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	<title>Econote.it &#187; cosmetici</title>
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		<title>Olio di iperico: un alleato per la pelle</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 22:08:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sonia Lay</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ conosciuto anche come Olio di San Giovanni, ed è un vero toccasana in caso di lievi scottature ed ustioni. L’iperico (Hypericum perforatum) è una pianta officinale dalle molteplici proprietà: è un ottimo antivirale, antinfiammatorio e, per la sua capacità di rasserenare l’umore, è anche un buon antidepressivo. La leggenda vuole che sia una pianta [...] <a href="http://www.econote.it/2010/07/15/olio-di-iperico-un-alleato-per-la-pelle/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2711" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/07/08-04-2008-ID_748_W-4.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2711" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/07/08-04-2008-ID_748_W-4-300x134.jpg" alt="" width="389" height="173" /></a></p>
<p>E’ conosciuto anche come <strong>Olio di San Giovanni</strong>, ed è un vero toccasana in caso di lievi scottature ed ustioni.</p>
<p>L’<strong>iperico (Hypericum perforatum)</strong> è una pianta officinale dalle molteplici proprietà: è un ottimo antivirale, antinfiammatorio e, per la sua capacità di rasserenare l’umore, è anche un buon antidepressivo.</p>
<p>La leggenda vuole che sia una pianta “scacciadiavoli”; da qui deriva il nome di <strong>hypericum</strong>, che significa “sopra l’immagine”, proprio per l’uso assai diffuso anticamente di appenderla sopra un’ immagine sacra con lo scopo di allontanare i demoni. Il termine <strong>perforatum </strong>fa invece riferimento alle foglioline che in controluce appaiono come bucherellate.</p>
<p>L’uso più popolare della pianta è appunto sottoforma di <strong>olio di iperico</strong>, che si ottiene lasciando macerare le sommità fiorite in olio, generalmente di tipo alimentare. Il composto è usato con successo in molti trattamenti della pelle, tra cui scottature, dolori articolari, smagliature, piaghe, mani screpolate, punture d’insetti, reumatismi, invecchiamento cellulare.</p>
<p>L’olio è facilmente reperibile, ma attenzione ad acquistare il prodotto “puro”, dunque senza l’aggiunta di ulteriori sostanze che potrebbero alterarne l’effetto.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2710" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/07/hypericum_perforatum1.jpg"><img src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/07/hypericum_perforatum1-300x225.jpg" alt="" width="372" height="244" /></a><br />
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		<title>Il caso Riveel</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 05:41:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sonia Lay</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Durante l’operazione “Natale senza trucco”, nel dicembre 2009, i finanzieri della Tenenza di Venezia hanno sequestrato più di 6,5 milioni di cosmetici cinesi per un valore di mercato di 40 milioni di euro. Le Fiamme gialle, insospettite dalla composizione di alcuni prodotti della marca “Riveel”, ne hanno richiesto approfondite analisi. Dopo i primi esiti allarmanti, [...] <a href="http://www.econote.it/2010/07/02/il-caso-riveel/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2598" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/07/riveellc7.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-2598" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/07/riveellc7-300x239.png" alt="" width="300" height="239" /></a></p>
<p>Durante l’operazione <strong>“Natale senza trucco”</strong>, nel dicembre 2009, i finanzieri della Tenenza di Venezia hanno sequestrato più di 6,5 milioni di cosmetici cinesi per un valore di mercato di 40 milioni di euro. Le Fiamme gialle, insospettite dalla composizione di alcuni prodotti della marca <strong>“Riveel”</strong>, ne hanno richiesto approfondite analisi.</p>
<p>Dopo i primi esiti allarmanti, anche l’Istituto Superiore di Sanità ha accertato la pericolosità degli stessi, rilevando tracce consistenti di metalli pesanti, tra cui <strong>nichel, cromo, piombo e cobalto </strong>( dai dati emerge, per esempio, una concentrazione di piombo nel phard pari a 1632 mg/kg a fronte di quella consentita pari a 20 mg/kg), ritenuti altamente nocivi per la pelle e cancerogeni.</p>
