220;Storie da un mondo più verde&#8221; di Econote.it M.S. L&#8217;inquinamento cittadino è un problema, e non solo per [...] <a href="http://www.econote.it/2010/09/07/farfalle-e-pipistrelli-in-scatola/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><address><span style="color: #000000">Da oggi una nuova rubrica su Econote.it</span></address>
<address><span style="color: #000000">Ogni martedì getteremo uno sguardo sul mondo dei nostri amici animali. A tenerla sarà Mattia Marasco, blogger, appassionato di web, etologia e comportamento canino. </span></address>
<address><span style="color: #000000">Si aggiunge una nuova voce alle &#8220;Storie da un mondo più verde&#8221; di Econote.it</span></address>
<address><span style="color: #000000">M.S.<br />
</span></address>
</blockquote>
<address><span style="color: #000000"><br />
</span></address>
<p><span style="color: #008000"><strong>L&#8217;inquinamento cittadino è  un problema, e non solo per chi abita in città ma anche per quegli  animali che al primo tubo di scappamento hanno pensato bene di levare le  tende.</strong></span><br />
Ma all&#8217;interno di un equilibrio delicato come l&#8217;ecosistema ognuno ha il suo ruolo ed ecco perchè si stanno sviluppando progetti, commerciali e non, per  riportarli in città.</p>
<p style="text-align: center"><a rel="attachment wp-att-3483" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/09/insettivori_batboxes_1.jpg"><img class="size-full wp-image-3483  aligncenter" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/09/insettivori_batboxes_1.jpg" alt="" width="381" height="247" /></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-3483" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/09/insettivori_batboxes_1.jpg"></a>Negli utlimi mesi, infatti, molti comuni  italiani stanno provando ad attirare nelle zone urbane <strong><span style="color: #008000">pipistrelli e  farfalle</span></strong>, i primi perchè divoratori insaziabili di <strong>zanzare </strong>e le seconde  per la loro bellezze e la loro importanza nel processo di  <strong>impollinazione</strong>.<br />
A tale scopo si stanno diffondendo le “<strong><a href="http://www.batbox.info/">batbox</a></strong>&#8220;,  casette in legno studiate appositamente per invogliare i pipistrelli a  prenderne posseso, “piantarvi radici” e farsi fuori ogni notte le loro  <strong>2000 zanzare a testa</strong>. Ugualmente è possibile trovare in commercio<strong> <a href="http://www.eugea.it/">piccole scatole</a></strong> contenenti selezioni di <strong>semi </strong>da piantare sui balconi delle nostre case particolarmente gradite alle farfalle.</p>
<p style="text-align: center"><a rel="attachment wp-att-3482" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/09/pipistrello.jpg"><img class="size-full wp-image-3482    aligncenter" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/09/pipistrello.jpg" alt="" width="364" height="243" /></a><span style="color: #0000ff"><strong></strong></span></p>
<p style="text-align: left"><span style="color: #0000ff"><strong><br />
Sono idee ingegnose e senza dubbio ecologiche ma se farfalle, insetti e  pipistrelli hanno deciso di andarsene una volta, perchè non dovrebbero  farlo di nuovo?</strong></span></p>
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