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	<title>Econote.it &#187; legambiente</title>
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	<description>Storie da un mondo più verde</description>
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		<title>NO PACK &#8211; Il concorso di Legambiente: occhio al packaging!</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 11:06:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marianna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[greenwashing]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggi]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[packaging]]></category>

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		<description><![CDATA[Inizio con il dire che questo concorso avrei sempre voluto che qualcuno lo promuovesse. Si vedono degli imballaggi veramente inutili ed eccessivi. Memory card in 200 grammi di plastica, ciuffi di basilico incellophanati più e più volte. E&#8217; ora di dare un taglio al packaging, all&#8217;imballaggio delle cose che compriamo. Legambiente promuove il Concorso fotografico [...] <a href="http://www.econote.it/2012/01/13/no-pack-il-concorso-di-legambiente-occhio-al-packaging/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Inizio con il dire che questo concorso avrei sempre voluto che qualcuno lo promuovesse. Si vedono degli imballaggi veramente inutili ed eccessivi. Memory card in 200 grammi di plastica, ciuffi di basilico incellophanati più e più volte. E&#8217; ora di dare un taglio al packaging, all&#8217;imballaggio delle cose che compriamo.</p>
<p><strong>Legambiente</strong> promuove il <strong>Concorso fotografico No Pack 2011</strong> con il quale tutti noi cittadini/consumatori possiamo fotografare e immortalare l&#8217;imballaggio molesto, “<strong>l’imballaggio sprecone</strong>”. <strong><span style="color: #0000ff">L’obiettivo è sensibilizzare il grande pubblico mandandolo a caccia dell’imballaggio più inutile e assurdo, armati di macchina fotografica</span></strong>.</p>
<p>Il problema del packaging, com’è noto, non è sempre dettato da esigenze di contenimento e salvaguardia del prodotto ma anche, e a volte soprattutto, dal <strong>marketing</strong>. E questo, insieme all’abbandono di vecchie e sane pratiche come il vuoto a rendere, ha portato negli ultimi vent’anni ad un aumento della produzione dei rifiuti da imballaggio piuttosto evidente.  Involucri enormi che hanno come unico compito di contenere magari una quantità di prodotto decisamente<br />
più piccola e che in realtà necessiterebbe di pochissimo imballaggio per essere contenuta.</p>
<h3>Riflettiamo sul fatto che spesso alcuni oggetti diventano rifiuti prima ancora di essere consumati.</h3>
<p><a href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2012/01/374268_310584472294427_299696023383272_1272615_356621663_n.jpg" rel="attachment wp-att-12171"><img class="size-full wp-image-12171 aligncenter" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2012/01/374268_310584472294427_299696023383272_1272615_356621663_n.jpg" alt="" width="614" height="720" /></a></p>
<div class="mceTemp mceIEcenter">
<dl>
<dd>Locandina NO PACK</dd>
</dl>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="color: #0000ff">Ecco qualche informazione per partecipare:</span></strong></p>
<p>1. La partecipazione al Concorso No Pack 2011 è<strong> libera e gratuita</strong>. Può essere individuale o di gruppo.<br />
2. I partecipanti possono presentare da<strong> 1 fino a un massimo di 3 fotografie</strong> per prodotto per tutti i prodotti che ritengono appropriati.<br />
3. La data di inizio per l’invio degli scatti è il 25 novembre 2011, il termine ultimo per la consegna dei lavori è il <strong>25 gennaio 2012</strong>.<br />
4. L’invio dei lavori dovrà avvenire via email su <strong>campagne@legambiente.it</strong> dove sarà possibile allegare i lavori in digitale affinché vengano recapitati alla segreteria del Concorso. È obbligatorio inserire nome, cognome e indirizzo email dell’autore dello scatto.<br />
5. I lavori fotografici dovranno essere file ad <strong>alta risoluzione</strong>, con dimensioni massime di 2.500 pixel (base e/o altezza) e non più grandi di 2 Mb.<br />
6. Per una corretta valutazione dei lavori, è richiesta la compilazione della parte relativa alla didascalia/descrizione che accompagna le foto. La descrizione può contenere un massimo di 1.000 battute.</p>
<h3><strong>I premi</strong></h3>
<p>1° premio: i premi in palio sono 1 fotocamera digitale compatta<br />
2° premio: occhiali da sole in plastica riciclata modello uomo o donna<br />
3° premio: maglietta Legambiente</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le foto dovranno essere pubblicate su questo profilo <strong>Facebook</strong>: <strong><a href="https://www.facebook.com/concorso.no.pack" target="_blank">Concorso No Pack</a></strong>. Io ho già scelto la mia preferita, anche perchè quando mi hanno regalato questa stessa memory card per macchina fotografica ho pensato all&#8217;assurdità di un packaging così ingombrante.  Guardate la foto qui sotto. <a href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2012/01/memory.jpg" rel="attachment wp-att-12175"><img class="aligncenter size-medium wp-image-12175" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2012/01/memory-285x175.jpg" alt="" width="285" height="175" /></a></p>
<p><strong><span style="color: #008000">Non perdiamo mai di vista che siamo noi a scegliere e possiamo prediligere frutta e verdura a peso, bere acqua del rubinetto, agire in modo da ridurre i nostri rifiuti e scegliere le aziende che assottigliano il packaging, gli imballaggi.</span></strong></p>
<h3>Siamo noi a scegliere, non lo dimentichiamo mai.</h3>
