“Il gas, che è arrivato al 60 per cento di efficienza e produce una quantità di anidride carbonica due volte e mezza più bassa di quella del carbone: il chilowattora costa poco e le centrali si realizzano in tre anni. E poi c’è la geotermia che nel mondo già oggi dà un contributo pari a 5 centrali nucleari”.
Una centrale a Gas funziona utilizzando il ciclo termodinamico di un gas (aria principalmente). Il ciclo (detto Joule) si compone di quattro passaggi fondamentali:
Per riassumere, c’è una prima compressione, questo provoca un aumento della temperatura interna del gas (la sua energia aumenta) che successivamente viene utilizzato in una turbina, ottenendo lavoro meccanico che viene trasformato in elettricità da un alternatore. Il gas si raffredda ed il ciclo può esser ripetuto.
Il combustibile per questo tipo di centrali è il Gas Naturale.
Una centrale ad energia Geotermica sfrutta il calore emanato dalla Terra naturalmente. Questo calore proviene (potremmo dire paradossalmente) dal decadimento radioattivo degli elementi, come l’Uranio, presenti nelle profondità del sottosuolo. È una fonte energetica assolutamente sicura e rinnovabile, considerando un uso corretto.
Queste centrali hanno la pecca di non poter esser costruite ovunque. Infatti esse sfruttano i sistemi termali, ossia delle raccolte d’acqua nel sottosuolo che vengono riscaldate dalle rocce adiacenti. Il vapore prodotto viene di seguito captato dalla centrale che lo utilizza per far girare enormi turbine, trasformando il calore in energia meccanica che verrà (come per prima) convertita in elettricità da un alternatore.
In Italia ci sarebbero zone sfruttabili per questo tipo di centrali:
“L’Italia ha una potenzialità straordinaria nella zona compresa tra Toscana, Lazio e Campania, e la sfrutta in maniera molto parziale: si può fare di più a prezzi molto convenienti. Solo dal potenziale geotermico compreso in quest’area si può ottenere l’energia fornita dalle 4 centrali nucleari previste come primo step del piano nucleare. Subito e senza rischi”.
E non c’è da stupirsi siccome fu proprio il nostro Bel Paese, il primo sperimentatore dell’energia geotermica, nel 1904 in Toscana, per mano del principe Piero Ginori Conti.
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