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	<title>Econote.it &#187; Sostenibilità</title>
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	<description>Storie da un mondo più verde</description>
	<lastBuildDate>Tue, 07 Feb 2012 13:46:26 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Area C a Milano, verso una a vita impatto1? Intervista a Claudia</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 09:08:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marianna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[area c]]></category>
		<category><![CDATA[consigli]]></category>
		<category><![CDATA[emissioni]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
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		<category><![CDATA[vitaimpatto1]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 16 gennaio 2012  a Milano è entrata in vigore l&#8217;Area C, dal lunedì al venerdì, dalle 7.30 alle 19.30 i veicoli privati e commerciali possono accedere in centro (la zone della Cerchia dei Bastioni) con un ticket d’ingresso, in pratica il cuore di Milano è chiuso al traffico. Perchè? Per migliorare le condizioni di vita [...] <a href="http://www.econote.it/2012/02/06/area-c-a-milano-verso-una-a-vita-impatto1-intervista-a-claudia/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div>
<div>
<p><strong>Dal </strong><strong>16 gennaio 2012</strong>  a <strong>Milano</strong> è entrata in vigore l&#8217;<strong><a href="http://www.comune.milano.it/portale/wps/portal/!ut/p/c1/04_SB8K8xLLM9MSSzPy8xBz9CP0os_hAc8OgAE8TIwMDJ2MzAyMPIzdfHw8_Y28jQ_1wkA6zeD9_o1A3E09DQwszV0MDIzMPEyefME8DdxdjiLwBDuBooO_nkZ-bql-QnZ3m6KioCADL1TNQ/dl2/d1/L2dJQSEvUUt3QS9ZQnB3LzZfQU01UlBJNDIwT1RTMzAySEtMVEs5TTMwMDA!/?WCM_GLOBAL_CONTEXT=/wps/wcm/connect/ContentLibrary/per+saperne/per+saperne/area+c">Area C</a></strong>, <strong>dal lunedì al venerdì, dalle 7.30 alle 19.30 i</strong> veicoli privati e commerciali possono accedere in centro (la zone della Cerchia dei Bastioni) con un ticket d’ingresso, in pratica il cuore di Milano è chiuso al traffico.</p>
<h3>Perchè?</h3>
<p><strong><span style="color: #0000ff">Per migliorare le condizioni di vita per chi vive, lavora, studia e visita la città di Milano. </span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff6600">Gli obiettivi dell&#8217;Area C sono:</span></strong></p>
</div>
</div>
<blockquote>
<div>
<div>
<ul>
<li>
<address><strong>ridurre il traffico</strong> nella ZTL Cerchia dei Bastioni</address>
</li>
<li>
<address>rendere più efficaci le <strong>reti di trasporto pubblico</strong> e favorirne lo sviluppo</address>
</li>
<li>
<address>salvaguardare il diritto alla mobilità individuale nel <strong>rispetto dell’interesse comune</strong></address>
</li>
<li>
<address>reperire risorse da destinare alla <strong>mobilità sostenibile</strong>: pedonalità, ciclabilità e traffico a velocità moderata</address>
</li>
<li>
<address><strong>migliorare la qualità urbana</strong> riducendo il numero di incidenti, la sosta selvaggia, l&#8217;inquinamento acustico e atmosferico</address>
<address><a href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2012/02/area-c-milano.jpg" rel="attachment wp-att-12516"><img class="aligncenter  wp-image-12516" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2012/02/area-c-milano.jpg" alt="" width="476" height="318" /></a></address>
</li>
</ul>
</div>
</div>
</blockquote>
<div>
<div>
<p><strong>Area C</strong> nasce anche per <strong>rispettare la volontà espressa dai cittadini milanesi</strong> durante il <a href="http://referendum.comune.milano.it/referendum-cittadini.html">referendum</a>  del 12-13 giugno 2011. Il testo del quesito numero 1, approvato dal 79,1% dei votanti, chiedeva:</p>
</div>
</div>
<div>
<div>
<p align="left">“un piano di interventi per potenziare il trasporto pubblico e la mobilità pulita alternativa all’auto, attraverso<strong>l’estensione a tutti gli autoveicoli (esclusi quelli ad emissione zero) e l’allargamento progressivo fino alla cerchia filoviaria del sistema di accesso a pagamento</strong>, con l’obiettivo di dimezzare il traffico e le emissioni inquinanti&#8221;.</p>
<p align="left"><a href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2012/02/greenkika1.jpg" rel="attachment wp-att-12517"><img class="aligncenter size-large wp-image-12517" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2012/02/greenkika1-600x250.jpg" alt="" width="600" height="250" /></a></p>
<p align="left">Abbiamo a questo proposito intervistato <strong><a href="http://www.econote.it/2010/12/31/vita-a-impatto1-claudia-ci-prova/">Claudia</a></strong>, blogger ed ecologista che vive e lavora a Milano e a partire dal <strong>1&#8242; gennaio 2011</strong> ha iniziato una nuova vita &#8220;a <strong>impatto1</strong>&#8221; eliminando progressivamente gli spechi e abbattendo la sua impronta sul Pianeta. <strong><a href="http://www.econote.it/2011/01/18/vitaimpatto1-dopo-2-settimane/">Qui</a></strong> un po&#8217; di <strong><a href="http://www.econote.it/2011/05/28/leave-your-footprint-claudia-paola-e-colin/">articoli</a></strong> e <strong><a href="http://www.econote.it/2011/02/01/vita-a-impatto-1-e-gia-un-mese/">interviste</a></strong> che la riguardano. E <strong><a href="http://www.vitaimpatto1.org/">questo</a></strong> è il suo blog fra consigli e ricette vegane.</p>
<h3 align="left"><span style="color: #ff6600">Area C a Milano, è utile? In particolar modo a cosa?</span></h3>
</div>
</div>
<div> Area C darà i suoi risultati sul lungo termine, e porterà cambiamenti nei comportamenti dei cittadini e una maggiore consapevolezza di quanto sia importante vivere in una città smart e respirabile.</div>
</div>
<h3><span style="color: #ff6600">Quali dovrebbero essere i passi successivi per una Milano sempre più sostenibile? </span></h3>
<div></div>
<div>Nei miei sogni i milanesi non hanno l&#8217;auto. Anzi, vengono premiati se praticano <strong>sport</strong> o se usano la <strong>bicicletta</strong>.</div>
<div>Nella realtà <strong>Milano</strong> potrebbe cominciare a multare chi compie <strong>crimini ecologici</strong>,  butta <strong>rifiuti</strong> per strada o sosta col motore acceso, e migliorare e aumentare le piste ciclabili.</div>
<div></div>
<h3><a href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2012/02/greenkika_1.jpg" rel="attachment wp-att-12518"><br />
</a></h3>
<h3><span style="color: #ff6600">Vedi dei segnali di miglioramento o peggioramento della città?</span></h3>
<div></div>
<div>Lavoro in centro, sì. Le strade sono decisamente più sgombre. Non so come sia la situazione al di fuori della Cerchia.</div>
<div></div>
<h3><span style="color: #ff6600">Aspetto positivi e negativi dell’Area C a Milano.</span></h3>
<div></div>
<div><strong>Positivo</strong>: è un piccolo passo per una maggiore consapevolezza ambientale.</div>
<div><strong>Negativo</strong>: c&#8217;è sempre qualcuno di scontento e qualcuno che fa il furbo.</div>
<div></div>
<div><a href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2012/02/area-c-milano-polemiche-residenti.jpg" rel="attachment wp-att-12525"><img class="aligncenter size-large wp-image-12525" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2012/02/area-c-milano-polemiche-residenti-600x250.jpg" alt="" width="600" height="250" /></a></div>