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		<title>Puliamo il mondo 2011</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 08:12:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Benforte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[eco-sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Torna la bella iniziativa di Legambiente, di cui avevamo parlato già lo scorso anno. Puliamo il mondo 2011, giunto alla diciannovesima edizione: dal 16 al 24 settembre, più di una settimana dedicata al volontariato a tema ambientale, anzi è il più grande appuntamento di volontariato ambientale del mondo. Un evento che promuove la pulizia delle [...] <a href="http://www.econote.it/2011/09/19/puliamo-il-mondo-2011/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a rel="attachment wp-att-10018" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/09/puliamo-il-mondobann.jpg"><img class="size-medium wp-image-10018 aligncenter" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/09/puliamo-il-mondobann-285x175.jpg" alt="" width="285" height="175" /></a></p>
<h3>Torna la bella iniziativa di <strong>Legambiente</strong>, di cui avevamo <a href="http://www.econote.it/2010/08/27/puliamo-il-mondo-2010/">parlato già lo scorso anno</a>.</h3>
<p><strong>Puliamo il mondo 2011</strong>, giunto alla diciannovesima edizione: dal 16 al 24 settembre, più di una settimana dedicata al volontariato a tema ambientale, anzi è il più grande appuntamento di volontariato ambientale del mondo.</p>
<p>Un evento che promuove la pulizia delle città e l’ecosostenibilità, la versione italiana dell’internazionale <span style="color: #008000"><strong>Clean-up the world, realizzata in Italia da Legambiente in collaborazione con la Rai</strong></span>: nell’anno europeo del volontariato migliaia di cittadini in azione in tutto il Paese contro il degrado ambientale: dalle grotte di Polignano a Mare (Ba) al quartiere di Scampia a Napoli, dal Canal Grande a Venezia fino a Riace (RC) migliaia di cittadini saranno impegnati per rendere più bello il mondo.</p>
<p><strong><span style="color: #0000ff">Un po’ di storia dell’iniziativa: Clean Up the World è nata a Sidney in Australia nel 1989, e ad oggi vi partecipano centinaia di paesi e più di 35 milioni di persone. Un piccolo gesto, ma concreto, per dimostrare che abbiamo tutti voglia di un mondo migliore. </span></strong>In Italia la manifestazione esiste ormai dal 1993 ed è sempre stata un successo, grazie al lavoro di oltre 1.500 gruppi di “volontari dell&#8217;ambiente”, che organizzano l&#8217;evento a livello locale in collaborazione con associazioni, comitati e amministrazioni cittadine.</p>
<p>Una gran bella festa, in fondo, che riuscirà ancora una volta a unire, simbolicamente ma anche nel concreto, centinaia di migliaia di volontari attivi, per due week-end, per rendere l’Italia un paese più pulito. Se volete, potete leggere delle scorse edizioni, sempre su Econote, <a href="http://www.econote.it/2010/08/27/puliamo-il-mondo-2010/">qui</a> e <a href="http://www.econote.it/2009/09/24/puliamo-il-mondo-anche-in-italia/">qui</a>.</p>
<p>Maggiori info su <strong><a href="www.legambiente.it">www.legambiente.it</a></strong><br />
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		<title>E’ salpata Goletta Verde</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jun 2011 12:17:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marianna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Goletta Verde è la storica campagna di Legambiente per la salvaguardia del mare e delle coste italiane. Ogni estate (qui parlavamo dell&#8217;edizione 2010) dal 1986 Goletta Verde attraversa i mari della nostra Penisola per sottrarli alla morsa della speculazione, dall’inquinamento e dal mal’affare per promuovere uno sviluppo che valorizzi questa immensa risorsa. Anche quest&#8217;anno i [...] <a href="http://www.econote.it/2011/06/27/e-salpata-goletta-verde/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #0000ff"><a href="http://www.econote.it/?s=goletta+verde&amp;submit=" target="_blank"><a rel="attachment wp-att-9041" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/06/gol.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-9041" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/06/gol-600x250.jpg" alt="" width="600" height="250" /></a>Goletta Verde</a> è la storica campagna di Legambiente per la salvaguardia del mare e delle coste italiane.</span></h3>
<p>Ogni estate (qui parlavamo dell&#8217;<strong><a href="http://www.econote.it/2010/06/20/parte-la-goletta-verde-2010/" target="_blank">edizione 2010</a></strong>) dal <strong>1986 </strong>Goletta Verde attraversa i mari della nostra Penisola per sottrarli alla morsa della speculazione, dall’inquinamento e dal mal’affare per promuovere uno sviluppo che valorizzi questa immensa risorsa.</p>
<p>Anche quest&#8217;anno i biologi di <strong>Legambiente </strong>conducono il monitoraggio della qualità del mare con l&#8217;intento di dare risalto ai punti critici. L&#8217;obiettivo è quello di scovare le situazioni che metteno maggiormente a rischio il mare: tanto le foci dei fiumi quantoi tratti interessati da fenomeni di inquinamento per la presenza di scarichi abusivi o insufficiente sisteme di depurazione.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-9040" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/06/goletta.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-9040" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/06/goletta-600x250.jpg" alt="" width="600" height="250" /></a></p>
<p><strong><span style="color: #0000ff">Aiuta Goletta, lancia un SOS con i punti critici delle coste che conosci. </span></strong></p>
<p>Affianco a un intenso monitoraggio scientifico, accendiamo i riflettori sulla cattiva gestione delle coste, sul cemento, sullo sfruttamento petrolifero, sull’abusivismo edilizio, sull’accessibilità del mare. Ma Goletta Verde è anche un inno alle buone pratiche, al turismo sostenibile, alle aree marine protette.</p>
