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Tingere con i colori della natura

Tingere con i colori naturali, ne ho sentito parlare da amiche knitter , fare la maglia nel 2014 non si dice più cercate di ricordarlo. Lì per lì mi è sembrata una cosa un pochino da fondamentaliste ecologiste, un po’ amish de noartri.

Ma si sa, chi disprezza compra e dopo aver visto un fantastico rosa antico ho deciso di provare.  Non ho tinto dei filati, non ancora, ma avevo dei vecchi asciugamani di lino “rubati” a mia nonna.

L’occorrente per il mio colore è stato di semplicissimo reperimento e l’investimento economico modico per non dir trascurabile. La stoffa la avevo già, ma potreste utilizzare una vecchia tovaglia o una federa. Serve del fissativo, potrebbe essere allume di potassio, lo trovate in erboristeria o ferramenta a qualche euro al chilo, ma va benissimo anche il sale grosso. A questo punto manca solo il colorante: un cavolo rosso, 600 grammi per 0,55 €. Pentola in acciaio o antiaderente, l’alluminio si tingerebbe e resterebbe poi scura.

foto di desertsong

Ricapitoliamo:

  • stoffa
  • sale grosso, circa il 20% in peso della stoffa
  • cavolo rosso

Procedimento

Affettate o tritate il cavolo e mettetelo in pentola a bollire, abbiate cura di mantenere sempre un quantitativo di acqua adeguato al volume della stoffa da tingere. Fate bollire e poi lasciate raffreddare, magari fate questa operazione la sera prima, in modo che il cavolo possa ancora macerare cedendo colore per tutta la notte. Filtrate per separare il cavolo dalla propria acqua di cottura. Mettete in un’altra pentola abbastanza capiente dell’acqua e aggiungete il sale, immergete la stoffa. Scaldate, ma non portate ad ebollizione, il tempo varia a seconda della grandezza della pezza, giusto per essere sicuri che l’acqua e il sale arrivino ad impregnare tutta la stoffa. Lasciate raffreddare la stoffa poi strizzatela e mettetela nella pentola con l’acqua di bollitura del cavolo, riscaldate il tutto oltre i 90°C, ma non fate bollire. Dovrete essere pazienti, questa fase deve durare almeno un’oretta. Rimestate per far colorare bene tutta la superficie. Fate raffreddare prima di estrarre e fatelo su superfici non porose, vogliamo tingere la stoffa non l’intera casa. Stendete all’ombra e stirate. Fate delle prove, filati differenti, lana, cotone, lino, seta reagiscono in modo diverso alla colorazione.

Il grado di rosa dipenderà dalla concentrazione del succo di cavolo che avrete estratto. Tingere due volte nello stesso modo è praticamente impossibile, ma le nuances saranno la vostra nuova religione!

Il rosa non è il vostro colore? Provate il giallo dalle foglie di fico o dall’erba appena tagliata, blu dal sambuco e le mille sfumature della terra con il caffè e la cannella. Vi avverto tingere dà dipendenza, fatto una volta comincerete a pensare cosa macerare, sbircerete il banco della frutta e della verdura alla ricerca di materia prima tintoria. Volete impazzire? Pinterest e digitate “dyeing fabric”.

Lo so che state già pensando alle magliette per l’estate, mandateci le foto dei vostri capolavori qui o alla pagina Facebook.

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