<h3><span style="color: #ff6600">Prima delle elezioni, l’allora candidato Giuliano Pisapia aveva incontrato un gruppo di blogger per confrontarsi con loro. Tu eri fra questi. Cosa ne pensi adesso?</span></h3>
<div></div>
<div>Continuo ad avere fiducia, però ho bisogno di vedere buoni risultati. <img src='http://www.econote.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  E siamo sulla &#8220;buonina&#8221; strada, diciamo.</div>
<div></div>
<h3><span style="color: #ff6600">È già trascorso un anno della tua a “vitaimpatto1”. Ci dici a cosa hai imparato a rinunciare e come è migliorata la tua vita?</span></h3>
<div></div>
<div>Le rinunce sono difficili da sostenere a lungo termine. Meglio chiamarle <strong>&#8220;buone nuove abitudini&#8221;</strong>. Subito cambia la prospettiva. Diciamo che mi sono migliorata molto nella mia quotidianità e che non smetto mai di imparare. Esaltante.</div>
<div></div>
<div>Ho scritto un post <strong><a href="http://www.vitaimpatto1.org/2012/01/02/la-mia-vita-a-impatto-1-non-finisce-qui/">molto lungo a riguardo</a></strong>, e di certo ho imparato che per me la strada è ancora molto lunga, e chissà, forse ci saranno nuove evoluzioni inaspettate nelle mie scelte di vita. <img src='http://www.econote.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </div>
<div></div>
<div>
<h3><a href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2012/02/greenkika_1.jpg" rel="attachment wp-att-12518"><img class="aligncenter" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2012/02/greenkika_1-564x250.jpg" alt="" width="564" height="250" /></a></h3>
</div>
<h3><span style="color: #008000">Ci dai delle &#8220;eco-note&#8221; per essere più green? </span></h3>
<div></div>
<address>1. Take it easy</address>
<address>2. Sei quello che mangi</address>
<address>3. Hai un solo pianeta a disposizione, ed è già messo male.</address>
<address>4. Ci sono molte cose più importanti della tua pigrizia o dei tuoi vizi. Sta a te scegliere le priorità</address>
<address>5. Sii coerente</address>
<address>6. Conosci la natura, e se non riesci ad amarla, almeno rispettala</address>
<div></div>
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</ul>
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		<title>Econote consiglia: libri ecologici</title>
		<link>http://www.econote.it/2012/01/30/econote-consiglia-libri-ecologici-4/</link>
		<comments>http://www.econote.it/2012/01/30/econote-consiglia-libri-ecologici-4/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 08:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Benforte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Clima]]></category>
		<category><![CDATA[eco-sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>

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		<description><![CDATA[Come sempre abbiamo raccolto un po’ di segnalazioni editoriali a tema ecologia e ambiente che ci sembrano meritevoli di attenzione. Sembra molto interessante il libro di Silvia Zamboni L&#8217;Italia della green economy. Idee, aziende e prodotti nei nuovi scenari globali (ed. Ambiente), in cui si realizza un quadro delle aziende che in Italia puntano tutto [...] <a href="http://www.econote.it/2012/01/30/econote-consiglia-libri-ecologici-4/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #008000;">Come sempre abbiamo raccolto un po’ di segnalazioni editoriali a tema ecologia e ambiente che ci sembrano meritevoli di attenzione.</span></h3>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-12432" title="cover_web_zamb" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2012/01/cover_web_zamb-200x175.jpg" alt="" width="200" height="175" /></p>
<p>Sembra molto interessante il libro di Silvia Zamboni <em><a href="http://www.amazon.it/LItalia-economy-aziende-prodotti-scenari/dp/8866270164/ref=sr_1_12?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1327879813&amp;sr=1-12">L&#8217;Italia della green economy. Idee, aziende e prodotti nei nuovi scenari globali</a></em> (ed. Ambiente), in cui si realizza un quadro delle aziende che in Italia puntano tutto sulla sostenibilità: “Oggi la parola d&#8217;ordine, ripetuta con insistenza in ogni circostanza, è crescita, per uscire dalla crisi economica e finanziaria legata al debito pubblico, allontanando lo spettro della bancarotta. Alla crescita, però va data una precisa direzione di marcia verso la sostenibilità, che tenga conto dell&#8217;ambiente”. Stessa tematica trattata anche da un volume Franco Angeli, <em><a href="http://www.amazon.it/Sostenibilit%C3%A0-economy-Competitivit%C3%A0-strategie-millennio/dp/8856822865/ref=sr_1_47?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1327879866&amp;sr=1-47">Sostenibilità e green economy. Quarto settore. Competitività, strategie e valore aggiunto per le imprese del terzo millennio</a></em> di Paolo Ricotti.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-12433" title="copj170.asp" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2012/01/copj170.asp_-170x175.jpg" alt="" width="170" height="175" /></p>
<p>Un volume dal taglio più storico, ma ugualmente interessante, è <a href="http://www.amazon.it/passato-futuro-percorso-Saggi-Natura-artefatto/dp/8860366712/ref=sr_1_23?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1327879832&amp;sr=1-23">Città tra passato e futuro. Un percorso critico sulla via di Biopoli</a>, saggio di Claudio Saragosa per Donzelli: “Che cos&#8217;è la città? Che cosa è stata nella storia? Cosa è diventata nel XX secolo e, soprattutto, cosa potrà essere nel futuro? &#8220;Spazio&#8221; ed &#8220;ecologia&#8221; sono le due parole chiave attraverso cui Claudio Saragosa tenta di rispondere a queste domande, disegnando una mappa, tutt&#8217;altro che scontata, degli obiettivi che l&#8217;urbanistica storicamente ha perseguito e dei modelli che si è data.”</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-12434" title="PICCOLI_GESTI_cop_g" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2012/01/PICCOLI_GESTI_cop_g.jpg" alt="" width="168" height="239" /></p>
<p>Tra i volumi “utili” segnalerei senza dubbio <em><a href="http://www.amazon.it/Piccoli-gesti-ecologia-Libri-fare/dp/8873074618/ref=pd_rhf_se_shvl3">Piccoli gesti di ecologia</a></em>, libro per bambini e ragazzi “con proposte di gioco, notizie, consigli e riflessioni per il tempo che verrà, con la certezza che sono i piccoli gesti di oggi a rendere possibile un futuro diverso e a misura d&#8217;uomo.” Roberto Papetti e Gianfranco Zavalloni sono gli autori.</p>
<p><img class="aligncenter  wp-image-12435" title="17386457_italia-radioattiva-scorie-nucleari-chi-sa-trema-ma-in-silenzio-0" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2012/01/17386457_italia-radioattiva-scorie-nucleari-chi-sa-trema-ma-in-silenzio-0.png" alt="" width="171" height="254" /></p>
<p>Infine, su tematiche più scottanti e d’attualità, una segnalazione importante: <em><a href="http://www.amazon.it/Scorie-radioattive-silenzio-Yahoopolis-postmoderne/dp/8874248032/ref=sr_1_8?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1327879962&amp;sr=1-8">Scorie radioattive. Chi sa trema, ma in silenzio</a></em> (Aliberti) è un volume scritto da Andrea Bertaglio e Maurizio Pallante sul giro di scorie nucleari all’interno del nostro paese. Depositi di veleni sparsi un po’ dovunque, di cui poco si parla.<br />
