Nel 2003 il governo indicò il sito di Scanzano come deposito nazionale per tutti i rifiuti radioattivi italiani. Dopo un mese, in seguito a una mobilitazione popolare senza precedenti, il governo decide di rimuovere il riferimento a Scanzano Jonico per le scorie e di affidare la decisione della scelta del deposito a una Commissione mai costituita. Insomma, la gestione delle scorie radioattive in Italia rimane un problema ancora irrisolto.
Oggi il governo – nella follia della riapertura del nucleare nel nostro paese – sta proponendo al Parlamento una strategia ‘sovietica’ basata su un approccio autoritario e ‘militare’ alle scelte di localizzazione dei siti e gestione delle scorie, contraria alle direttive europee.
Sul sito l’intera storia.
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