Torniamo a parlare di amici a quattro zampe su Econote.it, dopo l’articolo di Sonia “L’Olocausto degli animali” sulle sperimentazioni. E lo facciamo perchè ci sono delle novità dalla Cina.
Forse ci siamo. In Cina non ci si potrà più sedere in un ristorante e ordinare piatti a base di cani o gatti. E’ il britannico “Times” a riportare la notizia.
Il paese asiatico va verso il bando di queste carni dai menù. Il Parlamento infatti discuterà legge contro abusi sugli animali, che vieterà tra le altre cose di servire la carne di gatto e di cane nei ristoranti del Paese. Nel caso in cui la legge fosse approvata dal Parlamento di Pechino, le multe per i trasgressori potrebbero essere salate, circa 520 euro, fino a rischiare una condanna a 15 giorni di carcere.
Cani e gatti, che noi consideriamo amici, membri della famiglia, e compagni di vita, sono tradizionalmente parte degli alimenti consumati in Cina. Specialmente nei mesi invernali perchè pare che aiuti a riscaldarsi. La cosa a noi fa – non a caso – rabbrividire. Ma altrettanto brutta è la tratta di cuccioli tolti alle madri pochi giorni dopo la nascita, per affrontre stipati in camion viaggi verso paesi come il nostro, ed essere venduti. Solo pochi sopravvivono a questo strazio, e alcuni pagano centinaia di euro per avere un cucciolo di razza (o anche alla moda, è successo ai dalmata).
Per questo, il consiglio è: indignamoci a sentire che in Cina mangiano cani e gatti, ma adottiamo i nostri compagni di vita nei canili. Ce ne sono tanti in cerca di casa e affetto.
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