Ambiente

Plus houses, smart homes e case passive: alcune parole dell’abitare green

Scegliere una casa sostenibile può dare un grande aiuto al pianeta. Esistono però diversi approcci e alcune possibilità non ancora troppo conosciute. Che cosa sono per esempio le plus houses? In cosa differiscono da Smart Homes o dalle case passive?

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SMART HOME

Una smart home è una casa caratterizzata da impianti, apparecchi e sistemi controllabili in modo automatizzato grazie ad un apposita interfaccia tecnologica.

Immagine tratta da www.gstylemag.com

I padroni di casa possono gestire, anche da remoto, tutte le principali funzioni della casa, dall’impianto di condizionamento a quello di illuminazione. Lo scopo delle smart homes è quello di rendere l’ambiente domestico il più confortevole possibile, perciò, sebbene una gestione più efficiente dei sistemi casalinghi possa influire positivamente anche sulla riduzione dei consumi energetici, questo non è l’obbiettivo principale dei sistemi di domotica.

 

 

CASA PASSIVA

Al centro dei progetti di case passive c’è invece la volontà di ridurre al minimo il dispendio di energie, in particolare per quanto riguarda riscaldamento e condizionamento della casa.

Immagine tratta da www.m.baufritz.com

Sfruttano irraggiamento solare, calore prodotto dagli abitanti e dagli elettrodomestici, isolamento termico e ventilazione controllata. Sommate, queste soluzioni fanno in modo che l’apporto energetico richiesto per compensare la dispersione di calore sia talmente bassa da poter usufruire solamente di sistemi di riscaldamento “clean”, quali pannelli solari termici e fotovoltaici o pompe di calore.

 

 

ENERGY-PLUS HOUSES

Le plus houses hanno la peculiarità di essere abitazioni in grado di produrre più energia di quanta sia necessaria per il funzionamento dei propri impianti.

immagine tratta da www.m.baufritz.com

Alle caratteristiche che garantiscono un bassissimo consumo anche alle case passive, si aggiunge la micro-generazione di energia. Pannelli fotovoltaici, turbine eoliche, controllo smart dei consumi: tutti questi fattori si combinano per dare origine ad abitazioni in grado di azzerare il proprio impatto sull’ambiente e di re-immettere un surplus di energia pulita sulle reti di approvvigionamento pubbliche. La società inglese Baufritz, che si occupa di costruzione di plus houses, stima un consumo annuo pari a 5300 kWh, a fronte di una produzione di energia di 7000 kWh, con 1700 kwh di energia in eccesso prodotta.

Le plus houses aprono la strada a un modo di concepire le abitazioni private del tutto nuovo, da buchi neri capaci di consumare enormi quantità di energia a piccoli centri di produzione di energie rinnovabili, dislocati sul territorio.

Giulia Gaido

Designer, specializzata in Ecodesign al Politecnico di Torino. Crede nel progettare “dal cucchiaio alla città”, meglio quando il cucchiaio è compostabile e le città sono molto verdi. Si interessa di cambiamenti climatici ed è fissata con la resilienza. Attualmente fa la grafica. Sogna un mondo più sostenibile e umani migliori. Ama viaggiare, fotografare, fare (e disfare) lavori a maglia e godersi le “sue” montagne.

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Giulia Gaido

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