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<li><a href="http://www.econote.it/2010/03/01/salviamo-le-api-il-governo-francese-corre-ai-ripari/" title="Salviamo le api, il governo francese corre ai ripari">Salviamo le api, il governo francese corre ai ripari</a> (1)</li>
<li><a href="http://www.econote.it/2010/02/16/pascua-lama-un-progetto-minerario-per-estrarre-minerali-a-danno-dei-ghiacciai/" title="Pascua Lama: un progetto minerario per estrarre minerali a danno dei ghiacciai">Pascua Lama: un progetto minerario per estrarre minerali a danno dei ghiacciai</a> (4)</li>
<li><a href="http://www.econote.it/2009/11/01/calcola-la-tua-impronta-di-carbonio/" title="Calcola la tua impronta di Carbonio">Calcola la tua impronta di Carbonio</a> (2)</li>
<li><a href="http://www.econote.it/2011/12/19/natale-2011-crisi-anche-per-i-regali-di-natale/" title="Natale 2011, crisi anche per i regali di Natale">Natale 2011, crisi anche per i regali di Natale</a> (0)</li>
</ul>
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		</item>
		<item>
		<title>Il Salone del Mobile di Parma nel rispetto dell&#8217;Ambiente!</title>
		<link>http://www.econote.it/2012/01/25/il-salone-del-mobile-di-parma-nel-rispetto-dellambiente/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 10:48:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tania Talamo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Econote presenta]]></category>
		<category><![CDATA[parma]]></category>
		<category><![CDATA[salone del mobile]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>

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		<description><![CDATA[Un’interessante iniziativa, già ormai giunta alla DECIMA EDIZIONE, che vi vogliamo segnalare  è il Salone del Mobile di Parma  che si terrà dal 28 gennaio al 5 febbraio 2012 nel nuovo quartiere fieristico parmense e organizzato da Fiere di Parma e da Orgacom. Un appuntamento da non perdere…. Che si svillupperà, anche,  attraverso la realizzazione [...] <a href="http://www.econote.it/2012/01/25/il-salone-del-mobile-di-parma-nel-rispetto-dellambiente/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un’interessante iniziativa, già ormai giunta alla DECIMA EDIZIONE, che vi vogliamo segnalare  è il <a href="http://www.salonedelmobilediparma.it/parma2012/home.html"><span style="color: #99cc00"><strong>Salone del Mobile di Parma</strong></span> </a> che si terrà dal 28 gennaio al 5 febbraio 2012 nel nuovo quartiere fieristico parmense e organizzato da <strong><span style="color: #000000">Fiere di Parma e da Orgacom</span></strong>.</p>
<h3>Un appuntamento da non perdere….</h3>
<p>Che si svillupperà, anche,  attraverso la realizzazione di due aree tematiche:</p>
<h2 style="text-align: center"><a href="http://www.salonedelmobilediparma.it/parma2012/mostreCollaterali.html"><strong><span style="color: #99cc00"><span style="color: #008000">“</span>Vivi Meglio <span style="color: #000000">e</span> <span style="color: #008000">Vivi Verde</span>”!<span style="color: #008000">!</span>!</span></strong></a></h2>
<p>Così definite:<br />
L’area <span style="color: #99cc00"><strong>VIVI MEGLIO </strong></span> sarà orientata alla presentazione di piccoli oggetti di produzione artigianale con l’intento di esaltarne l’ originalità del progetto stesso, non relegato nè alla produzione in serie né alla promozione di una firma o di un marchio in particolare, in collaborazione anche con cooperative sociali legate al territorio.<br />
<strong><span style="color: #99cc00">E, inoltre, tutti gli oggetti sono realizzati con materiali poveri o di recupero, nel rispetto anche dell’ambiente!</span></strong><br />
“<em>Vivi Meglio</em>” sarà uno spazio aperto con sedute e piani d’appoggio di forma differenti, mobili tradizionali e non, vegetazione e vari tipi di luminarie. I materiali utilizzati saranno principalmente il legno e il ferro e poi saranno realizzate grafiche e illustrazioni direttamente sulle pareti. Tutto sotto la supervisione del gruppo di architetti di <a title="Octopus Lab Project" href="http://octopuslabproject.wordpress.com/" target="_blank"><span style="color: #000000"><strong>Octopus Lab Project</strong></span></a>   da cui è partita tale idea!</p>
<p><a href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2012/01/Lampada-di-cartone-011.jpg" rel="attachment wp-att-12382"><img class="wp-image-12382 aligncenter" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2012/01/Lampada-di-cartone-011-285x175.jpg" alt="" width="336" height="206" /></a></p>
<p>L’area <strong><span style="color: #008000">VIVI VERDE</span></strong> invece sarà protagonista la <strong><span style="color: #008000">creatività per outdoor</span></strong>!<br />
Saranno presentate soluzioni per arredare e vivere spazi esterni, attraverso l’utilizzo di<span style="color: #008000"> piante, architetture per il verde domestico e arredi.</span></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2012/01/Tavolo-di-stoffa.jpg" rel="attachment wp-att-12383"><img class="size-medium wp-image-12383 aligncenter" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2012/01/Tavolo-di-stoffa-285x175.jpg" alt="" width="285" height="175" /></a></p>
<h4 style="text-align: center"><span style="color: #ff0000">Bhè allora non ci tocca che andare…e magari trovarsi vincitori anche di un premio, del valore di 10.000 euro, che darà la possibilità di acquistare complementi e arredi presso gli espositori aderenti all’iniziativa!</span></h4>
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		<title>Natale 2011, crisi anche per i regali di Natale</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 00:20:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Benforte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Sarà crisi anche sotto l’albero? Secondo le stime dell’Adoc sì, questo sarà un Natale con la cinghia stretta. La spesa per i regali infatti è in calo del 16% rispetto allo scorso anno, e al suo posto prendono piede  le strategie interessanti del riciclo e dell’usato. Infatti, un dono su tre sarà di seconda mano. [...] <a href="http://www.econote.it/2011/12/19/natale-2011-crisi-anche-per-i-regali-di-natale/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sarà <strong>crisi</strong> anche sotto l’albero? Secondo le stime dell’<a href="http://www.adoc.org/notizie/5662/natale-crolla-del-16-la-spesa-i-regali-adoc-un-don"><strong>Adoc</strong></a> sì, questo sarà un Natale con la cinghia stretta. <strong>La spesa per i regali infatti è in calo del 16% rispetto allo scorso anno</strong>, e al suo posto prendono piede  le strategie interessanti del riciclo e dell’usato. Infatti, <strong>un dono su tre sarà di seconda mano.</strong> Riuso, riciclo, creatività, queste le parole d’ordine per questo Natale, caratterizzato dalla crisi rispetto agli scorsi anni.</p>
<p>Oltre alla strada del riuso di regali, c’è una piccola fetta del campione analizzato (15%) che farà regali fai-da-te, mentre un’altra farà baratto (10%). Tra i pensieri più riutilizzati, ci saranno oggetti di abbigliamento (nel 38% dei casi) o confezioni alimentari (23%), beni di consumo come Dvd e libri (7%) e giochi elettronici (17%) o ancora prodotti hi-tech (4%).</p>