<p>Sotto accusa le imprese fornitrici, la &#8220;D.i.Riveel Srl&#8221; e la &#8220;Baist Trading Srl&#8221;, con sede nella &#8220;China Town&#8221; di Milano, che si difendono affermando che solo alcune della partite importate hanno effettivamente presentato valori superiori a quelli consentiti.</p>
<p>Il <strong>make up Riveel</strong> è ancora oggi alla portata di tutti, acquistabile presso piccoli negozi o rivenditori ambulanti.</p>
<p>Limitiamo i danni per noi stessi e l’ambiente.</p>
<p><strong>Impariamo a scegliere.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-2599" href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/07/MAK-128.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2599" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/07/MAK-128-300x232.jpg" alt="" width="300" height="232" /></a></p>
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		<title>Per una sana tintarella</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 07:15:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sonia Lay</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche i solari diventano BIO. I filtri solari sono utilizzati per limitare gli effetti indesiderati dei raggi ultravioletti (UV); a seconda della lunghezza d&#8217;onda, che ne determina la profondità di penetrazione cutanea, questi si suddividono in UVA, UVB e UVC.  La maggior parte dei raggi UV che raggiungono la superficie terrestre sono UVA e, in [...] <a href="http://www.econote.it/2010/06/18/per-una-sana-tintarella/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://farm3.static.flickr.com/2431/3597095799_93d6bf8478_m.jpg" alt="" width="282" height="180" /></p>
<p><strong>Anche i solari diventano BIO</strong>.</p>
<p>I filtri solari sono utilizzati per limitare gli effetti indesiderati dei raggi ultravioletti (<strong>UV</strong>); a seconda della lunghezza d&#8217;onda, che ne determina la profondità di penetrazione cutanea, questi si suddividono in <strong>UVA</strong>, <strong>UVB</strong> e <strong>UVC</strong>.  <strong>La maggior parte dei raggi UV che raggiungono la superficie terrestre sono UVA e, in piccola parte, UVB, mentre gli UVC sono (quasi) totalmente assorbiti dall’atmosfera</strong>.  Analizziamoli singolarmente;</p>
<p><strong>i raggi UVA</strong>, con lunghezze d’onda maggiori, sono i meno dannosi. Vista la loro elevata lunghezza d&#8217;onda sono tuttavia in grado di penetrare in profondità nel derma distruggendo capillari<span style="color: #333333;"><span style="text-decoration: underline;">,</span></span> collagene ed elastina, provocando eritemi e danneggiando la pelle.</p>
<p><strong>I raggi UVB</strong> hanno lunghezza d’onda media, e  sono ritenuti tra le cause maggiori di cancro della pelle, come il melanoma. Inoltre, La radiazione UVB è molto più efficace della radiazione UVA nel provocare l&#8217;eritema.</p>
<p><strong>I raggi UVC</strong> sono i più dannosi ma, avendo lunghezza d’onda minore, dovrebbero essere trattenuti dalla fascia d’ozono. Purtroppo per noi, questa si sta assottigliando.</p>
<p>I filtri solari possono essere di due tipi:</p>
<p><strong>- chimici (o organici)</strong>, che contengono <strong>sostanze di sintesi</strong> in grado di assorbire le radiazioni; i raggi solari in un certo senso si &#8220;incastrano&#8221; nelle molecole del filtro dove vengono bloccati. Ma sono spesso &#8220;fotoinstabili&#8221;. Nel caso peggiore, l&#8217;energia accumulata può determinare un danno alla struttura molecolare della sostanza, che facilmente rilascia sulla pelle un derivato tossico.</p>
<p><strong>- fisici (o inorganici)</strong>, che funzionano proprio come uno schermo, ossia riflettono i raggi solari e non surriscaldano l’epidermide.</p>
<p>I solari eco-bio contengono esclusivamente filtri fisici, tra cui i più usati sono <strong>l’ossido di zinco ( Zinc Oxide) e il biossido di titanio ( Titanium Dioxide)</strong>, derivati di metalli con proprietà riflettenti.</p>
<p><span style="color: #0000ff;">“Lavera”, “Fitocose”, “Tea Natura”</span>, i prodotti non mancano, ed alcuni sono reperibili anche presso punti vendita equosolidali, come i solari <span style="color: #0000ff;">“Esprit Equo”</span>.</p>
<p>Buon sole a tutti! Speriamo solo&#8230; <strong>che sia BIO</strong>.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://blog.kisskiss.it/kblog/BeppeCogliandro/resource/abbronzaturanuda.jpg" alt="" width="308" height="379" /><br />
