Utilissimo uno sguardo sul sito ufficiale del progetto, che raccoglie tutte le informazioni inerenti all’iniziativa ed è un punto di riferimento nazionale per chi fosse interessato; offre risposte a domande frequenti e indicazioni per avviare un piedibus nella propria città.
Il sito è completo e raccoglie, regione per regione, le liste dei piedibus attivi. Soffermandosi sulle linee già attive, vengono fuori dati interessanti: alcune regioni sono virtuosissime, a presentano almeno un piedibus per ogni capoluogo di provincia. Sono Lombardia (che a Como ne registra ben 13), Emilia Romagna,Umbria, Veneto, Friuli, Piemonte.Questo dato indica una certa diffusione della pratica in tutta la regione, e quindi una buona presa sul territorio dell’idea . Circa un quarto dei piedibus attivi, inoltre, sono partiti nell’anno scolastico 2015/2016.
Altre regioni, invece, non hanno attivo alcun piedibus: mancano all’appello Abruzzo, Molise, Sicilia, Basilicata e Val d’Aosta.
Regioni come Puglia, Sardegna, Lazio, Marche e Toscana hanno attivato piedibus soltanto in alcune delle loro province, e Campania e Calabria un solo piedibus per tutta la regione.
I dati evidenziano un (probabile) ricorso alla pratica del piedibus in situazioni in cui il traffico diventa problematico : magari ne nascono di più dove si avverte maggiormente l’esigenza di spostare la fetta di traffico scolastico fuori dalla circolazione dei veicoli.
Sicuramente la diffusione dell’idea del piedibus, richiede anche una certa predisposizione all’uso dei mezzi pubblici: è, a tutti gli effetti, un tipo di trasporto pubblico, che può anche tenere conto di coincidenze o tragitti parziali effettuati con altri mezzi. Quindi, sicuramente molto legato anche al tipo di territorio – il piedibus è sicuramente più semplice da attivare in zone pianeggianti.
Una pratica a bassissimo impatto, sostenibile e che aiuta bambini e ragazzi a capire l’importanza di certe pratiche. Basta davvero poco per evitare -almeno in parte, e quando sia possibile – file, rallentamenti, inquinamento e affollamento di parcheggi o soste in seconda fila.
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