<p>Aspettiamo il resoconto 2011, qui intanto potete leggere il <strong><a href="http://www.econote.it/2010/08/18/goletta-verde-2010-il-bilancio-finale/" target="_blank">bilancio 2010</a>.</strong><br />
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		<title>Bocciate le caraffe filtranti: meglio il rubinetto</title>
		<link>http://www.econote.it/2011/05/13/bocciate-le-caraffe-filtranti-meglio-il-rubinetto/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 May 2011 07:32:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marianna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Eppure io ne volevo prendere una con i punti dell&#8217;Esselunga. Ho pensato: l&#8217;acqua del rubinetto è buona di già ma meglio filtrarla, non si sa mai. Infatti la &#8220;promessa&#8221; delle caraffe filtranti è di a bbattere i livelli di cloro e la durezza dell&#8217;acqua del rubinetto tramite un filtro che funziona a carbone attivo e [...] <a href="http://www.econote.it/2011/05/13/bocciate-le-caraffe-filtranti-meglio-il-rubinetto/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a rel="attachment wp-att-8390" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/05/brita.jpg"><img class="size-large wp-image-8390  aligncenter" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/05/brita-600x250.jpg" alt="" width="525" height="219" /></a></p>
<p>Eppure io ne volevo prendere una con i punti dell&#8217;Esselunga. Ho pensato: l&#8217;<a href="http://www.econote.it/tag/acqua/">acqua </a>del rubinetto è buona di già ma meglio filtrarla, non si sa mai.</p>
<h3><span style="color: #0000ff">Infatti la &#8220;promessa&#8221; delle caraffe filtranti è di a<strong> </strong>bbattere  i  livelli di cloro e la durezza dell&#8217;acqua del rubinetto tramite un  filtro  che funziona a carbone attivo e resine a scambio ionico. </span></h3>
<p>Invece, una collega mi ha fatto vedere un articolo: uno studio bolla come &#8220;<strong>inutili</strong>&#8221; o addirittura &#8220;<strong>dannose</strong>&#8221; le caraffe e i loro <strong>filtri</strong>. Tutto parte da analisi di laboratorio disposte da Procuratore aggiunto di <strong>Torino</strong>, <strong>Raffaele Guariniello</strong>, lo scorso  febbraio. I risultati sono stati tramsessi al ministero della Salute e  all&#8217;Istituto superiore di sanità. A loro adesso spetta decidere gli eventuali provvedimenti.</p>
<p>In corso c&#8217;è una vera e propria <strong>indagine </strong>della procura, i reati ipotizzati sono: <strong>frode </strong>in commercio e commercio di <strong>sostanze  alimentari nocive</strong> per la salute pubblica. Anche se al momento non vi è alcun  indagato.</p>
<h3><span style="color: #008000">Ivo Pavan, docente  dell&#8217;Università di Torino ha avuto il compito di analizzare l&#8217;acqua filtrata, la conclusione, è che le caraffe filtranti non migliorano l&#8217;acqua  del rubinetto, già &#8220;perfetta&#8221; così com&#8217;è. Anzi, per certi versi la  peggiorano, e possono diventare rischiose se quell&#8217;acqua viene bevuta da  persone affette da patologie come diabete, ipertensione o cardiopatie.  Nel migliore dei casi sono comunque &#8220;inutili&#8221;.</span></h3>
<p><a rel="attachment wp-att-8391" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/05/acqua.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-8391" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/05/acqua-600x250.jpg" alt="" width="487" height="202" /></a></p>
<p>Dall&#8217;analisi del consulente:  &#8220;<em>Il primo problema riguarda  la durezza dell&#8217;acqua, ovvero la quantità di calcio e magnesio: dopo  il trattamento i valori si abbassano notevolmente. Dopo 120 ore di  utilizzo del filtro addirittura si azzerano&#8221;</em>. Vero è  che nelle avvertenze delle caraffe è scritto che non devono essere  usate con acque che hanno durezza inferiore ai <strong>19 gradi francesi</strong>,  altrimenti si perdono i sali minerali. Ma il consumatore non me lo vedo a calcolare la durezza dell&#8217;acqua in gradi francesi.</p>
<p>Dalle analisi risulta anche che al  posto di <strong>calcio </strong>e <strong>magnesio</strong>, vengono introdotti nell&#8217;acqua <strong>sodio </strong>e <strong> potassio </strong>con valori superiori ai limiti, pensiamo a chi ha particolari patolorie. In più il filtro aggiunge elementi che prima non c&#8217;erano: <strong>ammonio</strong>, <strong>argento</strong>. L&#8217;acqua risulta poi <strong>inacidita</strong>: &#8220;<em>il ph iniziale (per legge  compreso tra valori di 6,5 e 9,5) era 7,65</em> &#8211; spiegano in procura &#8211; <em>dopo  il passaggio in una caraffa risulta 6, e 5,92 al termine del filtro</em>&#8220;.</p>
<h3>La conclusione? Se l&#8217;acqua così filtrata fosse pubblica, sarebbe  dichiarata &#8220;non potabile&#8221;. (!)</h3>
<p>Una delle aziende produttrici dei filtri analizzati ribatte: &#8220;<em>Abbiamo le certificazioni di due  ministeri della salute (tedesco e austriaco). Non dichiariamo che  l&#8217;acqua è pura, ma che è filtrata, perché trattiene alcune sostanze e ne  rilascia altre consentite dalla legge sulle bevande. Sulle avvertenze  scriviamo quale acqua usare, e di consultare il medico se si hanno  problemi di salute</em>&#8220;.</p>
<h3>Nel dubbio, la campagna di <strong>Legambiente </strong>insegna: <a href="http://www.altreconomia.it/site/fr_raggruppamento_detail.php?intId=5">imbrocchiamola</a> e occhio al <a href="http://www.econote.it/2011/01/13/si-al-referendum-su-acqua-e-nucleare-e-adesso/">referendum</a>.</h3>
<p><em>Cin cin</em>.</p>
<p><span style="color: #008000"><a rel="attachment wp-att-8393" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/05/ACQUA2.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-8393" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/05/ACQUA2-600x250.jpg" alt="" width="525" height="218" /></a></span></p>
<p><span style="color: #008000"><br />
</span></p>
<p><em><br />
</em><br />
