Nel 1975 un decreto intervenne a tutela di 900 ettari terrestri e 1.000 ettari marini nel nord-est della Corsica. Scandola, metà terraferma e metà diventò così una Riserva Naturale.
I litorali sono tutti estremamente fragili e l’impronta dell’uomo si sente e si vede in maniera prepotente. Lo abbiamo visto anche nel Parco Sommerso della Gaiola, anche lì un decreto ha salvato un’area ricca di biodiversità e di storia. Qui lo raccontavamo al Corriere del Mezzogiorno e qui invece siamo andati a ripulire la spiaggia insieme ai volontari.
Un paradiso protetto e iscritto dall’Unesco nel patrimonio mondiale dell’umanità nel 1983 per la varietà e l’abbondanza della flora e della fauna sottomarina. Ma questo territorio nel nord-ovest della Corsica oggi di inestimabile valore non è sempre stato così. È stato salvato tramite decreto, protetto e tutelato dall’impronta dell’uomo e per questo oggi ricco di biodiversità.
Con la pazienza di ricostruire che solo la natura sa avere, pian piano passati pochi decenni questa zona è tornata a ripopolarsi di flora e fauna: gabbiani, cormorani, aquila di mare, avvoltoio barbuto, falco pescatore, falco pellegrino e gabbiano corallino. I fondali sono incredibilmente pieni di pesci. Tutto intorno pieno di macchia mediterranea. Tutto questo grazie a strette regolamentazioni, obbligo di velocità ridotta e immersioni e pesca vietate.
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