<p>Altro dato su cui riflettere, il calo dei giochi e dei videogiochi, per la prima volta da anni. Questo non fa che confermare una tesi: quella che i bambini da piccoli abbiano fin troppo, un numero eccessivo di giochi e giocattoli con cui non riescono o non vogliono giocare, e si dimenticano di averli e di usarli anche nel giro di una settimana.</p>
<p>Tra le cause di questa riduzione dei consumi, ovviamente, sottolinea <strong>Carlo Pileri, presidente dell’Ado</strong>c, ci sono aumento dell&#8217;Iva, costo della vita in continua crescita, che <strong>faranno spendere agli italiani in media 300 euro in meno dello scorso anno.</strong> Sinceramente, di questi tempi ma non solo, quello del riuso e del riciclo ci sembra una utile alternativa alla crisi in un’ottica reale di riduzione degli sprechi.  Sempre meglio delle sciarpe o dei cappelli della nonna, no?</p>
<p>E così si tenderà ad affermare anche da noi una tendenza che negli Usa è già consuetudine, quella di affidarsi sempre più a queste possibilità per realizzare un regalo a Natale. Oltreoceano sempre più siti si sono specializzati in questi tipi di regali, e in un secondo momento abbiamo anche dei siti che si occupano dello smaltimento dei giochi in eccesso, qualche settimana dopo Natale.<br />
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		<title>Più sesso in mare! Il WWF contro le quote di pesca</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Dec 2011 13:19:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Benforte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è tenuto ieri a Bruxelles il raduno WWF di Pesci innamorati. Un’idea intelligente per riflettere sul problema della pesca eccessiva nei mari di tutto il mondo. E così gli attivisti del WWF, in modo originale, hanno chiesto a livello europeo, la possibilità per le specie di pesci di tutti i mari di riprodursi attraverso [...] <a href="http://www.econote.it/2011/12/17/piu-sesso-in-mare-il-wwf-contro-le-quote-di-pesca/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è tenuto ieri a Bruxelles il <strong>raduno WWF di Pesci innamorati</strong>. Un’idea intelligente per riflettere sul problema della pesca eccessiva nei mari di tutto il mondo. E così gli attivisti del WWF, in modo originale, <strong>hanno chiesto a livello europeo, la possibilità per le specie di pesci di tutti i mari di riprodursi attraverso la riduzione delle quote di pesca e il conseguente ripristino degli stock, impoveriti da oltre vent’anni di pesca eccessiva. </strong></p>
<p>E sì, perché ieri si sono riuniti i ministri dell’agricoltura e della pesca per decidere alcune linee guida per il 2012. E il WWF ci ha tenuto a chiedere <strong>“More Sex, Yes!”</strong>, per permettere il recupero degli stock ittici e puntare entro il 2015 ad ottenere stock pari o superiori al Maximum Sustainable Yield (MSY, Rendimento Massimo Sostenibile), per<strong> permettere comunque la pesca ma stabilire un limite massimo per ogni pesce, evitando che se ne diminuisca la produttività.</strong></p>
<p>Il WWF, seguendo autorevoli pareri scientifici, ha cercato in questo modo di porre l’attenzione su una raccomandazione che negli ultimi venti e passa anni non è stata mai seguita. Facciamoli riprodurre dunque, questi pesci. A tutti gli amanti della buona cucina non dispiace certo una bella orata, il pesce spada, un ottimo trancio di tonno. Qui non si sta chiedendo a nessuno di cambiare le proprie abitudini alimentari, ma almeno di ridimensionare a livello europeo le quote di pesca, come sottolinea anche <strong>Marco Costantini responsabile Mare del WWF Italia</strong>, che ha dichiarato: &#8220;Basare i limiti di cattura su pareri scientifici e permettere agli stock ittici di riprendersi e prosperare deve essere una priorità per gli Stati membri e un obiettivo centrale della riforma della politica comune della pesca. La salvaguardia degli stock ittici è una precondizione per salvare i mari europei e il settore della pesca.&#8221;</p>
<p>E se tenete a questi temi, come noi, segnaliamo anche la petizione per porre fine alla pesca eccessiva, che anche in Italia ha già raccolto migliaia di firme: <a href="http://www.wwf.it/petizionepesca">www.wwf.it/petizionepesca</a><br />
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		<title>Torre Eiffel e Tower Bridge saranno green</title>
		<link>http://www.econote.it/2011/11/23/torre-eiffel-e-il-tower-bridge-diventeranno-momumenti-sostenibili/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 16:17:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tania Talamo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[londra]]></category>
		<category><![CDATA[parigi]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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		<description><![CDATA[Le due capitali più visitate del mondo  Londra e  Parigi diventeranno sostenibili !! Come? Attraverso due dei loro luoghi simbolo: la Torre Eiffel e il Tower Bridge che saranno sottoposti a un’operazione di restyling che li trasformerà in veri e propri monumenti sostenibili. Il progetto francese rientra in un intervento di ammodernamento del primo piano [...] <a href="http://www.econote.it/2011/11/23/torre-eiffel-e-il-tower-bridge-diventeranno-momumenti-sostenibili/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le due capitali più visitate del mondo  <strong>Londra </strong> e  <strong>Parigi</strong> diventeranno sostenibili !! Come? Attraverso due dei loro luoghi simbolo: la <span style="color: #99cc00"><strong>Torre Eiffel</strong></span> e il <span style="color: #99cc00"><strong>Tower Bridge</strong></span> che saranno sottoposti a un’operazione di restyling che li trasformerà in veri e propri <span style="color: #99cc00"><strong>monumenti sostenibili</strong>.</span></p>
<p><a rel="attachment wp-att-11465" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/axo-premier-tage-de-la-tour-eiffel-agence-moatti-rivire1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-11465" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/axo-premier-tage-de-la-tour-eiffel-agence-moatti-rivire1.jpg" alt="" width="205" height="171" /></a></p>
<p>Il <strong>progetto francese</strong> rientra in un intervento di <strong>ammodernamento</strong> del <span style="text-decoration: underline">primo piano della Tour Eiffel</span>, che è attualmente il <strong>meno frequentato</strong> dai visitatori che sono soliti non sostarvi per arrampicarsi ai piani più elevati. Per <strong>invogliare i turisti </strong>a restarvi più a lungo saranno realizzate una <strong>sala per spettacoli</strong> e <strong>una da 300 posti</strong> per meeting e conferenze, <strong>boutiques</strong>, un <strong>caffè</strong>, un <strong>piccolo museo</strong> oltre naturalmente agli<span style="color: #99cc00"> <strong>impianti di energia rinnovabile</strong></span>. È prevista l’installazione di <strong><span style="color: #99cc00">4 pannelli solari</span></strong> e altrettante <span style="color: #99cc00"><strong>pale eoliche</strong>,</span> che permetteranno di <span style="color: #99cc00"><strong>dimezzare il consumo di elettricità</strong></span> e la creazione di un <strong><span style="color: #99cc00">sistema di raccolta della pioggia </span></strong>che permetterà la produzione di oltre il <strong>50% dell’acqua calda</strong> utilizzata nei <strong>bagni </strong>e nei <strong>ristoranti</strong>, in modo completamente sostenibile.</p>
