Cosa accadrebbe al vostro modo di vedere la realtà, se questa diventasse disordinata, sporca e sudicia?
È la domanda che si sono posti dei ricercatori olandesi, che hanno condotto degl’esperimenti sia in laboratorio che “in vivo”. Dai risultati ottenuti pare che il nostro cervello si protegga dal disordine esterno (considerato pericolo) richiamando una realtà di figure stereotipate (ma più controllabili), capaci di metterci più a nostro agio.
Uno degl’esperimenti consisteva nel far accomodare i viaggiatori in stazione su una panchina, sulla quale era seduta una persona di razza diversa dalla “cavia”. L’esperienza è stata ripetuta in due occasioni: durante uno sciopero (con relativo caos) e durante una normale giornata. Si è notato che esclusivamente nella giornata di sciopero, i viaggiatori prevalentemente si sedevano lontano dalla persona di razza diversa.
Successivi esperimenti simili hanno dimostrato come realtà di disorganizzazione, di caos e di emergenza, facciano innalzare anche nelle menti più aperte delle “barriere” psicologiche (come la xenofobia). Il motivo sembra sia la necessità di ordine per la nostra mente. Una realtà disordinata si traduce come un pericolo, una condizione che rende le nostre attività più difficili e di conseguenza ci rende più guardinghi, ci induce a semplificare e tagliare di netto l’architettura complessa dell’ordine sociale, per far posto ad una visione più spartana, chiusa, ma sicura e controllabile.
Questo studio risulta esser crudelmente applicabile al mondo d’oggi: crisi economiche, crisi politiche, crisi sociali, sono tutte condizioni che incattiviscono l’uomo, rendendolo più superficiale, più chiuso e per questo più pericoloso. Sarebbe bene che i Governi di tutti i paesi facessero tesoro di questo studio.
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