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		<title>Gli apparecchi piu&#8217; energivori? Le consolle</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Jan 2011 16:45:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marianna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si accende l&#8217;allarme Legambiente, che avverte: &#8220;Dal gennaio del 2010 i nuovi elettrodomestici immessi sul mercato avrebbero dovuto rispettare la nuova direttiva europea che ne riduce i consumi sotto a 1 watt quando sono in standby, cioè spenti ma pronti all&#8217;uso&#8220;. Ma pochi lo sanno. Le apparecchiature collegate alla rete elettrica &#8211; che siano accese [...] <a href="http://www.econote.it/2011/01/27/gli-apparecchi-piu-energivori-le-consolle/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a rel="attachment wp-att-6243" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/01/enel.jpg"><img class="size-full wp-image-6243  aligncenter" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/01/enel.jpg" alt="" width="353" height="264" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Si accende l&#8217;allarme <strong>Legambiente</strong>, che avverte: &#8220;<em>Dal gennaio del 2010 i nuovi elettrodomestici immessi sul mercato avrebbero dovuto rispettare la nuova direttiva europea che ne riduce i consumi sotto a 1 watt quando sono in standby, cioè spenti ma pronti all&#8217;uso</em>&#8220;. Ma pochi lo sanno.</p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #888888"><strong><span style="color: #0000ff">Le apparecchiature collegate alla rete elettrica &#8211; che siano accese o spente non importa &#8211; consumano l’11% di tutta l&#8217;elettricità che usiamo, per una spesa di 50 – 60 euro all&#8217;anno a famiglia. Se il calcolo diventa mondiale o europeo la cosa diventa veramente enorme. </span><br />
</strong></span></p>
<p style="text-align: justify">La direttiva europea prevedeva che dal 2010 i nuovi apparecchi immessi sul mercato in Europa in modalità spenta o stand-by non dovessero superare <strong>1 W </strong>di potenza assorbita, <strong>2 W</strong> se la modalità stand-by serve ad illuminare un display che dia informazioni. Nel 2013 poi, i limiti saranno ulteriormente abbassati, dimezzando le soglie e imponendo lo spegnimento completo prima possibile.</p>
<h3 style="text-align: justify">Aggiungiamo un elemento importante: costruire apparecchi con queste norme non costa di più, ci si deve solo pensare in fase di progettazione.</h3>
<p style="text-align: justify"><strong><span style="color: #008000">Eppure, nonostante le norme siano entrate in vigore un anno fa, ancora oggi moltissimi italiani acquisteranno elettrodomestici ormai fuori norma, con il quale porteranno a casa un’apparecchiatura obsoleta e energivora che contribuirà sostanziosamente a far lievitare i costi in bolletta.</span></strong></p>
<p style="text-align: center"><strong><span style="color: #008000"><a rel="attachment wp-att-6244" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/01/elettrodomestici.jpg"><img class="size-full wp-image-6244  aligncenter" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/01/elettrodomestici.jpg" alt="" width="367" height="276" /></a><br />
</span></strong></p>
<p style="text-align: justify">Gli elettrodomestici più voraci, anche da spenti, sono le <strong>fotocopiatrici </strong>e le <strong>stampanti laser</strong> (attenzione negli uffici), i <strong>decoder </strong>della nuova TV digitale, i <strong>router </strong>(per collegarsi in rete), i <strong>televisori </strong>e soprattutto i <strong>videogiochi </strong>e le <strong>macchinette del caffè</strong>. Ma attenzione anche ai <strong>forni</strong>, agli <strong>impianti stereo</strong>, ai <strong>caricabatterie dei cellulari. </strong>Mai mai e poi mai lasciare il caricabatterie attaccato alla presa a ricarica del telefonino finita,<strong> </strong>attaccati alla presa continuano a succhiare energia e soldi.</p>
<p style="text-align: justify"><strong><span style="color: #008000">Ok, allora che fare? Le soluzioni?</span></strong> Da Legambiente arriva un suggerimento semplice semplice: acquistare una bella “<strong>ciabatta</strong>” dotata di interruttore e ricordarsi di spegnerla. Esistono poi prese elettriche intelligenti che staccano completamente la corrente quando l&#8217;apparecchio resta in standby per più di 2 minuti.</p>
<p style="text-align: justify">Per i nuovi acquisti, occhio all’<strong>etichetta energetica</strong>: nel caso degli apparecchi per la cucina comprende anche i consumi da spenti e la classe di risparmio. Altri elettrodomestici: stereo, televisori o computer, non hanno l&#8217;indicazione obbligatoria dei consumi complessivi.</p>
<h3 style="text-align: justify">Gli &#8220;insospettabili&#8221; videogames e consolle sono gli apparecchi più energivori. Playstation 3 e X-box sia da spenti che da accesi assorbono quasi la stessa quantità di energia, consumando 5 volte di più di un frigorifero efficiente e circa il triplo rispetto a uno con le peggiori prestazioni.</h3>
<p style="text-align: justify">Alcuni costi per concludere e poi spegnamo tutto: lasciare il computer acceso 24 ore al giorno può costare 130 euro l&#8217;anno, cui vanno aggiunti altri 20 eurose si lasciano accese anche le casse e 43 euro se non si spegne il monitor Lcd. Il set di casse per l&#8217;home theatrepoi, consuma in standby più di 98 kWh all&#8217;anno, per circa 15 euro in più in bolletta.</p>
