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Diario di bordo: riflessioni su un bellissimo ed insolito itinerario al Parco Vergiliano

Di Sara Schetter
Il 9 aprile EconoteNefesh Onlus – Psicologi e Psicoterapeuti associati per la persona e le famiglie hanno promosso insieme un insolito itinerario alla scoperta del parco Vergiliano di Napoli.

Perchè l’unione di Econote con un’associazione di psicologi e psicoterapeuti?

L’idea di fondo che ha dato vita a questo interessante percorso è stata quella di accompagnare i visitatori in un viaggio di scoperta della meraviglie del parco che non fosse solo informativo, conoscitivo, razionale ma anche esperienziale-emotivo.

Prima di avventurarci all’interno del parco ai partecipanti è stato dato un piccolo taccuino in cui annotare liberamente emozioni, sensazioni, versi poetici, libere associazioni… E mentre ci addentravamo lungo la salita iniziale del parco, pian piano i rumori metropolitani sbiadivano, c’incamminavamo nel silenzio naturale di questo luogo magico che non a caso accoglie le spoglie di due personalità illustri: Virgilio e Leopardi.

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Simbolicamente il passaggio dalla moltitudine di persone e dal caos sonoro verso scenari bucolici di silenzio è associato al viaggio interiore all’interno del proprio Sè. Troppo poco ci concediamo l’opportunità di abbassare il volume della realtà esterna per ascoltare il nostro interno: quanta poca credibilità doniamo alle nostre voci di dentro? Spesso le ascoltiamo quando sono sofferenti e richiedenti, ma quante volte in momenti di quiete le facciamo vibrare dando loro il giusto valore?

Addentrandoci nella natura maestosa e suprema del parco, il cui tragitto è per la maggior parte in salita, come arroccato, saliamo anche noi un poco più sopra, cambiando la nostra prospettiva: ciò che prima ci sembrava cosi ravvicinato e coinvolgente è come se dall’alto perdesse quel tipo di visione, la veduta è alta, la città sembra lontana, i nostri pensieri cambiano prospettiva, iniziano a respirare anche loro con il polmone naturale con cui entrano in contatto.

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Anche qui metaforicamente la possibilità di cambiare prospettiva è unità alla possibilità di non identificarci mai troppo con le nostre storie: quanti di noi quando vivono una difficoltà diventano la difficoltà stessa? Impersonificano quella parte di se stessi, s’identificano con il problema, non riuscendo più ad avere una visione globale del tutto. Proprio come in questo itinerario il salire e cambiare prospettiva della città ci dà la possibilità di dirci che tutto quello che conoscevamo e ci eravamo detti di noi stessi  non è una verità assoluta, è una parte di verità cosi come spesso è solo una piccola parte di noi che vive della cose, e quella piccola parte non rappresenta in tutto noi stessi… E’ solo una parte!

Ancora, le due tombe evocano ai partecipanti un’esperienza di confine: la morte. Sono tombe però visibili in un luogo di bellezza, come possibilità di ricordare che siamo esseri finiti e che il pensiero della morte può essere un pensiero positivo se ci ricorda ogni giorno che abbiamo un tempo limitato da sfruttare al meglio, che questo è il nostro tempo, il tempo per passeggiare, per respirare nella natura, per conoscere culture meravigliose, per scoprire noi stessi, per Essere.

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Non tutti sanno che l’essere umano funziona contemporaneamente in due modi diversi: da un lato usa un pensiero logico, razionale, conscio e dall’altro quello inconscio, emotivo; in questa bellissima visita i partecipanti hanno cercato di attivare contemporaneamente questi due mondi:  hanno tenuto sveglia l’attenzione rispetto alla scoperta di questo luogo permeato di storia, cultura, arte e leggende; insieme però il visitatore ha attivato un altro tipo di conoscenza che è quella emotiva, inconscia,  permeandosi di una valenza che investe più significati semantici.

Un grande studioso come I. Matte Blanco suggerisce un esempio molto calzante: per l’inconscio un’entità come il seno è sentita come un qualcosa che svolge non solo una funzione nutritiva, ma anche come qualcosa che compie una serie di altre funzioni che oltrepassano di molto quella nutriente. Attorno alla funzione nutriente l’inconscio costruisce un colossale alone di altre funzioni e proprietà (bontà, pazienza, generosità, creatività…). Il seno è qualsiasi seno reale umano o animale, qualsiasi oggetto rotondo, soffice, caldo, qualsiasi situazione che può fornire nutrimento fisico, o anche nutrimento psicologico: un libro come seno simbolico, la terra protettiva, ogni possibile combinazione delle cose suddette.  Ma potremmo aggiungere nuovi elementi senza mai finire: è sempre possibile a partire dalla classe dei seni (una classe che i logici chiamano classe aperta) ed aggiungere nuovi elementi.

Senza addentrarci nella teoria e ritornando a noi, crediamo vivamente che questa al parco Vergiliano sia stata un’esperienza interessante perchè ha permesso a noi ed ai nostri sensibili ed acuti visitatori di esplorare insieme queste due parti di noi in interazione, oltre a scoprire un luogo magico. La visita si è conclusa con la restituzione anonima dei diversi pensieri dei partecipanti, al cui interno s’incrociavano e si mescolavano i due mondi che contemporaneamente ci abitano: razionale ed emotivo. Grazie ancora. Alla prossima!

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