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		<title>Un profumo &#8216;esplosivo&#8217; per sentirsi piu&#8217; belle</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Apr 2010 10:01:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sonia Lay</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo uno studio pubblicato sulla rivista inglese “The Sun”, le donne che fanno uso di prodotti di bellezza introdurrebbero molte sostanze chimiche potenzialmente cancerogene e allergenizzanti. Sarebbero,infatti, circa 515 gli additivi chimici che ogni giorno il nostro organismo deve sopportare. Ma è un prodotto amato da tutti, il profumo, ad essere annoverato tra i peggiori. [...] <a href="http://www.econote.it/2010/04/10/un-profumo-esplosivo-per-sentirsi-piu-belle/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/04/s2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1816" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/04/s2-300x198.jpg" alt="s2" width="300" height="198" /></a></p>
<p>Secondo uno studio pubblicato sulla rivista inglese “The Sun”, le donne che fanno uso di prodotti di bellezza introdurrebbero molte sostanze chimiche potenzialmente cancerogene e allergenizzanti. <span style="color: #0000ff;">Sarebbero,infatti, circa 515 gli additivi chimici che ogni giorno il nostro organismo deve sopportare</span>. Ma è un prodotto amato da tutti, il profumo, ad essere annoverato tra i peggiori.</p>
<p>Da un’analisi condotta da Greenpeace su 36 delle fragranze più note, sono emerse tracce di <strong>ftalati</strong> e <strong>muschi sintetici</strong>: i primi sono oggetto di controversia da anni, perchè accusati di interferire nello sviluppo sessuale e la maturazione dei genitali; i secondi si accumulerebbero nei tessuti provocando gravi danni, inibendo anche le funzioni cerebrali e la comunicazione ormonale.</p>
<p><span style="color: #000000;">Tuttora la legislazione non disciplina adeguatamente l’esposizione a certe sostanze, che spesso non sono neanche riportate in etichetta.</span></p>
<p>Significativa la riflessione di  Francis De la Cruz, sostenitore di “Toxics di Greenpeace Asia sud orientale” quando afferma che <span style="color: #0000ff;">“questo avvelenamento non è acuto ma cronico, queste sostanze chimiche rimangono nel nostro sistema e si accumulano nei tessuti grassi degli organismi viventi”</span>.<br />
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		<title>Fitocose: un laboratorio di bio-ecocosmesi</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 09:27:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sonia Lay</dc:creator>
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		<category><![CDATA[milano]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra le alternative veramente naturali, Fitocose offre una vasta gamma di prodotti apprezzati e certificati. Stiamo parlando di un’azienda milanese che si propone nel panorama della cosmesi bioecologica, ma si distingue per la volontà di rimanere una “piccola” realtà. La filosofia è tanto semplice quanto geniale: “piccolo” è garanzia di attenzione, minor impatto, maggior impegno, [...] <a href="http://www.econote.it/2010/03/20/fitocose-un-laboratorio-di-bio-ecocosmesi/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;"><strong>Tra le alternative veramente naturali, Fitocose offre una vasta gamma di prodotti apprezzati e certificati.</strong></span><br />
Stiamo parlando di un’azienda milanese che si propone nel panorama della cosmesi bioecologica, ma si distingue per la volontà di rimanere una “piccola” realtà.<br />
La filosofia è tanto semplice quanto geniale: “<strong>piccolo</strong>” è garanzia di <strong>attenzione, minor impatto, maggior impegno, e standard di qualità decisamente superiori.</strong><br />
La vendita avviene principalmente online sul sito ufficiale fitocose.it, o presso i pochi punti erboristici  citati nell’apposita sezione.</p>
<p>Ogni prodotto è corredato da relativa descrizione con tanto di <strong>INCI</strong>, informazioni sulle certificazioni ottenute, e valutazione dei componenti tramite il <strong>biodizionario.it </strong>.<br />
L’azienda ha aderito allo standard “<strong>cruelty free</strong>”  impegnandosi a non utilizzare ingredienti testati su animali dopo il 2003.</p>