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		<title>Spot nucleare in Italia fra petizioni e rivisitazioni</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Jan 2011 08:36:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marianna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se l&#8217;obiettivo era &#8220;in bene o in male purchè se ne parli&#8221;, è stato raggiunto. Lo spot italiano sul nucleare fa decisamente discutere, ci si chiede se sia equilibrato, se sia legale. Lo spot raffigura la &#8220;partita del nucleare&#8220;. L&#8217;inizio è molto neutrale: bianco e nero, partita a scacchi fra due uomini, gesti lenti. Come [...] <a href="http://www.econote.it/2011/01/10/spot-nucleare-in-italia-fra-petizioni-e-rivisitazioni/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><a rel="attachment wp-att-6003" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/01/spot_forum_nucleare_italiano.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-6003" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/01/spot_forum_nucleare_italiano.png" alt="" width="487" height="252" /></a></h3>
<h3 style="text-align: justify">Se l&#8217;obiettivo era &#8220;in bene o in male purchè se ne parli&#8221;, è stato raggiunto. Lo spot italiano sul nucleare fa decisamente discutere, ci si chiede se sia equilibrato, se sia legale.</h3>
<p style="text-align: justify">Lo spot raffigura la &#8220;<strong>partita del nucleare</strong>&#8220;. L&#8217;inizio è molto neutrale: bianco e nero, partita a scacchi fra due uomini, gesti lenti. Come scrive <strong><a href="http://www.ilsalvagente.it/Sezione.jsp?titolo=Nucleare%3A+fa+discutere+lo+spot+mascherato+di+Chicco+Testa&amp;idSezione=9272">ilsalvagente</a></strong>, sembra quasi una &#8220;pubblicità progresso&#8221; invece rasenta la &#8220;<strong>pubblicità ingannevole</strong>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify">Pro e contro della svolta nucleare a cui il governo sta facendo cenno da qualche tempo insieme alle associazioni pro nucleare, in barba alle esigenze del paese (quelle reali) e al<strong> referendum del 1987</strong> con il quale gli italiani bocciarono clamorosamente il nucleare in Italia.</p>
<p style="text-align: justify">Sì, era all&#8217;indomani di <strong>Chernobyl</strong>, e sì i referendum servivano ancora ai rappresentati a bocciare le leggi e le proposte sciagurate dei rappresentanti, ma <strong><a href="http://www.econote.it/2010/11/12/no-al-nucleare-ventitre-anni-dopo/" target="_blank">gli italiani scelsero &#8220;no&#8221; e ben l&#8217;80% dei votanti</a></strong>.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>La questione è controversa, gli stessi esperti di dividono.</strong> Non è mio compito spiegare il perchè no o il perchè sì del nucleare in Italia ma sono fortemente <strong>contro</strong>. Un paese come il nostro dovrebbe investire in fonti di <strong>energia pulita e rinnovabile</strong>: penso al sole che picchia sul tavoliere pugliese, ai tanti e potenti fiumi che scorrono lungo la penisola, al mare che lambisce tre lati della nazione e al vento sfruttato dalle pale eoliche in Basilicata (Basilicata coast to coast insegna).</p>
<h3 style="text-align: justify"><a href="http://www.econote.it/2010/09/27/nucleare-stilata-la-lista-delle-aree-idonee-per-le-scorie/">E poi per uscire dal registro geografico e toccare quello scientifico: delle scorie che ne facciamo? dove la piazziamo una bella centrale nucleare? </a>(sono sicura che di idee in questo paese altamente sismico e alle prese con il federalismo ne hanno&#8230;). E poi ancora chi la costruirà? con gli stessi soldi del ponte sullo stretto?</h3>
<p style="text-align: center"><strong><span style="color: #0000ff"><a rel="attachment wp-att-6004" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/01/inganno.jpg"><img class="size-full wp-image-6004  aligncenter" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/01/inganno.jpg" alt="" width="425" height="240" /></a></span></strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong><span style="color: #0000ff">Andiamo a ritroso per scoprire chi c&#8217;è dientro questo spot. </span></strong>E la risposta è <strong>Chicco Testa</strong>, nuclearista italiano. Attenzione adesso è un nuclearista, ma è tra i fondatori di <strong> Legambiente</strong>, tra i  promotori del referendum per lo  smantellamento delle centrali nucleari (!!!!). La voce che conclude lo spot con un discutibile &#8220;<em>tu sei a favore o contro il nucleare? oppure non hai ancora una posizione?</em>&#8221; rimanda infatti al sito forumnucleare.it</p>
<p style="text-align: justify">Su <a href="http://www.tvblog.it/post/23103/spot-sul-nucleare-chi-lo-paga" target="_blank">Tvblog </a>leggo anche che  la campagna pubblicitaria è costata <strong>6 milioni di euro </strong>che le aziende committenti dello spot molto problabilmente riverseranno sui loro contribuenti. Del Forum Nucleare fanno parte in qualità di soci  fondatori aziende direttamente coinvolte nel business dell’energia  atomica quali <strong>Westinghouse, Enel, Ansaldo Nucleare, Areva e Edf</strong>. Invece la società che lo ha così ben confezionato è la <strong>Saatchi &amp; Saatchi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify"><strong><span style="color: #0000ff">Non sono uno scienziato, mi occupo di comunicazione e marketing, guardo essenzialmente alla semantica del messaggio pubblicitario. Ne sono allarmata. </span></strong>Il contrasto bianco/nero in ambiente neutro, pacato, tranquillo, fra due facce uguali della &#8220;stessa medaglia&#8221; (allargando l&#8217;inquadratura donne, uomini ai tavolini circostanti giocano la stessa partita con loro stessi) è fuorviante. Sottostima, ridimensiona il risvolto negativo del nucleare. Il messaggio audio si concentra sui pro, facendo sembrare sciocchezze i contro all&#8217;energia atomica. E gli scacchi bianchi indovinate a chi sono stati attribuiti? quelli neri. L&#8217;eterna lotta bene contro male che qui sono impersonati da pro nucleare versus contro nucleare.</p>
<h3 style="text-align: justify">Attenzione perchè in un paese come il nostro che si informa  prevalentemente se non esclusivamente attraverso il mezzo televisivo, il  potenziale di uno spot come questo è altissimo.</h3>
