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Disastro di Fukushima, concluse le indagini: “fu errore umano”

Si sono concluse le indagini della commissione indipendente parlamentare sul reattore giapponese. E la conclusione fa riflettere. Non fu soltanto lo tsunami la causa del disastro nucleare, bensì si trattò di «un errore umano, causato dallla mancata cooperazione tra governo, authority e Tepco (Tokyo Electric Power), che con i loro comportamenti omissivi non furono in grado di prevedere e prevenire il disastro, e gestire l’emergenza».

Per approfondire il tema è possibile leggere il report “The official report of The Fukushima Nuclear Accident Independent Investigation Commission”. La commissione di indagine è giunta alla conclusione che il disastro non fu causato solo dal tremendo tsunami, e conclude accusando la Tepco  di non aver attuato le necessarie misure di sicurezza, e di aver sbagliato a costruire una centrale in una zona così a rischio terremoti.

La commissione, guidata dal professor Kiyoshi Kurokawa quindi dà un ruolo e delle colpe importanti all’atteggiamento del Giappone, nella costruzione e nella gestione dell’impianto nucleare. Addirittura, arrivando a scrivere nel rapporto, che “quello che dobbiamo ammettere è il fatto che si sia trattato di un disastro Made in Japan. Le sue cause principali sono da rintracciare nelle radicate convenzioni della cultura giapponese: la nostra riflessiva obbedienza; la nostra riluttanza a mettere in discussione l’autorità; la nostra devozione nel rispettare i programmi fissati; la nostra chiusura e la nostra insularità.”

Il rapporto, di 641 pagine e scritto dopo sei mesi di indagine, quindi trae conclusioni forti, in controtendenza rispetto a tutti coloro che, nonostante il disastro, continuano ad appoggiare le centrali nucleari. E soprattutto contro la Tepco, che ha sempre sostenuto che il danno ai reattori nucleari di Fukushima e il conseguente disastro siano stati causati dalla potenza dello tsunami, che ha danneggiato l’impianto di raffreddamento e provocato la fusione del nocciolo in tre delle unità. Invece, la nuova pista che sembra prendere piede, sarebbe quella che vede il reattore 1 danneggiato già in seguito al terremoto. Colpa, quindi, non di un evento che “accade ogni mille anni”, come lo tsunami, ma di un evento molto più frequente in Giappone: il terremoto.

E poi, è stato pubblicato in una data emblematica: proprio lo stesso giorno in cui il reattore nucleare di Fukushima è tornato a fornire energia, dopo il tremendo incidente. Ora il rapporto sarà discusso dal Parlamento. Quello che è certo, è che bisogna trarre insegnamento da questo disastro, e riattivare centrali nucleari in zone così a rischio non significa farlo come si deve.

 

Antonio Benforte

Vice-presidente dell'associazione culturale, scrive su Econote.it dal 2008. Giornalista e social media manager, crede nelle potenzialità della rete e in un mondo migliore, e nel suo piccolo si impegna ogni giorno per renderlo tale.

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