Due sono gli elementi principali: la stratificazione e il contenitore.
Il processo di stratificazione è necessario per consentire che il processo di biodegradazione avvenga sempre in presenza di ossigeno, fondamentale per non creare una sostanza che contenga percolato.
Una buona stratificazione si ottiene alternando una parte molto umida e con molta acqua ad una parte secca come segatura, rametti e anche contenitori delle pizze.
Il contenitore per essere buono deve avere una parte rialzata al suo interno che permetta all’ossigeno di passare da sotto; per questo sono preferibili anche dei buchi laterali e sul coperchio, parte necessaria per evitare infiltrazioni d’acqua che renderebbero il compost troppo umido. Così facendo sarà possibile metterlo anche fuori al balcone di casa, quindi non avremo scuse sostenendo che non abbiamo il giardino!
Principio fondamentale dunque è che il prodotto che si sta formando non deve essere né troppo umido né troppo secco e quindi di volta in volta dobbiamo controllare se aggiungere più parti secche o più parti umide. Dopo circa sei mesi avremo il nostro compost: e sorge spontanea la domanda ”cosa ce ne facciamo?” A tal proposito bisogna dire che il prodotto è un ottimo fertilizzante e quindi cosa può esserci di meglio per tutti gli amanti delle piante?!
Comunque per ogni dubbio è possibile rivolgersi al gruppo manitese, che terrà dei corsi sul compostaggio domestico e per quanto riguarda i contenitori è possibile consultare il sito www.compostadores.com.
Mettetevi all’opera e buon lavoro!
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