Categories: Rinnovabili

A Londra una piattaforma galleggiante per produrre energia solare

Dopo Blackfriars Bridge, il ponte solare più lungo del mondo, inaugurato a inizio 2014, Londra si lancia in una nuova sfida: una piattaforma galleggiante coperta da più di 23000 pannelli fotovoltaici, che diventerà la più grande d’Europa.

Il progetto nasce come parte del piano della Thames Water, compagnia che gestisce il servizio idrico nella capitale inglese, per arrivare a produrre entro il 2020 un terzo del proprio fabbisogno energetico da fonti rinnovabili. La piattaforma galleggerà sul London’s Queen Elizabeth II Reservoir, un bacino di raccolta situato appena fuori Londra, vicino all’aeroporto di Heathrow.

Angus Berry, energy manager della Thames Water, dichiara: “diventare un business più sostenibile è parte integrante della nostra strategia a lungo termine e questo innovativo nuovo progetto ci porta un passo più vicini a raggiungere l’obiettivo. Questa è la cosa giusta per i nostri clienti, la cosa giusta per i nostri stakeholder e, soprattutto, la cosa giusta per l’ambiente”.

La collocazione dell’impianto è strategica sotto diversi punti di vista. Primo tra tutti la vicinanza all’impianto di depurazione delle acque della compagnia londinese, fattore che le permette di sviluppare una maggiore autonomia energetica, oltre che ridurre la propria impronta ecologica. Prediligere risorse rinnovabili e promuovere la decentralizzazione delle fonti energetiche sono misure che rientrano nel pacchetto di strategie per agire in prevenzione degli effetti dei cambiamenti climatici e per contrastare la vulnerabilità dei sistemi produttivi.

L’idea di creare una piattaforma galleggiante permette di sfruttare uno spazio altrimenti inutilizzato, evitando di sottrarre terreni all’agricoltura. Aspetto, questo, che introduce una nuova prospettiva nel dibattito sulla necessità di evitare il consumo dei suoli fertili per il collocamento di impianti fotovoltaici.

Punto non meno importante, infine, il bacino Queen Elizabeth II è un lago artificiale scarsamente frequentato dalle specie animali della zona, pertanto la presenza della piattaforma non dovrebbe portare alcun impatto sull’ecosistema circostante.

Dopo 5 anni tra ricerca e lavori, la piattaforma sarà inaugurata entro Marzo. Aspettando  di poter festeggiare questo traguardo, ci auguriamo che l’esempio della  Thames Water possa diffondersi ed avere seguito anche altrove.

Giulia Gaido

Designer, specializzata in Ecodesign al Politecnico di Torino. Crede nel progettare “dal cucchiaio alla città”, meglio quando il cucchiaio è compostabile e le città sono molto verdi. Si interessa di cambiamenti climatici ed è fissata con la resilienza. Attualmente fa la grafica. Sogna un mondo più sostenibile e umani migliori. Ama viaggiare, fotografare, fare (e disfare) lavori a maglia e godersi le “sue” montagne.

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Giulia Gaido

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