Isotta Camarota, classe 1982, è tornata a Torino da poco, dopo due anni trascorsi a Città del Messico, tra orti urbani dimostrativi e orti comunitari, tra lezioni con i bambini sul riconoscimento dei semi e brunch per insegnare anche agli adulti cosa vuol dire mangiare sano. E cosa fare delle bietole.
Una passione per il verde, quella di Isotta, che nasce da lontano. “Ho iniziato anni fa, scoprendo che il DAMS non faceva per me, a frequentare un corso serale di giardinaggio, poi subito dopo un corso di un anno da vivaista, dove studiavamo da giardinieri in modo molto pratico, usando attrezzi e motoseghe”. Dopodiché uno stage nel torinese e un lavoro in Toscana, finché il destino – e l’amore – non la portano a Città del Messico. “Lì abitavo vicino a un posto incantevole, Huerto Romita, un orto dimostrativo e spazio comunitatio sorto proprio in mezzo al quartiere e passandoci davanti ogni giorno rimanevo sempre a bocca aperta: era pieno di piante, fiori commestibili e erbe aromatiche coltivati secondo la filosofia della permacultura urbana, all’interno di creativi contenitori di recupero”.
Che cos’è Huerto Romita
Huerto Romita è un progetto nato nel 2007 dall’idea di 3 ragazze, che decidono di far sbocciare in città questo orto dimostrativo di 80 mq, completo di un impianto di recupero di acqua piovana, 4 compostiere e 3 lombricompostiere, puntando anche sul recupero di zone degradate, sul coinvolgimento della comunità per creare attività socialmente utili e sulla condivisione e produzione di cibo in una zona molto povera di Città del Messico.
Missione compiuta: Huerto Romita diventa in breve tempo un luogo dove imparare a realizzare un orto, a costruire una compostiera, a nutrire la terra e a nutrirsi seguendo la stagionalità dei prodotti. Un orto dimostrativo contagioso, a partire dal quale nascono poi orti comunitari all’interno dei cortili dei palazzi, realizzati insieme agli abitanti recuperando bidoni, pneumatici, secchi vuoti. “L’idea è zero spreco, 100% riuso, con tanta creatività e fantasia”, sorride Isotta. Perché, insomma, tutto fa orto.
Poteva una ragazza col pollice verde resistere a tanto? “Appena seppi che a Huerto Romita era stata aperta una convocatoria per apprendisti, mi iscrissi. Lavoravo come volontaria in cambio di formazione: manutenzione dell’orto in cambio della partecipazione gratuita ai corsi di formazione che organizzavano nella struttura, all’univerità e nelle scuole”.
Così Isotta si avvicina all’agricoltura organica, declinata nei principi dell’agricoltura biodinamica, sinergica e della permacultura urbana, diventando in 6 mesi da apprendista a collaboratrice: “Mi occupavo dell’apertura bisettimanale dello spazio, facevo docenze e lezioni nelle scuole sul riconoscimento di semi, fiori commestibili, erbe aromatiche, insegnavo a fare compost e orti-lasagna”. Ehm, orti-lasagna? “L’orto-lasagna non è altro che la riproduzione degli strati presenti in un bosco: uno strato più profondo roccioso, poi strati più sottili fino all’ultimo, il suolo, ricoperto di foglie e resti di vegetazione in grado di proteggere e nutrire il terreno. Il segreto è semplice: basta guardare la natura, e imparare da lei”.
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