Chi non ha mai tenuto in mano un palloncino gonfio di Elio. Questo gas è un elemento chimico molto diffuso nell’universo (insieme all’Idrogeno) che fa parte dei famosi Gas Nobili (o Rari) della tavola periodica.
La “Sua” nobiltà sta nel fatto che è energeticamente stabile con i suoi due protoni e due elettroni (più due neutroni), di conseguenza non reagisce chimicamente con nessun’altro elemento (chimicamente inerte).
Si presenta come un gas incolore ed inodore ed ha molteplici applicazioni: dai laboratori, utilizzato come refrigerante negl’acceleratori di particelle ai macchinari per la risonanza magnetica, dove raffredda una speciale lega a 4 K (4 gradi sopra i fatidici – 273,15°, ossia lo zero assoluto) trasformandola in superconduttore, importante ai fini del principio di funzionamento del macchinario diagnostico.
Insomma un gas vitale per molte nostre attività (non solo ludiche). Ma è anche un gas non infinito sul nostro pianeta, dove le sacche di elio stanno esaurendosi, portando i laboratori a situazioni imbarazzanti di stallo. La colpa è il suo utilizzo per “futili motivi” accusa il Guardian.
Una ipotesi alternativa e futurista di estrazione di Elio è quella “lunare”. Si sa infatti che nascosto nelle rocce lunari sia nascosto un grosso quantitativo di questo gas così prezioso e secondo alcuni scienziati, come Ian Crawford, “non è lontano quel giorno in cui sarà possibile estrarre l’Elio dalla luna.”
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