La Erreplast è stata fondata nel ’99 dai fratelli Diana per riprendere la strada avviata dal padre Mario, ucciso dalla camorra. Oggi questa realtà industriale rappresenta la più grande piattaforma integrata di recupero e riciclo di plastica con una capacità di trattamento di 80.000 tonnellate di rifiuti. La plastica trattata torna nel ciclo industriale nel settore dell’abbigliamento e del tessile. Antonio Diana ha avuto il merito di dimostrare che si può fare impresa in maniera seria e coerente e che un’Italia diversa è possibile, nonostante le pressioni della criminalità organizzata.
L’impianto potrebbe trattare ogni anno 20mila tonnellate di bottiglie ma manca la materia prima frutto della raccolta differenziata e l’impianto va al 50% delle sue potenzialità, dice Antonio Diana in un’intervista a Il Fatto. Un paradosso che con le strade colme di rifiuti solidi urbani dei quali la plastica rappresenta una sostanziosa frazione.
Eccolo in una foto da La Nuova Ecologia.
Così mi sono complimentata a nome di tutta la redazione di Econote.it e gli ho chiesto che incentivo rappresentasse essere premiato come ambientalista dell’anno da La Nuova Ecologia e Legambiente e la risposta di Antonio Diana è stata:
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