<p style="text-align: justify">Sul <strong><a href="http://italianimbecilli.blogspot.com/2010/12/lingannevole-spot-favore-del-nucleare.html" target="_blank">blog italianimbecilli</a></strong> trovo riscontro alle mie riflessioni, in più ci sono il link al blog del forumnucleare dove lasciare un commento e il suggerimento a doppiare lo spot stando attenti al timbro e all&#8217;intonazione così come fanno in quello che passa in tv.</p>
<p style="text-align: justify">Eccovi la petizione contro il nucleare di <strong>Legambiente</strong>:  si chiama &#8220;<strong><a href="http://www.legambiente.it/petizioni.php?idPetizione=44&amp;cartolina=1" target="_blank">Per il clima contro il nucleare: </a></strong>Per un sistema energetico moderno, pulito sicuro, contro il ritorno del nucleare&#8221;<strong>.</strong></p>
<p style="text-align: justify">E tu? Fatti una posizione sul nucleare ma non basata sullo spot. <strong><a href="http://www.youtube.com/results?search_query=spot+nucleare&amp;aq=f" target="_blank">Qui ci sono lo spot sul nucleare che va in tv e tutte le rivisitazioni fatte</a>. </strong></p>
<p style="text-align: justify">
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		<title>L&#8217;ambientalista dell&#8217;anno 2010</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Dec 2010 08:30:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marianna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; l&#8217;ecologista dell&#8217;anno per La Nuova Ecologia e Legambiente. Ha ricevuto un terzo dei voti inviati dai lettori, opera nel settore del riciclo e lo fa a Caserta. Antonio Diana è titolare insieme al fratello Nicola della Erreplast che si occupa del recupero di materie plastiche da reinserire nel ciclo industriale: trasforma le bottiglie recuperate [...] <a href="http://www.econote.it/2010/12/29/lambientalista-dellanno-2010/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify">E&#8217; l&#8217;ecologista dell&#8217;anno per La Nuova Ecologia e Legambiente. Ha ricevuto un terzo dei voti inviati dai lettori, opera nel settore del riciclo e lo fa a Caserta. Antonio Diana è titolare insieme al fratello Nicola della <a href="http://www.erreplast.it/it/home.htm" target="_blank">Erreplast</a> che si occupa del recupero di materie plastiche da reinserire nel ciclo industriale: trasforma le bottiglie recuperate con la raccolta differenziata.</h3>
<p style="text-align: center"><a rel="attachment wp-att-5806" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/12/pet.jpg"><img class="size-full wp-image-5806  aligncenter" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/12/pet.jpg" alt="" width="268" height="201" /></a></p>
<p style="text-align: justify">La Erreplast è stata fondata nel ’99 dai fratelli <strong>Diana </strong>per riprendere la strada avviata dal padre Mario, ucciso dalla camorra. Oggi questa realtà industriale rappresenta la più grande piattaforma integrata di recupero e riciclo di plastica con una capacità di trattamento di <strong>80.000 tonnellate di rifiuti</strong>. La plastica trattata torna nel ciclo industriale nel settore dell&#8217;<strong>abbigliamento </strong>e del <strong>tessile</strong>. <strong>Antonio Diana</strong> ha avuto il merito di dimostrare che si può fare impresa in maniera seria e coerente e che un’Italia diversa è possibile, nonostante le pressioni della criminalità organizzata.</p>
<p style="text-align: justify">L’impianto potrebbe trattare ogni anno <strong>20mila tonnellate di bottiglie </strong>ma  manca la materia prima frutto della raccolta differenziata e l&#8217;impianto  va al 50% delle sue potenzialità, dice Antonio Diana in un&#8217;intervista a  <strong>Il Fatto</strong>. Un paradosso che con le strade colme di rifiuti solidi urbani dei quali la plastica rappresenta una sostanziosa frazione.</p>
<p style="text-align: justify">Eccolo in una foto da <em>La Nuova Ecologia</em>.</p>
<p style="text-align: center"><a rel="attachment wp-att-5807" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/12/antoniodiana.jpg"><img class="size-full wp-image-5807  aligncenter" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/12/antoniodiana.jpg" alt="" width="250" height="167" /></a></p>
<h3 style="text-align: justify">Quando premiano l&#8217;ecologista dell&#8217;anno, quando Legambiente premia la persona che durante l&#8217;anno si è distinta di più per l&#8217;ottica lungimirante e sostenibile so che sono persone di grande caratura.</h3>
<p style="text-align: justify"><strong>Così mi sono complimentata a nome di tutta la redazione di Econote.it e gli ho chiesto che incentivo rappresentasse essere premiato come ambientalista dell&#8217;anno da La Nuova Ecologia e  Legambiente e la risposta di Antonio Diana è stata:</strong></p>
<h3 style="text-align: justify"><span style="color: #0000ff">&#8220;Grazie molto. È un premio che mi lusinga e che mi responsabilizza ancora  di più e senza alcun dubbio rappresenta un ulteriore incentivo ad  avanti avanti.  Credo vada condiviso con tutti coloro che in Erreplast  si adoperano per tenere insieme risultati economici e promozione  sociale. Spero solo di avere a breve un quadro regionale normativo e di  indirizzo più chiaro, magari si potranno avviare altri investimenti e  dare un ulteriore risposta all&#8217;ambiente e all&#8217;occupazione&#8221;.</span></h3>
<p style="text-align: justify">
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		<title>Dal 2011 addio ai sacchetti di plastica</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Dec 2010 11:45:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Benforte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[legambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[foto da thekitchn.com Sarà il nostro ultimo Natale coi sacchetti di plastica? Forse. Infatti, dal primo gennaio 2011 non potranno più essere commercializzati. Tra pochi giorni, nei negozi, saranno in vendita solo quelli classificati come «biodegradabili». Anche se ci sarà flessibilità, almeno all&#8217;inizio: i supermercati avranno tempo fino al 30 aprile per smaltire le scorte [...] <a href="http://www.econote.it/2010/12/27/dal-2011-addio-ai-sacchetti-di-plastica/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-5723" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/12/2008_12_1-PlasticBag.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-5723" title="2008_12_1-PlasticBag" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/12/2008_12_1-PlasticBag-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" /></a></p>
