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RifiutiZero, un incontro a Napoli per fare il punto

Abbiamo partecipato il 15 marzo all’incontro: “Zero Waste/Rifiuti Zero a Napoli: Assemblea nazionale a sostegno della Legge popolare“, che si è tenuto all‘Hotel Royal/Continental di Napoli, che conosciamo come molto sensibile alle tematiche ambientali anche per il suo fumetto “Mr Royal”. 

“Bisogna agire locale ma pensare globale” dice Rossano Ercolini, che non dice mai la parola “rifiuto” ma “materiale di scarto” e questo è paradigmatico del suo pensiero e della strategia Zero Rifiuti. “Il momento è quello giusto, aderendo a Rifiuti Zero si aderisce a un protocollo, come quello di un produttore che decide di fare biologico e deve attenersi a delle tappe e a un protocollo preciso. Ci sono tre fasce di collocazione per città che tendono a San Francisco. Permettendo a Napoli di entrare nel protocollo sapevamo che non sarebbe stata una passeggiata. A questo punto però il Sindaco De Magistris deve far sapere cosa vuol fare da grande“, non risparmia una stoccata al Masaniello, e continua con grande energia a sottolineare che: “Dove ci sono problemi dobbiamo misurare la nostra capacità di risolverli“. A Napoli c’è stata una “emergenza ordinaria” e pilotata dal business dei rifiuti. La strada dei commissariamenti e della militarizzazione delle zone interessate mostra come non ci fosse un interesse a discutere con le comunità che sono state intese non come parte della soluzione ma parte del problema.

La legge dell’inquinamento di Paul Connett

Più c’è partecipazione meno ci sarà inquinamento, meno partecipazione significa anche più inquinamento. Le due cose sono inversamente proporzionali. Più le comunità hanno controllo del territorio e partecipano attivamente al suo sviluppo meno inquinamento avremo. Questo ruolo va recuperato per “bonificare la società e l’ambiente” conclude Ercolini che aggiunge: “In questo territorio Rifiuti Zero e partecipazione significano anche lavoro. Andiamo a recuperare la ricchezza urbana dai cassonetti. Abbiamo bisogno di più polis non di più polizia“.

Oltre 100 associazioni, movimenti e comitati hanno raccolto le 80mila sottoscrizioni (di cui circa 10mila ad opera dei comitati campani) si  sono ritrovati a Napoli per discutere di una gestione più virtuosa del ciclo dei rifiuti, per la messa al bando di discariche ed inceneritori, e perseguire l’obiettivo di far rientrare il ciclo di produzione-consumo all’interno dei limiti delle risorse del pianeta, tramite l’eliminazione degli sprechi, massimizzando la riduzione dei rifiuti, il riuso dei beni a fine vita e il riciclaggio, e minimizzando lo smaltimento, il recupero di energia e il recupero di materia diverso dal riciclaggio in modo da tendere a zero nell’anno 2020 lo scarto indifferenziato.

Rossano Ercolini, vincitore del Nobel per l’Ambiente “Golden Environmental Prize 2013”, maestro elementare, si è opposto all’inceneritore di Capannori (siamo in Toscana) e da lì ha iniziato un percorso virtuoso, quello ZeroWaste a firma Paul Connett. 

Zero Waste o Zero Rifiuti

La chiave della strategia ZeroRifiuti o ZeroWaste è un percorso a tendere – a San Francisco come a Capannori e anche a Napoli  – che vada verso la riduzione dei rifiuti a monte e non a valle. Differenziata forte e spinta ma anche lotta al monouso e al packaging. Nel 2020 San Francisco non manderà più nulla in discarica.

Rifiuti Zero – Napoli

 

 

Marianna Sansone

Giornalista, si occupa di contenuti e crede nell'importanza delle singole parole, delle "e" ed "a" finali, delle virgole e degli spazi. Mamma di Benedetta e Anna, ha fondato Econote nel 2008. La sua mail è marianna@econote.it

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