<p>Già in passato il più rappresentativo dei monumenti parigini era stato sottoposto a interventi per promuovere la <span style="color: #99cc00"><strong>sostenibilità ambientale,</strong></span> con l’utilizzo di <strong>vernici ad acqua</strong> per gli interventi di manutenzione e la sostituzione delle vecchie lampadine con <span style="color: #99cc00"><strong>dispositivi a led</strong></span>,<strong> </strong>più efficienti e meno inquinanti.</p>
<p>Per ridurre i consumi elettrici, inoltre, si è pensato anche di dimezzare la <strong>durata dello “scintillio”</strong>, che la illumina tutti i giorni a mezzanotte, <span style="color: #99cc00"><strong>da 10 a 5 minuti </strong>e i <strong>rifiuti</strong></span> prodotti sul monumento vengono da tempo <span style="color: #99cc00"><strong>raccolti in maniera differenziata. </strong></span></p>
<p><a rel="attachment wp-att-11466" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/images.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-11466" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/images.jpg" alt="" width="259" height="194" /></a></p>
<p>Anche la città di <strong>Londra</strong> ha scelto di perseguire una svolta sostenibile, soprattutto in vista delle <strong>Olimpiadi del 2012</strong>. Per questo le autorità hanno deciso di rendere l’impianto di illuminazione del <strong>Tower Bridge</strong> meno inquinante e più efficiente. Le lampadine che illuminano il ponte, infatti, saranno sostituite da un<strong> impianto a Led</strong>. Gli esperti ed i tecnici assicurano per il Tower Bridge una <strong>luce di qualità migliore</strong>, anche grazie all’innovativo sistema dei diodi, prodotta da <span style="color: #99cc00"><strong>fonti rinnovabili</strong> </span>e capace di <span style="color: #99cc00"><strong>ridurre </strong>il <strong>consumo energetico</strong> del <strong>40%</strong>. </span></p>
<p>Inoltre tutto ciò permetterà tra l’altro di <strong>installare e proiettare</strong> sul ponte i <strong>cinque cerchi olimpici luminosi</strong>.</p>
<p><strong><span style="color: #99cc00">UN VERO SPETTACOLO GREEN!!!</span></strong><br />
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		<title>GreenWebEconomics, di Davide Reina e Silvia Vianello</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 12:54:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Benforte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri Verdi]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[davide reina]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[È giunto il momento di pensare Green non solo nella vita di tutti giorni, ma anche a un livello più alto, in quelli che sono i principi economici che governano la nostra società. È una “nuova frontiera”, così come viene definita nel sottotitolo del libro, quella della GreenWebEconomics, che Davide Reina e Silvia Vianello illustrano [...] <a href="http://www.econote.it/2011/11/21/greenwebeconomics-di-davide-reina-e-silvia-vianello/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-11368" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/greenwebeconomics_copertina-591x620.png"></a></p>
<p>È giunto il momento di <strong>pensare Green</strong> non solo nella vita di tutti giorni, ma anche a un livello più alto, in quelli che sono i principi economici che governano la nostra società. È una <strong>“nuova frontiera”, così come viene definita nel sottotitolo del libro</strong>, quella della <strong>GreenWebEconomics</strong>, che Davide Reina e Silvia Vianello illustrano e descrivono nel loro libro uscito per Egea, la casa editrice dell’università Bocconi.</p>
<p>Un volume molto interessante che spiega come si debba ripensare dalle fondamenta la nostra economia perché, citando <strong>Ernst Friedrich Schumacher</strong> riportato nell’esergo al volume, <strong>&#8220;La crescita infinita dei consumi materiali, in un mondo finito, è impossibile&#8221;. </strong>E così, partendo da questo assunto di base,  delineare &#8220;un’economia più giusta, al servizio dell’uomo, fatta di imprese «a misura d’uomo». Un’economia il cui sogno non sia crescere all’infinito ma evolvere in armonia con l’ambiente&#8221;.</p>
<h3><span style="color: #008000"><strong>GreenWebEconomics è la parola d’ordine, insomma. Fondere un’attitudine e un&#8217;impostazione green alle incredibili risorse della rete globale di internet, e in questo modo dare il via a una nuova economia che sostituisca la GreyEconomy.</strong></span></h3>
<p>I due autori, come si dice in questi casi, hanno tutte le competenze per poter dettare nuovi paradigmi in questo campo: <strong>Davide Reina</strong>, infatti, è Marketing Professor alla Sda Bocconi School of Management, e viene da un’esperienza decennale come Director di imprese multinazionali nel consumer goods, retail e automotive, in Europa e Asia, mentre <strong>Silvia Vianello</strong>, dopo esperienze Professore e Advisor a Parigi, Houston e New York, ora è Marketing Professor alla Sda Bocconi School of Management, dove si occupa prevalentemente di Marketing Digitale, Green e Pricing.</p>
<p>Un libro che riesce a equilibrare il lato più tecnico e quello divulgativo: dall’economia della leggerezza al dettaglio della situazione italiana, passando per la geografia, le conseguenze e i nuovi clienti della GreenWebEconomics, fino agli opportunity gap da colmare e all’analisi del mercato dell’auto e della casa, gli autori riescono a trattare nel modo più completo possibile l’argomento, ponendo le basi di quella che possiamo considerare una verà e propria nuova società, la <strong>GreenWebSociety</strong>, che vede l’uomo al centro del ragionamento economico e sociale. Nello stesso tempo, è auspicabile  una <strong>sempre maggiore attenzione al Web e al Green</strong>, che “insieme trasformano i comportamenti delle persone perché ne aumentano radicalmente il potenziale di innovazione a livello individuale, la capacità di lavoro a livello collettivo, gli obiettivi di fondo”.</p>
<p><strong>C’è bisogno di innovazione, di una nuova e diversa forma di organizzazione del lavoro</strong>, di quella che gli autori chiamano “cooperazione in partnership”, in cui tutti quelli che operano nell’azienda ne sono anche soci. Bisogna valorizzare gli individui, non tenerli in competizione, soprattutto de-mercificare l’uomo.</p>
<p>Ecco un passaggio molto interessante: &#8220;De-mercificare l’uomo in una GreenWebEconomics fatta di piccole e medie imprese, riorganizzando il lavoro secondo logiche cooperative e associative, conviene. E conviene perché permette alla persona di esprimere tutte le sue potenzialità. Gerarchizzare, controllare e pagare una persona a elevato grado di conoscenza non per pensare ma per eseguire, seguendo la tipica logica del lavoro dipendente, non conviene perché determina un costo nascosto enorme fatto di idee non proposte, progetti non realizzati, innovazioni non lanciate.&#8221;</p>