<p>Inoltre, attraverso l’iniziativa “<strong><span style="color: #0000ff;">Fitocose a porte aperte</span></strong>”, il laboratorio consente ai consumatori di effettuare delle visite ispettive al fine di valutare il rispetto e la conformità al codice verde.<br />
<span style="color: #008000;"><br />
<strong>Non vi resta che provare…io l’ho già fatto.</strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #008000;"><strong><img class="aligncenter" src="http://imagesb.ciao.com/iit/images/products/normal/181/product-1109181.jpg" alt="" width="200" height="150" /></strong></span></p>
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		<title>Piu&#8217; naturale con il trucco minerale</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 09:39:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sonia Lay</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bioecologico]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[cosmetici]]></category>
		<category><![CDATA[eco-sostenibile]]></category>
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		<description><![CDATA[Diciamo pure basta al petrolio sulla pelle! Il mondo eco-bio ci offre un’alternativa interessante con il mineral make up; letteralmente, si tratta di polveri ottenute mediante un processo di lavorazione e frantumazione di pietre e/o terre minerali. Anche in questo caso, però, bisogna fare attenzione ed imparare a riconoscere le “eco-furbate”. Il trucco minerale è [...] <a href="http://www.econote.it/2010/02/19/piu-naturale-con-il-trucco-minerale/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #333333;">Diciamo pure basta al <strong>petrolio</strong> sulla pelle!</span></p>
<p><span style="color: #333333;">Il <strong>mondo eco-bio</strong> ci offre un’alternativa interessante con il <strong>mineral make up</strong>; letteralmente, si tratta di polveri ottenute mediante un processo di lavorazione e frantumazione di pietre e/o terre minerali.</span></p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;">Anche in questo caso, però, bisogna fare attenzione ed imparare a riconoscere le “eco-furbate”.</span></strong></p>
<p><span style="color: #333333;">Il trucco minerale è tale, infatti, perché composto solo di<strong> pochi ingredienti naturali</strong> (minerali e pigmenti colorati), tra cui mica, titanium dioxide, iron oxides, ultramarine blue, silica, ferric ferrocyanide. In alcuni casi è possibile trovare coloranti di origine animale, come il “carminio” (CI 75470) che si ottiene dalla macinatura delle cocciniglie, secondo alcuni, già morte.</span></p>
<p><span style="color: #333333;">Attenzione perché tutte queste sostanze sono contenute anche nel tradizionale make up, ovviamente addizionate ad una buona dose di <strong>petrolati, conservanti, e componenti sintetici vari</strong>.</span></p>
<p><span style="color: #333333;">Questi prodotti sono oggi reperibili prevalentemente online, e tra le marche  più apprezzate annoveriamo Lily Lolo e Neve cosmetics. Il trucco minerale è, inoltre, estremamente versatile: le polveri possono essere usate asciutte o bagnate, pure o miste a creme, su guance, occhi, unghie, corpo, e spesso anche sulle labbra. E soprattutto, essendo i  pochi componenti  già da tempo utilizzati nella produzione cosmetica, <strong>non sussiste necessità di effettuare test su animali</strong>. Insomma, tanto di guadagnato;</span></p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;">In realtà, alcuni ricercatori sostengono la pericolosità delle polveri micronizzate e la potenziale cancerogenicità del titanium dioxide.</span></strong></p>
<p><span style="color: #333333;">Posto che molte ditte di cosmesi minerale dichiarano di non usare <strong>nanoparticelle</strong>, che il titanium dioxide è presente in tanti prodotti e che i problemi deriverebbero da un suo utilizzo in formato “nano”, che ci sono studi in corso e molte opinioni discordanti, promettiamo un’approfondita indagine sulla questione.</span></p>
<p><strong><span style="color: #333333;">E intanto, chiediamo ai lettori pareri ed esperienze.</span></strong></p>
<p><span style="color: #333333;"> </span></p>
<p><span style="color: #333333;"><span style="color: #333333;"><span style="color: #333333;"><img src="http://1.bp.blogspot.com/_lq_bOeGFRAs/SpQ-9UxF9wI/AAAAAAAAAkg/0AE6pTk6RQ4/s320/lily1.jpg" alt="" width="320" height="94" /></span></span></span><br />