<p>foto da<em> thekitchn.com</em></p>
<p><strong>Sarà il nostro ultimo Natale coi sacchetti di plastica? </strong>Forse. Infatti, dal primo gennaio 2011 non potranno più essere commercializzati. Tra pochi giorni, nei negozi, saranno in vendita solo quelli classificati come <span style="color: #008000;"><strong>«biodegradabili»</strong></span>. Anche se ci sarà flessibilità, almeno all&#8217;inizio: i supermercati avranno tempo fino al 30 aprile per smaltire le scorte di sacchetti, mentre grandi strutture fino al 31 agosto e i negozi più piccoli fino al 31 dicembre 2011.</p>
<p><span style="color: #008000;"><strong>Un grandissimo successo questo, che ci mette al passo con altri paesi che in Europa e nel mondo hanno già da tanto tempo abolito la plastica dai sacchetti.</strong></span></p>
<p>E ora che tipo di sacchetti ci saranno? I negozi venderanno i <strong>biodegradabili</strong>, come già detto, ma ci saranno anche quelli di <strong>carta </strong>mentre, per le spese più pesanti, consigliamo a tutti<strong> <span style="color: #008000;">l&#8217;acquisto di una o due shopping bag di tela, di iuta o qualsiasi altro materiale resistente</span></strong>, che possa tranquillamente sostenere il peso di una spesa, anche settimanale.</p>
<p>Invece, per riconoscere i sacchetti amici dell&#8217;ambiente, bisogna cercare<strong> il numero della norma europea En 13432 </strong>(&#8220;Requisiti per imballaggi recuperabili mediante compostaggio e biodegradazione &#8211; Schema di prova e criteri di valutazione per l’accettazione finale degli imballaggi&#8221;) stampato sul sacchetto stesso.</p>
<p>Non sono però mancate le polemiche negli ultimi giorni. Ad esempio  <strong>Enrico Chialchia</strong>, direttore di <strong>Unionplast</strong>, ha fatto notare la mancanza di decreto attuativo, e quindi nessun procedimento approvato, né tanto meno regime di sanzioni. Ha risposto però subito il senatore <strong>Francesco Ferrante</strong>, già direttore di <strong>Legambiente</strong>, smentendo questa mancanza e, soprattutto, facendo notare l&#8217;inutilità del decreto attuativo per l&#8217;entrata in vigore del provvedimento.</p>
<p>Quindi, cosa c&#8217;è da aspettarsi? Certo non un azzeramento totale dei sacchetti nel prossimo anno, ma <strong>un netto cambiamento di tendenza</strong>, bisogna dirlo, grazie anche all&#8217;intervento del ministro Stefania Prestigiacomo, che si è molto battuta per l&#8217;attuazione di questo procedimento, soprattutto nel momento in cui sembrava che l&#8217;abolizione dei sacchetti di plastica sarebbe dovuta slittare di un altro anno. E, proprio successivo al suo ultimo intervento per evitare un&#8217;ulteriore proroga di un anno all&#8217;attuazione è stato l&#8217;annuncio della sua uscita dal Pdl.</p>
<p>La progressiva messa al bando dei sacchetti di plastica non potrà che avere grandi effetti sull&#8217;ambiente: basti pensare al fatto che <strong>un sacchetto di plastica sopravvive nell&#8217;ambiente per centinaia di anni, causando spesso la morte sia dei pesci che di altri animali, ed è anche difficile da riciclare.</strong> Una piccola vittoria, questa, che ci fa ben sperare per il futuro, no?<br />
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		<title>Rassegna ecologista n. 13</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Nov 2010 09:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marianna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Si può tranquillamente dire che sia stata la settimana delle tigri. Nel senso che per questi splendidi animali a rischio ci sono state delle novità (da Econote.it)  e nel senso che è stata una settimana dura, di scontri e lotte. Si lotta a Napoli, una città resa irriconoscibile da montagne di sacchetti della spazzatura su [...] <a href="http://www.econote.it/2010/11/28/rassegna-ecologista-n-13/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a rel="attachment wp-att-5094" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/11/thumb.php_.jpg"><img class="size-medium wp-image-5094 aligncenter" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/11/thumb.php_-300x109.jpg" alt="" width="300" height="109" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Si può tranquillamente dire che sia stata la settimana delle tigri. Nel senso che per <strong><a href="http://www.econote.it/2010/11/23/summit-internazionale-contro-lestinzione-della-tigre/">questi splendidi animali a rischio ci sono state delle novità</a></strong> (<em>da Econote.it</em>)  e nel senso che è stata una settimana dura, di scontri e lotte.</p>
<p style="text-align: left;">Si lotta a <strong>Napoli</strong>, una città resa irriconoscibile da montagne di sacchetti della spazzatura su cui è caduta una pioggia incessante. Dove davanti alla disarmante inettitudine delle istituzioni- che non meritano maiuscola &#8211; è il caso solo di dire &#8220;piove sul bagnato&#8221;.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.legambiente.it/dettaglio.php?tipologia_id=10&amp;contenuti_id=1779"><strong>Legambiente lancia &#8220;Ministro Di-smettila</strong></a>&#8221; con cui ricordano al dicastero della Prestigiacomo che i sacchetti di plastica vanno messi fuori legge a partire dal gennaio 2011 (oramai, a forza di rinvii&#8230;). <em>Da Legambiente.it</em></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.greenme.it/consumare/acqua/3578-arsenico-nellacqua-128-i-comuni-a-rischio-"><strong>Arsenico nell&#8217;acqua</strong></a>, preoccupante per diversi Comuni italiani (<em>Da Greenme.it</em>). <em><br />