<p>Queste sono le linee tracciate. Il percorso da seguire, stando attenti alla GreyEconomics che tenterà di sembrare Green rimanendo Grey, in un economia in cui “pochissimi possiedono moltissimo e le briciole vengono lasciate ai più”. Ed è così che <strong>gli autori sottolineano la necessità di dover costruire un “mondo nuovo”.</strong> E mai come in questo periodo di crisi globale, economica ora ed energetica nel breve futuro, ma soprattutto di “crisi delle idee”, <strong>è evidente a tutti che c’è bisogno di un cambiamento</strong>. In fretta, anche.</p>
<p><strong>Davide Reina, Silvia Vianello<br />
<em>GreenWebEconomics<br />
</em>Egea 2011, 224 pagg., 18 euro</strong></p>
<p><strong>La pagina di <a href="http://www.sdabocconi.it/it/faculty_and_competence/docenti/reina_davide.htm">Davide Reina</a> sul sito della Bocconi</strong></p>
<p><strong>La pagina di <a href="http://www.sdabocconi.it/en/faculty/professors/vianello_silvia.htm">Silvia Vianello</a> sul sito della Bocconi<br />
</strong><br />
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		<title>Progettare con la  PERMACULTURA</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 08:31:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tania Talamo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[permacultura]]></category>
		<category><![CDATA[progetto]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[transizione]]></category>

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		<description><![CDATA[La  Permacultura è l&#8217;arte di coniugare i saperi di discipline diverse (agricoltura naturale, bioarchitettura, climatologia, botanica, ecologia) per progettare in armonia con la natura. Il termine permacultura deriva dall&#8217;inglese &#8220;permanent agriculture&#8221;, cioè &#8220;agricoltura permanente&#8221;. Questo modello di agricoltura è stato sviluppato intorno al 1978 da Bill Mollison in Australia. A un primo livello, la permacultura, [...] <a href="http://www.econote.it/2011/11/16/progettare-con-la-permacultura/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color: #99cc00"><strong>La  Permacultura è l&#8217;arte di coniugare i saperi di discipline diverse (agricoltura naturale, bioarchitettura, climatologia, botanica, ecologia) per progettare in armonia con la natura.</strong></span></h3>
<p style="text-align: center"><span style="color: #99cc00"><strong><a rel="attachment wp-att-11327" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/12.jpg"><img class="size-full wp-image-11327 aligncenter" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/12.jpg" alt="" width="613" height="286" /></a><br />
</strong></span></p>
<p style="text-align: justify">Il termine permacultura deriva dall&#8217;inglese <strong><span style="color: #99cc00">&#8220;permanent agriculture&#8221;</span></strong>, cioè<strong><span style="color: #99cc00"> &#8220;agricoltura permanente&#8221;</span></strong>. Questo modello di agricoltura è stato sviluppato intorno al 1978 da <strong>Bill Mollison</strong> in Australia.</p>
<p style="text-align: justify">A un primo livello, la permacultura, si occupa di piante, animali, edifici e infrastrutture (acqua, energia, comunicazioni). Essa però non considera tali elementi come a sé stanti: piuttosto osserva le relazioni che si possono stabilire tra loro secondo il modo in cui essi sono collocati in una determinata area. Lo scopo è la creazione di sistemi ecologicamente ben strutturati ed economicamente produttivi, in grado di provvedere ai propri fabbisogni, evitando ogni forma di sfruttamento e inquinamento, e quindi sostenibili sul lungo periodo. A questo scopo, la permacultura valorizza le qualità intrinseche di piante e animali, unite alle caratteristiche naturali dell&#8217;ambiente e alle peculiarità delle infrastrutture al fine di creare sistemi in grado di sostenere la vita utilizzando la minore superficie possibile di terreno.</p>
<p style="text-align: justify">In realtà però ha anche un’approccio pratico alla vita quotidiana, al centro del quale troviamo una sola regola: «take your own responsability», «prendi la tua responsabilità». Prendersi la propria responsabilità, abbattere i consumi e le dipendenze. Contribuire a ricreare gli ecosistemi e a mantenerli nel tempo. Produrre, ovunque possibile, una parte del cibo che consumiamo tutti i giorni, o comunque entrare coscientemente nella catena di produzione e distribuzione alimentare.</p>
<p style="text-align: justify">La permacultura insegna a progettare insediamenti umani che imitino il più possibile gli ecosistemi naturali.</p>
<h3 style="text-align: justify"><strong><span style="color: #99cc00">Progettare in permacultura significa creare sistemi produttivi che durino nel tempo, che siano sostenibili, equilibrati e stabili; ovvero in grado di automantenersi e rinnovarsi con un basso input di energia. Il pensiero di fondo è quello di assumere come misura della produzione, le modalità di produzione della natura, quindi la permacultura non è orientata al profitto.</span></strong></h3>
<p><strong><span style="color: #99cc00"><br />
</span></strong></p>
<h3 style="text-align: justify"><span style="color: #99cc00">I fondamenti etici della permacultura sono:</span></h3>
<p style="text-align: justify">a) prendersi cura della terra<br />
b) prendersi cura della gente<br />
c) condividere le risorse.</p>
<h3 style="text-align: justify"><span style="color: #99cc00">Permacultura è :</span></h3>
<p style="text-align: justify">-          un insieme di processi e logiche in grado di creare un ambiente sostenibile, equilibrato, in grado di produrre con un minimo sforzo umano;</p>
<p style="text-align: justify">-          progettazione, la conservazione consapevole ed etica di ecosistemi produttivi che hanno la diversità, la stabilità e la flessibilità degli ecosistemi naturali;</p>
<p style="text-align: justify">-          essenzialmente pratica e si può applicare a un balcone, a un piccolo orto, a un grande appezzamento o a zone naturali, così come ad abitazioni isolate, villaggi rurali e insediamenti urbani.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify"><a rel="attachment wp-att-11329" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/pc1.jpg"><img class="size-full wp-image-11329 aligncenter" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/pc1.jpg" alt="" width="348" height="430" /></a></p>
<p style="text-align: justify">
<h3 style="text-align: justify">Elenchiamo qui una breve sintesi dei principi che costituiscono le <span style="color: #99cc00">linee guida per la progettazione in permacultura:</span></h3>
<ol style="text-align: justify">
<li>Lavora con e non contro</li>
<li>Tutto influenza tutto: individua le relazioni funzionali fra i vari elementi</li>
<li>Rifletti prima di agire e fai il minimo cambiamento per ottenere il massimo risultato</li>
<li>Gli errori sono occasioni per imparare</li>
<li>Ogni elemento in un sistema naturale svolge molte funzioni, cerca di sfruttare tutte le potenzialità di ogni elemento</li>
<li>Ogni funzione può essere esercitata da più elementi. Progetta in modo che tutte le funzioni importanti possano essere svolte anche quando qualche elemento non funziona.</li>
<li>Il tutto è più della somma delle parti</li>