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		<title>Ecobiocompatibile: oggi si puo&#8217;</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 14:15:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sonia Lay</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[Bioecologico]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[cosmetici]]></category>
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		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>

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		<description><![CDATA[Un consumatore responsabile è alla ricerca di prodotti che: -rispettino uomo e ambiente -non incrementino la vivisezione Per la prima problematica il metodo più sicuro è nella consultazione del già citato biodizionario; Per la seconda bisognerà scegliere prodotti aderenti allo Standard internazionale “Senza crudeltà”, che impedisce alle aziende di effettuare (o commissionare) test su prodotto [...] <a href="http://www.econote.it/2010/02/05/ecobiocompatibile-oggi-si-puo/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #3366ff;"><strong>Un </strong><strong>consumatore responsabile è alla ricerca di prodotti che:<br />
</strong><strong>-rispettino uomo e ambiente<br />
-non incrementino la vivisezione</strong></span></p>
<p>Per la prima problematica il metodo più sicuro è nella consultazione del già citato <strong>biodizionario</strong>;</p>
<p>Per la seconda bisognerà scegliere prodotti aderenti allo <strong>Standard internazionale “Senza crudeltà”</strong>, che impedisce alle aziende di effettuare (o commissionare) test su prodotto finito e su singoli ingredienti.</p>
<p>Questi ultimi rappresentano il vero problema perché, per legge, tutte le nuove sostanze devono essere sottoposte a controllo. Aderire allo Standard significa, dunque, che l’azienda s’impegna a non usare componenti nuovi, testati dopo una data fissa e specifica (che varia da un produttore all’altro), chiamata “cut-off date”.<br />
In ogni caso <strong><span style="color: #008000;">meglio non fidarsi di bollini e generiche scritte sulle confezioni, del tipo“non testato su animali”, perché assai spesso ingannevoli o usati impropriamente</span></strong>.</p>
<p>Piuttosto andrà consultato l’elenco delle ditte “<strong>cruelty free</strong>” sul sito del comitato <strong>VIVO</strong> (http://www.consumoconsapevole.org/cosmetici_cruelty_free/lista_cruelty-free.html).</p>
<p>Ma attenzione: mentre col <strong>biodizionario </strong>si tiene conto della tossicità delle sostanze e non dei test su animali, per la lista <strong>VIVO</strong> il discorso è inverso, e può succedere di trovare aziende che utilizzano ingredienti nocivi nonostante sposino la causa “senza crudeltà”.<br />
<span style="color: #3366ff;"><strong>Nessun problema; semplicemente useremo entrambi i sistemi e contemporaneamente.</strong></span><br />
Bisognerà cercare se un’azienda è nella lista, e valutare i suoi prodotti attraverso il biodizionario.<br />
<strong>E’ un nuovo inizio…ci proviamo tutti?</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/02/biodizionario.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1337" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/02/biodizionario.jpg" alt="biodizionario" width="241" height="256" /></a></strong><br />
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		<title>L’Olocausto degli animali</title>
		<link>http://www.econote.it/2010/01/27/l%e2%80%99olocausto-degli-animali/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 13:58:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sonia Lay</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bioecologico]]></category>
		<category><![CDATA[cani]]></category>
		<category><![CDATA[cee]]></category>
		<category><![CDATA[cosmetici]]></category>
		<category><![CDATA[esperimenti]]></category>
		<category><![CDATA[vivisezione]]></category>

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		<description><![CDATA[Osservo un cane in una stanza esposto ad emissione di gas. Comincia a leccarsi le labbra ( la saliva che aumenta è un sintomo di avvelenamento). Non si regge in piedi. Cade a terra gemendo. Per qualcuno è normale. Quelli come me, invece, sono incavolati! La sperimentazione animale è questione complessa. Per la cosmesi, distinguiamo [...] <a href="http://www.econote.it/2010/01/27/l%e2%80%99olocausto-degli-animali/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #008000;"><em><a href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/01/canimilitari.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1254" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="canimilitari" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/01/canimilitari.jpg" alt="canimilitari" width="300" height="264" /></a>Osservo un cane in una stanza esposto ad emissione di gas.<br />
