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Costa Concordia, necessario evitare il disastro ambientale

Con un bilancio delle vittime appena salito a sei, ancora un buon numero di dispersi, l’immane tragedia della Costa Concordia ha, in queste ore, un ulteriore risvolto tragico, quello ambientale.

Infatti, nel serbatoio della nave ci sono ancora 2380 tonnellate di gasolio, che potrebbe da un momento all’altro fuoriuscire e riversarsi in mare. Greenpeace ha già lanciato l’allarme, ma si sta cercando di fare davvero il possibile per evitare il disastro ambientale. L’allarme lanciato da Greenpeace è per una fetta di Mar Mediterraneo molto importante, e l’associazione ha chiesto che «venga messo a punto e attuato con urgenza un piano che preveda subito lo svuotamento delle cisterne di carburante della nave e quindi la rimozione della medesima».

Inoltre Alessandro Giannì, Direttore delle Campagne di Greenpeace denuncia che «in un’area, teoricamente protetta come il Santuario dei Cetacei, non esiste alcuno strumento per bloccare una nave con carico pericoloso se è in corso una tempesta o impedire alle navi da crociera di avvicinarsi pericolosamente alla costa, come avvenuto per la Costa Concordia».

Si cerca quindi di tirar via il carburante nel giro del minor tempo possibile, anche se per queste operazioni si tratta di un lasso di tempo comunque di almeno due settimane, soprattutto è tutto collegato alle condizioni meteorologiche. Se le condizioni meteo-marine dovessero cambiare sarebbe più difficile estrarre il carburante dalla nave senza rischi per l’ambiente. Sarà la  Smit, azienda olandese che si occupa del recupero relitti, a effettuare queste delicate operazioni.

I fondali dell’isola del Giglio sono preziosi, quindi si deve cercare in ogni modo di salvaguardarli da un possibile disastro ambientale. Intanto ieri il governatore della Toscana Enrico Rossi, in visita all’isola del Giglio ha detto giustamente: «Bisogna istituire linee di navigazione chiare e sistemi di controllo. Bisogna evitare di consentire a navi di queste dimensioni di andare a spasso e provocare questi disastri».

L’importante è che si prenda al più presto una decisione e si predispongano le giuste misure per prevenire ogni rischio per l’ambiente e la salute pubblica.

Antonio Benforte

Vice-presidente dell'associazione culturale, scrive su Econote.it dal 2008. Giornalista e social media manager, crede nelle potenzialità della rete e in un mondo migliore, e nel suo piccolo si impegna ogni giorno per renderlo tale.

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