<li>Ogni problema contiene in sé la soluzione: trasforma i limiti in opportunità</li>
<li>Favorisci la biodiversità: progetta in modo da aumentare le relazioni fra gli elementi piuttosto che il numero di elementi</li>
<li>Minimizza l’apporto di energia esterna, progettando sistemi che sfruttano le risorse presenti in loco, ricicla e riutilizza il più possibile</li>
<li>Pianifica gli sviluppi futuri</li>
</ol>
<h3 style="text-align: justify"><span style="color: #99cc00">Allora cosa può offrire la permacultura? Può lavorare a diversi livelli.</span></h3>
<p style="text-align: justify"><strong>Ai singoli</strong> può offrire un sistema di riferimento etico e pratico, che li aiuti a capire il territorio che li circonda e li guidi nei primi passi della pratica quotidiana.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Per i giovani</strong> può rappresentare una porta d&#8217;accesso che li aiuti a tornare alla campagna, ed in particolare ai territori marginali dimenticati dalla struttura economico-sociale.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Per i progettisti, gli architetti, i paesaggisti e gli amministratori pubblici</strong> può diventare un punto di riferimento progettuale per affrontare le difficoltà del nostro presente verso la costruzione di un futuro equilibrato e giusto.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">Per maggiori informazioni: <a href="http://www.permacultura.it/">http://www.permacultura.it/</a></p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">A questo indirizzo trovate un documentario (bellissimo) che illustra cos&#8217;è la permacultura:</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Ia7CNAte3Dw">http://www.youtube.com/watch?v=Ia7CNAte3Dw</a></p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">Qui una serie di video di dettaglio:</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=7vMukVOG50o&amp;feature=related">http://www.youtube.com/watch?v=7vMukVOG50o&amp;feature=related</a></p>
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		<title>La High line: una ferrovia trasformata in giardino!</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 07:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tania Talamo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[ferrovia]]></category>
		<category><![CDATA[High Line]]></category>
		<category><![CDATA[parco]]></category>
		<category><![CDATA[riuso]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>

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		<description><![CDATA[Siamo a New York, metropoli per eccellenza, e qui un’idea davvero innovativa ha fatto si che un’area dismessa divenisse un vero e proprio parco. Stiamo parlando dell’High Line: una sopraelevata costruita negli anni ’30 nel West Side di Manhattan per rimuovere il transito delle merci e per evitare che i treni urbani interferissero con il [...] <a href="http://www.econote.it/2011/11/10/la-high-line-una-ferrovia-trasformata-in-giardino/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Siamo a New York, metropoli per eccellenza, e qui un’idea davvero innovativa ha fatto si che <strong>un’area dismessa</strong> divenisse un vero e proprio <span style="color: #99cc00"><strong>parco</strong></span>.</p>
<p style="text-align: justify">Stiamo parlando dell’<strong>High Line</strong>: una sopraelevata costruita negli anni ’30 nel West Side di Manhattan per rimuovere il transito delle merci e per evitare che i treni urbani interferissero con il traffico cittadino e causassero incidenti a livello stradale.</p>
<p style="text-align: justify"><a rel="attachment wp-att-11121" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/5931709110_b1702d1ca1_b.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-11121" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/5931709110_b1702d1ca1_b.jpg" alt="" width="235" height="353" /></a> <a rel="attachment wp-att-11112" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/3250794156_fe82114eb4_b.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-11112" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/3250794156_fe82114eb4_b-285x175.jpg" alt="" width="285" height="175" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Dagli anni 80, però, questa linea e le sue rotaie vengono abbandonati finchè non diviene <strong>uno dei giardini pensili più belli al mondo! </strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong><a rel="attachment wp-att-11128" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/high-line-2011-614x409.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-11128" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/high-line-2011-614x409-285x175.jpg" alt="" width="285" height="175" /></a><a rel="attachment wp-att-11130" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/highline-combo.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-11130" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/highline-combo-285x175.jpg" alt="" width="285" height="175" /></a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">Nel 1999 Joshua David e Robert Hammond, due residenti della zona, danno vita alla fondazione «Amici della High Line»: vogliono trasformarla in uno spazio pubblico.</p>
<p style="text-align: justify">Il modello  preso ad esempio è  stato la <em>Promenade Plantée di Parigi</em>.</p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify"><a rel="attachment wp-att-11129" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/promenade-a-Paris.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-11129" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/promenade-a-Paris-285x175.jpg" alt="" width="285" height="175" /></a><a rel="attachment wp-att-11145" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/5081135764_7ac6d0b9fd.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-11145" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/5081135764_7ac6d0b9fd-285x175.jpg" alt="" width="285" height="175" /></a></p>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">Nel 2004 Michael Bloomberg si impegna a stanziare 50 milioni di dollari per la creazione del parco. Grandi sostenitori diventano il finanziere Philip Falcone, la stilista Diane von Furstenberg, suo marito, l&#8217;imprenditore dei media Barry Diller e Andre Balazs.</p>
<p style="text-align: justify">Il parco viene disegnato dall&#8217;azienda newyorchese di <strong>James Corner</strong> con architetti, ingegneri e agronomi.</p>
<p style="text-align: justify"><a rel="attachment wp-att-11135" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/corner.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-11135" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/corner-285x175.jpg" alt="" width="285" height="175" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Cliccate qui per il progetto: <a href="http://www.fieldoperations.net/">http://www.fieldoperations.net/</a></p>
<p style="text-align: justify">La<strong><span style="color: #99cc00"> vegetazione</span></strong> prescelta,<strong><span style="color: #99cc00"> ben 210 specie,</span></strong> <strong><span style="color: #99cc00">richiama le sterpaglie nate spontaneamente.</span></strong> Vengono riutilizzati molti materiali della vecchia linea e seguiti i principi di sostenibilità.</p>