Comincia a leccarsi le labbra ( la saliva che aumenta è un sintomo di avvelenamento).<br />
Non si regge in piedi. Cade a terra gemendo.<br />
Per qualcuno è normale.<br />
Quelli come me, invece, sono incavolati!</em></span><br />
La sperimentazione animale è questione complessa.<br />
Per la cosmesi, distinguiamo i test sui singoli ingredienti da quelli su prodotto finito; a differenza dei primi, questi ultimi sono oggi vietati in Europa.Per ogni nuova sostanza una direttiva CEE impone esami di tossicità e cancerogenicità, allo scopo di garantire efficacia e sicurezza.</p>
<p>Gli animali ingeriscono di tutto, vengono scorticati, ustionati, torturati con emissione di elettrodi nel cervello, modificati geneticamente. Uno studio del 2008 ha rilevato, su primati usati nei laboratori, gli stessi disturbi mentali degli esseri umani soggetti a torture.</p>
<p>E c’è chi è pronto a giurare che i risultati dei test sono fuorvianti, giustamente non applicabili all’uomo.<br />
Come orientarsi in questa giungla di assurdità? Il consumatore consapevole non smette di cercare la verità e, con essa, il miglior compromesso possibile.</p>
<p><strong>Presto, su Econote.it, le dritte cruelty free.</strong><br />
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		<title>INCI: occhio agli ingredienti cosmetici</title>
		<link>http://www.econote.it/2010/01/06/inci-occhio-agli-ingredienti-cosmetici/</link>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 17:35:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sonia Lay</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bioecologico]]></category>
		<category><![CDATA[cosmetici]]></category>
		<category><![CDATA[eco bio]]></category>

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		<description><![CDATA[Imparare a leggere le etichette è il primo passo per un consumo consapevole. La maggior parte dei prodotti in commercio vanta componenti dannosi per uomo e ambiente, ma comprendere quelle strane diciture appare un’impresa ardua ai più. Consideriamo alcune nozioni basilari. Dal 1997 ogni prodotto cosmetico deve esibire l’INCI, l’elenco degli ingredienti espresso secondo una [...] <a href="http://www.econote.it/2010/01/06/inci-occhio-agli-ingredienti-cosmetici/">Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #008000;"><strong>Imparare a leggere le etichette è il primo passo per un consumo consapevole.</strong></span></p>
<p>La maggior parte dei prodotti in commercio vanta componenti dannosi per uomo e ambiente, ma comprendere quelle strane diciture appare un’impresa ardua ai più.</p>
<p><strong>Consideriamo alcune nozioni basilari.</strong></p>
<div id="attachment_1159"  class="wp-caption alignleft"  style="width: 330px;"><a href="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/01/INCI.jpg" class="galleryAndCaptionItem" title="Un esempio di INCI"><img class="size-full wp-image-1159 " style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="INCI" src="http://www.econote.it/wp-content/uploads/2010/01/INCI.jpg" alt="INCI" width="320" height="86"/></a><span class="wp-caption-text">Un esempio di INCI</span></div>
<p>Dal 1997 ogni prodotto cosmetico deve esibire l’INCI, l’elenco degli ingredienti espresso secondo una nomenclatura standard. In questa lista le sostanze seguono un ordine decrescente, partendo dunque da quella contenuta in percentuale maggiore.</p>
<p><strong>Resta un problema: imparare a conoscere i componenti.</strong></p>
<p>Tra i punti di riferimento, il biodizionario (<a href="http://www.biodizionario.it/">www.biodizionario.it</a>) rappresenta oggi la più grande guida esistente in Italia sulle sostanze impiegate con maggiore frequenza nella produzione di cosmetici. Qualche esempio?</p>
<p>Il “propylene glycol” è un derivato del petrolio spesso usato come antigelo per radiatori, e impiegato nei prodotti cosmetici come umettante/solvente.</p>
<p>Altro derivato petrolifero è il “paraffinum liquidum”, normalmente presente nelle creme all’ossido di zinco per bambini.</p>
<p>Finalmente non abbiamo più scusanti, un consumo responsabile è oggi possibile e conviene.</p>
<p><em>A tutti.</em><br />
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