</em></p>
<p style="text-align: left;">Si chiude oggi <strong>la settimana della riduzione dei rifiuti</strong>, un resoconto domani su <strong>Econote.it</strong>.</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><strong><span style="color: #008000;">Citando una nota Rossella: &#8220;<em>Domani è un altro giorno</em>&#8220;. </span></strong><em> </em></p>
<p style="text-align: left;">Ma c&#8217;è sempre spazio per una <strong>good news</strong>, che ci segnala Federico:</p>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="color: #008000;">&#8220;Com&#8217;è verde la nostra valle&#8221;</span></strong></p>
<p style="text-align: left;"><em>Corchiano, quattromila abitanti, nel viterbese, è il «comune più  virtuso» del paese. Ricicla l&#8217;85 per cento dei rifiuti, privilegia la  filiera corta e gli orti urbani, aspira a raggiungere l&#8217;autonomia  energetica. Progetti resi possibili da una comunità salda e iperattiva e  da un&#8217;integrazione concreta degli immigrati. <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2010-11-24/come-verde-nostra-valle-150806.shtml?uuid=AYA4MLmC"><strong>Da IlSole24Ore </strong></a></em></p>
<p style="text-align: left;"><em><strong>Bravi!<br />
</strong></em></p>
<p style="text-align: left;">
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		<title>L&#8217;Italia che frana</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Nov 2010 06:45:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Sansone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<description><![CDATA[Ben 480mila eventi franosi verificatisi in Italia e circa il 70% di comuni a rischio idrogeologico nel bel paese. Questi sono solo alcuni degli spaventosi numeri dati da Legambiente, riguardo la stuazione del nostro territorio. Ogni anno un deja vu di notizie corre lungo le testate giornalistiche, tutte con lo stesso comun divisore: il disastro [...] <a href="http://www.econote.it/2010/11/11/litalia-che-frana/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify"><span style="color: #0000ff">Ben 480mila eventi franosi verificatisi in Italia e circa il 70% di comuni a rischio idrogeologico nel bel paese. </span><span style="color: #008000"><strong><a rel="attachment wp-att-4526" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/11/smottamenti.jpg"><img class="size-medium wp-image-4526 alignright" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/11/smottamenti-300x216.jpg" alt="" width="297" height="213" /></a></strong></span></h3>
<p style="text-align: justify">Questi sono solo alcuni degli spaventosi numeri dati da <strong>Legambiente</strong>, riguardo la stuazione del nostro territorio. Ogni anno un <em>deja vu</em> di notizie corre lungo le testate giornalistiche, tutte con lo stesso comun divisore: <strong>il disastro idrogeologico</strong>. <span style="color: #008000"><strong>Ma è davvero così debole di natura il nostro Paese?</strong></span></p>
<p style="text-align: justify">L’Italia è naturalmente a rischio a causa di un territorio <strong>“attivo” </strong>geologicamente. Ma ciò non spiega la frequenza di fenomeni così gravi, come frane ed esondazioni. Infatti l’assiduità e la potenza di tali fenomeni va ricercata negl’interventi dell’uomo sul territorio.</p>
<h4 style="text-align: justify"><span style="color: #0000ff">Il terreno, per quanto possa sembrare diversamente, è un sistema ricco di vita e molto complesso. La sua composizione è molto importante e ne determina la solidità, oltre che la vivibilità.</span></h4>
<p style="text-align: justify">Fenomeni come l’Urbanizzazione indiscriminata, la Deforestazione e l’Agricoltura arretrata e selvaggia, mettono in serio pericolo il Paese e la Popolazione, dal nord al sud.</p>
<p style="text-align: justify">Infatti, se al sud predomina l’espansione inco<a rel="attachment wp-att-4525" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/11/frana.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-4525" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/11/frana-300x199.png" alt="" width="348" height="232" /></a>ntrollata dei centri abitati (un terzo del “territorio verde” italiano è scomparso sotto il cemento), senza piani regolatori che tengano presente dei limiti del territorio, con l’aumento dell’uso del cemento e l’associato disboscamento, con riduzionedel l’area filtrante e fertile del terreno, a nord prevale l’uso di tecniche agricole arretrate molto intensive che accelerano i processi di erosione e quindi privano i terreni dei loro componenti organico-minerali.</p>
<h3 style="text-align: justify"><span style="color: #008000">Gli effetti di tali pratiche sono facilmente immaginabili: se si diminuisce la superficie assorbente, quale è il terreno naturale, si aumenta il volume d’acqua non filtrata e quindi aumenta il rischio di alluvioni; il terreno privato di radici e componenti intrinseche (eroso) è facilmente franabile; la diminuzione delle piante induce un incremento dell’effetto serra locale; la fauna, oltre alla flora, locale tende a scomparire.</span></h3>
<p style="text-align: justify">Recente è il crollo della “<strong>casa dei gladiatori</strong>” a <strong>Pompei</strong>. La colpa è stata data alle copiose precipitazioni degli ultimi giorni. Ma è possibile che una struttura resistita a più di 2000 anni di storia (e piogge), possa crollare su se stessa? Eppure è strano. Il problema delle intense piogge era noto anche agl’antichi cittatidini di Pompei, i quali idearono l’ingegnoso sistema di “massi” alti più di mezzo metro che fungevano da strisce pedonali, in modo da poter camminare in caso di acqua alta.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Lungimiranti. Loro. </strong></p>
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