<p style="text-align: justify"><a rel="attachment wp-att-11136" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/6a00d83451e6f169e201348545aa73970c.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-11136" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/6a00d83451e6f169e201348545aa73970c-285x175.jpg" alt="" width="285" height="175" /></a><a rel="attachment wp-att-11137" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-11137" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/1-285x175.jpg" alt="" width="285" height="175" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Il design moderno del garden è stato integrato perfettamente con la linea e le sue rotaie, tanto che i binari son rimasti lì, e senza toccare nulla sembra quasi di camminare in un quadro di Monet!</p>
<p style="text-align: justify"><a rel="attachment wp-att-11140" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/MonetGarden640.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-11140" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/MonetGarden640-285x175.jpg" alt="" width="285" height="175" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Verde e cemento si sono fusi perfettamente! Il tutto incorniciato da vista incantevole: da un lato si possono vedere gli scorci di Manhattan e la sua vita frenetica, seduti in questa oasi di pace, dall’altro lato  il fiume Hudson e lo skyline del New Jersey sullo sfondo.</p>
<h3 style="text-align: justify"><span style="color: #99cc00"><strong>Un bel progetto di “Riuso” e di sostenibilità e bellezza all’ennesima potenza!</strong></span></h3>
<p style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify">Per i più curiosi, <a href="http://www.thehighline.org/about/highlinehistory.html">qui</a> trovate la storia completa scritta (in inglese) della ferrovia e <a href="http://www.youtube.com/watch?v=qLmiaCK0zNw&amp;feature=related">qui</a> un breve video e tutte le <a href="http://thehighline.org/galleries/images/high-line-park-photos">foto</a> del progetto .</p>
<p style="text-align: justify">
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		<title>Il Danubio Living per un fiume più pulito!</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 10:22:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tania Talamo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[danubio]]></category>
		<category><![CDATA[fiume]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[tetto verde]]></category>

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		<description><![CDATA[Il fiume Danubio è il fiume più lungo d&#8217;Europa, ad abitarlo ci sarà un&#8216; impianto ecologico di depurazione delle sue acque. Conosciuto come &#8220;Il Danubio Living&#8221; , l&#8217;impianto è stato progettato per essere il più avanzato progetto di trattamento delle acque reflue dell&#8217;impianto di Budapest, in Ungheria. La città ha spesso tentato di smaltire l’inquinamento [...] <a href="http://www.econote.it/2011/11/02/il-danubio-living-per-un-fiume-piu-pulito/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Il <span style="color: #000000"><strong>fiume Danubio</strong></span> è il fiume più lungo d&#8217;Europa, ad abitarlo ci sarà un<strong>&#8216; <span style="color: #008080">impianto ecologico di depurazione </span></strong>delle sue acque. Conosciuto come &#8220;<strong><span style="color: #008080">Il Danubio Living</span></strong>&#8221; , l&#8217;impianto è stato progettato per essere il più avanzato progetto di trattamento delle acque reflue dell&#8217;impianto di Budapest, in Ungheria.</p>
<p style="text-align: justify">La città ha spesso tentato di smaltire l’inquinamento che si riversa nel suo letto. Per questo scopo è nata l’iniziativa <a title="Sito dell'iniziativa Living Danube" href="http://www.icpdr.org/icpdr-pages/dw0903_p_14.htm"><em>Living Danube</em></a>, <span style="color: #99cc00"><strong>un progetto di recupero e gestione ambientale sostenibile</strong></span> il cui obiettivo è il recupero e miglioramento delle acque che si riversano nel fiume. Grazie a questo progetto è stato possibile purificare tra il 92 e 96% delle acque residuali.</p>
<p style="text-align: justify">La caratteristica determinante dell’impianto è il suo <strong><span style="color: #000000">tetto </span></strong>di 10.000 metri quadri che sono stati <strong><span style="color: #000000">ricoperti con uno spesso manto verde di vegetazione</span></strong>. Sarà inoltre una vera è propria isola nel bel mezzo del Danubio che accoglierà anche un teatro, degli uffici e molto altro!</p>
<h3 style="text-align: justify"><span style="color: #99cc00">Il  tetto è stato progettato come una superficie piatta e verde che assorbe polveri e impurità simili,</span><span style="color: #99cc00"> ammortizza  i rumori e trattiene fino al 90% di acqua, evitando  che  quella piovana entri nella fognatura ed è un valido presidio per  la  tutela dell’ambiente.</span><span style="color: #99cc00"><span style="color: #99cc00"> </span>Inoltre la vegetazione sul tetto assorbe l&#8217;anidride carbonica dall&#8217;atmosfera e rilascia ossigeno,  armonizzandosi anche con il paesaggio!</span></h3>
<p>E ancora i tetti verdi  offrono numerosi vantaggi: forniscono alle strutture dei tetti e agli  strati isolanti protezione contro fluttuazioni e radiazioni UV,  incrementandone in maniera significativa la durata.</p>
<p style="text-align: center"><span style="color: #99cc00"><a rel="attachment wp-att-10929" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/GreenRoof-e1288708511962.jpg"><img class="size-full wp-image-10929 aligncenter" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/GreenRoof-e1288708511962.jpg" alt="" width="537" height="317" /></a><br />
</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #99cc00"><br />
</span></p>
<p style="text-align: justify">Il materiale principale nella costruzione sono più di 78.000 metri quadrati di<strong> DuPont Typar Geosintetici SF </strong>, un prodotto fatto di <strong>filo continuo, tessuto non tessuto composto da filamenti in polipropilene 100%</strong>. Il materiale agisce come strato che filtra e al contempo è permeabile all’acqua. Le sue proprietà ad alta resistenza e la permeabilità all&#8217;acqua ne fanno un eccellente materiale da costruzione ampiamente utilizzato anche nella costruzione di strade, per sistemi di drenaggio e coperture a inversione.</p>
<p style="text-align: justify"><a rel="attachment wp-att-10931" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/foto_ungheria_004_Budapest_Danubio1.jpg"><img class="size-full wp-image-10931 aligncenter" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/foto_ungheria_004_Budapest_Danubio1.jpg" alt="" width="430" height="272" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Un&#8217;idea progettuale interessante, da seguire  per la pulizia dei fiumi visto, anche, gli ultimi avvenimenti drammatici in Liguria e Toscana.</p>
<p style="text-align: justify"><a rel="attachment wp-att-10930" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2011/11/foto_ungheria_004_Budapest_Danubio.jpg"><br />
</a></p>
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